Colleghi fatevi coraggio!
E' un momento difficile per il nostro lavoro, ma anche per quello degli altri.
La popolazione media vive nel terrore di non arrivare a fine mese. Quindi le spese per la salute psicologica sono sempre spostate in coda alle altre spese (tra cui magari svettano corsi di cake-design e pilates).
Il mercato è in crisi, ma chi ha delle buone idee può tenere testa alla crisi.
Anche io anni fa sono stata una "startupper" e ho fatto del self-marketing la mia fortuna.
Ma oggi credo sia anacronistico suggerire ai giovani colleghi i giri dei medici e strategie da marketing generico.
La verità è che siamo tanti, troppi.
Pensate se tutti gli psicologi vanno dai medici di base: che succederà quando li contattate voi?
Telefonare a un medico sconosciuto, per proporre il proprio servizio è sempre molto rischioso e il successo spesso è dovuto alla fortuna di trovare un medico che abbia tempo e voglia di investire fiducia su un giovane sconosciuto (piuttosto raro e con scarso seguito).
Credo che poi ci siano i modi per proporsi: organizzare un evento promozionale, come una conferenza e invitare personaggi delle istituzioni o professionisti "esperti", sia un modo utile e credibile per presentare il nostro lavoro o servizio, all'interno di un evento dedicato a un tema X che possa riguardare il sociale e il benessere e via dicendo.
Offrirsi come sconosciuti ( senza aver fatto un po' di pr, senza che abbiate fatto un po' di web marketing ) spesso è difficile e frustrante e c'è il rischio di sentirsi dire "Ah, interessante! Ma per ora non mi serve!".
Non fate i tuttologi: scegliete un settore, un tema e fate che sia quell'ambito di lavoro a definirvi.
Se siete costanti e bravi ( nei social, nelle pubbliche relazioni con vari partner del vostro territorio, scrivendo articoli, ecc.) saranno gli altri a contattarvi e a proporvi collaborazioni. E sappiate dire di no se vi offrono collaborazioni distanti dai vostri interessi e dal vostro progetto professionale.
A volte è più utile un "no", che accettare qualsiasi offerta di collaborazione o condivisione, rischiando di dare agli utenti ( che poi sono i veri fruitori finali, che osservano tutto quello che facciamo, cosa scriviamo e che immagine trasmettiamo) un senso di confusione e di professionisti che annaspano per non affogare nel mare della crisi.
E poi lo dico e lo ripeto: che apriate un blog o uno studio di psicologia, un progetto per le scuole o un servizio privato di sostegno, ci vuole un piano!
Un piano progettuale, un business plan, un piano editoriale (per il web intendo) o un piano di marketing.
Non affidatevi ad idee e slanci presi dall'emotività e l'eccitazione del momento.
Tutto va pianificato, per fornire un'immagine aziendale coerente e professionale. E dare l'idea che sapete dove state andando.
I fallimenti saranno tanti, anche le porte sbattute in faccia, ma sono solo occasioni per imparare e per ripartire di nuovo.
Quindi coraggio e studiate un po' di comunicazione d'impresa che male non fa!
Ciao ciao![]()







Rispondi citando
per diventare psicoterapeuta a tutti gli effetti). Dal 2011 ho avviato uno studio privato con risultati direi piuttosto scarsi (le spese sono maggiori delle entrate
) . Cosi mi stavo chiedendo oltre al sostegno psicologico cosa potrei fare nel mio studio? Siamo a settembre e vista la riapertura della scuole avevo pensato a lezioni di doposcuola. Sarebbe fattibile? come fatturare? Avevo anche in mente di avviare alcuni "per-corsi" sia con bambini (riguardanti l'ambito delle emozioni) che con adulti (in questo caso vorrei ripetere un corso fatto altrove sul post parto). Anche in questo caso cosa fatturare?



