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Discussione: Psicologi cattolici???

  1. #106
    Partecipante Affezionato L'avatar di Del
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    Citazione Originalmente inviato da annat.79 Visualizza messaggio
    io non credo di essere un punto di riferimento per il paziente da questo punto di vista, se una donna vuole abortire che lo faccia, a meno che, non abbia conseguenze psichiche...
    Parto da qui e dal titolo, che è stato letto in chiave molto di parte che vi avevo proposto...
    Anche se l'autore ha una formazione cattolica, il titolo: "Scrutare nell'anima" fa riferimento al fatto che in psicologia noi abbiamo per forza a che fare con l'anima delle persone e non in senso religioso ma per la profondità dei temi che emergono: in fondo si parla di amare, odiare, vita, morte, il terrore di essere soli o abbandonati.....
    Non possiamo pensare che queste cose, nel momento in cui le persone vengono da noi perchè vogliono un consiglio o un aiuto, "non abbiano conseguenze psichiche". Possiamo nasconderci dietro qualsiasi tecnica e conduzione, ma quando le cose funzionano è perchè noi e i nostri pazienti ci siamo incontrati davvero. Io sono sistemica ma del controtrasfert parlano di contino anche da noi, secondo voi perchè?

    Allora non è questione di voler bene o meno, di fare o meno la ramanzina.. io credo che sia questione di capire che se una persona è in dubbio sul fare una cosa anche er le sue covinzioni religiose, questo aspetto della sua vita va preso in considerazione e con rispetto e questo significa che in maniera più o meno esplicita cosa penso verrà fuori, che se una persona viene e sta facendo qualcosa di palesemente sbagliato e dannoso per altri io sono tenuto anche a chiarire che non va bene (qui non penso ai temi discussi fino ad adesso ma a qualcosa di più "piccolo" ma in cui la nostra opinione viene fuori: ad es. "guardi che ipicchiare i suoi bambini è sbagliato"), che se io lavoro come consulente di parte ho anche la responsabilità di dire al mio assistito che certe pretese sono assurde, insensate o dannose (per lui o per altri).
    La storiografia ha imparato all'inizio del secolo che chi scrive non è neutro, è corsa ai ripari proprio imparando a specificare meglio la posizione di chi scrive... La fisica ha scoperto da tempo il principio di indeterminazione (l'osservatore modifica l'osservazione già per il fatto di esserci).. se noi ci dichiariamo terzi completamente neutri facciamo danni peggiori perchè non esplicitando cose che comunque passano ci chiamiamo fuori dalla responsabilità del processo terapeutico.. Questo non vuol dire scrivere sulla porta il nostro orientamento confessionale o sbandierarlo appena una persona inizia a parlare.. significa ricordare che chi viene da noi viene per un consiglio, noi possiamo non fare i punti di riferimento ma difficilmente gli altri ci vedranno così.

    Finisco con una battuta ma rende l'idea: per chi ha visto l'ultimo remake de "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" sulla fine c'è una scena tipo lettino dell'analista in cui Wonka parla e un umpa-lumpa scrive e non dice una parola. Alla fine wonka arriva ad una conclusione ed esclama "dottore lei ha ragione!"... Ochhio a come ci vedono dall'esterno

  2. #107
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Del scrive:
    io credo che sia questione di capire che se una persona è in dubbio sul fare una cosa anche er le sue covinzioni religiose, questo aspetto della sua vita va preso in considerazione e con rispetto e questo significa che in maniera più o meno esplicita cosa penso verrà fuori, che se una persona viene e sta facendo qualcosa di palesemente sbagliato e dannoso per altri io sono tenuto anche a chiarire che non va bene (qui non penso ai temi discussi fino ad adesso ma a qualcosa di più "piccolo" ma in cui la nostra opinione viene fuori: ad es. "guardi che ipicchiare i suoi bambini è sbagliato"), che se io lavoro come consulente di parte ho anche la responsabilità di dire al mio assistito che certe pretese sono assurde, insensate o dannose (per lui o per altri).
    Io non sono del tutto daccordo con te. Mi pare che in queta tua citazione tu stia mescolando tra loro cose diverse.
    Un conto è essere un consulente di parte, o uno psicologo clinico che deve effettuare una valutazione. Nel qual caso è chiaro che il fine del lavoro è una valutazione, e non una comprensione, del comportamento del cliente. E una valutazione comprende sempre un giudizio, che deve anche venire espresso. E' esattamente quel che ci viene chiesto di fare in quel ruolo.
    Se, invece, stiamo lavorando come terapeuti, non riesco a comprendere come il dire al paziente cosa debba o non debba fare possa contribuire e alla nostra comprensione del suo modo di stare nel mondo e al suo cambiamento.
    Ma chissà in quanti glie lo hanno detto che "picchiare i suoi bambini è sbagliato"! Se, finora, ha continuato, un motivo ci sarà pure. E non vedo perché dovrebbe ascoltare di più il suo terapeuta rispetto a sua moglie, o ai suoi figli.

    Diverso ancora mi pare il riferimento alle convinzioni religiose (ma vale anche per le convinzioni politiche, o morali, o di qualunque altro genere). Vanno rispettate? Certo. Questo implica che "in maniera più o meno esplicita cosa penso verrà fuori"? Può essere, ma la questione di partenza è differente: "Deve venir fuori? E, se deve venir fuori, in che modo questo modifica la situazione del paziente, e perché?".
    Rispetto non significa approvazione. Né significa che esistono "zone grigie" che non possano venire affrontate nel corso di una psicoterapia. Secondo me.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #108
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    Cattolicesimo e psicologia non devono per forza essere contrastanti.

    Biologia e cattolicesimo sono assolutamente più divergenti, tuttavia esistono biologi cattolici che nella loro professione applicano principi cattolici.

    Basta vedere la nascita della vita, il cattolicesimo, concorde con la biologia, pone questo momento nel passaggio dalle molecole organiche alla cellula, cosa tuttora non spiegata dalla biologia.
    Naturalmente già da tempo è stata abbandonata l'utopia di Adamo ed Eva.
    Anche le teorie evoluzionistiche sono ad oggi considerate come possibili secondo i canoni cattolici.

    La stessa cosa per quanto riguarda la professione di psicologo.

    Esistono poi comportamenti che ad una osservazione totalmente acritica potrebbero sembrare come patologici mentre non vengono considerati come tali in relazione al contesto cattolico nel quale noi tutti viviamo.
    Su molti libri di patologia viene fatta una distinzione tra allucinazioni e visioni religiose, tra deliri e deliri religiosi, distinzione formalmente inadeguata ma necessaria in relazione alla nostra cultura.

    L'essere psicologi e cattolici non vuol dire quindi abbandonare i canoni scientifici propri della psicologia, vuol dire dare un indirizzo laddove la scienza deve fermarsi, applicare una moralità nel progresso scientifico.



    Comunque per il fatto dell'omosessualità, questa de-patologizzazione è stata fatta a seguito di pressioni dal movimento femminista (ed omosessuale) negli anni '70, non è il frutto di un cambiamento in ambito teorico-scientifico.
    Prendendo qualsiasi libro di patologia, andando alla pagina dove si parla di normalità e patologia ed applicando i criteri di patologia all'omosessualità, si otterrà un quadro patologico della stessa.

    Ieri notte l'on. Vladimir Luxuria ha detto di considerare il transessualismo come una condizione non patologica.
    Spero che in futuro non si arrivi a considerare anche questa condizione come normale, ma che rimanga, almeno in questo caso, una definizione patologica.

    Dimenticavo, io non sono cattolico, nè cristiano, nè protestante, etc. etc.

  4. #109
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Citazione Originalmente inviato da AlphaDraconis Visualizza messaggio
    Cattolicesimo e psicologia non devono per forza essere contrastanti.

    ...

    Basta vedere la nascita della vita, il cattolicesimo, concorde con la biologia, pone questo momento nel passaggio dalle molecole organiche alla cellula, cosa tuttora non spiegata dalla biologia.
    ...
    No, Alpha. Un'affermazione simile non la accetto. Non puoi contemmporaneamente affermare che il cattolicesimo è concorde con la biologia e, nello stesso periodo, affermare che la biologia non spiega il passaggio dalle molecole organiche alla cellula.

    Intanto perché il compito della biologia non è quello di spiegare. Come ogni scienza, fa ipotesi, avanza teorie e ricerca conferme sperimentali. E quel che abbiamo sottomano oggi come oggi ci dice che esiste a possibilità di passare dalle molecole inorganiche all'organismo vivente senza bisogno di alcuna entità divina.

    In secondo luogo perché la religione (come la scienza) non ha una definizione di "vita". Questa è una cosa che ripeto da tempo (e che non manca di suscitare le ire di chi la legge, di solito): per cortesia, prima di parlare di distinzione vita/non vita datemi una definizione operativa di "essere vivente" e di "vita", altrimenti parliamo di ideologie, rispettabili magari, ma ideologie (nel senso marxiano del termine).

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  5. #110
    AlphaDraconis
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    La scienza e la religione possiedono due concezioni di vita differenti, da una parte, ed unitarie, dall'altra.

    Life - Wikipedia, the free encyclopedia
    qui vengono definiti i criteri convenzionali di vita secondo la biologia, purtroppo non ne ho trovate traduzioni in italiano, comunque è la stessa definizione data da qualsiasi libro di biologia.

    il cattolicesimo ha invece più definizioni di vita, si va da quella biologica sulla quale c'è convergenza, alla vita come arco di tempo trascorso dagli esseri viventi sulla terra, contrapposta alla morte, alla vita dell'anima oltre la morte, quindi continuità dello spirito...comunque sarebbe da chiedere ad un esperto di dottrina cattolica quale io non sono.


    Comunque, dal punto di vista biologico, la nascita della vita (sulla terra), avvenuta 3,5 miliardi di anni fa, è stata quando si è passati dalle molecole organiche (zuccheri, acidi grassi...etc) alle prime cellule (inizialmente macromolecole in grado di svolgere funzioni vitali).
    Questo passaggio non è stato spiegato sperimentalmente nè teoricamente, i libri di biologia vi si riferiscono come "ad un certo punto".
    Qui il cattolicesimo (non tradizionalista, che comunque non è cattolicesimo), pone "il soffio dello Spirito Santo", nel punto in cui la biologia si è dovuta tirare indietro.

    Non capisco comunque dove sia il problema, il fatto che cristianesimo e biologia possano convivere sull'unico argomento per il quale potrebbero divergere è un fatto.
    Teoricamente ci sarebbe anche la distinzione corpo-mente, ma quella è irrisolvibile allo stato attuale, quindi non se ne può parlare se non in via teorica.


    Però vorrei ripetere, la scienza (di qualsiasi ambito si parli, biologia, fisica o psicologia) rimane tale in qualsiasi caso, la religione, se associata, serve da indirizzo morale. La prima offre spiegazioni, la seconda interpretazioni.

  6. #111
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Dal tuo link:
    Life is a condition that distinguishes organisms from inorganic objects, i.e. non-life, and dead organisms, being manifested by growth through metabolism, reproduction, and the power of adaptation to environment through changes originating internally.
    E un mulo, allora,, è vivo o morto?
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  7. #112
    AlphaDraconis
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    E' da leggere tutta la definizione, parla anche dei muli...

  8. #113
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    Citazione Originalmente inviato da AlphaDraconis Visualizza messaggio
    Questo passaggio non è stato spiegato sperimentalmente nè teoricamente, i libri di biologia vi si riferiscono come "ad un certo punto".
    Qui il cattolicesimo (non tradizionalista, che comunque non è cattolicesimo), pone "il soffio dello Spirito Santo", nel punto in cui la biologia si è dovuta tirare indietro.
    Il fatto che la "biologia" si fermi a un certo punto dipende proprio dalla differenza fondamentale fra la scienza e la religione, dove la prima si ferma nel punto in cui si fermano le proprie conoscenze attuali mentre la seconda tira in ballo la divinità.

    Non mi sembra corretto dire che "la biologia si è dovuta tirare indietro". Se intendi dire che la scienza non riconosce lo spirito santo mi sembra più che ovvio e superfluo di ogni giustificazione.....
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  9. #114
    AlphaDraconis
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    La scienza non è atea, è agnostica.

    Dio non è riconosciuto come entità esistente, ma non è nemmeno riconosciuto come inesistente.

    E' una di quelle famose "teorie indimostrabili", non è possibile dimostrare l'esistenza di Dio ma nemmeno il suo contrario.
    Scientificamente quindi (come da agnosticismo) il giudizio viene rimandato e nel momento attuale prevale il dubbio.

  10. #115
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Mah, Alpha. Gli scienziati possono essere atei, agnostici o credenti. La scienza, in quanto tale, in quanto metodo, è fuori del tutto da queste diatribe.

    IMHO

    Buona vita

    Guglielmo
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  11. #116
    AlphaDraconis
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    Si, per agnosticismo intendevo proprio l'essere fuori dalla diatriba, il non dare nessun giudizio.

  12. #117
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    Citazione Originalmente inviato da AlphaDraconis Visualizza messaggio
    La scienza non è atea, è agnostica.

    Dio non è riconosciuto come entità esistente, ma non è nemmeno riconosciuto come inesistente.

    E' una di quelle famose "teorie indimostrabili", non è possibile dimostrare l'esistenza di Dio ma nemmeno il suo contrario.
    Scientificamente quindi (come da agnosticismo) il giudizio viene rimandato e nel momento attuale prevale il dubbio.
    La scienza non è ne atea ne agnostica, poichè entrambe sono posizioni filosofiche. E la scienza non è filosofia, è altra cosa.
    Le cosiddette "teorie indimostrabili" manteniamole nell'ambito della religione, poichè se una teoria non è dimostrabile ne confutabile non è neppure oggetto di indagine scientifica. La scienza non se ne pone minimamente il problema e non vedo francamente perchè dovrebbe farlo.
    Ho paura che nel tuo discorso cia un bel po' di confusione su quali termini siano attribuibili ad un discorso relativo alla scienza.

  13. #118
    AlphaDraconis
    Ospite non registrato
    L'epistemologia è alla base della scienza e porta con sè posizioni filosofiche, quindi si può benissimo dire che la scienza si basa su posizioni filosofiche.
    D'altronde anche il metodo scientifico è prima di tutto filosofia.

    Comunque l'agnosticismo è una posizione nei confronti della religione, la scienza non ha mai affermato la non esistenza di Dio o di chi per lui, quindi è fondamentalmente agnostica.

    Le teorie indimostrabili non sono solo ambito della religione, sono ambito della scienza tutta, visto che per essere indimostrabili vuol dire che la scienza ha provato a dimostrarle senza riuscirvi, quindi sono o errate o indimostrabili, nel primo caso se una teoria non è vera, sarà dimostrabile il suo contrario, nel secondo caso si ricade nel dubbio scientifico.

  14. #119
    Bene!
    allora se si parla di epistemologia si deve parlare anche di Popper che afferma che le teorie non devono essere 'dimostrabili' ma 'falsificabili'.
    Proprio per questo la scienza non può mettere in discussione le teorie religiose, perchè non le ha ancora falsificate. Così come molte teorie scientifiche non lo sono state.
    Poi visto che siamo psicologi dobbiamo sapere che nonostante la ricerca di farci riconoscere come disciplina scientifica, molti dei nostri interventi non vengono ancora falsificati.
    La religione dà delle spiegazioni che riempiono le lacune della biologia il cui compito (se ritiene che esse siano sbagliate) è quello di falsificarle.
    Tutto questo però ritengo che sia superfluo visto che nella nostra vita è più probabile portarci appresso delle leggi morali che teorie biologiche. La biologia serve alla vita come la religione ma la religione è più usufruibile e non è per pochi.
    La religione dà delle risposte e la biologia pone delle domande. Io non credo che siano incompatibili perchè hanno l'universo in comune ed entrambe lo scrutano con occhi diversi come un marito ed una moglie. Come marito e moglie possono litigare ma vivono nella stessa casa. Io adoro le spiegazioni scientifiche e le parabole. Sono una psicologa e una cattolica ma vi giuro che non litigo con me stessa. Non per questo almeno

  15. #120
    annat.79
    Ospite non registrato
    scusami..quali risposte ha dato la religione??? nn sarò molto religiosa..ma nn mi pare che cn adamo ed eva si sia risolto il mistero delle nostre origini...uno scienziato nn può accettarlo....tutto al più lo confuta...e che esiste un aldilà nessuno tra gli scienziti lo conferma.....nn si tratta d litigare ma di camminare su 2 strade diverse..tra il credo per assurdo e il credo perchè studio...

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