Chi cerca la verità è spesso costretto ad ammettere la sua ignoranza quando discute un argomento che non ha esplorato
Descartes
Chi cerca la verità è spesso costretto ad ammettere la sua ignoranza quando discute un argomento che non ha esplorato
Descartes
"Non amo chi è sedentario nel cuore. Quelli che non offrono nulla non divengono nulla. La vita non è servita a mutarli, e il tempo per loro fluisce come una manciata di sabbia, disperdendoli." Antoine de saint Exupéry
Amo come l'amore ama.
Non conosco altra ragione di amarti che amarti. |
Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, |
se ciò che ti voglio dire è che ti amo?
Pessoa
Il tuo nome ignoro. Il tuo profilo non ricordo.
Le tue parole dimenticai.
Era mattina, nebbia, era Dicembre,
Quando ti trovai e ti persi.
Sogno o rammento?
Non so. Era mattina e la nebbia
Nascondeva quello che c'era e quello che pensavo
Come un falso estremo rifugio
In nessuna parte del quale io stavo.
Sogno, prolisso e intero,
Ma, se tra i tasti la tua mano vagasse,
Così, spogliata dell'esser tua, io so
Che forse potrei trovare
Tra quello che non ho potuto incontrare
Quello che non troverò.
idem
Te guardo dint' all'uocchie e veco 'o mare,
'o sole, 'a luna, 'e stelle e 'o cielo blù
sti dduje smeralde 'e guardo e cchiù me pare
ca st'uocchie belle 'e ttiene solo tu.
Songh' uocchie ca me 'ncantano,
so lluce ca m'abbagliano.
Mettono dint' all'anema,
'mpietto, nu desiderio
'e t'abbraccià, t'astregnere,
vasà sta vocca 'e zucchero.
Ammore mio magnifico
i' me vulesse perdere... stanotte 'mbraccio a tte!
Antonio De Curtis
Ora che sale il giorno
Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.
È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchi mura,
per restare solo a ricordarti.
Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli!
Salvatore Quasimodo
Se per sfuggire alla memoria
fossimo provvisti di ali
molti volerebbero.
Abituati a cose ben più lente
gli uccelli - impauriti -
scruterebbero il gigantesco carro
degli uomini che fuggono - disperati -
dalla propria mente.
Emily Dickinson
è più facile immaginare d'amare che amare sul serio
Viviamo nel sogno dell'amore
e ci struggiamo all'idea che il nostro vero amore esista lontano
eppure...
Dio non voglia mai donarci l'incontro,
Dio non voglia mai farci sopravvivere nel rimpianto!
Poichè è più facile sognare l'amore che viverlo sul serio...
Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
Che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza:
ma che sia per me
possessione totale
dell'anima lontana,
eterna presenza.
(Pedro Salinas)
Essere così vicini e nn riuscirsi a vedersi.
Rivelarsi non è facile,
ma ora so
che ne vale la pena
anche all’ultimo momento,
anche se non si ha più voce.
Anche da lontano,
da dove si pensa non ci possa sentire più nessuno.
Qualcuno ce la fa,
a captare dei suoni,
delle parole sospese nell’aria.
Dei messaggi sussurati da un alito di vento,
e prima o poi riesci a sentire
tutto l’amore che gli si avrebbe voluto dare.
Siamo venuti qui tutti e due, amica,
ed ecco che a questo bivio mi fermo
per dirti addio.
La strada s'apre larga e dritta davanti a te.
Il mio traguardo invece non può essere raggiunto
che per sentieri sconosciuti e scorciatoie.
Seguirò il vento e le nuvole,
seguirò le stelle fino in cima alla collina,
dove si vede sorgere l'alba,
segirò gli amanti che intrecciano
con le loro numerose parole
una stessa ghirlanda.
(Rabindranath Tagore - Pushpanjali)
I giorni e le notti
suonano
in questi miei nervi
di arpa.
Vivo di questa gioia
malata di universo
e soffro
di non saperla
accendere
nelle mie
parole.
(Giuseppe Ungaretti)
"....Addio mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito. Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dietro, e sarà il mio segreto più bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai, se non ridendo ..."
castelli di rabbia
"Che succede, Pekish?
- Schifezze - rispose.
- Cosa sono le schifezze?
- Sono cose che nella vita non bisogna fare.
- E ce n'è tante?
- Dipende. Se uno ha tanta fantasia, può fare molte schifezze. Se uno è scemo magari passa tutta la vita e non gliene viene in mente nemmeno una.
La cosa si complicava. Pekish se ne accorse. Si tolse gli occhiali e lasciò perdere Jobbard, i tubi e le altre storie.
- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E li i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?
- Si.
- Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c'è una strada molto semplice: restare puliti.
- Puliti?
- Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c'è niente di complicato.
- No.
- Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?
- Okay.
- E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
- Già.
- Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola li la schifezza.
- Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?
- No. Ma sta' attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. E' solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.
Pehnt stette un po' a pensare.
- Ma quante volte lo si può fare?
- Cosa?
- Fare schifezze.
- Non troppe, se si vuole riuscire a dormire ogni tanto.
- Dieci?
- Magari un po' meno. Se sono vere schifezze, un po' meno.
- Cinque?
- Diciamo due. poi se ne scappa qualcun'altra.
- Due?
- Due."
castelli di rabbia
Temporale
Un bubbolìo lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.
Giovanni Pascoli