Ma Complicata! Devi parlare di me, non di te!!!
Sono io la paziente da musicoterapizzare!!!
Ma Complicata! Devi parlare di me, non di te!!!
Sono io la paziente da musicoterapizzare!!!
Senti librosa Chanel mi racconti il tuo metodo di studio visto che il manuale non me lo passi, così mi personalizzo in te anzi mi proietto scusa, come nel cigno nero con natalie portman, l'hai visto? fantastico film psico da vedere, certo che l'attrice per recitarlo ha lavorato molto infatti ha vinto l'oscar bye bye
Ultima modifica di Ripe Mature : 17-04-2011 alle ore 10.37.33
A me è piaciuta, mi ha stupito, l'ho trovata leggera, un cinguettare libero e felice che trasmetteva felicità. Chanel che significa musicoterapeuticamente?
Probabilmente forse semplicemente che di musica non ne capisco un'acca...
Caspita un po' adesso me ne pento di averla ascoltata più volte, mio fratello nell'altra stanza ha sentito e sta cercando di strimpellare a orecchio pure lui sulla chitarra qualche nota del pezzo![]()
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Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 17-04-2011 alle ore 10.34.42
Ultima modifica di Ripe Mature : 17-04-2011 alle ore 10.52.17
qual occhio al mooondo può staar di paroo, all'ardeente occhiooo tuo neeero, rarararararaaaa..
sentite un po' Cavaradossi sotto la doccia che effetto vi fa?
secondo voi perchè sotto la doccia noi cantiamo tutti?
perchè proprio sotto la doccia?
io di solito perchè in bagno rimbomba di più, e par d'essere la callas, ma ci sono altre ragioni più sensate?
Ultima modifica di Ripe Mature : 17-04-2011 alle ore 13.02.50
Eccomi, torno ora dal cubo!!
Ahahahahahah!!!!
Allora delle cose meravigliose che avete osservato, voglio attirare la vostra attenzione su un particolare: Charlie ascolta nella sua stanza il soprano che interpreta la Regina della Notte dal Flauto Magico di Mozart. La cosa interessante è che il fratello dall'altra stanza cerca di riprodurre le note dell'aria con la chitarra. Questo comportamento riassume il potere della musica: la condivisione delle emozioni attraverso l'imitazione (empatia) del suono ascoltato (avviene dappertutto: negli stadi, nelle chiese, ai concerti, in tv, nella pubblicità, sulle panchine, in spiaggia, nelle osterie, in discoteca).
Sembra che la musica apra un nuovo canale comunicativo tra Charlie e il fratello (così come Ripe ha condiviso lo stesso ascolto con il suo baby), consentendo ai due di comunicare in una modalità non verbale, corporale.
E' un evento straordinario: il suono surclassa la parola, esattamente come nella relazione preverbale madre-bambino.
Chissà quanti contenuti si sono trasmessi i due fratelli in modo inconscio, cioè da inconscio a inconscio.
E Charlie si pente di avere ascoltato in modo ripetitivo l'aria... chissà come mai.
La parola nasconde (significato), il suono/voce svela (significante).
In genere si canta sotto la doccia nel tentativo di associare due esperienze antiche di vicinanza, accudimento e tenerezza: il rituale del bagnetto e la canzone cantata dalla mamma, insomma è un momento un po' autistico, autoconsolatorio.
Trovo molto significativo che Charlie percepisca un cinguettìo, una leggerezza melodiosa, nonostante l'evidente mancanza di intonazione e di musicalità della ironicissima Florence Jenkins (un'artista pop inconsapevole: ha costruito una carriera sulla sua totale mancanza di talento musicale e ha riempito i teatri per decenni. Un genio!). Forse Charlie è particolarmente disponibile ad accogliere tutte le forme espressive senza giudicarle, ma con l'intento di farsi invadere, possedere, infatti l'ha ascoltata più volte.
Il baby di Ripe invece ha percepito la destrutturazione ritmica, melodica e armonica della performance e si è spaventato.
I bambini molto piccoli temono gli imprevisti, adorano ritmi e melodie ripetitive, rassicuranti. Pare che tutti i bambini nascano con l'orecchio assoluto, e crescendo solo qualcuno lo mantiene. Questa perdita è fondamentale per l'apprendimento del linguaggio.
Complicata ignora Mozart e risponde con Puccini: volevi forse parlarci di gelosia?![]()
Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 17-04-2011 alle ore 23.54.18
Hei buon giorno ti sei divertita stanotte? beata te.
Ho un genio della musica in casa speriamo che rimanga così, ho paura a chiedertelo ma perchè quando ho sentito il brano mi ha fatto ridere? pensavo fosse uno scherzo. Con significato e significante intendi come nel gioco dei bambini che un oggetto può significare un'altro? hem esempio: quando faccio un gesto con la mano che richiama il telefono?
Ultima modifica di Ripe Mature : 17-04-2011 alle ore 17.43.47
Ahahahah!! Ripe vuoi dire che hai in casa un talento musicale mancato che suona con la stessa tecnica con la quale il soprano Florence Jenkins massacra Mozart? Ottimo: se riuscirà a fare uno stile delle sue mancanze, sarà un genio!! Altrimenti rimarrà nelle schiere degli incapaci.
L'esempio della mano che richiama il telefono mi sembra esatto: l'immagine del telefono suscitata dal gesto è il significato, il gesto che suscita l'immagine è il significante. Ripe sei una grande strutturalista!!!
Il meccanismo della risata potrebbero spiegarcelo generosamente gli analisti che ci leggono: "Megiston apparisci!" (e ti cito Carmelo Bene nel Manfred).
Per quello che riguarda il mio campo di indagine, la voce lirica è ridicola, proprio perché rappresenta il registro del tragico (e non del drammatico), cioè è qualcosa di innaturale, falsificato, posticcio, lontanissimo dalla "verità" e forse per questo imbarazza.
In questo caso ascoltare una cantante stonata e tecnicamente sprovveduta inerpicarsi per il brano operistico virtuosistico per eccellenza, temutissimo dai soprani, contrasta in modo grottesco la serietà con la quale viene eseguito: anche questo imbarazza, quindi stimola la risata.
Pensa al trucco esagerato dei cantanti lirici e pensa invece a quello essenziale del teatro di prosa (generalizzo, naturalmente). Ora pensa ad un attore truccato come Falstaff (personaggio verdiano sopra le righe) che recita un testo di Ibsen (drammaturgo minimale, introspettivo): il contrasto fa davvero ridere.
Ma non so perché.
Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 17-04-2011 alle ore 23.58.13