mi interessa il discorso di decentramento.
ma in un quadro di riferimento evolutivo la vedo in questo modo: l'attività autoriflessiva dell'io (che esperisce e si spiega quanto esperisce) si sposta su livelli di complessità autorganizzata che arricchiscono l'autonomia dall'ambiente (decentramento) al punto da correlare tale proprietà emergente ad un maggior distanzamento dall'immediatezza dellì'esperienza.
una specie di concezione dell'attività mentale cosciente come un sistema complesso che riclassifica la classificazione in corso dell'epserienza immediata. quindi accanto alle regole e procedure di ordinamento tacito vi sono procedure esplicite (rappresentazioni verbali e imamginative) che permettono di spostarsi su un sistema di conoscenza autoreferenziale del livello autocosciente di magigore complessità che garantisca coerenza sistemica su ogni livello e continueità storica dei processi di conoscenza esplicita.
è come se il livello emergente autoriflessivo dovesse darsi delle regole di organizzazione che permettano una coerenza di sitema simile al livello tacito e nello stesso tempo con una nuova esperienza di fatto delle relazioni con gli altri. la socialità 8la cultura) a questo punto non solo arrichcisce l'esperienza cosciente ma permette l'emergere di una qualità mai vista in natura che è l'esperize autoriflessiva.
mah non la penso proprio così. mi sembra sottointesa l'idea della gerarchia simildeterministica dell'inconscio causativo del conscio, a occhio e croce. non credo che sia la strada giousta, sia per un discorso epistemologico che di osservazione delle ricerche delle neuroscienze e di tutte le varie scienze sociali.
oltre al fatto che il chiaro riferimento dualistico potrebbe generare pruriginosi desideri vitalistici.
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strana frase, enigmatica. non la capisco.
ciaz.








Rispondi citando
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)...ecco perchè la psicoanalisi deve ''parlare parole'' sempre al limite, sempre magmatiche...sempre un pò folli. Il fatto ''reale'' è folle. La parola lo rende 'assimilabile'...'condivisibile'...e al tempo stesso già lo snatura. Quindi, charlie, mi pare proprio che noi si sia condannati, come dici tu, ad una storia eternamente ''falsa''...