secondo me dobbiamo dimostrare che ragioniamo sulla realtà organizzativa in toto, non ci fermiamo alla domanda esplicita...ma la indaghiamo. poi non so forse sto diventando paranoica!!! si accettano consigli![]()
secondo me dobbiamo dimostrare che ragioniamo sulla realtà organizzativa in toto, non ci fermiamo alla domanda esplicita...ma la indaghiamo. poi non so forse sto diventando paranoica!!! si accettano consigli![]()
ecco per la traccia delle competenze del formatore e del tutor non riesco a beccarla,http://www.uniroma1.it/sites/default...K21110PNO1.pdf ...secondo me le competenze sono molto confuse, parli di princi e metodi, qui è solo un'esercitazione, sicuramente svilupperemo meglio all'esame ma dobbiamo stare attenti.
Chi ci aiuta a definire meglio le competenze del formatore e del tutor??? Siete vivi??![]()
Ultima modifica di lilianadmt : 01-09-2012 alle ore 19.57.00
boh onestamente non penso, credo bisogna attenersi alla domanda, o almeno così c'è stata ripetutamente, no ?!
si, meglio, mi devo dare una calmata![]()
per me i formatori devono focalizzarsi su: principi di comunicazione interpersonale e interpretazione dei segnali deboli, gestione della relazione, comunicazione uno-a-molti e public speaking, stili e strumenti per la formazione d’aula, uso di sussidi audiovisivi e tecnologici, metodologie di formazione attiva, uso di casi, giochi, esercitazioni, simulazioni, principi di valutazione della formazione, il tutto video registrato e commentato in gruppo a posteriori + conoscenza dell'argomento;
mentre i tutor devono essere più degli accompgnatori e sostenito durante il corso, e quindi tutte le altre competenze relazionali, e comunicative, no ?!?
ok così è formulata molto meglio, ma la domanda (giusto per fare la rompina) è: cosa significa "per me i formatori devono" , secondo quale modello delle competenze? alcune di quelle elencate potrebbero chiamarsi "conoscenze", le conoscenze e le competenze non sono la stessa cosa; le competenze sono più pertinenti alla situazione, possono essere dell'area tecnica e psicosociale ...come relazionarsi, gestire u gruppo. SPERIAMO CHE QUALCUNO CI AIUTI !!
ma tu cosa intendi per modello ????? cmq sia, la ‘Competenza’ indica ogni caratteristica personale utilizzabile sul lavoro (sull’origine e evoluzione del significato di questo termine vedi Evangelista 2006a), ed una valutazione delle competenze può essere così strutturata,o almeno così ho trovato scritto.
• Caratteristiche personali;
• Caratteristiche sociali;
• Competenze;
• Motivazioni;
• Attitudini;
quindi, ad esempio la conoscenza dell'argomento, può essere visto come essere competente sull'argomento no ?!
la conoscenza è la componente cognitiva che sta sotto alla competenza, questo è quello che so..
sI LE COMPETENZE SONO QUELLE, da oggi mi dedico alle tracce...anche se ho ancora qualche scema da completare
il punto è che manco loro sanno cosa siano di preciso, e quindi tocca arraggiarsi e sperare che non rompano più di tanto..quando hai finito ci scambiamo gli schemi ?!
ma voi a parte orientamento- selezione - formazione - valutazione prestazione - valutazione potenziale - analisi del clima e della cultura quali altri argomenti state studiando?
OK, ci sto, tanto qua siamo in pochissimi...desolazione![]()
ci dobbiamo aiutare e passare i nostri schemi..purtroppo siamo in pochi, anzi pochissimi (attivi), e quindi credo sia l'unico modo..magari potremmo farlo in maniera privata per non farci sfruttare da i vari guardoni..
per quel che riguarda gli argomenti come detto riguardano: formazione, selezione, orientamento e valutazione,e poi al loro interno ci sono tutte le varie tematiche, come conflittualità e stress (che non penso escano, visto che sono uscite per le altre 2 prove), motivazione, prestazione, potenziale, cultura e clima, comunicazione, e poi boh non mi viene in mente altro..
cmq, rivedendo la questione dello sviluppo del potenziale, il goal setting che avevate voi detto, credo sia il cosidetto piano di sviluppo, che si intende un percorso programmato che consenta all’individuo di mettere a frutto le proprie competenze e migliorarle e all’organizzazione di crescere grazie all’evoluzione dei propri dipendenti, all'interno del quale il goal setting, ovvero la scelta di obiettivi, può essere utilizzato, così come le convinzioni di efficacia, personale e collettiva.
quindi, a mio avviso, per migliorare la prestazione è necessario mettere in atto un piano di sviluppo, e poi strutturarlo in base alle richieste dell'azienda.
YES!!!
vedo che lo hai elaborato bene!!
io sto impazzendo con la traccia : sessione I 2009
TI responsabile di una Asl di Roma si rivolge a uno psicologo esperto nel lavoro con le
organizzazioni per riorganizzare uno dei suo reparti all'interno del quale il lavoro tra le varie ui
è diventato altamente disfunzionale. In particolare, il personale lamenta l'aumentato canco di
lavoro, la tnB.11Qlli71\ di aggiormunenti 50 tenm.tiche vimtte comeproblematiclle e nei oonfumti delle
quali si sperimenta unsenso di impotenza, la mancanza di coordinazione tra le varie équipe che
lavorano all'interno del reparto.
TI candidato illustri:
l} In cile modo predisporrebbe l'intervent.o
2) Dove e in che tempi svolgerebbe l'intervento stesso
3) Che metodologia utilizzerebbe per attuarlo
4) Quale personale coinvolgerebbe
5) Che tipo di verifiche sull'efficacia attuerebbe
facciamo questa? e poi quella che avevi detto tu, che ti lasciava basito, vado a ribeccarla.