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  1. #121
    Partecipante Assiduo L'avatar di okkiblu80
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    roma
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    121

    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    "In base ad una prima lettura del caso di F. credo sia possibile inquadrare i sintomi all’interno della categoria diagnostica dei Disturbi d’ansia e più precisamente di una Fobia Sociale, ovvero una patologia in cui l’ansia è legata al vivere situazioni prestazionali e/o pubbliche in cui si è esposti al giudizio degli altri. Da quanto riportato nel colloquio emerge, infatti, che l’ansia provata dal ragazzo sia legata al vivere situazioni di relazione e di incontro/condivisione con adulti e coetanei, soprattutto se si tratta di figure estranee; inoltre anche la durata dei sintomi (1 anno) permetterebbe tale inquadramento diagnostico che prevede una manifestazione sintomatica di almeno 6 mesi. Altro elemento su cui poter far leva per la diagnosi di Fobia Sociale è il fatto che F. mostri difficoltà non solo con adulti, ma anche con i coetanei (crierio diagnostico necessario per l’età evolutiva).
    In base a quanto descritto e riportato da F. e dai suoi genitori emerge anche che tale reazioni d’ansia si manifestano nei confronti della scuola. E’ frequente, in età evolutiva, una manifestazione della Fobia Sociale sottoforma di Fobia Scolastica che tende a presentarsi soprattutto in due picchi: verso i 5-6 anni con l’entrata nella scuola, e tra i 9 e i 14 anni con l’inizio della fase preadolescenziale-adolescenziale. A tale proposito sarebbe adeguato indagare maggiormente la frequenza degli attacchi d’ansia rispetto al contesto scolastico al fine da poter confutare o meno tale disturbo".

    Io ho iniziato a scriverlo così...QUello in cui trovo difficoltà maggiore è il modo con cui elaborare il caso, perchè alla fine la formulazione dell ipotesi diagnostiche non è poi complicato, basta ragionarci bene..Ma non so se così scritto può andare..Secondo voi? Ipotizzare una diagnosi diff con la Fobia Scolastica è giusto o sbagliato?

  2. #122
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Citazione Originalmente inviato da okkiblu80 Visualizza messaggio
    "In base ad una prima lettura del caso di F. credo sia possibile inquadrare i sintomi all’interno della categoria diagnostica dei Disturbi d’ansia e più precisamente di una Fobia Sociale, ovvero una patologia in cui l’ansia è legata al vivere situazioni prestazionali e/o pubbliche in cui si è esposti al giudizio degli altri. Da quanto riportato nel colloquio emerge, infatti, che l’ansia provata dal ragazzo sia legata al vivere situazioni di relazione e di incontro/condivisione con adulti e coetanei, soprattutto se si tratta di figure estranee; inoltre anche la durata dei sintomi (1 anno) permetterebbe tale inquadramento diagnostico che prevede una manifestazione sintomatica di almeno 6 mesi. Altro elemento su cui poter far leva per la diagnosi di Fobia Sociale è il fatto che F. mostri difficoltà non solo con adulti, ma anche con i coetanei (crierio diagnostico necessario per l’età evolutiva).
    In base a quanto descritto e riportato da F. e dai suoi genitori emerge anche che tale reazioni d’ansia si manifestano nei confronti della scuola. E’ frequente, in età evolutiva, una manifestazione della Fobia Sociale sottoforma di Fobia Scolastica che tende a presentarsi soprattutto in due picchi: verso i 5-6 anni con l’entrata nella scuola, e tra i 9 e i 14 anni con l’inizio della fase preadolescenziale-adolescenziale. A tale proposito sarebbe adeguato indagare maggiormente la frequenza degli attacchi d’ansia rispetto al contesto scolastico al fine da poter confutare o meno tale disturbo".

    Io ho iniziato a scriverlo così...QUello in cui trovo difficoltà maggiore è il modo con cui elaborare il caso, perchè alla fine la formulazione dell ipotesi diagnostiche non è poi complicato, basta ragionarci bene..Ma non so se così scritto può andare..Secondo voi? Ipotizzare una diagnosi diff con la Fobia Scolastica è giusto o sbagliato?
    se ho capito bene per la differnziazione ci dobbiamo appunto rifare alla dufferenziale riportata sul dsm, quindi per la fobia sociale mette:
    disturbi di panico con agorafobia (e mettiamo perchè potrebbe differenziarsi)
    agorafobia senza dist di panico
    disturbo d'ansia di seprazione
    Disturbo d'ansia generalizzato e fobia specifica
    DGS
    dist schizoide dist evitante di personalità ecc ecc

    spero di aver detto bene, nel caso attendiamo coferma da memole:-)

    dimenticavo, io ho capito che la fobia scolare è una forma di fobia sociale e non di fobia specifica, per cui secondo me come differenziale non va bene,ma forse ho capito male, poi controllo meglio..a parte questo secondo me è scritto bene
    Ultima modifica di melita74 : 27-01-2011 alle ore 15.48.06

  3. #123
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    per la differenziale..potete anche rifarvi al dsm..ma per evitare di imparare tutto a memoria e rischiare che il giorno dell'eds l'ansia giochi brutti scherzi....provate a ragionare....

    prendiemo la foobia sociale...(forte ansia dovuta all'esosizione ad alcuni tipi di situaizoni sociali) e poi chiedetevi perchè è fobia sociale? perchè non ad esempio ansia da separazione..??

    Ripsondetevi:
    non è ansia da separazione perchè in questo caso l'ansia èrivolta solo ad un apersona (di solito la madre) mentre nella fobia sociale..è derivante da situazionis ociali...

    oppure perchè non FOBIA SPECIFICA? perchè anche qui l'ansia è limitata adun solo elemento e non ad una serie di situaioni come accade nella fobia sociale!!!



    ragazze..spero di esservi di aiuto....non so come fare afrvi capire la diagnosi differenziale...basta rgionarci un po' su!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

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  4. #124
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    8La scuola media S. segnala al Servizio Materno Infantile della ASL di competenza zonale una
    situazione di mancata frequenza scolastica ; E. , un ragazzo di 11 anni , è assente dalla scuola , dove
    frequenta la prima media , da più di due mesi. La scuola ha ripetutamente contattato la famiglia che
    ha giustificato l'assenza di E. con motivi poco credibili.. L'equipe della ASL decide di effettuare una
    visita domiciliare , concordando un appuntamento con i genitori. L'assistente sociale e la
    professoressa di lettere della classe di E. si recano a casa di E. in tarda mattinata e lo trovano a letto,
    nascosto sotto le coperte. I genitori non sono d'accordo fra loro ne sull'esposizione dei fatti relativi
    all'assenza di E.
    dalla scuola ne sui provvedimenti da adottare per risolvere il problema. La psicologa della ASL
    convoca E. insieme ai genitori nella sede ambulatoriale. La madre descrive il comportamento di E.
    come quello di un bambino capriccioso; il padre,invece,sembra preoccupato dell'isolamento di E.
    che da due mesi non ha più una vita sociale : esce di casa solo con il padre per andare dagli zii
    paterni. Nel colloquio seguente,senza genitori, E . analizza insieme alla psicologa i possibili motivi
    che gli hanno impedito di tornare a scuola :una fortissima ansia all'idea di uscire di casa,la
    preoccupazione per i continui litigi fra i genitori, un senso di disagio a scuola che non sa spiegare.
    E, ricorda che in
    passato,in terza elementare aveva avuto qualche difficoltà .superate con l'aiuto delle maestre.
    Il candidato illustri sinteticamente:
    I ) quali altri dati sarebbero utili per meglio definire la situazione
    2) l'ipotesi o le ipotesi che si possono i formulare per spiegare le difficoltà di E.
    3) di quali strumenti si potrebbero utilizzare per avvalorare tali ipotesi
    4) quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono formulare
    5) il tipo di intervento ritenuto più idoneo
    6) le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare

    io in questo caso metterei disturbo d'ansia di separazione, la fobia scolare no perchè il disagio c'è da soli due mesi e mi pare che se le paure si manifestino all'inizio della scuola non siano tali da consentire diagnosi di fobia sociale(scolare) e non so se questa riflessione minima possa già essere una bozza di differenziale

  5. #125
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Crepi!
    A volte per la fretta capita di accorciare le parole ..starò più attenta!

  6. #126
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    Citazione Originalmente inviato da melita74 Visualizza messaggio
    sono perfettamente d'accordo con te, unica cosa come mai utilizzeresti il VABS?
    perché misura il livello adattivo a livello sociale dal punto di vista dei genitori..aiuta a capire meglio la gravità del disadattamento...non sei d'accordo?

  7. #127
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Citazione Originalmente inviato da Monica84 Visualizza messaggio
    perché misura il livello adattivo a livello sociale dal punto di vista dei genitori..aiuta a capire meglio la gravità del disadattamento...non sei d'accordo?
    comincio già ad essere fusa, avevo confuso la vineland con la leiter, per questo non capivo

  8. #128
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Citazione Originalmente inviato da melita74 Visualizza messaggio
    8La scuola media S. segnala al Servizio Materno Infantile della ASL di competenza zonale una
    situazione di mancata frequenza scolastica ; E. , un ragazzo di 11 anni , è assente dalla scuola , dove
    frequenta la prima media , da più di due mesi. La scuola ha ripetutamente contattato la famiglia che
    ha giustificato l'assenza di E. con motivi poco credibili.. L'equipe della ASL decide di effettuare una
    visita domiciliare , concordando un appuntamento con i genitori. L'assistente sociale e la
    professoressa di lettere della classe di E. si recano a casa di E. in tarda mattinata e lo trovano a letto,
    nascosto sotto le coperte. I genitori non sono d'accordo fra loro ne sull'esposizione dei fatti relativi
    all'assenza di E.
    dalla scuola ne sui provvedimenti da adottare per risolvere il problema. La psicologa della ASL
    convoca E. insieme ai genitori nella sede ambulatoriale. La madre descrive il comportamento di E.
    come quello di un bambino capriccioso; il padre,invece,sembra preoccupato dell'isolamento di E.
    che da due mesi non ha più una vita sociale : esce di casa solo con il padre per andare dagli zii
    paterni. Nel colloquio seguente,senza genitori, E . analizza insieme alla psicologa i possibili motivi
    che gli hanno impedito di tornare a scuola :una fortissima ansia all'idea di uscire di casa,la
    preoccupazione per i continui litigi fra i genitori, un senso di disagio a scuola che non sa spiegare.
    E, ricorda che in
    passato,in terza elementare aveva avuto qualche difficoltà .superate con l'aiuto delle maestre.
    Il candidato illustri sinteticamente:
    I ) quali altri dati sarebbero utili per meglio definire la situazione
    2) l'ipotesi o le ipotesi che si possono i formulare per spiegare le difficoltà di E.
    3) di quali strumenti si potrebbero utilizzare per avvalorare tali ipotesi
    4) quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono formulare
    5) il tipo di intervento ritenuto più idoneo
    6) le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare

    io in questo caso metterei disturbo d'ansia di separazione, la fobia scolare no perchè il disagio c'è da soli due mesi e mi pare che se le paure si manifestino all'inizio della scuola non siano tali da consentire diagnosi di fobia sociale(scolare) e non so se questa riflessione minima possa già essere una bozza di differenziale
    secondo me bisognerebbe approfondire i sintomi per capire bene quale è tra i disturbi d'ansia..potrebbe essere quello di separazione vista la preoccupazione per i litigi dei genitori..però quali altri dai ci suggeriscono questa diagnosi?L'isolamento sociale, il disagio a scuola, l'ansia all'idea di uscire di casa possono legarsi anche ad una fobia sociale o scolare(nonostante non ci siano i criteri temporali)...non so..non mi convince nessuna delle ipotesi..

  9. #129
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Citazione Originalmente inviato da Monica84 Visualizza messaggio
    secondo me bisognerebbe approfondire i sintomi per capire bene quale è tra i disturbi d'ansia..potrebbe essere quello di separazione vista la preoccupazione per i litigi dei genitori..però quali altri dai ci suggeriscono questa diagnosi?L'isolamento sociale, il disagio a scuola, l'ansia all'idea di uscire di casa possono legarsi anche ad una fobia sociale o scolare(nonostante non ci siano i criteri temporali)...non so..non mi convince nessuna delle ipotesi..
    Se fosse un disturbo dell'adattamento con ansia?Si manifesta entro 3mesi da un fattore stressante, in questo caso potrebbe essere l'ingresso nella scuola media, e comporta disadattamento..potrebbe essere plausibile, anche se non so se basta a spiegare l'assenza da scuola..


    HELP!!!!

  10. #130
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Monica se ho capito bene, quello che conta è il ragionamento, qundi se in questo caso ipotizzaimo una fobia scolare, possiamo dire che il bambino è assente da scuola da circa due mesi, ma non abbiamo informazioni più precise sull'insorgenza dei sintomi, perchè potrebbe anche essere che il bambino prima dell'estate andava a scuola (quindi non evitava lo stimolo ansiogeno) ma sopportava il tutto con timore e disagio, quindi seocondo me potremmo dire:
    in base ai sintomi ipotizzerei una fobia scolare, per avvalorare la mia ipotesi necessito diulteriori informazioni, quali la durata dei sintomi, se erano preesistenti e sopportati con timore e disagio, effettuerei quindi una serie di colloqui con i genitori, le insegnanti e il bambino, sottoporrei il bambino a una serie ti test psicodagnostici per confermare o escludere l'eventuale ipotesi...

    io farei così, poi come sempre attendo chi ci è passato per la conferma
    cioè noi nel caso abbiamo solo alcuni elementi..questi elementi ci fannopensare a un disturbo, ma probabilmente ce ne servono altri che andremo a verificare con colloquio, osservazione , anamnesi e test...
    che ne pensi?

  11. #131
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Certo...i casi sono mancanti di dati appunto x vedere il nostro ragionamento!ed i sintomi che abbiamo possono confluire in più di un disturbo.
    quindi in casi come questi si possono , anzi si devono prendere in considerazione entrambe le ipotesi, dicendo di quali dati si ha bisogna per avvalorare l'una o l altra.
    quindi chiuso con questo caso!no?

  12. #132
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    direi di si...

    metto un altro caso, non ricordo mai se sono già stati inseriti ma ripetere in ogni caso male non fa


    Uno psicologo del Servizio Materno-lnfantile della ASL riceve una richiesta di consulenza psicologica da una
    scuola media per l’alunno S. che frequenta la prima media. Il comportamento di S. è stato oggetto di un'accesa
    riunione dei genitori di classe, alla presenza di alcuni docenti e della Preside. I principali problemi lamentati
    sono: l'irruenza di S., che da a alcuni genitori e professori viene definita "aggressività" e le sue difficoltà ad
    adeguarsi alle regole scolastiche. Lo psicologo convoca in una riunione i professori, dai quali riceve le seguenti
    informazioni: S. talora sembra non ascoltare quando gli si parla e ha difficoltà a mantenere l'attenzione sul
    lavoro scolastico, si organizza in modo inadeguato per lo svolgimento dei compiti, spesso perdendo o
    dimenticando l'occorrente per portarli a termine, è invadente nei confronti dei compagni e lascia
    frequentemente il suo posto a sedere per parlare con loro o prendere qualche oggetto. La madre di S. fornisce le
    seguenti informazioni: S. è figlio unico e non ha mai conosciuto il padre, che non ha neanche legalmente
    riconosciuto la paternità. E’ sempre stato un bambino molto vivace, le maestre lo ritenevano un alunno
    "particolare" e, secondo lei, non lo hanno mai considerato affidabile. La madre cerca di tenerlo sempre sotto
    controllo, comminando punizioni esagerate rispetto ai comportamenti di S., con modalità discontinue e poco
    coerenti. Lo psicologo decide di avere un colloquio con S.
    1. Su quali aree sarebbe utile indagare nel colloquio con S.
    2. Quali strumenti si potrebbero utilizzare nel colloquio per ottenere ulteriori informazioni
    3. L'ipotesi o le ipotesi diagnostiche che si possono formulare per spiegare le problematiche di S.
    4. Quale ipotesi di diagnosi differenziale si può ipotizzare
    5. Il tipo di intervento ritenuto più idoneo
    6. Le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.

  13. #133
    Partecipante
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    Eccone un altro!scrivo dopo la diagnosi he ho pensato

    M. è un alunno di 7 anni, profugo con la famiglia giunti dall'ex-Jugoslavia, inserito in una classe seconda elementare nel mese di novembre, in conformità alle norme in vigore. Le insegnanti della classe rilevano che M. pur non presentando specifiche difficoltà sul piano dell'utilizzo della lingua nel corso della vita quotidiana, mostra invece difficoltà legate alla comprensione dei concetti e difficoltà di tipo logico-matematico (in particolare l'impiego delle quattro operazioni) e comportamenti di scarsa integrazione nella vita quotidiana della classe: rifiuta alcuni cibi, si rifiuta di prestare gli oggetti di scuola ai compagni, durante gli intervalli tende a stare da solo, la frequenza scolastica non è continua. Le insegnanti chiedono di potere discutere il caso di M. per definirne il quadro evolutivo, per individuare strumenti adeguati ad M. e all'intera classe, allo scopo di favorire il processo di integrazione. Il/la Candidato/a indichi quali strumenti adotterebbe personalmente e quali offrirebbe agli insegnanti per approfondire la conoscenza del caso; inoltre specifichi quali indicazioni operative suggerirebbe agli insegnanti per affrontare la situazione. Psicologia generale e sperimentale
    Il/la Cdidato/a descriva nelle sue varie fasi (inquadramento teorico, ipotesi di ricerca, materiali e metodi, trattamento dei dati, risultati nelle loro possibili alternative, conclusioni) un esperimento che abbia come oggetto un tema a scelta fra quelli iscritti nelle seguenti aree: processi cognitivi di base, neuropsicologia, psicologia clinica, processi psico-sociali, processi di sviluppo ed educativi.

  14. #134
    Partecipante
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    Citazione Originalmente inviato da melita74 Visualizza messaggio
    direi di si...

    metto un altro caso, non ricordo mai se sono già stati inseriti ma ripetere in ogni caso male non fa


    Uno psicologo del Servizio Materno-lnfantile della ASL riceve una richiesta di consulenza psicologica da una
    scuola media per l’alunno S. che frequenta la prima media. Il comportamento di S. è stato oggetto di un'accesa
    riunione dei genitori di classe, alla presenza di alcuni docenti e della Preside. I principali problemi lamentati
    sono: l'irruenza di S., che da a alcuni genitori e professori viene definita "aggressività" e le sue difficoltà ad
    adeguarsi alle regole scolastiche. Lo psicologo convoca in una riunione i professori, dai quali riceve le seguenti
    informazioni: S. talora sembra non ascoltare quando gli si parla e ha difficoltà a mantenere l'attenzione sul
    lavoro scolastico, si organizza in modo inadeguato per lo svolgimento dei compiti, spesso perdendo o
    dimenticando l'occorrente per portarli a termine, è invadente nei confronti dei compagni e lascia
    frequentemente il suo posto a sedere per parlare con loro o prendere qualche oggetto. La madre di S. fornisce le
    seguenti informazioni: S. è figlio unico e non ha mai conosciuto il padre, che non ha neanche legalmente
    riconosciuto la paternità. E’ sempre stato un bambino molto vivace, le maestre lo ritenevano un alunno
    "particolare" e, secondo lei, non lo hanno mai considerato affidabile. La madre cerca di tenerlo sempre sotto
    controllo, comminando punizioni esagerate rispetto ai comportamenti di S., con modalità discontinue e poco
    coerenti. Lo psicologo decide di avere un colloquio con S.
    1. Su quali aree sarebbe utile indagare nel colloquio con S.
    2. Quali strumenti si potrebbero utilizzare nel colloquio per ottenere ulteriori informazioni
    3. L'ipotesi o le ipotesi diagnostiche che si possono formulare per spiegare le problematiche di S.
    4. Quale ipotesi di diagnosi differenziale si può ipotizzare
    5. Il tipo di intervento ritenuto più idoneo
    6. Le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
    adhd sicuro.bisogna approfondire l'aspetto dell'aggressività e delle regole per vedere una possibile coesistenza di un disturbo da comportamento dirompente nas

  15. #135
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Casi clinici - Evolutivo

    allora isintomi sono:
    irruenza, aggressività, difficoltà ad adeguarsi alle regole, sembra non ascoltare, difficoltà a mantenere l'attenzione, organizzazione inadeguata, perde o dimentica le cose, è invadente, lascia il posto a sedere, è sempre stato vivace, inoltre la madre adotta uno stile educativo poco coerente.

    l'area è quella dei disturbi da deficit di attenzione e iperattività e comportamento dirompente.
    ipotizzerei un DDAI e farei ulteriori clloqui con genitori e insegnanti e il bambino, somministrando test per escludere un ritardo mentale...quindi come test sdai e sdag e intervista cas per valutare la presenza e l'entità di comportamenti di iperattività, disattenzione, impulsività.
    valuterei se c'è una scarsa stimolazione ambientale che possa giustificare la presenza di iperattività, irruenza, alzarsi, invadenza per un senso di noia
    l'altra ipotesi diagnostica è quella di un disturbo opposositivo provocatorio caratterizzato, il fatto di non adeguarsi alle regole, di essere invadente con i compagni, parlare con loro quando è fuori luogo e prendere oggetti potrebbe essere visto come un atteggiamento provocatorio, per confermare tale ipotesi andrebbero però approfonditi altri elementi, che possano soddisfare i criteri diagnostici.

    diciamo che a me pare chiaramente un DDAI, non so se ho fatto bene a inserire sta seconda diagnosi

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