No, guarda, la collusione non è un fenomeno evitabile, anzi, lo spazio tra paziente e terapeuta "si deve ammalare della loro malattia" per poter essere curato (Ferro). Quindi è un fenomeno che si deve necessariamente verificare ma che deve essere anche letto successivamente. Quando i ruoli si sovrappongono le interferenze sono molto maggiori e molto più difficoltoso risulta cogliere le dinamiche in atto. Per questo motivo alcuni ritengono necessario distinguere i ruoli: un curante per i farmaci, uno per la psicoterapia; un terapeuta per il percorso personale, uno per le supervisioni...
Come mai tutto questo mistero? La domanda era volta semplicemente a capire il contesto del tuo esempio, visto che lo consideri "l'eccezione che non dovrebbe confermare la regola". Forse non sai che in alcuni orientamenti il tema della collusione viene ignorato pressochè totalmente, con i risultati che si possono immaginare. Quindi ci si trova di fronte a situazioni dove si sostiene che la collusione inconscia non esista semplicemente perchè non si sa nemmeno in cosa consiste.








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