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  1. #106
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    "Originariamente postato da sofa
    Risposta
    Sapere il perchè, la causa dei nostri prob non ci aiuta poi a risolverli. "

    Mi spiace, ma devo smentirti. Se io non avessi compreso che il mio essere passivo, sopratutto di fronte ai prepotenti, non fosse derivato dal rapporto che avevo con mio padre, non avrei mai sbolccato questo complesso.
    Ma non è che, a questo punto, ci sono arrivato da solo e non grazie alla terapia, se tu affermi che non bisogna indagare sulle cause?

  2. #107
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Originariamente postato da sofa
    Guarda che anche la strategica fa assolutamente questo, nulla di diverso ma toccando le leve giuste lo fa in minor tempo.
    Mi sembra un po' esagerato pensare che i terapeuti strategici "tocchino le leve giuste" mentre gli altri no, e quindi ci mettano minor tempo. Trovo più realistico pensare che ci sia una teoria di riferimento differente e che si lavori in maniera diversa. Probabilmente quello che si intende nella terapia strategica per ristrutturazione è differente da quello che si intende in psicoanalisi, ad esempio. Sarei curioso di sapere come viene concettualizzato il cambiamento di personalità.

    Originariamente postato da sofa
    Sì, ma la persona quando viene da te vuole questo, vuole eliminare il sintono. Poi successivamente quando la persona sta meglio, si passa a ristrutturazioni e riorganizzazioni più funzionali della personalità. Si parte solo da punti diversi, ma per ottenere lo stesso risultato. Questo perchè prima di tutto la persona deve imparare a fidarsi e creare una relazione col terapeuta, e nel momento in cui vede che i sintomi si attenuano è più probabile che acquisti fiducia.
    Non ne sarei così sicuro - e qui concordo nuovamente con ikaro, strano ma vero! Se tale tecnica è funzionale solo all'aggancio o ad un adeguamento alla richiesta dei pazienti, sono del parere che si pongano dei problemi di collusione e di possibile "fuga nella guarigione" non indifferenti. Questo perchè è logicamente sensato lavorare su ciò che è alla base del sintomo, ovvero una rigidità nella struttura di personalità.
    Giustamente ikaro ha sottolineato alcune categorie come l'anoressia o le dipendenza. Me ne vengono in mente altre per le quali non è forse neanche identificabile un sintomo preciso, ovvero molte forme di disturbo della personalità, ad esempio un disturbo narcisistico o isterico o borderline. Mi sembra molto difficile che tali pazienti riescano ad "abbandonare" comportamenti disfuzionali che rappresentano un modo di essere al mondo radicale e radicato. Per non parlare delle psicosi... Ci si trova cioè di fronte a livelli di organizzazione della personalità talmente precari e fragili che la razionalità (far vedere delle alternative paradossali, mi sembra di aver capito), penso che possa suscitare sentimenti di incompresione e rabbia enormi.

    Originariamente postato da sofa
    Intendo, andare alla ricerca del perchè ho questo problema, andare a sviscerare il passato alla ricerca di un reale o presunto evento scatenante che ci si è dimenticati o si è rimosso perchè troppo doloroso.
    Parrebbe molto psicoanalitico, il che mi stupisce rispetto ad autori che non sono d'accordo col concetto di insight. Cmq sarei curioso di capire con quale tecnica viene effettuato questo lavoro.


    Originariamente postato da sofa
    La strategica viene considerata eretica per 4 punti principali (citandoti un capitolo de l'arte del cambiamento)
    - Perchè afferma come i costruttivisti, che non esiste un'unica realtà
    - Perchè non va alla ricerca del passato, ma si concentra sul come si manifesta ora un problema.
    - Perchè afferma che il prob dipende dal modo di percepire la realtà
    - Perchè afferma che il cambiamento deve avvenire prima a livello comportamentale poi a livello cognitivo
    Se vuoi ti spiego anche il perchè di queste assunzioni, ma forse la spiegazione risulta più esaustiva se leggi il capitolo 2 dell'arte del cambiamento. Se non lo vuoi acquistare ti riporterò alcune citazioni, perchè sono una decina di pagine.
    Sarebbe cosa gradita, li leggerei volentieri. Anche perchè essere considerati "eretici" non è la stessa cosa del discutere sui criteri epistemologici e teorici alla base di un approccio. Anche una parte della psicoanalisi si muove su criteri costruttivisti e dà importanza al qui ed ora, e lo fa per precisi motivi di natura epistemica e teorica, cosa su cui si può discutere a livello scientifico.

    Originariamente postato da sofa
    Sempre nell'arte del cambiamento al capitolo 7 viene citata una ricerca sull'efficacia delle diverse psicoterapie.
    Leggeri volentieri anche questo.

    Scusa di nuovo la pignoleria, ma penso che queste questioni esigano molta chiarezza e precisione.

    Un saluto
    gieko

  3. #108
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    Posso dirvi una cosa, da paziente? Io penso che scontrarsi non serve a nulla, se no a far perdere credibilità alla psicologia. E' come se un cardiologo affermasse che solo la sua categoria è la più valida, e gli altri medici sono tutti ciarlatani. Ma un cardiologo potrebbe curare il mal di stomaco? Certo che no! Lo stesso discorso può applicarsi alla psicolgia: ognuno ha le proprie competenze, e cercare di prevaricare gli altri afferamno che un metodo è più valido dell'altro è deleterio.
    Riguardo cmq alla strategica, sono d'accordo con quanto affermato da gieko, perché io e la mia dott.ssa abbiamo lavorato sul lato razionale e pochissimo su quello emotivo. E' stato importante perché io ora ho più armi a disposizione per affrontare la realtà, ma ci sono ancora elementi emotivi che mi disturbano, e che tali sono rimasti perché non io e la dott.ssa non li siamo andati a toccare.

  4. #109
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Braveheart, dici delle cose assolutamene condivisibili. è importante confrontarsi, capire, avere un atteggiamento di curiosità, e solo successivamente vedere se c'è qualche punto dubbio in una teoria (che tutte ne hanno...). Penso che la scienza in questo modo possa progredire.
    La tua esperienza è un buono spunto, perchè rilevi che ci sono dei punti "da approfondire", a cui forse è possibile trovare delle risposte o dichiarare dei limiti teorico-clinici (non mi sembra ci sia niente di male, peraltro, l'importante è considerarli e cercare di apportare le opportune modifiche alla teoria).
    gieko

  5. #110
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    Infatti gieko sto pensando di terminare la psicoterapia attuale, poiché penso che la sua utilità sia esaurita. La dott.ssa non è d'accordo, ma mi spiace dire che le ultime seduti sono state poco edificanti...ecco perché mi sto rendendo conto che non ne ho più bisogno. Penso che proverò un altro approccio, sicuramente a indirzzo più psicoanalitico, in modo da arrivare in quei punti non trattati nella TBS.

  6. #111
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco_84
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    non è male l'idea di soffocare i problemi contingenti con una terapia breve e poi approfondire con calma la questione attraverso la psicoanalisi... forse queste 2 terapie più che avversarie potrebbero considerarsi complementari
    « Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio » G. Debord

  7. #112
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    A volte succede, il paziente cambia terapeuta e terapia perchè "sente" che c'è ancora da fare...
    gieko

  8. #113
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    Riflettendo ultimamente, ho la netta sensazione che la Terapia Breve strategica insegni al paziente a convivere con la propria nevrosi conducendo una vita decente, piuttosto che risolverla. L'ho capito sopratutto nell'ultima seduta, dove la dott.ssa, riferendosi a un aspetto della mia personalità che spesso mi causa problemi, ha detto "dobbiamo controllarlo".
    Personalmente non ho nessuna intenzione di continuare a convivere con la mia nevrosi, anzi, voglio sdradicarla del tutto.

  9. #114
    Partecipante
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    mamma mia quante cose avrei da dire! non so proprio da dove iniziare.... mi si sono raddrizzati i peli!!!
    Risottolineo chesono qui non per convincere nessuno, perchè sfortunatamente non posseggo i requisiti giusti, ma il mio obiettivo era quello di dare qualche chiarimento sulla strategica. Non mi sento così presuntuosa da volere fare cambiare teoria di riferimento a nessuno.
    Braveheart parla di prevaricare, di scontri, di metodi più validi di altri, ma non mi sembra di essermi mai espressa in questi termini.

    Vediamo un pò di replicare ad alcune cose:
    - quando parlo di leve giuste che la strategica tocca, indico leve giuste per questo approccio, per la sua modalità di fare terapia e non leve in assoluto fondamentali per arrivare all'obiettivo comune di tutti gli psicologi
    - penso di essere impazzita: ma scusate non era la psicanalisi che andava alla ricerca delle cause nel passato? Ho studiato 5 anni e non ho imparato niente?
    - pensiamo all'anoressica: scusate ma un'anoressica non viene in terapia perchè vuole riniziare a mangiare? E questo non è il sintomo?
    - Cosa vuol dire che vorresti sapere come viene concettualizzato il cambiamento di personalità? Non capisco cosa vuoi sapere
    - Una buona parte di persone che vengono in terapia non sanno esattamente qual è il loro prob ma in prima seduta viene chiarito, e quindi si lavora subito sull'estinzione o quantomeno sulla diminuzione del sintomo. Certo che in casi limite come gli psicotici non si lavora sul sintomo ma sulla loro logica

    Forse l'idea di far succedere 2 approcci non è malvagia, anche se non condivido a livello teorico, però ragazzi, finiamo un percorso e poi solo fatto questo cominciamone un altro. Condivido che il pz possa sentire che c'è ancora da fare, però significa che sta molto molto meglio, se inizia a pensare questo.

    Bravehear dice che la strategica insegna a convivere con la nevosi per vivere una vita decente piuttosto che risolverla. Sono amareggiata di questo, che brutta roba. Quando si parla di controllare un prob si intende di impossessarsene per poi riuscire a gestirlo, e non di tenerselo e di imparare a resistergli.
    So

  10. #115
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    [QUOTE]
    - pensiamo all'anoressica: scusate ma un'anoressica non viene in terapia perchè vuole riniziare a mangiare? E questo non è il sintomo?
    [QUOTE]

    Questa è davvero grossa, la clinica dell'anoressia-bulimia è molto spesso il caso esemplificativo della cosiddetta "bassa domanda" o "domanda remota", nel senso che il soggetto anoressico non arriva quasi mai spontaneamente a formulare nemmeno 1 richiesta di aiuto, figuriamoci 1 domanda di psicoterapia, nel senso che il soggetto esiste in quanto anoressico, guai a chi gli tocca il sintomo, altro che "vuole iniziare a mangiare", infatti sono sempre i genitori che arrivano per primi in consultazione a chiedere un aiuto per la figlia, quindi va bene essere strategici, ma guai ad essere semplicistici, per non dire di peggio...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 30-07-2007 alle ore 23.14.38

  11. #116
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Originariamente postato da sofa
    Vediamo un pò di replicare ad alcune cose:
    - quando parlo di leve giuste che la strategica tocca, indico leve giuste per questo approccio, per la sua modalità di fare terapia e non leve in assoluto fondamentali per arrivare all'obiettivo comune di tutti gli psicologi
    Beh, se è così mi fa piacere, ma poco sopra avevi detto, commentando gli obiettivo della psicoterapia "Guarda che anche la strategica fa assolutamente questo, nulla di diverso ma toccando le leve giuste lo fa in minor tempo".

    Originariamente postato da sofa
    - penso di essere impazzita: ma scusate non era la psicanalisi che andava alla ricerca delle cause nel passato? Ho studiato 5 anni e non ho imparato niente?
    Ma, a parte che la psicoanalisi si è anche evoluta rispetto a quanto studiato all'università, tanto che si parla sempre più spesso dell'importanza del "qui ed ora", probabilmente per come la intendi tu "la ricerca delle cause nel passato" non è la stessa cosa di quanto si fa in psicoanalisi. In altre parole, se usciamo dalla teoria pulsionale, il passato è importante per fare ipotesi genetiche relative al transfert, ad esempio, ma non mi sembra che abbia un valenza "terapeutica" in sè stessa.

    Originariamente postato da sofa
    - pensiamo all'anoressica: scusate ma un'anoressica non viene in terapia perchè vuole riniziare a mangiare? E questo non è il sintomo?
    Incredibilmente sono ancora d'accordo con ikaro, si vede che su questo 3d va così. Aggiungerei che il sintomo dell'anoressia, al massimo è il non mangiare, non il voler mangiare, desiderio che mi sembra che peraltro non appartenga assolutamente all'identità anoressica.

    Originariamente postato da sofa
    - Cosa vuol dire che vorresti sapere come viene concettualizzato il cambiamento di personalità? Non capisco cosa vuoi sapere
    Tu parlavi di cambiamenti profondi, quindi, immagino coinvolgenti la personalità, concetto che conosci sicuramente. Quindi, sempre ammesso che sia presente una teoria dell'essere umano -cosa di cui sono sicuro-, che cos'è la personalità normale e patologica nella terapia strategica e come può cambiare?

    Originariamente postato da sofa
    - Una buona parte di persone che vengono in terapia non sanno esattamente qual è il loro prob ma in prima seduta viene chiarito, e quindi si lavora subito sull'estinzione o quantomeno sulla diminuzione del sintomo. Certo che in casi limite come gli psicotici non si lavora sul sintomo ma sulla loro logica
    Qui sono io a non capire, cosa significa che si lavora sulla logica degli psicotici? Sarà, ma, per come intendo io la psicosi, è presente una frammentazione tale che la logica mi sembra proprio l'ultimo dei problemi...

    Originariamente postato da sofa
    Forse l'idea di far succedere 2 approcci non è malvagia, anche se non condivido a livello teorico, però ragazzi, finiamo un percorso e poi solo fatto questo cominciamone un altro. Condivido che il pz possa sentire che c'è ancora da fare, però significa che sta molto molto meglio, se inizia a pensare questo.
    Sì, o forse entra in una dimensione tale per cui coglie che il malessere non è legato al sintomo ma alla struttura.

    Originariamente postato da sofa
    Bravehear dice che la strategica insegna a convivere con la nevosi per vivere una vita decente piuttosto che risolverla. Sono amareggiata di questo, che brutta roba. Quando si parla di controllare un prob si intende di impossessarsene per poi riuscire a gestirlo, e non di tenerselo e di imparare a resistergli.
    Non entro nel merito della psicoterapia di Braveheart, ci mancherebbe. Tuttavia mi viene da pensare che potrebbe essere che un lavoro terapeutico che non prende in considerazione la strutturazione profonda della personalità, l'identità inconscia del soggetto, possa dare al paziente l'idea che non è stato colto tutto ma che sono stati forniti degli strumenti di gestione del problema. Molti orientamenti lavorano in questo modo, ma lasciano aperto, secondo il mio modesto pare, questo problema.

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 31-07-2007 alle ore 00.00.58
    gieko

  12. #117
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    Non entro nel merito della psicoterapia di Braveheart, ci mancherebbe. Tuttavia mi viene da pensare che potrebbe essere che un lavoro terapeutico che non prende in considerazione la strutturazione profonda della personalità, l'identità inconscia del soggetto, possa dare al paziente l'idea che non è stato colto tutto ma che sono stati forniti degli strumenti di gestione del problema. Molti orientamenti lavorano in questo modo, ma lasciano aperto, secondo il mio modesto pare, questo problema.

    Saluti [/B]
    Sottoscrivo in pieno. La mia dott.ssa è stata piuttosto chiara, in quanto ha detto "dobbiamo controllare", non "dobbiamo ELIMINARE": da qui il dubbio che forse la strategica aiuta a contrastare le nevrosi, non tanto a scioglierle (che non è poco, lo sottolineo!)

  13. #118
    Braveheart84
    Ospite non registrato
    Visto che il trhead si è mostrato vivace, vorrei "rivitallizarlo": ho appena letto il libro di Watzlawick "Il linguaggio del cambiamento". Ebbene, nonostante si tratti di un libro interessante, nel finale l'autore afferma spudoratamente che andare a scoprire le cause inconsce dei sintomi non serve a nulla. In parole povere, chi va dallo psicanalista perde il suo tempo.
    Non capisco allora (e scusate se sono maligno...) perché alcune esponenti della terapia breve strategica si siano risentite se qualcuno ha attaccato la propria corrente, se poi i fondatori stessi sono stati i primi ad attaccare le altre.
    Inoltre volevo fare una domanda agli addetti ai lavori: ma quanto dovrebbe durare, in teoria, una terapia breve strategica?
    Saluti

  14. #119
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di promises78
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    Psicoterapia breve strategica

    Ciao a tutti.

    Conoscete questo approccio?
    Ne ho sentito parlare ma non ho idea di come funzioni...
    volevo sapere che cosa ne pensate.
    Foglia che cade nel fiume, anche se il fiume la porta via, muta l'aspetto del fiume...


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  15. #120
    Partecipante Esperto L'avatar di Andy66_rm
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    ISP Roma

    Salve ho letto con vivo interesse tutto il 3d, raro trovare su questo forum discussioni così ricche, specie su un approccio così poco conosciuto.
    Mi sto abilitando e credo di voler continuare vs la Specializzazione così tra i differenti approcci mi ha molto incuriosito questo ed in particolare l' ISP di Roma dove ho già preso contatti.

    Desidero sapere se esiste chi sta frequentando questa scuola ed eventuali feedback, come pure se avete la sensazione della effettiva efficacia e "vendibilità" di questo modello tra la nostra cultura.
    E' una domanda che sebbene possa apparire ardua, credo sia essenziale prima di investire 5.000€ x 4 anni...
    Grazie
    Andrea

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