buongiorno a tutti nuovamente...non ho parole per ciò che si legge...o che si viene a sapere e sui quotidiani non compare...una domanda ma una rivoluzione????sarà che oggi ho volia di agressività verso lo stato...
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cavalco la luna,
lei che non mi lascia mai,
che mi accompagna in ogni mio viaggio
cammino su un sentiero di stelle che si specchiano in mare
...infinita vita...infinito pensare
Oggi i giornali non riportano (ancora) nulla.
L'ANSA, invece, sì.
» 2008-03-17 14:52
Incidenti: operaio ferito a Bologna
L'infortunio e' avvenuto in un cantiere a Trebbo di Reno
(ANSA) - BOLOGNA, 17 MAR - Un operaio di 48 anni e' rimasto seriamente ferito dopo essere stato travolto da una gru, che si sarebbe piegata finendogli addosso. L'incidente sul lavoro e' avvenuto in un cantiere edile a Trebbo di Reno, nel bolognese. L'uomo e' stato soccorso dal 118 e trasportato all'ospedale Maggiore, in condizioni di media gravita'. Nel cantiere sono intervenuti carabinieri e funzionari dell'Ausl, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire cause dell'infortunio.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Per segnalare un blog eccellente: nomortilavoro
Le chiamano "Morti Bianche" come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna.
Le chiamano morti bianche quasi non ci fossero dei responsabili dietro gli omicidi che si compiono ogni giorno sui posti di lavoro e negli incidenti stradali mentre ci rechiamo al lavoro
Bianche come qualcosa di neutro, chiaro, puro.
Bianche come il ridicolo vitalizio che un figlio, una madre, una moglie, un marito ricevono dall’Inail come rimborso spese della violenza del lavoro.
Bianche, fredde ed inutili come le parole e le dichiarazioni d’intenti che si ripetono con costanza e ripetitività per celebrare i caduti sul lavoro, i martiri li chiamano.
Di una guerra si tratta…..con i suoi feriti, mutilati, reduci, ma senza prigionieri.
Il giorno in cui è morto quel 17 Gennaio del 2006, Antonio Salerno Piccinino stava lavorando e faceva una consegna straordinaria, un favore personale ad uno dei suoi dirigenti, un viaggio fino ad Ostia improvvisato probabilmente per la voglia di dimostrare affidabilità.
Antonio è morto perchè andava troppo veloce a causa dei ritmi inarrestabili e delle pressioni emotive costanti che ci vogliono disponibili, sorridenti e veloci, sempre.
Antonio era un pony exspress, il contratto di lavoro era scaduto a fine dicembre e formalmente, quando è morto sulla Cristoforo Colombo non gli era ancora stato rinnovato.
Antonio era in nero. Il suo lavoro di merda era quello di corriere addetto ai ritiri presso gli ambulatori veterinari, percorreva sulle strade di Roma 130Km al giorno. 14 ritiri al giorno, 3 euro per ogni ritiro in città, 5 euro per ogni ritiro oltre il Grande Raccordo Anulare e 6 euro per ogni ritiro nella zona mare comprendente Ostia, Torvajanica e Fiumicino.
E’ Indispensabile andare veloce perché l’equazione è semplice: aumentare il numero di ritiri per aumentare la propria busta paga
E’ così che è morto Antonio.
Questo blog è dedicato a lui e a tutti i morti sul lavoro che non rientrano in nessuna statistica perchè non hanno un contratto o semplicemente perchè il loro "progetto di lavoro" non prevede la morte. E’ dedicato a tutti gli invisibili che non essendo neanche cittadini italiani non figurano neanche tra i morti.
Ma Antonio non era affatto il suo lavoro, anzi. Era un ragazzo pieno di vita e di sogni.
Per questo il blog cercherà di raccontare le storie personali di vita che si nascondono dietro ogni morte.
Antonio era un ragazzo di ventinove anni consapevole dei meccanismi di sfruttamento che era costretto a subire, era un precario che lottava quotidianemente contro la precarietà del lavoro e della vita.
Per continuare a cospirare con lui abbiamo immaginato un blog che possa essere anche uno strumento di informazione sulle cause che portano ogni giorno ad almeno 4 morti e centinaia di feriti e invalidi sul lavoro nel nostro paese. Inoltre si cercherà di creare dei momenti di connessione e di comunicazione con collettivi, realtà, comitati e soggettività che lavorano su questo tema e denunciano le responsabilità delle forze politiche e dei datori di lavoro nel contribuire a questa vera e propria guerra sociale che si svolge ogni giorno sulle nostre strade, nei cantieri e nei diversi luoghi di lavoro.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Sesto San Giovanni, partecipava alla serie Tv Vite sospese per Rai2
Trent'anni, torinese, da 5 faceva la controfigura nelle scene più pericolose
Fiction tragica, stuntman si lancia
e muore ripreso dalle telecamere
E nelle Marche un operaio schiacciato da una pressa. Ferito 17enne a Messina
L'impalcatura da dove è caduto lo stuntman
MILANO - La registrazione di una fiction diventa tragica realtà a Sesto San Giovanni. Uno stuntman che per esigenze televisive doveva cadere da un'impalcatura su un materasso, ha invece picchiato con la testa contro un ferro. E' ricoverato nell'ospedale di Niguarda "clinicamente morto"; la famiglia ha già autorizzato l'espianto degli organi. Nicolò Ricci, torinese di 30 anni, faceva la controfigura da poco più di 5. Si è gettato da un'altezza di 4-5 metri. La sceneggiatura, per una sinistra fatalità, si è rilevata identica alla realtà. Nel copione si parlava di un infortunio mortale in un cantiere edile. Dopo l'incidente l'attore avrebbe dovuto essere ricoverato in ospedale. Così purtroppo è successo ma non per finzione.
La morte dello stuntman è rimasta impressa sul nastro della telecamera. "Un incidente in diretta", ha detto Laura Bodini, responsabile per la sicurezza sul lavoro dell'Asl di Sesto. Il set e la cassetta con le tragiche immagini sono state sequestrate.
La fiction per la quale la società produttrice girava le scene nel cantiere edile, si chiama "Vite sospese-Hospital Center" in programmazione prossimamente su Rai2. Una serie televisiva ambientata in corsia, tra incidenti e amori in camice bianco. Generalmente la registrazione avveniva negli studi del'East End Studios di Milano ma ieri la troupe si era spostata a Sesto San Giovanni per le riprese all'esterno.
La scena della caduta era pericolosa. La direzione della produzione lo sapeva ed aveva invitato un'ambulanza, una squadra di pompieri ed una volante della polizia ad assistere alle prove. Durante la prima scena, lo stuntman è caduto sul materasso gonfiabile, ma nel secondo lancio ha battuto il capo contro l'impalcatura e ha perso coscienza.
Schiacciato da una pressa nelle Marche. Trent'anni aveva anche un operaio di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), morto schiacciato da una pressa mentre lavorava nello stabilimento di un'azienda che produce profilati metallici in Contrada Valle Cupa di Colonnella (Teramo). Massimo Luciani stava lavorando nei pressi del macchinario quando è accaduto l'incidente: non è ancora chiara la dinamica dell'infortunio. Il magistrato titolare dell'inchiesta ha disposto il sequestro della pressa.
E sempre oggi un 17enne è rimasto gravemente ferito dal gancio di una gru al molo Colapesce del porto di Messina.
ecco il dopo Pasqua:
Domenico Monopoli, 43 anni, è volato da un soppalco alto quattro metri
Lavorava al reparto verniciatura nella catena che produce la Grande Punto
Infortuni sul lavoro, alla Fiat di Melfi
muore un operaio del turno di notte
La linea di montaggio della Grande Punto
POTENZA - Tragedia alla catena di montaggio della Fiat di Melfi, in Basilicata. Un operaio manutentore - Domenico Monopoli, di 43 anni, di Cerignola in provincia di Foggia - è morto stamani all'alba. E' caduto da un soppalco dove era salito per sbloccate il nastro riservato alla costruzione della Grande Punto.
Era uscita dalla corsia una "bilancella", come è chiamato in gergo il supporto di metallo che trasporta le lamiere lungo il reparto verniciatura. L'operaio è salito su un soppalco ma qualcosa è andato storto. E' scivolato, è caduto da un'altezza di quattro metri ed ha battuto sul pavimento con la testa.
Non c'era un letto al reparto rianimazione del San Giovanni di Dio di Melfi. L'operaio è stato trasferito nell'ospedale di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, ma dopo qualche ora è morto.
La Procura della Repubblica di Melfi ha aperto un'inchiesta per accertare la dinamica dell'incidente e accertarte le responsabilità dell'infortunio.
Gli altri operai del turno di notte hanno proseguito a lavorare ma in giornata i rappresentanti sindacali dello stabilimento si riuniranno per decidere una strategia comune.
(26 marzo 2008)
Grazie, Terry. Stavo per postarlo io.
Questo l'articolo da "La Repubblica"
Domenico Monopoli, 43 anni, è volato da un soppalco alto quattro metri
Lavorava al reparto verniciatura nella catena che produce la Grande Punto
Infortuni sul lavoro, alla Fiat di Melfi
muore un operaio del turno di notte
La Fiom-Cgil: "Negli ultimi tre mesi già due morti nello stabilimento Sata"
Due ore di sciopero turno. La Fiom Cgil: "Ci costituiremo parte civile"
La linea di montaggio della Grande Punto
POTENZA - Tragedia alla catena di montaggio della Fiat di Melfi, in Basilicata. Un operaio manutentore - Domenico Monopoli, di 43 anni, di Cerignola in provincia di Foggia - è morto stamani all'alba. E' caduto da un soppalco dove era salito per sbloccate il nastro riservato alla costruzione della Grande Punto.
Era uscita dalla corsia una "bilancella", come è chiamato in gergo il supporto di metallo che trasporta le lamiere lungo il reparto verniciatura. L'operaio è salito su un soppalco ma qualcosa è andato storto. E' scivolato, è caduto da un'altezza di quattro metri ed ha battuto sul pavimento con la testa.
Non c'era un letto al reparto rianimazione del San Giovanni di Dio di Melfi. L'operaio è stato trasferito nell'ospedale di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, ma dopo qualche ora è morto.
La Procura della Repubblica di Melfi ha aperto un'inchiesta per accertare la dinamica dell'incidente e accertarte le responsabilità dell'infortunio.
Gli altri operai del turno di notte hanno proseguito a lavorare ma in giornata i rappresentanti sindacali dello stabilimento hanno deciso due ore di sciopero per turno. In un comunicato, la Fiom-Cgil ha detto che "per lo stabilimento Sata, si tratta del terzo incidente, di cui due mortali, negli ultimi tre mesi".
La Federazione metalmeccanici Cgil annuncia che si costituirà parte civile contro la Fiat: "L'infortunio mortale - ha detto Giorgio Cremaschi il segretario nazionale della Fiom e leader di Rete 28 aprile, la componente di sinistra della Cgil - dimostra che sono sbagliati tutti gli ottimismi che hanno accompagnato il dato statistico parziale dell'Inail che segnalava una riduzione degli infortuni mortali. La situazione in Fiat non è mai stata così grave come oggi".
(26 marzo 2008)
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Aggiorniamo
27 marzo
FIRENZE - Non ce l'ha fatta Massimo Ronchetti l'ingegnere di 34 anni, di Modena, precipitato dal tetto di un capannone industriale a Cascine di Buti (Pisa), dove stava lavorando all'installazione di alcuni pannelli solari. L'uomo è morto questo pomeriggio, intorno alle 18,30, all'ospedale Santa Chiara di Pisa a causa delle gravi lesioni. Nella caduta, avvenuta da un'altezza di circa 7,50 metri, il giovane professionista aveva riportato fratture e traumi contusivi gravissimi in molte parti del corpo e una forte emorragia cerebrale.
MONTECATINI TERME (PISTOIA) - È ricoverato in gravi condizioni all'ospedale fiorentino di Careggi un impresario edile di 58 anni, caduto questa mattina da un'impalcatura in un cantiere a Borgo a Buggiano (Pistoia). L'uomo, caduto da un'altezza di un paio di metri, ha sbattuto la testa su un muretto e in un primo momento è stato ricoverato all'ospedale di Pescia.
CHIETI - Un operaio di 52 anni di Bucchianico, Giustino Torello, è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Pescara dove è stato portato con l'elisoccorso, dopo essere caduto dal primo piano della sua abitazione mentre cercava di installare una ringhiera. L'uomo, in base ai primi accertamenti effettuati dai Carabinieri, al momento dell'incidente era da solo. Le sue condizioni sono apparse subito gravi agli operatori del 118 giunti sul posto per prestargli i primi soccorsi. Due le possibili dinamiche dell'accaduto: l'uomo si trovava sul balcone al primo piano e, mentre cercava di installare la ringhiera nuova di ferro, lunga circa due metri e mezzo, è caduto al suolo schiacciato dalla ringhiera stessa. La seconda ipotesi è che l'operaio si trovasse a terra a manovrare la carrucola con la quale stava tirando su la ringhiera e quest'ultima si sia sganciata travolgendolo.
VITTORIA (RAGUSA) - Il tunisino morto per una scarica elettrica stava lavorando in una serra di Acate (Rg). Dalle prime indagini condotte dalla polizia è emerso che l'uomo, dell'apparente età di 45-50 anni, si trovava all'interno di una serra per prodotti ortofrutticoli in contrada Dirillo, quando è stramazzato al suolo per gli effetti di scariche elettriche. L'ipotesi più probabile è che un fulmine, abbattutosi nella zona, abbia creato all'interno della struttura un campo magnetico che ha colpito il lavoratore a contatto con tubature metalliche contenenti anche fili dell'elettricità. I connazionali del tunisino, che lo hanno soccorso, hanno detto di non conoscere l'uomo che probabilmente risiedeva a Gela. La Polizia sta cercando di rintracciare il titolare della serra nella quale la vittima lavorava.
PARMA - Marco Gelati, un operaio di 52 anni di Parma, ha perso la vita la scorsa notte a Parma travolto da alcuni bancali che stava sollevando con un carrello elevatore in un magazzino gestito dalla Cooperativa Taddei, per conto della società di logistica Number One. Stando ai primi accertamenti, l'uomo, che era alla guida del carrello, sarebbe stato colto da malore e avrebbe perso successivamente il controllo del mezzo che avrebbe così rovesciato sull'operaio il materiale movimentato. Sull'incidente è stata aperta un'indagine da parte della Procura di Parma e dell'Ispettorato del Lavoro.
POTENZA - Un operaio - Domenico Monopoli, di 43 anni, di Cerignola (Foggia) - è morto stamani per le ferite riportate in seguito a una caduta da un soppalco, avvenuta mentre stava effettuando il turno di notte nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat. Monopoli era al lavoro nel reparto verniciatura quando - per cause in fase di accertamento - è caduto dal soppalco, da un'altezza di almeno quattro metri. Trasportato al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Melfi (Potenza), è stato trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Rionero in Vulture (Potenza) dove è morto intorno alle ore 10. I sindacati hanno proclamato due ore di sciopero per turno nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat. Lo ha reso noto il segretario regionale della Basilicata della Fiom-Cgil, Giuseppe Cillis, precisando che «per il primo turno, lo sciopero è cominciato alle ore 12 e terminerà alle ore 14. Per il secondo, invece, riguarderà le prime due ore di lavoro, dalle ore 14 alle 16».
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
E si ostinano a chiamarli "incidenti"...
Da "Il Corriere della Sera", di oggi 30 marzo 2008
La vittima aveva 39 anni. Avviata un'inchiesta sulla dinamica dell'incidente
Operaio cade da un'impalcatura e muore
Incidente nel centro di Caserta: un manovale edile precipita da 20 metri. Il decesso due ore dopo in ospedale
CASERTA - Un operaio edile di 39 anni è morto a Caserta precipitando da una impalcatura di un cantiere al centro della città, in corso Trieste. L'uomo si chiamava Michele Sposito De Lucia, era sposato e aveva figli.
L'INCIDENTE - L'operaio era impegnato assieme ad altri murtarori nella ristrutturazione di un palazzo privato ed è caduto per cause ancora da chiarire da una altezza di 20 metri. carabinieri, insieme al magistrato di turno, sono al lavoro per chiarire l'esatta dinamica dell'accaduto e per verificare la regolarità del contratto di lavoro dell'uomo.
RICOVERO E DECESSO - Il decesso non è stato immediato: il manovale, dopo la caduta, era stato trasportato in ambulanza all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano, dove gli erano state riscontrate fratture multiple in varie parti del corrpo. Nonostante le cure dei medici, è morto dopo un paio d'ore nella sala di rianimazione del nosocomio.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Siccome oggi staranno tutti a commentare i risultati elettorali, si rischia di dimenticare questo:
La tragedia nello stabilimento di Terni. La vittima lavorava
a strutture per la sicurezza: è stato colpito dall'escavatore
Thyssen, un altro morto sul lavoro
Fiom: "I dirigenti devono pagare"
TERNI - Ancora una tragedia alla Thyssen. Umberto Aloe, 59 anni, originario di Napoli, dipendente di una ditta esterna alla multinazionale tedesca stava lavorando alla realizzazione di alcune opere per la sicurezza in uno dei reparti dello stabilimento ThyssenKrupp-Ast di Terni quando è stato colpito dal braccio meccanico di un escavatore. Che lo ha ucciso.
Aloe lavorava per una ditta edile impegnata a realizzare nell'area della ex Terninoss un sottopasso destinato a essere utilizzato come via di fuga in caso di emergenza dagli addetti al reparto Pix. Trincee che hanno una larghezza di un metro e mezzo e un'altezza di circa due. Un lavoro appena iniziato e per il quale veniva utilizzato un escavatore. L'operaio si trovava nei pressi del mezzo quando, probabilmente a causa di un guasto, è stato colpito dal braccio meccanico. E' stato subito soccorso dai colleghi e trasportato in ospedale dove gli sono stati riscontrati un trauma toracico con fratture al bacino e al femore. Ricoverato nel reparto rianimazione è deceduto nel primo pomeriggio.
Appena saputo dell'incidente, il titolare della ditta edile di Stroncone (Terni) è stato ricoverato in ospedale per lo shock. In seguito alla morte di Aloe, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fismic hanno proclamato due ore di sciopero per ogni turno di lavoro nello stabilimento umbro. I vertici delle cinque organizzazioni hanno incontrato i responsabili della multinazionale e hanno sottolineato che, anche se l'operaio non era un dipendente dell'Ast, lavorava all'interno dello stabilimento e quindi era necessario un particolare controllo da parte dell'azienda.
"Sembra incredibile che alla Thyssenkrupp si possa ancora morire di lavoro, eppure è successo di nuovo". A scriverlo è Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile per la salute e sicurezza del sindacato. "E' bene ricordare- prosegue- che dopo la strage di Torino, la Thyssenkrupp si era impegnata con uno specifico protocollo, a garantire la sicurezza sul lavoro, compreso quello degli appalti. Ora, di fronte a questo nuovo tragico evento, non è più il tempo delle parole e neppure delle generiche condanne. Chiediamo che i responsabili della Thyssenkrupp siano perseguiti dalla magistratura italiana con il massimo della severità per attentato continuo alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. Il gruppo dirigente deve pagare con la legge per il male che ha fatto ai lavoratori italiani."
La presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti e l'assessore allo Sviluppo economico Mario Giovannetti hanno parlato di sentimento di sconforto di fronte a una catena di vittime sul lavoro che in Umbria sembra inarrestabile. "Sentimento che si accentua - hanno aggiunto - perché la nuova morte è legata alla TK-Ast già coinvolta nel rogo di Torino". "Sembra una maledizione ma non possiamo, né dobbiamo considerarla tale" è stato il commento del sindaco di Terni, Paolo Raffaelli.
Quello di oggi non è stato l'unico incidente sul lavoro avvenuto in Italia. Un operaio pescarese di 40 anni, infatti, è rimasto gravemente ferito cadendo da un'altezza di cinque metri all'interno di un cantiere edile allestito per la ristrutturazione di uno stabile nel capoluogo adriatico.
(14 aprile 2008)
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Milano, 16 apr. (Adnkronos/Ign) - Ennesima tragedia sul lavoro. Due operai sono morti intorno alle 17 di oggi in un'esplosione avvenuta alla fabbrica Masterplast di Cornate d'Adda, comune della Brianza alle porte di Milano, in via Stucchi. Nell'incidente altri due operai sono rimasti feriti in maniera non grave.
Le vittimesono un italiano di 48 anni e un 28enne originario del Burkina Faso . Le loro generalità non sono ancora state rese. I feriti sarebbero i figli del proprietario, che ha avuto un malore in seguito all'incidente. L'esplosione avvenuta intorno alle 17 sarebbe stata causata da un macchinario che lavora materie plastiche e che, per cause ancora da accertare, è esploso.
Il macchinario che ha provocato l'esplosione e la conseguente morte di due operai avrebbe iniziato a funzionare male già da stamane. Un guasto che sarebbe stato segnalato dagli operai del primo turno a quelli che sono stati investiti poi dall'esplosione dell'estursore, che serve per la lavorazione del materiale plastico. Sarà il magistrato a stabilire eventuali responsabilità della ditta Masterplast.
Intanto i due corpi degli operai sono stati portati via dai mezzi delle pompe funebri. Il reparto interessato dall'esplosione è sotto sequestro e presto potrebbe essere aperto un fascicolo a carico di ignoti dalla Procura di Monza.
Sul luogo della tragedia è arrivata la moglie dell'operaio di 28 anni morto nell'esplosione. Nella zona industriale di via Stucchi la donna, originaria come il marito del Burkina Faso è arrivata con in braccio il bambino di pochi anni.
La straniera è arrivata urlando, poi una volta all'interno dello stabilimento è scoppiata in lacrime. Una vicina di casa ha portato via il bambino in modo che non vedesse il corpo del padre.
''Il grave incidente che ha causato la morte di due operai e il ferimento di altri due, suscita in noi grande dolore e richiama tutti ad una piena e rigorosa attuazione delle leggi vigenti in materia di prevenzione, controllo, sanzione delle pratiche non rispettate delle tutele e dignità del lavoro'', afferma Giovanni Battafarano, capo della segreteria tecnica del ministero del Lavoro
There █████ █ ████ is ███ █ no █████ █ ████ conspiracy █ ████ █████
█ ████ everything ███ █████ is█████ ████ ████ fine ████ ███ ██████
trust ███ ██████ ███ your █████ ████ government.
Trapani, operaio muore in una cava Sciopero in Sardegna
Davide Madeddu
L'ecatombe di morti sul lavoro non si ferma. Giovedì mattina un operaio è morto in un incidente in una cava di marmo di Custonaci, provincia di Trapani, in Sicilia. Mercoledì l'esplosione in una fabbrica di materiale plastico a Cornate d'Adda, provincia di Milano, nella quale sono morti un italiano di 47 anni e di un 27enne del Burkina Faso che stavano pulendo un macchinario. E giovedì il cavatore morto in Sicilia, un ragazzo rumeno di 23 anni, Visiri Craiu, regolarmente residente a Custonaci. Stava tagliando un blocco di marmo assieme a un collega, quando un pezzo del blocco si è staccato schiacciandolo. Il giovane è morto sul colpo. La dinamica dell'incidente è stata ricostruita dai carabinieri.
La strage riguarda sia lavoratori italiani che immigrati, non fa distinzioni, e ora le preoccupazioni aumentano. Il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta, lancia al governo di centrodestra che si insedierà tra pochi giorni, un appello perché non stravolga il decreto legislativo su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro approvato di recente dopo una lunga elaborazione.
Intanto, dopo il blocco totale delle acciaierie di Terni, nuovo sciopero in Sardegna contro le morti bianche.
Due ore di silenzio per dire no alle morti bianche e ai numerosi incididenti sul lavoro. Drammi che la Cgil e la Fiom hanno deciso di contrastare annunciando la costituzione di parte civile «per tutti gli incidenti che avranno un risvolto penale».
Il primo momento di sciopero e riflessione a Cagliari. Due ore di silenzio e di protesta per cercare di contrastare il fenomeno delle morti nei cantieri e nelle fabbriche. A meno di due settimane dagli ultimi incidenti sul lavoro avvenuti in Sardegna (in tre giorni hanno perso la vita tre persone) e a meno di 24 ore da quelli avvenuti a Milano i sindacati confederali e tutti i lavoratori, dai precari a quelli assunti con contratti a tempo indeterminato, hanno deciso di manifestare la propria solidarietà scendendo in piazza silenziosamente.
«Solamente in Sardegna hanno perso la vita, nell'arco di tre giorni tre operai - è la premessa fatta dai rappresentanti sindacali - troppo per non sollevare il problema che diventa sempre più serio e preoccupante».
Drammi, quello di Orazio Statzu operaio di 35 anni impegnato a lavorare in un cantiere vicino alla statale 131 a Oristano travolto da una frana provocata da un cedimento della montagna sotto cui stava lavorando, quello del secondo operaio di 45 anni è stato trovato privo di vita con la testa dentro un tombino d'acqua a Cagliari e quello di Giovannino Lai di 54 anni, morto dopo essere precipitato da un'altezza di due metri in un capannone del polo industriale di Portovesme, che non sono isolati ma, come spiegano i sindacati impeganti in una serie di iniziative finalizzate a contrastare il fenomeno degli incidenti, «devono essere letti tutti assieme».
Ossia da Cagliari a Milano, passando per Terni - dove mercoledì c'è stato uno sciopero con adesione totale per protesta contro l'ultimo infortunio mortale in una delle 130 ditte esterne dell'acciaieria Thyssen Krupp - tutti uniti dalla stessa sorte e costretti a combattere «con la stessa paura e lo stesso problema».
Proprio per questo motivo i rappresentanti dei lavoratori hanno deciso di scendere in piazza dando vita a un'iniziativa che, come fa sapere Giampaolo Diana, segretario generale della Cgil della Sardegna, «vuole rimarcare l'importanza e la necessità della sicurezza negli ambienti di lavoro».
Nelle ultime due settimane è cresciuto il bilancio dei lavoratori morti nei cantieri in cui erano occupati. Drammi cui le organizzazioni sindacali chiedono di trovare una soluzione con maggiore rigore, controlli e «un'elevata cultura della prevenzione e formazione». E dopo l'ultimo incidente mortale avvenuto in Sardegna nel polo industriale di Portovesme, un operaio di 54 anni prossimo alla pensione è morto dopo essere precipitato da due metri di altezza, la Fiom e la Cgil hanno annunciato di costituirsi parte civile in tutti i procedimenti che riguardano gli incidenti sul lavoro.
«La nostra posizione è chiara e netta - premette il segretario della Camera del Lavoro Marco Grecu - le nostre organizzazioni sindacali hanno già dato il madato ai legali per sostenere in tribunale tutte le cause relative agli incidenti avvenuti nei luoghi di lavoro». Per il sindacalista si tratta di un «atto dovuto per tutte i lavoratori e i familiari di coloro che hanno avuto un infortunio mentre lavoravano». Una decisione che, come aggiungono alla Camera del Lavoro «ha come obiettivo quello di non far sentire soli sia coloro che hanno avuto un incidente sia i familiari delle vittime degli infortuni sul lavoro».
Non è tutto. «Le organizzazioni sindacali confederali hanno deciso di annullare i festeggiamenti per il primo maggio - continua ancora - e parteciperanno solamente a quelli istituzionali con la fascia a lutto al braccio».
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
L'episodio più grave nel Padovano: due fratelli folgorati
Incidenti anche a Frosinone, Taranto Monfalcone e nel Ferrarese
Morti bianche, la strage continua
Sei vittime in un solo giorno
ROMA - Ancora morti bianche, ancora gravissimi incidenti sul lavoro. Una giornata tragica, quella di oggi. Le vittime sono state sei. Due fratelli sono rimasti folgorati in provincia di Padova mentre pulivano la cisterna di una betoniera. A Frosinone un operaio è morto cadendo da un tetto. Nel Ferrarese un altro è stato investito da un Eurostar, mentre a Monfalcone un lavoratore è rimasto schiacciato in un macchinario. Altre due persone sono rimaste gravemente ferite a La Spezia e nel Comasco. Una vittima all'Ilva di Taranto.
L'incidente a Este. L'episodio più grave si è verificato questo pomeriggio a Este, in provincia di Padova. Stefano Trovò, 42 anni, titolare di una ditta di trasporti, e suo fratello Diego, 34 anni, sono stati colpiti da una scarica elettrica alla "Eurosfusi", un'azienda di Schiavonia d'Este (Padova).
A quanto pare, stavano lavorando alla pulizia della cisterna di una betoniera quando hanno toccato i cavi della linea a media tensione con una lunga spazzola idraulica. I due sono stati scagliati a metri di distanza e sono morti sul colpo. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici dello Spisal, il servizio di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Dramma a Frosinone. Un altro incidente mortale è avvenuto in un cantiere a Villa Santo Stefano, nei pressi di Frosinone. Giulio D'Agostino, un operaio di 44 anni che lavorava in una ditta specializzata nell'installazione di pannelli isolanti, è morto sul colpo cadendo da un'altezza di oltre otto metri. Stava lavorando con altri colleghi alla ristrutturazione del tetto di un'abitazione quando è precipitato. Secondo il segretario generale Fillea-Cgil, Luciano Piroli, "è scivolato mentre cercava di salire o scendere da una piccola scala di ferro posizionata sull'ultima rampa del ponteggio del cantiere che porta al tetto". Il cantiere è stato sequestrato e sono stati avviati accertamenti per verificare se l'azienda edile avesse rispettato tutte le norme di sicurezza.
Ferrara, operaio bosniaco investito da un Eurostar. Stava attraversando i binari e non si è accorto del treno in arrivo. Adis Masinovic, un operaio bosniaco di 21 anni residente nella provincia di Treviso, è morto dopo essere stato investito da un Eurostar nei pressi della stazione di Coronella, tra Bologna e Ferrara. L'operaio lavorava in un cantiere limitrofo alla ferrovia per la costruzione di un sovrappasso.
L'uomo, che era al secondo giorno di lavoro, stava trasportando una saldatrice e ha attraversato i binari quando è arrivato il treno. Sono in corso indagini della magistratura e della polizia scientifica per accertare l'accaduto. Al più presto verrà fatto il punto con i tecnici dell'ispettorato del lavoro e della medicina del lavoro per valutare le eventuali irregolarità nel cantiere.
Il traffico ferroviario è stato bloccato per un paio d'ore, ed è ripreso regolarmente solo alle 11.45. I treni a lunga percorrenza hanno accumulato ritardi attorno ai 90 minuti, mentre si sono trovate soluzioni alternative per i treni regionali, anche con l'ausilio di autobus.
Muore schiacciato a Monfalcone. Un operaio croato di 41 anni è morto poco prima delle 18 nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Gorizia). Secondo una prima ricostruzione, è rimasto schiacciato da un macchinario.
L'uomo lavorava per una ditta croata che opera per il consorzio triestino Mistral. I colleghi di lavoro sono sotto shock e alcuni di loro sono stati portati in osservazione in ospedale. Dopo l'incidente, l'operaio è stato subito assistito dal presidio medico del cantiere, dai Vigili del Fuoco presenti all'interno dello stabilimento e dai sanitari del 118 giunti sul posto, che hanno cercato di rianimarlo invano per oltre mezz'ora. Le maestranze hanno proclamato uno sciopero subito dopo aver saputo dell'incidente.
Taranto, muore cadendo da una passerella. Gjoni Arian, 47 ani, origini albanesi, è morto cadendo da 15 metri d'altezza nel reparto zincatura a caldo
dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Il lavoratore, in Italia con regolare permesso, era dipendente della Pedretti, un'impresa appaltatrice dello stabilimento siderurgico. Arian è caduto mentre, insieme col suo caposquadra, si stata occupando dell'assemblaggio di strutture metalliche su una passerella.
La Spezia e Como, due feriti gravi. Rischia di perdere un braccio un operaio spezzino di 40 anni, dipendente di una ditta privata che sta effettuando lavori edili di risistemazione del manto stradale al molo Fornelli del Porto della Spezia. L'uomo è finito col braccio in una pompa di cemento mentre stava lavorando sulla banchina dello scalo. Soccorso dai colleghi, è stato poi trasportato in gravi condizioni in elicottero prima all'ospedale San Martino di Genova e poi al San Paolo di Savona, nel disperato tentativo di salvargli l'arto.
E' invece ricoverato a Como un operaio di 46 anni rimasto schiacciato da un muletto in movimento a Senna Comasco. I medici sono stati costretti ad
amputargli una gamba, mentre stanno valutando come procedere sull'altra, anch'essa in pessime condizioni.
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Era stato mandato a ispezionare un piccolo impianto
Nessuno è andato a riprenderlo. Un suo collega molto debilitato
Dimenticato su un'isola
morto di fame tecnico coreano
MOSCA - Un tecnico nordcoreano è morto di fame sull'isola russa di Sachalin, perchè la sua compagnia si è dimenticata di inviare i rifornimenti nel centro di lavorazione del legname in cui prestava servizio. Lo ha riferito l'Ufficio per l'Immigrazione russo. Due settimane fa funzionari del ministero dell'Interno di Mosca, giunti per un'ispezione nel piccolo impianto nei pressi del villaggio di Nish, hanno trovato il tecnico morto e un altro collega vivo ma molto debilitato.
Una ditta nordcoreana aveva inviato i due tecnici sull'isola per controllare lo stato dei macchinari ad agosto, nel periodo in cui erano chiuse le attività e non c'erano operai. Ai due fu lasciata solo una scorta minima di cibo e nessun mezzo di trasporto o di comunicazione.
Le autorità russe avevano sollecitato più volte la compagnia a verificare lo stato di salute dei due tecnici, ma invano. Il lavoratore deceduto, si è appreso, era tra l'altro in arretrato di 18 mesi con gli stipendi.
(7 maggio 2008)
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
CRONACA
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Incidenti mortali ad Ancona, Bergamo, Sanremo, Vicenza e in Trentino
Diversi feriti tra i quali un operaio ustionato nell'esplosione di una centralina Enel
Morti bianche, la strage continua
cinque vittime in una sola giornata
<B>Morti bianche, la strage continua<br>cinque vittime in una sola giornata</B>
ROMA - Ancora una giornata tragica sui posti di lavoro, una giornata che si chiude con il bilancio di cinque morti (ad Ancona, Bergamo, Sanremo, Vicenza, e in Trentino) e diversi feriti
Ancona. Un muratore palermitano di 54 anni, Santino Guida, ha perso la vita in un cantiere edile a San Marcello precipitando da un'impalcatura alta sei metri. Nel cantiere lavorava anche uno dei suoi quattro figli, che è stato fra i primi a soccorrere il padre, morto poco dopo. La procura della Repubblica di Ancona ha disposto il sequestro del cantiere
Bergamo. E' deceduto in ospedale Stefano Locatelli, l'artigiano rimasto vittima di un incidente sul lavoro in una ditta di Bonate Sotto. L'uomo, 30 anni, stava lavorando nell'azienda 'Record' quando un cancello elettrico scorrevole è uscito dai binari e l'ha travolto causandogli un grave trauma cranico.
Trentino. Non è sopravvissuto ai gravi traumi riportati in seguito al ribaltamento del proprio trattore un uomo di 54 anni di Ivano Fracena (Trento). Dopo l'infortunio in una campagna di sua proprietà alle porte del paese, è stato soccorso e trasportato in gravi condizioni in ospedale, ma nella notte è deceduto per le gravi lesioni interne. E oggi a Arco, sempre in provincia di Trento, un operaio è rimasto ferito in un cantiere edile in seguito a una caduta da due metri di altezza.
Sanremo. Salvatore De Moro, 73 anni, di Cittanova (Reggio Calabria) è morto, stritolato dalla motozappa con la quale stava lavorando all'interno di una serra. E' stato il cognato a lanciare l'allarme, dopo aver sentito le disperate grida di aiuto dell'uomo. Per liberare il corpo di Salvatore dalle lame della macchina, con la quale stava fresando il terreno, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.
Vicenza. Un operaio è morto schiacciato dal braccio di una gru l'uomo che ha perso la vita all'interno della "Tre R" di Sandrigo. Dario Ubertoli, 30 anni, stava scaricando la pesante macchina da un autotreno quando, una volta 'disarmato', il traliccio lo ha travolto, rimbalzando successivamente nel cortile dell'azienda.
Pordenone. E' grave un operaio romeno, Gelu Rautu, rimasto gravemente ferito in seguito a una caduta dal tetto di una ditta a Valvasone. La copertura ha ceduto e l'uomo ha fatto un volo di circa otto metri. E' ricoverato in prognosi riservata.
Latina. Una centralina dell'Enel è esplosa ferendo un operaio che ha riportato gravi ustioni. Lo scoppio all'interno di una cabina elettrica lungo la Migliara 42.
(29 maggio 2008)
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Da; Il Corriere della Sera, di oggi, 6 giugno 2008
È successo a pagani, nel salernitano
Rapina con sparatoria, muore carabiniere
Il militare, colpito da alcuni banditi, è stato sottoposto a intervento chirurgico. Il decesso in ospedale
PAGANI (Salerno) - Non ce l'ha fatta il carabiniere 33enne Marco Pittone, 33 anni, ferito gravemente durante un tentativo di rapina all'ufficio centrale delle Poste a Pagani, nel Salernitano. Il militare, che ha sventato il colpo, è deceduto in ospedale.
LA RICOSTRUZIONE - Il fatto è accaduto intorno alle 9,30 di venerdì: l'ufficiale dei carabinieri si trovava già all'interno dell'ufficio postale e per questioni di lavoro stava parlando con il direttore quando sono arrivati i tre malviventi, uno dei quali armato di pistola. Il tenente, che si trovava in compagnia di un altro carabiniere, ha intimato ai banditi di arrendersi ma uno dei tre per tutta risposta ha cominciato a sparare. A quanto pare uno dei tre malviventi sarebbe un italiano. È già scattata un'imponente caccia all'uomo per arrestare i tre banditi che, subito dopo il conflitto a fuoco, sono scappati sembra a bordo di un'automobile di colore scuro.
INTERVENTO CHIRURGICO - Il carabiniere è stato trasportato in gravi condizioni anche per la copiosa perdita di sangue al policlinico «Umberto I» di Nocera Inferiore dove è stato sottoposto a una delicata operazione. Niente da fare: il militare non ce l'ha fatta. Le forze dell'ordine stanno setacciando il territorio di Pagani per intercettare e arrestare i rapinatori.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126