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Discussione: Dentro i libri

  1. #1231
    LucyVanPelt
    Ospite non registrato

    Riferimento: Dentro i libri

    "I ricordi veramente belli continuano a vivere e a splendere per sempre, pulsando dolorosamente insieme al tempo che passa."

    "Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d'animo, gran parte della storia è incisa nei sensi. E cose di nessuna importanza, insostituibili, ritornano così all'improvviso, in un caffè d'inverno."

    "Lo so con certezza. Era il cristallo scintillante dei tempi felici, riaffiorando all'improvviso dal sonno profondo della memoria, che ci aiutava ad andare avanti. Il profumo di quei giorni tornava a spirare nella mia anima come un fresco soffio di vento."


    Banana Yoshimoto - Kitchen

  2. #1232
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: Dentro i libri

    L'unica persona che mi abbia davvero insegnato qualcosa, un vecchio che si chiamava Darrell, diceva sempre che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi. E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai quali sono i più felici.

    "Oceano mare" - Alessandro Baricco

  3. #1233
    LucyVanPelt
    Ospite non registrato

    Riferimento: Dentro i libri

    "Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre."

    Italo Calvino - Marcovaldo

  4. #1234
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Non avevano nient'altro da dirsi? I loro occhi, però, traboccavano di parole più gravi. Mentre si sforzavano di trovare frasi banali, si sentivano riempire tutti e due da uno stesso languore. Era come un mormorio dell'anima, profondo, continuo, che l'aveva vinta sulla voce. Stupiti da questo nuovo, soave sentimento, non pensavano neppure a spiegarne il senso, a scoprirne la causa. Le felicità future, come le rive dei tropici, proiettavano, sulla immensità che le precede, il loro molle sentore come una brezza profumata: si scivola in quell'estasi e non importa se l'orizzonte non si vede."

    "L'universo, per lui, finiva all'orlo di seta della sua sottana."

    Madame Bovary- Flaubert

  5. #1235
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Dentro i libri

    Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
    la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
    che oggi vale ancora poco.
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
    tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
    provare gratitudine senza ricordare di che.
    Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
    qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
    la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
    Molti di questi valori non ho conosciuto.

    Erri De Luca

  6. #1236
    LucyVanPelt
    Ospite non registrato

    Riferimento: Dentro i libri

    Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
    Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto "non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero.
    Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era.
    Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
    Bisogna ricominciare il viaggio, sempre.


    Josè Saramago - Viaggio in Portogallo

  7. #1237
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Chiocciolina 2
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Ti piace l'amore?
    Non lo so.
    Ora ce l'hai?
    Sì, mi sono accorto di avercelo. È cominciato dalla mano, la prima volta che me l'hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.
    Sei innamorato di me?
    Ho cominciato dalla mano che si è innamorata della tua quando me l'hai tenuta. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta.
    Allora, ti piace l'amore?
    È pericoloso. Ci scappano le ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, lo rimescola sotto.
    Non lo so se mi piace".

    (Erri De Luca - I pesci non chiudono gli occhi)
    "Chissà dove vanno a finire le ipotesi d'amore.
    Sai quegli inizi che non hanno svolgimento.
    Quei timidi voli della fantasia rivolti ad una persona che poi finiscono in nulla.
    Che non sono diventate storie ma avrebbero potuto.
    La vita ogni tanto lo fa..
    Ti piazza davanti uno sguardo e non lo dimentichi più,
    anche se guarderà altrove."

    (Paola Felice)

  8. #1238
    Postatore Epico L'avatar di darcylia
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Conosco le pieghe del suo collo, quella piccola borsa che la pelle fa sotto il mento quando abbassa la testa per leggere, conosco la stanchezza dei suoi occhi, quando si toglie gli occhiali e chiude le palpebre appoggiando la testa all'indietro sullo schienale.
    ....
    Io non mi sono mai sentito "naturale", mi sono impegnato per esserlo, tentativi striduli, perchè impegnarsi per essere naturali è già una sconfitta.
    ....
    Avevo appena quarant'anni, e già da un pezzo avevo smesso d'indignarmi. Non che avessi venduto l'anima al diavolo, semplicemente non l'avevo offerta agli dei, me l'ero tenuta in tasca.
    ....
    Non so, figlia mia, dove vanno le persone che muoiono, ma so dove restano.
    ....
    Gli amori nuovi sono pieni di paure, Angela, non hanno un posto nel mondo e non hanno capolinea.
    ....
    Io credo che nei sogni ci puniamo, Angela, difficilmente ci premiamo.
    ....
    Chi ti ama c'è sempre, Angela, c'è prima di conoscerti, c'è prima di te. Ora non avevo paura."




    Non ti muovere, di M. Mazzantini.
    DARCYLIA

    Ex-Referente Supremo per il F.E.R.U. nel Libero Comune di Bologna

    "Despite all my rage, I am still just a rat in a cage"
    Smashing Pumpkins, "Bullet with butterfly wings"


    E nonostante tutto....
    Enjoy life, there's plenty of time to be dead
    (la mia inguaribile vena di ottimismo...)

  9. #1239
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Dentro i libri

    Se tu fossi stato con me t’avrei chiesto scusa. Oppure aiuto. Invece non c’eri;
    incredibile come gli altri manchino sempre nei momenti in cui se ne ha bisogno; passi giorni, mesi, anni interi con qualcuno a cui non hai da dir nulla e nel momento in cui hai da dirgli qualcosa, magari scusami, aiuto, lui non c’è e tu sei solo.

    Oriana Fallaci - Se il sole muore

  10. #1240
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Dentro i libri

    " Tutti i matrimoni felici si somigliano; ogni matrimonio infelice è infelice a modo suo"

    Lev Tolstoj - "Anna Karenina"

  11. #1241
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Dentro i libri

    Dino Buzzati, da "Il deserto dei tartari" (1940)

    "(...) Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, come per rotto incanto. Il vortice si era fatto negli ultimi tempi sempre più intenso, poi improvvisamente più nulla, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme, e attorno né una casa né un albero nè un uomo, tutto così da immemorabile tempo.
    Dagli estremi confini egli sentiva avanzare su di sé un'ombra progressiva e concentrica, era forse questione di ore, forse di settimane o di mesi; ma anche i mesi e le settimane sono ben povera cosa quando ci separano dalla morte. La vita dunque si era risolta in una specie di scherzo, per un'orgogliosa scommessa tutto era stato perduto.
    Fuori il cielo era diventato di un azzurro intenso, all'occidente tuttavia restava una striscia di luce, sopra i violetti profili delle montagne. E nella camera era entrato il buio, si distinguevano unicamente le sagome minacciose dei mobili, il biancore del letto, la lucida sciabola di Drogo. Di là -capiva- egli non si sarebbe più mosso.
    Avvolto così dalle tenebre, mentre di sotto continuavano le dolci canzoni fra gli arpeggi di una chitarra, Giovanni Drogo sentì allora nascere in sé una estrema speranza. Lui solo al mondo e malato, respinto dalla Fortezza come peso importuno, lui che era rimasto indietro a tutti, lui timido e debole, osava immaginare che tutto non fosse finito; perché forse era davvero giunta la sua grande occasione, la definitiva battaglia che poteva pagare l'intera vita.
    Avanzava infatti contro Giovanni Drogo l'ultimo nemico. Non uomini simili a lui, tormentati come lui da desideri e dolori, di carne da poter ferire, con facce da poter guardare, ma un essere onnipotente e maligno; non c'era da combattere sulla sommità delle mura, fra rombi e grida esaltanti, sotto un azzurro cielo di primavera, non amici al fianco la cui vista rianimi il cuore, non l'acre odore di polvere e fucilate, né promesse di gloria. Tutto succederà nella stanza di una locanda ignota, al lume di una candela, nella più nuda solitudine. Non si combatte per tornare coronati di fiori, in un mattino di sole, fra i sorrisi di giovani donne. Non c'è nessuno che guardi, nessuno che gli dirà bravo.
    Oh, è una ben più dura battaglia di quella che lui un tempo sperava. Anche vecchi uomini di guerra preferirebbero non provare. Perché può essere bello morire all'aria libera, nel furore della mischia, col proprio corpo ancora giovane e sano, fra trionfali echi di tromba; più triste è certo morire di ferita, dopo lunghe pene, in un camerone d'ospedale; più melanconico ancora finire nel letto domestico, in mezzo ad affettuosi lamenti, luci fioche e bottiglie di medicine. Ma nulla è più difficile che morire in un paese estraneo ed ignoto, sui generico letto di una locanda, vecchi e irnbruttiti, senza lasciare nessuno al mondo.
    "Coraggio, Drogo, questa è l'ultima carta, va incontro alla morte da soldato e che la tua esistenza sbagliata almeno finisca bene. Vendicati finalmente della sorte, nessuno canterà le tue lodi, nessuno ti chiamerà eroe o alcunché di simile, ma proprio per questo vale la pena. Varca con piede fermo il limite dell'ombra, diritto come a una parata, e sorridi anche, se ci riesci. Dopo tutto la coscienza non è troppo pesante e Dio saprà perdonare."
    Questo, Giovanni diceva a se stesso -una specie di preghiera- sentendo stringersi attorno a sé il cerchio conclusivo della vita. E dall'amaro pozzo delle cose passate, dai desideri rotti, dalle cattiverie patite, veniva su una forza che mai lui avrebbe osato sperare. Con inesprimibile gioia Giovanni Drogo si accorse, d'improvviso, di essere assolutamente tranquillo, ansioso quasi di ricominciare la prova. Ah, non si poteva pretendere tutto dalla vita? Così dunque, Simeoni? Adesso Drogo ti farà un po' vedere.
    Coraggio, Drogo. E lui provò a fare forza, a tenere duro, a scherzare con il pensiero tremendo. Ci mise tutto l'animo suo, in uno slancio disperato, come se partisse all'assalto da solo contro un'armata. E subitamente gli antichi terrori caddero, gli incubi si afflosciarono, la morte perse l'agghiacciante volto, mutandosi in cosa semplice e conforme a natura. Il maggiore Giovanni Drogo, consunto dalla malattia e dagli anni, povero uomo, fece forza contro l'immenso portale nero e si accorse che i battenti cadevano, aprendo il passo alla luce. (...)"

  12. #1242
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    Riferimento: Dentro i libri

    In sostanza chiedevo un letargo, un anestetico, una certezza di essere ben nascosto. Non chiedevo la pace del mondo, chiedevo la mia.

    La casa in collina - Cesare Pavese

  13. #1243
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    Riferimento: Dentro i libri

    La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi. chi non compie alcuna scelta, agli occhi del Signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade. perchè l'uomo deve scegliere. in questo sta la sua forza: IL POTERE DELLE SUE DECISIONI.

    Monte Cinque- Coelho
    "Chissà dove vanno a finire le ipotesi d'amore.
    Sai quegli inizi che non hanno svolgimento.
    Quei timidi voli della fantasia rivolti ad una persona che poi finiscono in nulla.
    Che non sono diventate storie ma avrebbero potuto.
    La vita ogni tanto lo fa..
    Ti piazza davanti uno sguardo e non lo dimentichi più,
    anche se guarderà altrove."

    (Paola Felice)

  14. #1244
    Postatore Epico L'avatar di darcylia
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    Riferimento: Dentro i libri

    "Per forza vuoi trovare un santo. Non ce ne stanno e nemmeno diavoli. Ci sono le persone che fanno qualche mossa buona e una quantità di cattive. Per farne una buona ogni momento è giusto, ma per farne una cattiva ci vogliono le occasioni, le comodità. La guerra è la migliore occasione per fare fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece non ci vuole nessun permesso."
    ....
    Un bambino che cresce senza una carezza, indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate. Gli restano le orecchie per imparare il mondo.
    ....
    E' bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffé. Ci si saluta, ci si conosce tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perchè così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. E' una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.
    ....
    Pure le storie di don Gaetano erano assai e stavano in una persona sola. Lui diceva perchè aveva vissuto in basso, e le storie sono acque che vanno in fondo alla discesa. Un uomo è un bacino di raccolta delle storie, più sta in fondo più ne riceve.
    ....
    Ci sedemmo sulla branda restando di fianco, illuminati dalla luce d'incendio della fiammella. Mi alzai per abbassarla, poggiandola a terra, mi sedetti di nuovo. "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco." "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."
    ....
    Mi passò una carezza gelata sulla fronte che scottava. La mossa mi tolse la paura, un panno che leva la polvere.
    ....
    C'era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L'istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori.


    E. De Luca, Il giorno prima della felicità
    Ultima modifica di darcylia : 07-05-2012 alle ore 17.57.58
    DARCYLIA

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  15. #1245
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Chiocciolina 2
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    Riferimento: Dentro i libri

    Bisogna stare attenti quando si è giovani perchè la luce in cui abiti da giovane sarà la luce in cui si vivrà per sempre [..] Molti ad esempio sono malinconici da giovani e allora succede che lo rimangono per sempre.

    - Alessandro Baricco [Tre volte all'alba]
    "Chissà dove vanno a finire le ipotesi d'amore.
    Sai quegli inizi che non hanno svolgimento.
    Quei timidi voli della fantasia rivolti ad una persona che poi finiscono in nulla.
    Che non sono diventate storie ma avrebbero potuto.
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    anche se guarderà altrove."

    (Paola Felice)

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