Tutto quello che viviamo, e che viviamo male, in fin dei conti lo viviamo sempre ad un livello psichico, quindi non si può indicare tramite il termine "disagio mentale" quello di cui si occupano gli psicoterapeuti, non resterebbe fuori nulla. Forse gli psicoterapeuti non si occuperanno di tutte le psicopatologie ma soltanto di una parte di queste, ma sempre di psicopatologie si tratta e non di disagi psicologici in generale.
Per qualcuno rivolgersi ad un prete può dare dei benefici al livello psicologico che uno psicoterapeuta non è capace di dargli, certo che se il suo disagio dipende da qualche disturbo mentale il prete non potrà fare molto.
Se una persona è non credente o non ha alcuna fede e si trova in difficoltà, sentendo il bisogno di rivolgersi a qualcuno, di chiedere, di domandare, per quale motivo dobbiamo pensare che la persona giusta a cui rivolgersi debba essere proprio uno psicoterapeuta?
Io ho una serie di dubbi in proposito. In questo spazio lasciato vuoto dalla psicopatalogia direi che ognuno è libero di migliorare la propria esistenza come preferisce e come meglio crede, e non è affatto irrazionale pensarla così: non credo che uno psicoterapeuta debba necessariamente possedere strumenti migliori di un consulente filosofico per far questo.
Dire poi che se c'è sofferenza o disagio debba esserci qualcosa che nella mente di una persona non va, secondo me è affermare qualcosa di falso, ogni persona magari sente l'esigenza di occuparsi di questa sofferenza residua, ed in questo non credo affatto che possa andare bene per tutti una singola figura specializzata: per qualcuno risulterà più utile un insegnante, per qualche altro un prete o al limite un cartomante (con la speranza che non gli spilli via troppi soldi, dico così perché io non ci credo

), e per qualche altro ancora invece un consulente filosofico.