
Originalmente inviato da
CHANEL Nr5
Allora Ripe: quando lo allatti, il tuo baby ti guarda e "pensa": "La mia mamma è buona perché appena ho fame lei mi allatta".
Dopo un'ora il baby ha ancora fame, ma tu sei impegnata perché stai guardando Beautiful, allora il baby "pensa": "La mia mamma è cattiva perché invece di allattarmi guarda Beautiful". OK?
Allora: il tuo baby non ha le capacità neurologiche per comprendere che la mamma buona e la mamma cattiva sono sempre la stessa Ripe, ma ti percepisce interiormente in due oggetti (oggetto significa rappresentazione interiore di qualcosa: la mamma, il papà... , cioè non sono le persone reali, esterne, ma sono elaborate dentro di sé, ma se vuoi di questo ne parleremo meglio) separati (= scissi): uno buono (quando lo soddisfi nei suoi bisogni affettivi e nutritivi) e uno cattivo (quando lo trascuri per i Forrester).
Qualche mese dopo, il bambino imparerà ad integrare la tua immagine dentro di sé e allora dirà: "Io ho fame, mia mamma sta guardando Beautiful, ma non mi incazzo perché so che la puntata dura solo 20 minuti, quindi posso anche aspettare perché so che lei non mi abbandonerà".
Quindi da genitore devi sapere che: più il bambino colleziona oggetti interni buoni (carezze, gratificazioni, esperienze psicofisiche soddisfacenti) , rispetto a quelli cattivi (paure, ansie, senso di solitudine, incertezze, trascuratezza), più sarà fiducioso in sé e negli altri, aperto, sicuro, capace di gestire le frustrazioni, perché così vivrà il dolore che fa parte dell'esistenza in modo tollerabile e non nevrotico (troppo ansioso, patologico).
Attenzione: queste modalità di comportamento ritornano quotidianamente nella vita adulta, ad esempio tu dici: "Io sono innamorata di Tal dei Tali: lui è fantastico, buono, meraviglioso, gentile, intelligente!! Io lo amooooo!!!" Ecco, in questo fenomeno chiamato 'innamoramento' l'oggetto amato è solo positivo (scisso). Poi dopo un mese di convivenza, Tal dei Tali diventa solo cattivo: disordinato, maleducato, infantile, indifferente, irresponsabile.
Al terzo mese o fai come il tuo baby quando integra la tua immagine dentro di sé e pensi: "Questo Tal dei Tali è insopportabile, ma è anche generoso, è disordinato, ma affettuoso, quindi non lo lascio", oppure regredisci al punto di dire: "Questo Tal dei Tali è detestabile" e lo butti fuori di casa (in tutta la storia con Tal dei Tali entrano in gioco funzioni, proiezioni, e altre minchiate psicoanalitiche).
Un altro caso di scissione è il tifo esagerato per una squadra di calcio, oppure il razzismo.
Concludo solo dicendo che tutte le caratteristiche buone o cattive che attribuisci a Tal dei Tali, o alla squadra di calcio, o alla razza che vorresti eliminare, in realtà appartengono a te (ricordi le rappresentazioni interne del tuo baby?), ma tu pensi bene di spostarle su qualcos'altro idealizzandolo ("Quanto è forte l'Inter!") o di liberartene appiccicandole agli altri come se scottassero (e infatti scottano moltissimo) proiettandole ("Gli extracomunitari sono ladri!"), .
Hai presente quando ti siedi sulla poltrona, guardi la tua terapeuta e le chiedi: "Come sta?" e lei risponde: "Forse Lei vuole raccontarmi come si sente", ecco si chiama proiezione.
Oppure quando le dici: "E' arrabbiata oggi?" e lei, amorevole ti chiede se vuoi parlare della tua rabbia.
Ecco: nel setting le proiezioni appaiono in modo evidentissimo proprio perché l'analista è talmente neutro che è impossibile che la rabbia appartenga a lui! Per questo è fondamentale non conoscere nulla della vita dell'analista, altrimenti le proiezioni (materiale analitico preziosissimo) diventano impossibili.
Ti abbraccio Ripe, e ti ricordo librosamente che l'unico lavoro che può fare una madre è accompagnare il baby in un viaggio che lo porterà dalla dipendenza all'indipendenza.