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  1. #106
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    16-08-2007
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio

    Ripe, mi hai davvero emozionata.
    La matrice del dolore è sempre la perdita o la mancanza.
    E' sorprendente come l'analisi ripari queste voragini e integri le parti scisse, rimaste separate da una evoluzione bloccata

    Io oggi ho deciso che voglio tatuarmi le iniziali del mio analista sulle vene del polso: che dite? Troppo trash? Non ho mai fatto un tatuaggio. E se poi cambio analista!?! Devo trovarne uno con le stesse iniziali!
    Mi puoi spegare cosa sono le parti scisse e l'evoluzione bloccata? sai con gli studi sono parecchio indietro.
    Il tatuaggio è un marchio indelebile vuoi tenerlo per tutta la vita? Ma guarda penso che il tuo analista come la mia rimarranno indelebili nell'anima non c'è bisogno di tattuarselo!
    Ultima modifica di Ripe Mature : 15-04-2011 alle ore 16.34.18

  2. #107
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Ripe Mature Visualizza messaggio
    Mi puoi spegare cosa sono le parti scisse e l'evoluzione bloccata? sai con gli studi sono parecchio indietro.
    Il tatuaggio è un marchio indelebile vuoi tenerlo per tutta la vita? Ma guarda penso che il tuo analista come la mia rimarranno indelebili nell'anima non c'è bisogno di tattuarselo!


    Sarebbe meraviglioso che qualche terapeuta che naviga tra queste pagine approfondisse per noi i contenuti da me accennati.
    Astenersi cognitivisti, naturalmente.
    Io mi esimo perché mi risuonano nella mente le parole schifate del mio analista quando mi aggrappo (grasping) disperatamente alla teoria: "Come è librosa, Lei..."

    Forse hai ragione sul tatuaggio: mi farò marchiare a fuoco!

  3. #108
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    16-08-2007
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    53

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Cari Charlie, Ripe e Complicata,
    mi avete veramente commossa.
    E' sempre coinvolgente ascoltare le parole scaturite dalla relazione analitica.

    Charlie, deve essere enorme il dolore che ti impedisce ti avere fiducia negli altri.
    Attualmente sei in terapia? E stai svalutando, massacrando, umiliando ignobilmente quel poveretto che ti ha in cura?

    Ripe, mi hai davvero emozionata.
    La matrice del dolore è sempre la perdita o la mancanza.
    E' sorprendente come l'analisi ripari queste voragini e integri le parti scisse, rimaste separate da una evoluzione bloccata.

    Complicata sei molto sensuale, la diabolica seduttrice di un film degli anni '30, altroché Monna Laura!
    E' per questo che vuoi apparirgli tanto gentile e tanto onesta?

    Io oggi ho deciso che voglio tatuarmi le iniziali del mio analista sulle vene del polso: che dite? Troppo trash? Non ho mai fatto un tatuaggio. E se poi cambio analista!?! Devo trovarne uno con le stesse iniziali!
    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Sarebbe meraviglioso che qualche terapeuta che naviga tra queste pagine approfondisse per noi i contenuti da me accennati.
    Astenersi cognitivisti, naturalmente.
    Io mi esimo perché mi risuonano nella mente le parole schifate del mio analista quando mi aggrappo (grasping) disperatamente alla teoria: "Come è librosa, Lei..."

    Forse hai ragione sul tatuaggio: mi farò marchiare a fuoco!
    Non mi puoi lasciare così, dai spiegami un pochino non voglio il libro UFFA!

  4. #109
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Allora Ripe: quando lo allatti, il tuo baby ti guarda e "pensa": "La mia mamma è buona perché appena ho fame lei mi allatta".
    Dopo un'ora il baby ha ancora fame, ma tu sei impegnata perché stai guardando Beautiful, allora il baby "pensa": "La mia mamma è cattiva perché invece di allattarmi guarda Beautiful". OK?

    Allora: il tuo baby non ha le capacità neurologiche per comprendere che la mamma buona e la mamma cattiva sono sempre la stessa Ripe, ma ti percepisce interiormente in due oggetti (oggetto significa rappresentazione interiore di qualcosa: la mamma, il papà... , cioè non sono le persone reali, esterne, ma sono elaborate dentro di sé, ma se vuoi di questo ne parleremo meglio) separati (= scissi): uno buono (quando lo soddisfi nei suoi bisogni affettivi e nutritivi) e uno cattivo (quando lo trascuri per i Forrester).
    Qualche mese dopo, il bambino imparerà ad integrare la tua immagine dentro di sé e allora dirà: "Io ho fame, mia mamma sta guardando Beautiful, ma non mi incazzo perché so che la puntata dura solo 20 minuti, quindi posso anche aspettare perché so che lei non mi abbandonerà".
    Quindi da genitore devi sapere che: più il bambino colleziona oggetti interni buoni (carezze, gratificazioni, esperienze psicofisiche soddisfacenti) , rispetto a quelli cattivi (paure, ansie, senso di solitudine, incertezze, trascuratezza), più sarà fiducioso in sé e negli altri, aperto, sicuro, capace di gestire le frustrazioni, perché così vivrà il dolore che fa parte dell'esistenza in modo tollerabile e non nevrotico (troppo ansioso, patologico).

    Attenzione: queste modalità di comportamento ritornano quotidianamente nella vita adulta, ad esempio tu dici: "Io sono innamorata di Tal dei Tali: lui è fantastico, buono, meraviglioso, gentile, intelligente!! Io lo amooooo!!!" Ecco, in questo fenomeno chiamato 'innamoramento' l'oggetto amato è solo positivo (scisso). Poi dopo un mese di convivenza, Tal dei Tali diventa solo cattivo: disordinato, maleducato, infantile, indifferente, irresponsabile.
    Al terzo mese o fai come il tuo baby quando integra la tua immagine dentro di sé e pensi: "Questo Tal dei Tali è insopportabile, ma è anche generoso, è disordinato, ma affettuoso, quindi non lo lascio", oppure regredisci al punto di dire: "Questo Tal dei Tali è detestabile" e lo butti fuori di casa (in tutta la storia con Tal dei Tali entrano in gioco funzioni, proiezioni, e altre minchiate psicoanalitiche).
    Un altro caso di scissione è il tifo esagerato per una squadra di calcio, oppure il razzismo.

    Concludo solo dicendo che tutte le caratteristiche buone o cattive che attribuisci a Tal dei Tali, o alla squadra di calcio, o alla razza che vorresti eliminare, in realtà appartengono a te (ricordi le rappresentazioni interne del tuo baby?), ma tu pensi bene di spostarle su qualcos'altro idealizzandolo ("Quanto è forte l'Inter!") o di liberartene appiccicandole agli altri come se scottassero (e infatti scottano moltissimo) proiettandole ("Gli extracomunitari sono ladri!"), .
    Hai presente quando ti siedi sulla poltrona, guardi la tua terapeuta e le chiedi: "Come sta?" e lei risponde: "Forse Lei vuole raccontarmi come si sente", ecco si chiama proiezione.
    Oppure quando le dici: "E' arrabbiata oggi?" e lei, amorevole ti chiede se vuoi parlare della tua rabbia.
    Ecco: nel setting le proiezioni appaiono in modo evidentissimo proprio perché l'analista è talmente neutro che è impossibile che la rabbia appartenga a lui! Per questo è fondamentale non conoscere nulla della vita dell'analista, altrimenti le proiezioni (materiale analitico preziosissimo) diventano impossibili.

    Ti abbraccio Ripe, e ti ricordo librosamente che l'unico lavoro che può fare una madre è accompagnare il baby in un viaggio che lo porterà dalla dipendenza all'indipendenza.
    Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 15-04-2011 alle ore 21.58.55

  5. #110
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Non ci crederai ma ho capito he! grazie e un grosso abbraccio anche a te lo sò che sono troppo appiccicosa con mio figlio, ci stò lavorando con la dott. Cmq sei una forza un cervello fantastico spero che realizzerai i tuoi desideri ciao
    Vorrei aggiungere alcune cose, dopo tanto tempo che faccio terapia, effettivamente ho una visione differante delle persone, prima come scrivi tu Chanel ero parecchio regredita, penso che tutti dovrebbero fare psicoterapia,sarebbe un bene per tutti ancora ciao e ti ringrazio immensamente per le tue perle di saggezza!
    Ultima modifica di Ripe Mature : 16-04-2011 alle ore 09.12.01

  6. #111
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Ripe Mature Visualizza messaggio
    Non ci crederai ma ho capito he! grazie e un grosso abbraccio anche a te lo sò che sono troppo appiccicosa con mio figlio, ci stò lavorando con la dott. Cmq sei una forza un cervello fantastico spero che realizzerai i tuoi desideri ciao
    Vorrei aggiungere alcune cose, dopo tanto tempo che faccio terapia, effettivamente ho una visione differante delle persone, prima come scrivi tu Chanel ero parecchio regredita, penso che tutti dovrebbero fare psicoterapia,sarebbe un bene per tutti ancora ciao e ti ringrazio immensamente per le tue perle di saggezza!
    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Allora Ripe: quando lo allatti, il tuo baby ti guarda e "pensa": "La mia mamma è buona perché appena ho fame lei mi allatta".
    Dopo un'ora il baby ha ancora fame, ma tu sei impegnata perché stai guardando Beautiful, allora il baby "pensa": "La mia mamma è cattiva perché invece di allattarmi guarda Beautiful". OK?

    Allora: il tuo baby non ha le capacità neurologiche per comprendere che la mamma buona e la mamma cattiva sono sempre la stessa Ripe, ma ti percepisce interiormente in due oggetti (oggetto significa rappresentazione interiore di qualcosa: la mamma, il papà... , cioè non sono le persone reali, esterne, ma sono elaborate dentro di sé, ma se vuoi di questo ne parleremo meglio) separati (= scissi): uno buono (quando lo soddisfi nei suoi bisogni affettivi e nutritivi) e uno cattivo (quando lo trascuri per i Forrester).
    Qualche mese dopo, il bambino imparerà ad integrare la tua immagine dentro di sé e allora dirà: "Io ho fame, mia mamma sta guardando Beautiful, ma non mi incazzo perché so che la puntata dura solo 20 minuti, quindi posso anche aspettare perché so che lei non mi abbandonerà".
    Quindi da genitore devi sapere che: più il bambino colleziona oggetti interni buoni (carezze, gratificazioni, esperienze psicofisiche soddisfacenti) , rispetto a quelli cattivi (paure, ansie, senso di solitudine, incertezze, trascuratezza), più sarà fiducioso in sé e negli altri, aperto, sicuro, capace di gestire le frustrazioni, perché così vivrà il dolore che fa parte dell'esistenza in modo tollerabile e non nevrotico (troppo ansioso, patologico).

    Attenzione: queste modalità di comportamento ritornano quotidianamente nella vita adulta, ad esempio tu dici: "Io sono innamorata di Tal dei Tali: lui è fantastico, buono, meraviglioso, gentile, intelligente!! Io lo amooooo!!!" Ecco, in questo fenomeno chiamato 'innamoramento' l'oggetto amato è solo positivo (scisso). Poi dopo un mese di convivenza, Tal dei Tali diventa solo cattivo: disordinato, maleducato, infantile, indifferente, irresponsabile.
    Al terzo mese o fai come il tuo baby quando integra la tua immagine dentro di sé e pensi: "Questo Tal dei Tali è insopportabile, ma è anche generoso, è disordinato, ma affettuoso, quindi non lo lascio", oppure regredisci al punto di dire: "Questo Tal dei Tali è detestabile" e lo butti fuori di casa (in tutta la storia con Tal dei Tali entrano in gioco funzioni, proiezioni, e altre minchiate psicoanalitiche).
    Un altro caso di scissione è il tifo esagerato per una squadra di calcio, oppure il razzismo.

    Concludo solo dicendo che tutte le caratteristiche buone o cattive che attribuisci a Tal dei Tali, o alla squadra di calcio, o alla razza che vorresti eliminare, in realtà appartengono a te (ricordi le rappresentazioni interne del tuo baby?), ma tu pensi bene di spostarle su qualcos'altro idealizzandolo ("Quanto è forte l'Inter!") o di liberartene appiccicandole agli altri come se scottassero (e infatti scottano moltissimo) proiettandole ("Gli extracomunitari sono ladri!"), .
    Hai presente quando ti siedi sulla poltrona, guardi la tua terapeuta e le chiedi: "Come sta?" e lei risponde: "Forse Lei vuole raccontarmi come si sente", ecco si chiama proiezione.
    Oppure quando le dici: "E' arrabbiata oggi?" e lei, amorevole ti chiede se vuoi parlare della tua rabbia.
    Ecco: nel setting le proiezioni appaiono in modo evidentissimo proprio perché l'analista è talmente neutro che è impossibile che la rabbia appartenga a lui! Per questo è fondamentale non conoscere nulla della vita dell'analista, altrimenti le proiezioni (materiale analitico preziosissimo) diventano impossibili.

    Ti abbraccio Ripe, e ti ricordo librosamente che l'unico lavoro che può fare una madre è accompagnare il baby in un viaggio che lo porterà dalla dipendenza all'indipendenza.
    Non è che con la scusa di condividere l'esperienza dell'analisi ci hai psicanalizzati tutti? biricchina che non sei altro

  7. #112
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    A me ha detto che sono una seduttriceeee, ma non è la prima a dirlooo, mel'ha detto anche un altro vostro collega, via mail, lui ha detto "seduttiva".

    Il mio analista non me l'ha mai detto, ha detto: "oppositiva, passivo-aggressiva, bel caratterino, ribelle, trasgressiva"no tutte insieme, eh, di volta in voltaa..tutte insieme non ce la faccio a sopportarle.))

  8. #113
    CHANEL Nr5
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Ripe Mature Visualizza messaggio
    Non è che con la scusa di condividere l'esperienza dell'analisi ci hai psicanalizzati tutti? biricchina che non sei altro
    Ahhhahhah!! Ma no, Ripe, le cose che ho scritto le ho copiate dal Manuale del Giovane Analizzante!
    Però stai in guardia perché potrei musicoterapizzarti...
    Anzi, comincio subito, ascolta bene questo soprano:



    Ora descrivimi che emozioni ha suscitato in te.
    Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 16-04-2011 alle ore 14.41.39

  9. #114
    CHANEL Nr5
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Complicata, se sei una vera anarchica, fatti musicoterapizzare anche tu.
    Avanti!

  10. #115
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  11. #116
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    Da vera anarchica, vi musicoterapizzo io

  12. #117
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    C'è anche l'ultima nota di Char-Lie, nel lyrics, notate, notate, ammirate l'inconsciooo

  13. #118
    CHANEL Nr5
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Allora Complicata, musicoterapizzami:

    mi sono sentita invasa dai fonemi, tanti, nasali, sfiatati.
    Il catalogo delle opere musicali citate mi ha inchiodata sul banco di scuola, mancante, punita, spersonalizzata.
    I cori maschile e femminile alternati li ho vissuti come funzioni genitoriali giudicanti, pressanti, umilianti.
    L'utilizzo dei soli due accordi Re bemolle - SOL bemolle mi ha costretta in una dimensione sonora bidimensionale claustrofobica, ritualizzata.
    E poi Battiato mi sembra sempre Battiato imitato da Fiorello.
    Allora? Cosa mi dici?

  14. #119
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    sol-re alternato e ripetuto claustrofobico?

    allora, poichè Franco qui è orientaleggiante, direi che ispira meditazione, dunque invita a immergersi.

    il rituale e il ripetere la stessa nota sono tipici della preghiera, no?

    Vedi buddisti, ripetere insieme la stessa nota, interiorizzarla, concentrarsi, farla propria, sentirla suonare, ma dentro, come un ritmo, come il battito cardiaco.

    dunque, da non analista, inviterei a un ascolto musicale distaccato dal mondo e meditato, dimentico di Fiorello...

    ( scherzoooo)

  15. #120
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    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Ahhhahhah!! Ma no, Ripe, le cose che ho scritto le ho copiate dal Manuale del Giovane Analizzante!
    Però stai in guardia perché potrei musicoterapizzarti...
    Anzi, comincio subito, ascolta bene questo soprano:



    Ora descrivimi che emozioni ha suscitato in te.
    Aiutoooo ma sei tu che canti? che pena poveri gatti mi sono scompisciata dalle risate, senti ma me lo presti quel manuale sai io sono ancora con le giovani marmotte!

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