
Originalmente inviato da
magoridoo
Ciao a tutti....ci provo.
Prima di tutto bisogna specificare che si farà riferimento al manuale diagnostico DSM-IV e che i dati a nostra disposizione non sono sufficienti ad attribuire i sintomi ad una specifica categoria nosologica.
a) Dai risultati del test di intelligenza, si comprende che il soggetto ha un QI generale considerato buono (94) e che è da escludere il ritardo mentale. Il punteggio sulle prove di performance è minimamente superiore. Il test attitudinale dat-5 è nella media dei coetanei. Il blocco o rifiuto nelle prove matematica è decisamente il dato che andrà maggiormente approfondito.
B) Bisognerà procedere in colloqui con le varie figure (ragazzo, genitori, insegnanti), indagare facendo una buona anamnesi dello sviluppo (linguistico, motorio, emotivo, scolastico), anamnesi familiare, storia del disturbo (primi sintomi, specialisti già consultati), approfondire i rapporti e la rete familiare(incluso le circostanze del divorzio e la gestione dei rapporti a seguito di tale evento).
C) Si può ipotizzare la presenza di un Disturbo Specifico dell'apprendimento relativo alle capacità matematiche e di calcolo (discalculia). Ciò andrebbe verificato con gli specifici approfondimenti (prove ABCA). Si potrebbe anche associare ad un disturbo dell'umore (depressione reattiva ) oppure ad un disturbo dell'adattamento(post divorzio). Altra ipotesi è il passaggio adolescenziale (separazione- individuazione) ed il fisiologico rifiuto della sfera genitoriale (incluse le aspettative),da non sottovalutare che entrambi i genitori lavorano nell'ambito matematico e che proprio in questa materia il ragazzo ha un blocco. Somministrazione TMA e FRT.
D) Per una scelta scolastica appropriata si potrebbe consigliare di ascoltare maggiormente le tendenze naturali del ragazzo ancorpiù che le proiezioni genitoriali. Non insistere sul ramo matematico ma magari esplorare quello artistico o letterario.
E)L'intervento dipende dalla diagnosi: nel caso della discalculia si agirà in modo multimodale (ragazzo, genitori, scuola) con tecniche cogn-comp approfondendo con tecniche matacognitive, strumenti compensativi e dispensativi. Nel caso vi siano conflitti alla base del rifiuto, si procederà con tecniche psicodinamiche al fine di approfondire il vissuto emotivo del ragazzo, specialmente l'ambito delle relazioni oggettuali con i genitori. In Entrambi i casi si dovrà lavorare con l'autostima del ragazzo.
Non mi sembra esageratamente lungo.
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