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  1. #106
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Io mordo, dalla tua posizione non riesco a capire proprio niente... Cosa vuol dire che mancano i sintomi rispetto ad una scarsa elaborazione del dolore? Forse significa che la persona non riesce ad elaborare il suo dolore ( che poi non è affatto vero che vi è solo dolore nella malattia mentale ) e vengono fuori sintomi come la psicosi?

    La psicosi non è un sintomo.
    Significa che se uno evade la realtà provando piacere sopra al dolore (piacere paradossale o istintivo) anziché elaborarlo il cervello deve inviare dei sintomi perchè non può gestire le parti psicotiche della personalità, quelle che evadono... se invece uno prova piacere paradossale come nella paranoia, nel delirio ecc e non accusa sintomi significa che il suo cervello, e la sua psiche quindi, non funziona più come dovrebbe! capito adesso??




    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Non può proprio essere vero, visto che ci sono ad esempio psicosi tossiche, causate dall'abuso di droghe, oppure epilessie, altri stati anormali dovuti a cause organiche. Insomma le cause possono anche essere organiche...


    le cause organiche agiscono appunto sugli stessi sistemi cerebrali provocando quindi gli stessi problemi... le droghe ad esempio, come la cocaina, facilitano la sperimentazione del piacere paradossale... chi usa la cocaina conosce e ricerca "consciamente" gli effetti paradossali della sostanza... evade dalla realtà... semplice, no?...

    cito:
    "Infine per quanto riguarda l’epilessia il modello offre un’ampia descrizione chiarificatrice sul ruolo antidepressivo e di sintomo psicosomatico della crisi convulsiva cosiddetta idiopatica o primaria e il suo riconoscimento diagnostico e prognostico attraverso l’utilizzazione dell’elettroencefalogramma vettoriale."

  2. #107
    Originariamente postato da io mordo La psicosi non è un sintomo.
    Significa che se uno evade la realtà provando piacere sopra al dolore (piacere paradossale o istintivo) anziché elaborarlo il cervello deve inviare dei sintomi perchè non può gestire le parti psicotiche della personalità, quelle che evadono... se invece uno prova piacere paradossale come nella paranoia, nel delirio ecc e non accusa sintomi significa che il suo cervello, e la sua psiche quindi, non funziona più come dovrebbe! capito adesso??
    Capito, ma questo non giustifica l'esistenza di una malattia mentale... Inoltre, mi sembra discutibile che esista solo il meccanismo che hai detto, altrimenti non si capirebbe perchè una persona se ne esce con una psicosi anzichè una schizofrenia,


    le cause organiche agiscono appunto sugli stessi sistemi cerebrali provocando quindi gli stessi problemi... le droghe ad esempio, come la cocaina, facilitano la sperimentazione del piacere paradossale... chi usa la cocaina conosce e ricerca "consciamente" gli effetti paradossali della sostanza... evade dalla realtà... semplice, no?...
    Vuoi dire che ogni forma di patologia è sempre una ricerca "fallita" di piacere?

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  3. #108
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Capito, ma questo non giustifica l'esistenza di una malattia mentale...

    Forse confondi questo concetto con la stigmatizzazione...
    ...se uno è psicotico è psicotico, chiamala come ti pare, malattia, sofferenza... non dovrebbe fare troppo differenza... invece spesso si tende a far coincidere la malattia con il sintomo, questo è il problema credo... il sintomo è salutare perchè blocca la parte psicotica, la malattia è la parte psicotica... l'assenza di sintomi...





    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Inoltre, mi sembra discutibile che esista solo il meccanismo che hai detto, altrimenti non si capirebbe perchè una persona se ne esce con una psicosi anzichè una schizofrenia,
    La schizofrenia è una forma di psicosi, non l'unica, psicosi è una categoria che comprende la schizofrenia...


    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Vuoi dire che ogni forma di patologia è sempre una ricerca "fallita" di piacere?



    Dici che la malattia non esiste e poi parli di patologia...

    Dico che il sintomo nasce dalla fruizione del piacere istintivo, si ha la malattia quando non vengono più generati i sintomi nonostante si continui a fruire del piacere paradossale...
    Capirai che non è sano provare piacere nel provare dolore perchè non si riesce a gestirlo in altro modo, è sano provare piacere affettivo, costruzione e tutela dei legami... che aiuta ad elaborare, a sopportare il dolore e quindi a crescere...
    ciao

  4. #109
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da letyzzetta
    Sulle pulsioni e le neuroscienze: La pulsione (Trieb) è cosa diversa dall'istinto. Se l'essere umano è preformato (!?) al compimento di alcuni comportamenti (l'istinto alla suzione) cosa che credo abbia una specificità in termini neurobiologici, tutt'altra cosa è la pulsione. Questa si appoggia (Anlehnung) all'istinto autoconservativo ed assume, solo nell'umano, un SIGNIFICATO collegabile alla gratificazione di un piacere e non più al soddisfacimento di un bisogno (se ti è nota la differenza tra bisogno e piacere). Questo è il motivo per cui, intorno al terzo mese di vita, il piccolo umano rintraccia un piacere anche dalla suzione del dito o del ciuccietto da cui, come saprai, non esce il latte. Prima del terzo mese esiste il latte ricercato seguendo un istinto, dopo il terzo mese esiste (anche, per appoggio) il seno, ricercato con piacere.
    L

    Conosci il riflesso di Moro che si verifica nei primi mesi?

  5. #110
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    Piccolo test. Non ci sono risposte giuste e sbagliate. Ogni risposta alla domanda ha la sola pretesa di "scoprire" come "io" in un dato momento storico considero la "la malattia mentale" e quanto ogni definizione sia stabile nel nostro pensiero. E' possibile anche non rispondere ad alcune domande per qualsiasi motivo, anche per il fatto che un dato discorso è in fase di costruzione. Se non viene contestata la premessa che non ci sono domande giuste o sbagliate, è corretto non attaccare, denigrare, offendere punti di vista 'altri'. E' lecita la curiosità su certe "visioni" con domande di chiarimento e non di contestazione. Eventuali risposte a domande di altri utenti non sono obbligatorie.

    SECONDO ME:
    1) Cos'è la malattia mentale?
    2) Dove è la malattia mentale?
    3) Perchè è malattia mentale?
    4) Quando è malattia mentale?
    5) Chi è malato mentale?
    6) Quanto è malato mentale?
    7) Cosa fa il malato mentale?

    8) Chi cura il malato mentale?
    9) Come si cura il malato mentale?
    10) Quando si cura il malato mentale?
    11) Quando è guarito il malato mentale?
    12) Dove si cura il malato mentale?
    13) Perchè è guarito il malato mentale?
    14) Perchè non è guarito il malato mentale?
    ------------------------------------------------------------
    SECONDO ME:
    1) Cos'è la malattia mentale? E' un problema delle menti 'sane'
    2) Dove è la malattia mentale? Nel linguaggio
    3) Perchè è malattia mentale? Perchè vissuta come difficilmente gestibile
    4) Quando è malattia mentale? Nel momento in cui la sofferenza dei 'sani' genera sofferenza nel 'malato' e viceversa
    5) Chi è malato mentale? Colui che accetta tale definizione su di sè
    6) Quanto è malato mentale? Dipende dalla quantità delle persone 'sane' che lo definiscono 'malato mentale' (più sono più è malato)
    7) Cosa fa il malato mentale? Si lamenta dei 'sani'

    8) Chi cura il malato mentale? Tutti coloro che hanno in mente una teoria della cura
    9) Come si cura il malato mentale? Con il linguaggio
    10) Quando si cura il malato mentale? In due casi: 1) quando la sofferenza del 'malato' è esplicitata da lui stesso; 2) quando la sofferenza del 'malato' è esplicitata attraverso comportamenti pericolosi per sè e per gli altri
    11) Quando è guarito il malato mentale? Quando non è più un problema per le menti 'sane'
    12) Dove si cura il malato mentale? In quei lughi dove la 'salute' è concepita anche come diversità e non omologazione
    13) Perchè è guarito il malato mentale? Perchè non dovrebbe?
    14) Perchè non è guarito il malato mentale? Perchè dipende dalla definizione di cosa è la malattia mentale.

    (pensavo fosse più semplice sono un uomo distrutto)

  6. #111
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975
    Originariamente postato da io mordo

    Nella visione della Klein ad esempio la posizione schizoparanoide è incentrata sul piacere istintivo (attivazione dei centri del piacere mentre i centri del dolore sono saturi), la rabbia, il trucido, mentre nella posizione depressiva c'è un'elaborazione del dolore tramite la costruzione di un legame e la ricerca\apprendimento quindi del piacere affettivo che desatura invece i centri del dolore...

    Ci vedi dei grossi conflitti con il tuo pensiero in questo modo di capire le dinamiche di una persona???

    Sì, ce li vedo i grossi conflitti, eccome... ma non con il mio pensiero, ma con il tuo essere studente di psicologia, se ti interessa l'elettroencefalogramma vettoriale forse hai sbagliato facoltà, anche se a questo punto incomincio a pensare che forse ho sbagliato io ad iscrivermi ad osp!! In ogni caso a proposito di epistemologia mi chiedo, di questo passo, che fine farà la psicologia - e, a maggior ragione, la psicoanalisi - se i sintomi e le dinamiche "psichiche" nel discorso attuale vengono sempre più respinti sul versante del corpo biologico (cervello limbico, circuiti del piacere e del dolore), perchè parliamoci chiaro, di questo si tratta: di 1 riduzione della mente al cervello, in nome di 1 pretesa di scientificità che preclude la dimensione del soggetto (inteso qui psicoanaliticamente, come soggetto dell'inconscio).

    Saluti,
    ikaro

  7. #112
    Io mordo, come fa ad esserci una malattia senza sintomi? Una malattia si riconosce dei sintomi, e tanti sintomi insieme fanno una sindrome! Forse intendi dire che non è troppo importante il sintomo per quella persona, e che dovremmo prenderla nella sua interezza, concordo....
    Devo parlare di patologia perchè a questo mondo se ne parla, tuttavia non credo che la psicopatologia esiste e si può mettere sotto questo nome tutto l'insieme delle sindromi devianti che noi pensiamo essere frutto di sofferenza nella nostra società. Questo implica l'esistenza di norme sociali a cui noi ci conformiamo, e che talvolta creano patologia, ma l'uomo ha la necessità di questo. Questo non esclude che la persona debba essere anche qualcosa di diverso dalle sue norme, anzi, forse è soprattutto per questo che soffre!
    La tua ultima parte mi fa pensare che è possibile dire: non è NORMALE provare piacere quando si prova dolore perchè non si riesce a gestirlo in altro modo, ed in questa chiave di lettura va letto il resto. Non possiamo considerarci giudici di sanità e malattia, dobbiamo sempre relativizzarci.

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  8. #113
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo
    [B]Se non viene contestata la premessa che non ci sono domande giuste o sbagliate, è corretto non attaccare, denigrare, offendere punti di vista 'altri'.


    Se tu hai un cervello limbico come me, se hai la neocorteccia, se hai il corpo calloso e tutte la altre parti di un cervello che è strutturato in un certo modo come in tutte le persone è ovvio che ci sono anche delle risposte non più relative di quanto lo sia la struttura stessa del cervello, no? ...è un concetto semplicissimo, non capisco perchè la vostra relatività non possa essere relativa...



    Originariamente postato da Accadueo
    [B]E' lecita la curiosità su certe "visioni" con domande di chiarimento e non di contestazione.



    E' lecito anche contestare...



    Sì, ce li vedo i grossi conflitti, eccome... ma non con il mio pensiero, ma con il tuo essere studente di psicologia, se ti interessa l'elettroencefalogramma vettoriale forse hai sbagliato facoltà, anche se a questo punto incomincio a pensare che forse ho sbagliato io ad iscrivermi ad osp!!



    Perchè, queste non sono cose che si studiano alle facoltà di psicologia? da che mi risulta le neuroscienze sono ritenute importanti per la formazione in psicologia, penso che dovremmo conoscere il cervello proprio in quanto psicologi... poi gli psicoanalisti della spi faranno come gli pare... contenti loro...
    Io non penso di aver sbagliato facoltà...
    ...si, forse ops non è alla tua altezza... e come dissi una volta a qualcun'altro: ma va a dà via il ..., va! (scherzosamente )



    In ogni caso a proposito di epistemologia mi chiedo, di questo passo, che fine farà la psicologia - e, a maggior ragione, la psicoanalisi - se i sintomi e le dinamiche "psichiche" nel discorso attuale vengono sempre più respinti sul versante del corpo biologico (cervello limbico, circuiti del piacere e del dolore), perchè parliamoci chiaro, di questo si tratta: di 1 riduzione della mente al cervello, in nome di 1 pretesa di scientificità che preclude la dimensione del soggetto (inteso qui psicoanaliticamente, come soggetto dell'inconscio).


    allora non mi vuoi capire! di la verità, lo fai apposta!
    Le nozioni del Mattio non precludono nessuna visione psicodinamica del soggetto, come già chiarito anche con un esempio...



    Io mordo, come fa ad esserci una malattia senza sintomi? Una malattia si riconosce dei sintomi, e tanti sintomi insieme fanno una sindrome! Forse intendi dire che non è troppo importante il sintomo per quella persona, e che dovremmo prenderla nella sua interezza, concordo....


    Lo psicotico non ha grandi capacità simboliche e di conseguenza non ha nemmeno molti sintomi in relazione alle sue parti psicotiche... l'esame di realtà alterato non è un sintomo, la depersonalizzazione non è un sintomo, la regressione nemmeno... sono disturbi che si verificano in ogni psicosi e di conseguenza non si può ritenere che abbiano uno specifico significato simbolico per il soggetto... in questo senso ritengo che non siano dei sintomi ma dei disturbi psicotici.





    Devo parlare di patologia perchè a questo mondo se ne parla, tuttavia non credo che la psicopatologia esiste e si può mettere sotto questo nome tutto l'insieme delle sindromi devianti che noi pensiamo essere frutto di sofferenza nella nostra società. Questo implica l'esistenza di norme sociali a cui noi ci conformiamo, e che talvolta creano patologia, ma l'uomo ha la necessità di questo. Questo non esclude che la persona debba essere anche qualcosa di diverso dalle sue norme, anzi, forse è soprattutto per questo che soffre!

    La tua ultima parte mi fa pensare che è possibile dire: non è NORMALE provare piacere quando si prova dolore perchè non si riesce a gestirlo in altro modo, ed in questa chiave di lettura va letto il resto. Non possiamo considerarci giudici di sanità e malattia, dobbiamo sempre relativizzarci.

    E' normale statisticamente parlando, non è sano però... e non è un giudizio morale ovviamente... tu non puoi volare perchè non hai le ali quindi non puoi nemmeno essere in un modo che la struttura del tuo cervello non contempla per ovvie ragioni... quindi non è solo una questione di norme sociali e di devianza da queste... tu non puoi trasformare il tuo cervello radicalmente, c'è una certa plasticità, daccordo... ma ha dei limiti...
    Quindi io non sono giudice di niente, ma tu pensi che lo psicotico non si rende conto lui stesso di essere pazzo?
    H2o crede che sia pazzo perchè questo pensa di esserlo... come dire che se io penso di essere una farfalla posso volare e morirò dopo 3 giorni...
    ...cercate di relativizzarvi un po' meno...
    ciao

  9. #114
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    2,536
    Originariamente postato da io mordo
    Se tu hai un cervello limbico come me, se hai la neocorteccia, se hai il corpo calloso e tutte la altre parti di un cervello che è strutturato in un certo modo come in tutte le persone è ovvio che ci sono anche delle risposte non più relative di quanto lo sia la struttura stessa del cervello, no? ...è un concetto semplicissimo, non capisco perchè la vostra relatività non possa essere relativa...
    Hai perfettamente ragione Io mordo. E' un concetto semplicissimo e di relativo non c'è niente.
    Peccato per un particolare. Il nostro bel cervello strutturato è diventato tale in un contesto anche esso strutturato. Adesso, sarebbe bello fare una semplice sommetta delle parti: cervello strutturato + natura = cervello naturale. Le cose vanno diversamente e questa evidenza la puoi notare facendoti la passeggiata nel parco o dove vuoi.
    Quando parli di "risposte non più relative di quanto lo sia la struttura del cervello", so che non puoi riferirti ad altro che a comportamenti di riflesso o istintivi. Stop. Come tu ben sai, siamo ben lontani dal comportarci solo con riflessi e istinti. Noi "strutture viventi" (Maturana, Valera) non solo rispondiamo a degli stimoli esterni, ambientali, naturali, culturali, sociali, ma siamo anche noi stessi stimolatori di altre risposte.
    Se tu davvero credessi a quello che hai scritto, dovresti fermarti a descrivere il riflesso di Moro per come si osserva e basta senza belle teorizzazioni sulla soglia del dolore e piaceri vari. Attraverso alcuni strumenti che vengono utilizzati, sempre secondo come si dovrebbe ragionare senza relativizzare, al massimo si potrebbe dire che ci sono alcune attività limbiche in funzione in una data situazione senza continuare a dire che ci sono piaceri trucidi o depressivi. Quando tu studi il bel cervello, non trovi mai le informazioni scritte su cosa sta avvenendo e, quando un Mattioli (lo cito perchè tu fai riferimento a lui) mi fa una descrizione psicoanalitica delle sue osservazioni neurologiche, io non posso fare altro che pensare alla relatività delle SUE osservazioni. Quindi, se ti piace continuare a credere che noi siamo cervello e basta, a relatività mi batti alla grande.





    E' lecito anche contestare...
    ok puoi farlo.. ma a patto che prima anche tu compili il test






    H2o crede che sia pazzo perchè questo pensa di esserlo... come dire che se io penso di essere una farfalla posso volare e morirò dopo 3 giorni...
    ...cercate di relativizzarvi un po' meno...
    ciao
    H2o crede che uno sia pazzo nel momento in cui accetta questa definizione di sè. Ti prego di non relativizzare almeno quello che scrivo.
    Se tu dovessi accettare una definizione di te come farfalla per me va benissimo basta che prima di morire mi insegni a volare. :ciaociao:

  10. #115
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo
    Hai perfettamente ragione Io mordo. E' un concetto semplicissimo e di relativo non c'è niente.
    Peccato per un particolare. Il nostro bel cervello strutturato è diventato tale in un contesto anche esso strutturato. Adesso, sarebbe bello fare una semplice sommetta delle parti: cervello strutturato + natura = cervello naturale. Le cose vanno diversamente e questa evidenza la puoi notare facendoti la passeggiata nel parco o dove vuoi.

    Ma infatti io non nego l'influenza dei sistemi, della natura, solo non ritengo che in quest'ottica sia individuabile l'unico fattore eziopatogenetico e neppure il più importante... e poi, il cervello di una formica non è come quello di un'umano, per dire che la nostra struttura non è l'unica possibile... però siamo così...
    Non ho capito cosa intendi dire con: "Le cose vanno diversamente e questa evidenza la puoi notare facendoti la passeggiata nel parco o dove vuoi."
    ...mi spiegheresti meglio cosa intendi dire? ti riferisci al modello di Mattioli?



    Originariamente postato da Accadueo
    Quando parli di "risposte non più relative di quanto lo sia la struttura del cervello", so che non puoi riferirti ad altro che a comportamenti di riflesso o istintivi. Stop. Come tu ben sai, siamo ben lontani dal comportarci solo con riflessi e istinti. Noi "strutture viventi" (Maturana, Valera) non solo rispondiamo a degli stimoli esterni, ambientali, naturali, culturali, sociali, ma siamo anche noi stessi stimolatori di altre risposte.


    ...innegabile, ma allora? il cervello si blocca?



    Originariamente postato da Accadueo
    Se tu davvero credessi a quello che hai scritto, dovresti fermarti a descrivere il riflesso di Moro per come si osserva e basta senza belle teorizzazioni sulla soglia del dolore e piaceri vari. Attraverso alcuni strumenti che vengono utilizzati, sempre secondo come si dovrebbe ragionare senza relativizzare, al massimo si potrebbe dire che ci sono alcune attività limbiche in funzione in una data situazione senza continuare a dire che ci sono piaceri trucidi o depressivi.

    ...ragionare senza relativizzare... io penso di essere un po' più flessibile nei miei ragionamenti...

    ...ma infatti questo sto dicendo io: Mattioli ha cercato di capire semplicemente quali "movimenti" cerebrali corrispondono a determinati "movimenti" psichici... ha detto infatti che in certe situazioni si verificano attività limbiche (non solo limbiche)... i piaceri depressivi non li ha mai nominati nessuno... quelli trucidi chiamali come vuoi, istintivi va benissimo... il piacere paradossale è la rabbia quindi si può usare la parola trucido a prescindere dalla sensibilità morale di ognuno... non è un giudizio...



    Originariamente postato da Accadueo
    Quando tu studi il bel cervello, non trovi mai le informazioni scritte su cosa sta avvenendo e, quando un Mattioli (lo cito perchè tu fai riferimento a lui) mi fa una descrizione psicoanalitica delle sue osservazioni neurologiche, io non posso fare altro che pensare alla relatività delle SUE osservazioni. Quindi, se ti piace continuare a credere che noi siamo cervello e basta, a relatività mi batti alla grande.

    mai pensato che siamo cervello e basta, penso solo che gli studi del Mattio vadano integrati con le proprie conoscenze, tipo la teoria sistemica, perchè li ritengo importanti...





    Originariamente postato da Accadueo
    ok puoi farlo.. ma a patto che prima anche tu compili il test


    Più tardi lo compilo, ora no...






    Originariamente postato da Accadueo
    H2o crede che uno sia pazzo nel momento in cui accetta questa definizione di sè. Ti prego di non relativizzare almeno quello che scrivo.
    Se tu dovessi accettare una definizione di te come farfalla per me va benissimo basta che prima di morire mi insegni a volare. :ciaociao:


    Non mi sembra di aver frainteso ciò che hai detto, io credo che Nash fosse pazzo anche se non credeva di esserlo... ci sono alcuni segnali abbastanza evidenti... il punto è che secondo me la teoria sistemica ha preso un pò il volo... nel senso che dovrebbe essere, credo, una visione in divenire e non deterministica... nel senso che se uno accetta la definizione di psicotico su di se ha intrapreso una strada più brutta di quella che gli si sarebbe potuta prospettare ma non significa che in quel momento è psicotico se non lo era un attimo prima... non so, forse ho fatto un po' confusione... devo chiarirmi questo abbozzo di idea... nel frattempo mi sono preso "pragmatica della comunicazione umana"
    Comunque se decido di essere farfallo ti faccio sapere per le lezioni di volo...
    ciao

  11. #116
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da io mordo

    Comunque se decido di essere farfallo ti faccio sapere per le lezioni di volo...
    ciao
    Resta reperibile perchè abbiamo poco tempo...

  12. #117
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    2,536
    Originariamente postato da io mordo
    Ma infatti io non nego l'influenza dei sistemi, della natura, solo non ritengo che in quest'ottica sia individuabile l'unico fattore eziopatogenetico e neppure il più importante... e poi, il cervello di una formica non è come quello di un'umano, per dire che la nostra struttura non è l'unica possibile... però siamo così...
    Non ho capito cosa intendi dire con: "Le cose vanno diversamente e questa evidenza la puoi notare facendoti la passeggiata nel parco o dove vuoi."
    ...mi spiegheresti meglio cosa intendi dire? ti riferisci al modello di Mattioli?
    ma assolutamente neache io! Quello che intendo dire è che il cervello, finchè è in vita, è in continua relazione con l' ambiente. Non può per definizione essere studiato in un non-ambiente. E' un fatto talmente evidente che mi viene difficile raccontarlo . Uhm, vediamo... per capire come funziona un cervello è necessario (obbligatorio) contestualizzarlo. (Prego chiunque a dirmi che esistono studi sul cervello che identificano una funzione cerebrale che non sia in relazione con l'ambiente.. anche perchè già lo 'studio' avviene in un determinato ambiente). Stessa cosa, per avere un'idea di natura deve esserci un cervello (in vita) che pensi alla natura.
    L'esempio del parco era riferito al fatto che anche se tutti abbiamo una stessa struttura cerebrale e tutti siamo in una stessa struttura ambientale, dovremmo avere tutti gli stessi comportamenti e fare tipo tutti le stesse cose.









    ...ragionare senza relativizzare... io penso di essere un po' più flessibile nei miei ragionamenti...

    ...ma infatti questo sto dicendo io: Mattioli ha cercato di capire semplicemente quali "movimenti" cerebrali corrispondono a determinati "movimenti" psichici... ha detto infatti che in certe situazioni si verificano attività limbiche (non solo limbiche)... i piaceri depressivi non li ha mai nominati nessuno... quelli trucidi chiamali come vuoi, istintivi va benissimo... il piacere paradossale è la rabbia quindi si può usare la parola trucido a prescindere dalla sensibilità morale di ognuno... non è un giudizio...
    Perfetto. Mattioli cerca la relazione che esiste tra i "movimenti" cerebrali e i "movimenti" psichici. Ok. Ma non ti accorgi che è molto relativo come campo di ricerca? E' tutto dentro la persona, completamente sconnessa dall' ambiente. L' unico apporto esterno sono le sue inferenze circa ciò che osserva, quindi il discorso è ancora più relativo.




    Non mi sembra di aver frainteso ciò che hai detto, io credo che Nash fosse pazzo anche se non credeva di esserlo... ci sono alcuni segnali abbastanza evidenti... il punto è che secondo me la teoria sistemica ha preso un pò il volo... nel senso che dovrebbe essere, credo, una visione in divenire e non deterministica... nel senso che se uno accetta la definizione di psicotico su di se ha intrapreso una strada più brutta di quella che gli si sarebbe potuta prospettare ma non significa che in quel momento è psicotico se non lo era un attimo prima... non so, forse ho fatto un po' confusione... devo chiarirmi questo abbozzo di idea... nel frattempo mi sono preso "pragmatica della comunicazione umana"
    Comunque se decido di essere farfallo ti faccio sapere per le lezioni di volo...
    ciao [/B]
    Se uno dovesse venire a dirmi che è una farfalla, io gli chiedo cosa significa per lui essere farfalla. Se lui dovesse raccontarmi tutto il manuale sui comportamenti delle farfalle, io accetterei la definizione che lui da di sè di farfalla, tranne che su un punto: le farfalle non parlano.. per il resto può continuare a svolazzare per la stanza con le braccia.
    Nooo la pragmatica noooo
    Io intanto faccio una cosa.. mi appizzo su un albero e mi baco

  13. #118
    io mordo
    Ospite non registrato
    caspita! ...sta sera lascio raffreddare il cervello

  14. #119
    Originariamente postato da io mordo


    Lo psicotico non ha grandi capacità simboliche e di conseguenza non ha nemmeno molti sintomi in relazione alle sue parti psicotiche... l'esame di realtà alterato non è un sintomo, la depersonalizzazione non è un sintomo, la regressione nemmeno... sono disturbi che si verificano in ogni psicosi e di conseguenza non si può ritenere che abbiano uno specifico significato simbolico per il soggetto... in questo senso ritengo che non siano dei sintomi ma dei disturbi psicotici.
    Lo psicotico non ha grandi capacità simboliche? Non mi sembra! Sicuramente ne ha meno dei non psicotici... L'esame di realtà, la depersonalizzazione, la regressione non sono sintomi? Ma scusa tu dove hai studiato?? Stai facendo psicologia vero? SIGNIFICATO SIMBOLICO E SINTOMO SONO DUE COSE DIVERSE!!! Stai tirando fuori cose che non esistono...


    E' normale statisticamente parlando, non è sano però... e non è un giudizio morale ovviamente... tu non puoi volare perchè non hai le ali quindi non puoi nemmeno essere in un modo che la struttura del tuo cervello non contempla per ovvie ragioni... quindi non è solo una questione di norme sociali e di devianza da queste... tu non puoi trasformare il tuo cervello radicalmente, c'è una certa plasticità, daccordo... ma ha dei limiti...
    Scusami, come fai a dire che non è sano? Dammi una definizione di sano. Io qui sto proprio contestando l'impossibilità di darne una definizione senza far riferimento alle norme sociali.

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  15. #120
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Lo psicotico non ha grandi capacità simboliche? Non mi sembra!

    Ti sembra male...



    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Sicuramente ne ha meno dei non psicotici...

    ...appunto...




    Originariamente postato da Darkgianlu85
    L'esame di realtà, la depersonalizzazione, la regressione non sono sintomi? Ma scusa tu dove hai studiato?? Stai facendo psicologia vero? SIGNIFICATO SIMBOLICO E SINTOMO SONO DUE COSE DIVERSE!!! Stai tirando fuori cose che non esistono...


    Si, conosco bene queste patologie, è vero ho fatto un po' di confusione e non sono riuscito a spiegarmi bene, ma oggi ho capito che non devo convincere nessuno di niente, perciò non ti infastidirò oltre...



    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Scusami, come fai a dire che non è sano? Dammi una definizione di sano. Io qui sto proprio contestando l'impossibilità di darne una definizione senza far riferimento alle norme sociali.

    ma cosa vuoi che ti dica? ho provato a spiegarti il mio punto di vista finora... non escludo la devianza, ma certo ci sono anche degli indici più oggettivi...
    ciao

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