Ahahah, questo è vero: anche gli psicologi, o gran parte di loro, hanno un Super-Io abbastanza rigido. Si spera che i terapeuti abbiano imparato ad ammorbidirlo un po'!
Nel caso del paziente, tuttavia, è il fatto di sentire due istanze che vanno in direzioni opposte che fa pensare ad una resistenza: se senti che la persona che hai davanti, banalizzando un po', dice una cosa ma te ne fa sentire un'altra, qualche dubbio ti viene. Uno che si fa tutta una pensata per cercare un terapeuta sull'elenco o farsi dare il numero da un amico fidato, prende coraggio, chiama e poi dice "mi scusi, ho sbagliato numero", secondo me qualche piccola resistenza nei confronti di un processo difficile come una psicoterapia ce l'ha. Supposizione, perché non ce l'ho davanti e non ci ho nemmeno parlato. Mi rimarrà il dubbio.








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