• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 9 di 10 PrimoPrimo ... 78910 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 121 fino 135 di 140
  1. #121
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame Visualizza messaggio
    Non si tratta di dover essere, puoi rimanere benissimo come sei, e soffrire. Nessuno ti dice che non devi lamentarti, anzi.
    Però, almeno nella discussione in questa sede, si arriva sempre a una situazione di impasse irrisolvibile, non so se te ne rendi conto. Non prospetti vie d'uscita, neanche nella conversazione. A questo punto credo non ci sia da dire più niente.
    Cosa dire a chi pretende di trovare un dio sceso in terra che modifichi improvvisamente il mondo imperfetto (e per questo meraviglioso, a mio personale avviso), che ha creato? Quali bacchette magiche cerchi?

    Vuoi rimanere una specie di pessimista cosmico, e pretendi che il mondo diventi più bello ai tuoi occhi, non so per quale magia, allucinazione. Che qualcuno ti dimostri "prove contrarie" al mondo orribile che vedi tu. Ma chi te le può dare?

    Io potrei dartene per la mia personale visione del mondo e per il mio personale vissuto, ma resta il mio vissuto, e non il tuo. Questo riconferma che il mondo è quel che è, ma cambia attraverso lenti di osservazione diverse.
    O accetti di essere un pessimista cosmico, e cerchi di flessibilizzarti (non modificarti, ma almeno flessibilizzarti), cambiare paio d'occhiali; oppure resti pessimista cosmico e vivi di merda tutta la vita. Altre vie non ce ne sono.

    Il mondo non lo puoi cambiare, se non nelle tue percezioni, e nei tuoi meccanismi di attenzione, percezione, elaborazione. Quei meccanismi che in ognuno di noi sono selettivi, abbracciano solo certi parti della realtà. Di solito ci fanno assimilare una dose di aspetti belli e una dose di aspetti più brutti, ma tu sembri assimilare solo gli aspetti orribili del mondo. Quantomeno, è ciò che emerge da questa discussione, ci tengo sempre a ribadire che io non ti conosco, rispondo a quanto esprimi qui, e condividi con noi.

    Poi ti avevo invitato a rileggere la discussione, perché tu sembri cogliere e rispondere solo ad alcune argomentazioni riportate dagli altri; altre le escludi proprio. Non dico tu lo faccia del tutto intenzionalmente, però è come se cercassi di farti tornare sempre "i conti in tasca". Non lasci alcuno spazio all'apertura di prospettive diverse dalla tua, non ammetti altre visioni del mondo.

    Se il mondo ai tuoi occhi è così brutale, io devo essere pazza per vederlo anche meraviglioso, prima di tutto nella relazionalità umana. Io, Complicata e Complesso siamo dei poveri pazzi, attaccati a una nostra qualche patologia? O sei tu attaccato alla patologia? Io credo non lo sia nessuno di noi. Però non è la realtà ontologica a fare la differenza, solo noi, come persone dotate di sensi che captano e menti che elaborano.
    Il mio giudizio rispetto a certe realtà che osservo è questo, è negativo, e per me non è il giudizio che va modificato ma queste realtà stesse che vedo e osservo, non c'è una patologia nel giudizio secondo me. Nessuna delle persone è pazza nel giudicare qualcosa negativamente o positivamente, né voi siete pazzi né io lo sono, a qualcuno piace ingurgitare liquori amari a qualcun altro no, ecco a me l'amaro non piace e non lo sopporto affatto, ma non affermo che a chi piace è matto. E' matto chi dice che è male e se lo beve come se niente fosse.
    Uno stesso governo per un elettore ha risolto tutto, per un altro risulta una merda, ma non credo che per far star bene chi pensa sia una merda gli si dovrebbe fare il lavaggio del cervello per fargli affermare e sentire che tutto è bello ed è bene ed è buono facendogli indossare un paio di occhiali che gli faccia sentire tutto questo (quello che sente l'elettore persuaso) senza poi cambiarlo effettivamente con qualche forza o potere che modifichi concretamente certi stati di cose che non gli stanno bene come all'altro. C'è una parte che deve essere pazza per forza, là dove ci sono conflitti rispetto ai giudizi di valore?

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame Visualizza messaggio
    Se a te le "leggi del mondo" rovinano la vita, nessun terapeuta può cambiarle per te. Né può cambiare te. Potrebbe aiutarti a convertire la tua sofferenza in qualcosa di più sano e utile, ma sei il primo a renderti conto che non c'è nulla da fare per te. Allora è inutile davvero continuare a parlarne, anche la semplice conversazione arriva sempre a un punto di non ritorno.
    Io ho proprio questa pretesa "assurda", per questo penso che così non si curi alcun male, si cerca di convertire il male in bene e non di attaccarlo direttamente e modificare certi stati di cose. Ora una cura per me può darsi che non ci sia, ma non mi si dica che sono attaccato ad una patologia se certe cose non mi piacciono per nulla e non le sopporto e voglio e desidero altro, e cioé una modifica radicale della realtà che conosco, qualcosa che forse non c'è proprio o forse ci sarà in un futuro lontano.

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame Visualizza messaggio
    Qui mi hai mal interpretata, non volevo dire che non deve essere un problema per te. Volevo dire che non può essere il non aver ancora trovato la donna giusta la causa del grave malcontento esistenziale.
    Perché? Per quale motivo non può esserlo? Perché per altri non lo è?
    Io ho capito bene invece.

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame Visualizza messaggio
    Volevo dire che se tu vivi con tale gravità questa realtà insoddisfacente, e con tale convinzione l'impossibilità che possano esistere altre realtà e future esperienze diverse (impossibilità di aprirti alla vita e all'evoluzione), forse potresti cercare di farti aiutare da qualcuno più competente di noi. Sempre se non vuoi continuare a vivere di m****.
    'Ste realtà diverse come le voglio esistono o no? Questa non è più una questione di punti di vista, si tocca la realtà concreta.

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame Visualizza messaggio
    O ti affidi e ti fai aiutare, accettando non di cambiare tu, ma cambiare almeno il tuo "paio d'occhiali", anche solo per la curiosità di provare. Oppure vivi per sempre ad aspettare le prove di un mondo alternativo favoloso, il favoloso mondo di Char Lie.
    Concedimi questa battuta del tutto affettuosa
    Mi affido a chi mi fornisce qualche prova concreta che è capace di modificare le cose come desidero io e non come desidera lui, se no perché non affidarmi al primo guru che trovo?
    Se è questo quello che desidero "un mondo favoloso", "una relazione favolosa" non è affidandomi a qualcuno che non me lo darà effettivamente che risolverò il problema.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-09-2011 alle ore 11.21.45

  2. #122
    Partecipante Assiduo L'avatar di Ladyflame
    Data registrazione
    10-02-2008
    Messaggi
    163

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Il mio giudizio rispetto a certe realtà che osservo è questo, è negativo, e per me non è il giudizio che va modificato ma queste realtà stesse che vedo e osservo, non c'è una patologia nel giudizio secondo me. Nessuna delle persone è pazza nel giudicare qualcosa negativamente o positivamente, né voi siete pazzi né io lo sono, a qualcuno piace ingurgitare liquori amari a qualcun altro no, ecco a me l'amaro non piace e non lo sopporto affatto, ma non affermo che a chi piace è matto. E' matto chi dice che è male e se lo beve come se niente fosse.
    Uno stesso governo per un elettore ha risolto tutto, per un altro risulta una merda, ma non credo che per far star bene chi pensa sia una merda gli si dovrebbe fare il lavaggio del cervello per fargli affermare e sentire che tutto è bello ed è bene ed è buono facendogli indossare un paio di occhiali che gli faccia sentire tutto questo (quello che sente l'elettore persuaso) senza poi cambiarlo effettivamente con qualche forza o potere che modifichi concretamente certi stati di cose che non gli stanno bene come all'altro. C'è una parte che deve essere pazza per forza, là dove ci sono conflitti rispetto ai giudizi di valore?
    Non intendevo assolutamente questo. Comunque è un paragone che non regge, la visione dell'operato politico non è paragonabile al vivere bene o male, esperire uno stato di benessere o malessere esistenziale.
    Nessuno vuole né può farti il lavaggio del cervello sulla tua percezione del mondo. Ma ti ripeto che nessuno può cambiare il mondo per te. L'unico sei tu, attraverso le tue percezioni e casomai le tue azioni per modificare il tuo modo di starci al mondo, almeno nel tuo spazio vitale. Se vuoi starci di cacca, continua pure.
    Se si entra in una casa nuova, e ci si sta a logorare nel vederne solo gli aspetti negativi, non si potrà mai viverci bene. Bisogna cercare di coglierci degli aspetti positivi, e per quanto possibile, valorizzarla aggiungendoci qualcosa che ce la fa sentire "nostra", ci fa sentire a nostro agio, dentro.
    Cambiare paio d'occhiali non vuol dire convincersi che la casa è stupenda. Vuol dire provare a mettere a fuoco meglio, sia gli aspetti negativi che i positivi.
    Se sei miope, hai bisogno di lenti che ti aiutino a mettere a fuoco gli oggetti nella maniera giusta.
    Non vuol dire che vedrai oggetti diversi, che l'ottico che ha costruito le lenti, vuole farti vedere; vuol dire solo vedere gli stessi oggetti, ma ridimensionati, con la giusta messa a fuoco.
    Se poi ti ostini a rimanere miope, restaci pure. Nessun dio potrà cambiare la grandezza degli oggetti, per piegarli al tuo modo di vedere.
    Tu sembri elevare a potenza gli aspetti negativi, e miniaturizzare così tanto le potenzialità positive da eliminarle dal tuo campo visivo.

    Le "leggi di natura" di cui parlavi non puoi cambiarle, né tu né nessun'altro per te. Continuo a sostenere che sembri tu ad esserti infilato in una gabbia, perché per te il mondo è X e fa schifo, tu sei Y e non lo accetti, né lo accetterai mai.
    Non si può cambiare il mondo, al limite vederlo nella sua ETEROGENEITA' ed EVOLVERE assieme al mondo. Restando quello che si è, ma sperimentando anche altri modi di essere, quantomeno aprendosi ai modi di essere degli altri e di altre realtà. Ma no, per te questa apertura non è possibile.
    Ti ostini a negare questa possibilità, perché per te il mondo è OMOGENEO, sempre UGUALE A SE STESSO, le donne sono TUTTE UGUALI, e tutto fa schifo come sempre, ogni giorno uguale all'altro.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io ho proprio questa pretesa "assurda", per questo penso che così non si curi alcun male, si cerca di convertire il male in bene e non di attaccarlo direttamente e modificare certi stati di cose. Ora una cura per me può darsi che non ci sia, ma non mi si dica che sono attaccato ad una patologia se certe cose non mi piacciono per nulla e non le sopporto e voglio e desidero altro, e cioé una modifica radicale della realtà che conosco, qualcosa che forse non c'è proprio o forse ci sarà in un futuro lontano.
    Una "cura" (nel senso di rimedio per vivere più felice) per te non c'è perché la rigetti a priori. Non sei attaccato a una patologia, ma sei semplicemente così come sei. Con la differenza che non cresci e non evolvi, sei statico. Sembri impossibilitato a maturare, non nel senso di età, ma di arricchimento e articolazione del tuo modo di pensare, sentire e vivere.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Perché? Per quale motivo non può esserlo? Perché per altri non lo è?
    Io ho capito bene invece.
    Mi chiarisco ancora meglio. Non intendo dire che non è possibile, è possibile.
    Intendo dire che se ti dà una sofferenza così grande, dovresti farti aiutare, semplicemente perché soffri esageratamente. Per il tuo bene.
    Se io mi sveglio domattina e inizio ad avere un malcontento esistenziale perché in autunno le giornate si accorciano, e questo arriva a farmi perdere la voglia di alzarmi la mattina, è bene che mi faccia aiutare da qualcuno prima o poi. Se voglio ricominciare ad alzarmi la mattina con gioia, e a vedere anche altre cose nella mia giornata, non solo che le giornate si accorciano. Ma anche che la natura si riempe di colori, che può esser bello andare a fare un giro nel bosco prima che faccia buio, mangiare le caldarroste la sera a tavola con la famiglia mentre ci raccontiamo la giornata. Solo per fare esempi. Si tratta di ricominciare a vivere, e non morire lentamente solo perché una legge di natura (l'accorciarsi delle giornate in autunno/inverno) non soddisfa un mio desiderio (di sole e luce 24 ore su 24).
    Riesci a comprendere?

    Un confine possibile tra "normalità" (stato di benessere personale) e "deviazione dalla normalità" (stato di sofferenza invalidante), è la grave intensità, la rigidità, l'invalidazione, che un evento, fatto, realtà, ti genera. Ti fa vivere di m****, è pervasivo, immobilizzante, invalidante a 360°. Come accade a te.
    La stessa questione (es. non avere un partner), a te può far soffrire molto e a me per niente. Che tu ne soffra, e io magari no, è ok. Siamo diversi.
    Il punto è che nel tuo caso, non ti fa solo soffrire molto, ma MOLTISSIMO, esageratamente, perché arriva a precluderti di vivere "mediamente bene", con alti e bassi.
    Si inserisce in un quadro di malessere esistenziale GLOBALE, come dici tu. Quindi, qualcosa che non va c'è, perché la sofferenza è abnorme.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Mi affido a chi mi fornisce qualche prova concreta che è capace di modificare le cose come desidero io e non come desidera lui, se no perché non affidarmi al primo guru che trovo?
    Se è questo quello che desidero "un mondo favoloso", "una relazione favolosa" non è affidandomi a qualcuno che non me lo darà effettivamente che risolverò il problema.
    Qui cadi in una contraddizione clamorosa! Il guru è proprio quello che vorresti tu! Solo un guru o un ciarlatano potrebbe darti prova concreta che il mondo da domani o dal prossimo mese cambierà, e si piegherà alle tue personali leggi e desideri.

    Uno psicoterapeuta ti aiuterebbe a comprendere che il mondo non può essere come lo desideri tu, non sempre, non "a priori". Al limite i tuoi desideri possono sposarsi, incontrarsi con alcune parti di realtà che li soddisfano (puoi trovare la donna giusta, certo che puoi!).
    Ma dipende ancora dalla tua disponibilità all'apertura, all'incontro, all'esperienza, alla pazienza di osservare senza sentenziare sempre e irrimediabilmente.

    Finché continuerai a trattare il mondo e tutte le persone, o donne che siano, come un tutto eternamente uguale, nella sua natura orribile, non c'è scampo, speranza, futuro.

  3. #123
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame
    Solo un guru o un ciarlatano potrebbe darti prova concreta che il mondo da domani o dal prossimo mese cambierà, e si piegherà alle tue personali leggi e desideri.
    Se dà prove concrete reali e non usa trucchi vuol dire che non è un guru o un ciarlatano ma uno scienziato o un medico che ha compreso come modificarli davvero certi assetti. I guru prove infatti non ne danno mai, parlano, parlano, parlano, t'annegano nei loro fiumi di parole ma mai mostrano qualcosa che è concretamente alternativo, un rimedio. I discorsi di certe guide spirituali tanto diversi da quelli psicoterapeutici non lo sono affatto, posso cercare in rete qualcosa e postartelo per mostrarti quanto siano somiglianti certi tipi di discorsi di questo tipo di persone a quelli degli psicoterapeuti.

    Un medico onesto non dirà che la vita è bella in qualsiasi modo si presenti, con le malattie e tutti i mali, cercherà cure concrete per debellarle queste malattie e questi mali, e là dove fallirà, onestamente ammetterà il fallimento e l'assenza di rimedi senza mettersi a metagiudicare cosa va giudicato come un male e cosa come un bene.

    Non è suo compito giudicare quanto certi tipi di vita siano belli o brutti, questo lo fanno già le guide spirituali, i guru, i saggi, e gli psicoterapeuti in modo piuttosto invadente, si piazzano su un piedistallo da soli e pretendono di poter dire a tutti quelli che non vivono bene e si lamentano che non dovrebbero affatto star tanto male per certe cose che gli mancano.

    Il problema così non è più la mancanza da colmare, il problema si trasforma nel fatto che si avverte troppo questa mancanza: la vita in fondo è già bella così com'è in qualsiasi forma si presenti, piace abbastanza a certi altri che sono nella vostra stessa condizione, dovrà piacere abbastanza anche a voi così com'è fatta, non dovreste lamentarvi per certe sciocchezze o quanto meno dovreste desiderare di essere diversi, di essere delle persone più mature che non si lamentano per queste cose, eccessivamente, come fate ora.

    E così, lo ripeto, si afferma che s'è risolto tutto...

    Se la mia vita io l'osservo correttamente e non ci sono errori nella visione è un conto, che sia bello o brutto quel che vedo, e quanto sia bello o brutto in certi suoi aspetti, un altro, e spetta a me giudicarlo e non ad un paio di occhiali: non esistono occhiali che esprimano il valore oggettivo di quel che c'è, non esiste alcun valore oggettivo, mentre esiste un'osservazione oggettiva per me, di come vanno certe cose. Una descrizione la si può avvicinare ai fatti e può essere vera o falsa, ma non significa nulla avvicinare dei giudizi di valore soggettivi ai fatti, cose e persone esistono in sé ma non hanno valore in sé.

    Non è compito di qualche tipo di scienza giudicare chi s'è suicidato, perché questo non ne poteva più rispetto ad altri di certe cose. Che certi altri nelle stesse condizioni del suicida hanno continuato a vivere dando valore a certe cose in certi modi non vuol dire proprio nulla per me rispetto alla irrazionalità del gesto del primo. Questa è morale bella e buona, non scienza.

    E' moralizzante dirmi che non dovrei soffrire per certe cose, che dovrei rallegrarmi per i colori che ci sono nel mondo e non pensarci più, io li vedo i colori, ma non bastano queste cose qua a colmare per me l'altra mancanza di cui mi lamento.

    Avvertire 'sta forte mancanza quasi quasi la si fa divenire una mia colpa... Ecco l'attaccamento alla patologia in cosa consiste, nel convincere le persone che è sbagliato a sentire in certi modi, ma rispetto a cosa poi? Se non è un sentire sbagliato rispetto a certi altri che si giudicano normali, rispetto a cosa lo è? Non si sa!

    A pranzo quando ero bambino certe volte mi si dava da mangiare qualcosa che io detestavo e così io protestavo e mi rifiutavo di mangiar tutto, così si metteva in mezzo sempre la storia dei bambini del terzo mondo che non potevano mangiar nulla... Caspita, ma cosa c'entrava questo con la mia protesta! L'avevo capito anche allora che loro vivono così senza lamentarsi, ma perché dovrei viverci pure io senza protestare! Senza aver pretese? Perché? Se non fossero esistiti 'sti bambini avrei avuto più diritto a protestare? Avrei potuto sentire liberamente che desideravo mangiare qualcos'altro? Avrei potuto detestare di più quel tipo di alimento?

    Non c'è una risposta sensata che si pone al di fuori di una qualche visione morale di cosa dovrebbe essere l'uomo secondo me, e nemmeno tu me l'hai saputa dare Ladyflame. Mi si dice che è esagerata la cosa e basta, oppure che è esagerata perché è esagerata.

    Perché io dovrei essere proprio come questi altri? Io provo un malcontento per certe situazioni ed in un modo o nell'altro pretendo di star bene modificando le situazioni che non mi stanno bene e non il mio malcontento, dovuto in fondo, lo so questo, al modo in cui giudico e dò valore a certe cose. Se le situazioni non si possono sbloccare o non le si sa sbloccare, il malcontento per me resta. Non è il modo di giudicare e dar valori a cose e persone in sé per me il problema, se una psicoterapia è basata su questi discorsi educativi qua, e lo scopo è quello di farmi dir bello là dove ora dico brutto, dubito che mi servirà a qualcosa.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-09-2011 alle ore 10.16.45

  4. #124
    Partecipante Assiduo L'avatar di Ladyflame
    Data registrazione
    10-02-2008
    Messaggi
    163

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Char Lie, nessuno ti ha mai detto che sei sbagliato, soltanto che il tuo attuale modo di vivere, pensare, sentire, agire, ti fa soffrire. Questo lo dici tu per primo. Sei tu che soffri, non è una colpa, è una tua realtà. La sofferenza ci riguarda tutti, è un'esperienza umana, benché abbia modi, tempi, intensità, differenti, di esprimersi, e ognuno poi intraprenda diversi percorsi per arrivare a una risoluzione.
    Niente di strano o sbagliato.

    Quello che al limite può stare a cuore, a chi ti legge, piuttosto che a chi ti conosce e ti vuol bene, è una tua eventuale percezione di benessere, alternativa al forte malessere che tu esprimi.

    Abbiamo discusso scambiando personali punti di vista, mi è sembrato pacifico, no? Mi permetto di dire che tu prendi troppo alla lettera certi esempi, in cui magari io generalizzo. Anche nella conversazione, sei estremamente rigido. Tendi o a escludere quello che non ti torna, oppure a ingrandirlo o mortificarlo in modo sempre estremo. Un po' come tendi a fare con la realtà Ma vai bene così, non siamo "noi altri" a volerti diverso.

    Nessuno ti dice come dovresti essere, ma che tu attualmente soffra, è proprio il nucleo della discussione, te ne lamenti tu. Per smettere di soffrire, qualcosa dovrà pur cambiare.

    Se secondo te la soluzione è modificare la realtà, allora modificala, o cerca strade per modificarla. In parte puoi farlo, per quanto attiene almeno a come conduci la tua vita, alle scelte che puoi fare e gli interventi attivi che puoi eseguire. In questo senso, sì.
    Fai tutto quanto è in tuo potere per stare meglio.

    Che le donne sono diverse lo puoi "testare" solo vivendole, e non classificandole. Di certo non mi convincerai mai che io, o Complicata, siamo uguali a tutte le donne che hai conosciuto.
    Ogni persona è diversa, se non lo ammetti, concedimi di dire che l'unico coi paraocchi, che livella e omologa le persone, sei tu.

    Lascio la discussione perché si sta facendo pesante, per me, monotona e monocorde. Ripeto che non la vedo evolvere in alcun modo, nemmeno come semplice conversazione, e inizio a sentire superfluo ogni mio contributo, che sia di libera lettura o di mia libera espressione. Questo mi fa annoiare, per il mio personale modo di portare avanti le conversazioni in un forum.

    Oltretutto non riescono a inserirsi altri utenti, forse in parte spaventati dalla mole di roba che entrambi scriviamo (uniti, almeno nella tendenza alla prolissità ), ma in parte anche perché in generale trovano una "porta chiusa".

    Ti auguro di cuore di trovare una soluzione al tuo malessere, da solo o supportato da altri, e apportando le modifiche che credi laddove lo ritieni giusto e possibile, per te.

    Grazie per la discussione che, fino a un certo punto, è stata interessante e piacevole, sia con te che con gli altri utenti

    Buon proseguimento

  5. #125
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
    Data registrazione
    14-03-2011
    Messaggi
    163

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Ciao Char_lie capisco il tuo "pessimismo esistenziale" e sfido chiunque a dire che la "vita è bella" (nessuno in fondo lo dice) e che bisogna accettarla anzi invece non la si accetta mai e si sta male e non credo che in questo caso siano sufficienti un "paio di occhiali nuovi" per mettere a fuoco gli aspetti positivi che oviamente ci sono ma non bastano perchè troppo fragili e vengono sopraffatti. Non so se ci sono strade per non stare troppo male in questa situazione ognuno le trova a modo suo alcuni riescono a non pensarci, altri vivono la giornata , altri ancora faticosamente mentono a loro stessi raccontandosela poi ci sono gli ottimisti di natura i più fortunati. Non so forse tutti questi modi sono illusioni ma stranamente per alcuni funzionano per altri no.

  6. #126
    Partecipante Assiduo L'avatar di Ladyflame
    Data registrazione
    10-02-2008
    Messaggi
    163

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Ciao Char_lie capisco il tuo "pessimismo esistenziale" e sfido chiunque a dire che la "vita è bella" (nessuno in fondo lo dice) e che bisogna accettarla anzi invece non la si accetta mai e si sta male e non credo che in questo caso siano sufficienti un "paio di occhiali nuovi" per mettere a fuoco gli aspetti positivi che oviamente ci sono ma non bastano perchè troppo fragili e vengono sopraffatti. Non so se ci sono strade per non stare troppo male in questa situazione ognuno le trova a modo suo alcuni riescono a non pensarci, altri vivono la giornata , altri ancora faticosamente mentono a loro stessi raccontandosela poi ci sono gli ottimisti di natura i più fortunati. Non so forse tutti questi modi sono illusioni ma stranamente per alcuni funzionano per altri no.
    Ciao ludovicamaria. Mi inserisco solo per chiarire un paio di termini che io ho usato e tu riporti.
    Non sono certo sufficienti un "paio di occhiali" nuovi così da un giorno all'altro, messa così semplicisticamente. Io non intendevo in alcun modo sminuire gli stati d'animo di Char Lie, quelli che possono essere anche i tuoi. Io cercavo solo di far arrivare il messaggio che, se si soffre così tanto, è giusto almeno provare a vivere meglio. E' un diritto.
    Voglio aggiungere, tanto per chiarire che nemmeno io vivo o ho vissuto sempre nell'Eden, che ho incontrato un periodo di qualche anno di buio depressivo quasi totale. Quello per cui la mattina non ti vuoi alzare più dal letto, o vegeti alla finestra col malloppo sullo stomaco per la nuova giornata che inizia e ti scorre davanti agli occhi, ma in cui tu senti di non avere un posto, perché totalmente estraneo a questo mondo e alle sue "leggi". Non riuscire più a godere di niente, a trovare un senso, un obiettivo, già solo per la giornata successiva. Vedere tutto come una bugia preconfezionata, come un inganno, una trappola tesa, nelle persone, nei meccanismi, nelle leggi di natura...e concepire i tentativi di star meglio come illusioni, per scampare a un male di vivere ineluttabile. Il male di vivere, connesso alla stessa esistenza, appunto il "malcontento esistenziale".
    Io so cosa significano alcune vostre parole, perché ci sono passata e vi giuro su quanto ho di più caro che credevo non ne sarei mai uscita. Essendo ragazzina, pensavo non sarei mai cresciuta, mai arrivata a essere una donna, a realizzare niente, perché fottutamente persa e inadatta per muovermi in questo mondo che non era il mio, in cui la mia sensibilità non trovava spazio né ragione, e in cui vivevo ogni passo con paura e dolore. La cosa più frustrante è che mi sentivo incapace anche di morire, non avevo le palle, vigliacca anche in questo. Un essere miserabile condannato a vivere una vita che non è la sua, un copione, un ruolo, che sente imporsi dall'esterno, ma che non è il suo, senza il coraggio nemmeno di uscire di scena.
    Non mi piace parlare di queste cose, perché non è il luogo adatto, ci si dovrebbe poter guardare negli occhi quando si aprono certi canali e si fanno defluire certe acque.
    Ma ci tengo a dire che il vostro malessere, simile o diverso rispetto a quello che fu il mio, ha tutto il mio rispetto e la mia comprensione.

    Io ce l'ho fatta a superare quella che credevo una condizione ineliminabile, scoprire in seguito che quella era una "me", né giusta né sbagliata. Era una "me", che ha predominato per diverso tempo su tutte le altre "me", seppellite al di sotto. Ora io sono evoluta, attraverso percorsi, esperienze, relazioni.
    Attraverso l'amore, offertomi da persone che ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino, e di saper accogliere. Perché soprattutto attraverso il loro amore ho scoperto un grande amore dentro di me, che può inglobare me e il mondo intero, come se io fossi una cosa sola con il mondo. Sono stata anche in terapia, e mi ha aiutata. La terapia è stata una matita con cui io ho potuto riscrivere tanti miei significati, la mia storia, la "me" sofferente, capirla, perdonarla, accettarla.
    Ma l'amore delle persone è stata la ragione per pensare che esistesse un più grande amore, che ingloba tutto e contiene tutte le ragioni, tutto il senso dell'esistenza (della mia, almeno). Non mi riferisco solo all'amore tra persone, ma a un principio di amore universale. Le leggi di natura "perverse", io le vedo ancora. Ci sono dei momenti in cui mi alieno, e mi sento sola e perduta in un mio "non comprendere", "non accettare" (un po' come diceva Char Lie). Però riesco a comprendere il linguaggio di un qualcosa di ancora più grande, talvolta segreto e silenzioso, nelle piccole grandi cose, talvolta lampante, manifesto. Ma che continua a muovere il mondo, ed è un principio a cui tutto ritorna, anche le leggi perverse di natura.

    Per raccontare come ho fatto a "uscirne" non basterebbe un libro, ci vorrebbe l'intimità di un tempo per viversi, sintonizzarsi sui moti interiori e sentire nello stomaco quello che l'altro sta raccontando di sé, e che proviene dalle viscere più profonde, ben prima che dalle parole. E' quell'intimità che io non posso avere con voi, per questo è pericoloso ridurre certi vissuti a una conversazione su un forum.
    Se ho accennato a questo mio vissuto è solo per far intendere che non sminuisco affatto i vostri, né ritengo che bastino un "paio di occhiali nuovi" per risolvere tutto magicamente.
    Solo che nel contesto del forum si cerca di scambiare opinioni, dare ognuno il proprio apporto.
    E proprio cogliendo la vostra sofferenza, che è stata anche la mia, ed è una condizione di molte persone, l'unica cosa che di cuore posso dirvi è di non arrendervi.
    Non siete affatto gli unici a stare così, ma qualcuno ce l'ha anche fatta, quantomeno ad alleviare questo malessere, che può permanere anche per sempre, ma almeno più in sottofondo, senza imporsi su tutto incontrollatamente e rovinare la vita di una persona, che comunque è unica, è l'unica possibilità che abbiamo, è tutto quello che abbiamo.
    Vale la pena tentare di viverla un po' meglio, tanto finirà comunque un giorno. La morte è l'unica cosa certa e irrimediabile.

    Io vi lascio alla discussione perché sento che in questo contesto non posso aiutarvi e non riesco più a esprimermi liberamente, perché le parole e i toni si fraintendono facilmente, e l'ultima cosa che voglio è ferire la sensibilità di qualcuno, o fargli pensare che è sbagliato e deve modificarsi. Io vorrei solo poter immaginare che riusciste a trovare un po' di "tregua", anche minima, dal malessere. Aprire almeno una porticina alla speranza, alla possibilità. Ve lo auguro di tutto cuore.

    Un saluto, con affetto

  7. #127
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
    Data registrazione
    14-03-2011
    Messaggi
    163

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Non ci sono parole. Grazie Ladyflame.... sinceramente di cuore.

  8. #128
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Wow, non ho parole, non riesco a esprimermi, quanto è intenso questo scambio, rimando la lettura e mi riservo di inserirmi in qualche modo!

    Non è che non riesco a inserirmi, ma ci vuole impegno!

  9. #129
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    allora, ho letto l'ultimo mex di ladyflame, ormai Char-Lie lo conosco a memoria,(), vi dirò che in terapia spesso si dice "non è nella mia natura, non sono così, è inutile che lei mi faccia il prospetto informativo di come dovrei essere"

    eppure quando ti ci hanno fatto riflettere, sulle cose, ti sforzi di aggiustarle, se scopri che non funzionano.

    Lì per lì dici di no, non farò nulla per cambiare il mio atteggiamento, il mio essere, dopo, ti scopri a cercare di cambiarti, automaticamente, non so perchè.

    E' questione di dire: "ma non ha mica tutti i torti, quella persona, a dire così, può darsi che abbia ragione?"

    E allora provi, provi a immaginarti come dice l'altro, provi a immaginarti, lì per lì non riesci, in modo diverso, scopri dentro di te che puoi essere diverso.
    Ecco, esempio lampante la madre accogliente, affettuosa, complice, che non sei, perchè non è nel tuo dna.

    Ci provi, niente, può darsi che uno scopra altre qualità dentro di sè.

    E allora ci si vede più belli, anzi, bellissimi, valesse solo per un giorno, non importa, è grande conquista
    Ultima modifica di complicata : 30-09-2011 alle ore 17.59.36

  10. #130
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Lo si può affrontare anche in modo scientifico

    Il dubbio nasce dall'osservazione di sè.

    Ipotesi n° 1

    Esperimento

    Ipotesi n°2

    Esperimento

    Conclusioni

    Dubbi e domande successive

  11. #131
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    anche se la vita è una collana di perle, o un mazzo di carte, per cui ricostruirla non è un' operazione in successione logica, ma un continuo flashback, salti avanti e indietro nel tempo.

    La vita è un film

  12. #132
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    "non è nella mia natura, non sono così, è inutile che lei mi faccia il prospetto informativo di come dovrei essere"
    Ma a cambiare cambierò pure io, ma rispetto a certi doveri la voglia di adattarmi non c'è proprio, ci sono resistenze di fondo rispetto a cosa debba ritenersi un bene per me, "prima il dovere poi il piacere" e slogan simili, educatori, psichiatri, psicoanalisti, non ripeto dove se li dovrebbero andare a ficcare.

    Una persona mi dice "questo è il tuo bene" ed io non riesco ad esser d'accordo con lei.

    Io voglio e desidero il mio bene, e non sono attaccato ad alcuna patologia, il mio bene però per me è vivere comodamente ed al sicuro, schivare le situazioni disagevoli e noiose per me magari accollandole a qualcun altro, e campare tranquillo con una donna gradevole che mi piaccia ed a cui io piaccia... Quando non posso ottenere questo, divento frustrato e posso divenire distruttivo e vendicativo, e pure qua non me ne importa nulla d'esser così, questo già è un mio "esser quel che cerco", questo può essere un problema per gli altri, non il mio. Trasformare un malcontento in un altro, oltretutto con fatica e sacrificio, a me a cosa serve?

    A cambiare altre cose, quello che sono ben disposto a cambiare senza troppo sforzo, beh questo lo farò pure, ma se quel che mi si vuol esortare a fare è sacrificarmi in nome di non si sa cosa (l'amore per l'analista o il maestro, di Dio, del bene universale?), non la si vedrà 'sta cosa né domani né mai. Dovresti essere più coraggioso, dovresti essere un buon cittadino, dovresti essere un uomo con le palle (espressione, "con le palle", in voga anche tra le donne, forse Freud non aveva tutti i torti nel sostenere l'"invidia del pene" ) dovresti essere questo e quell'altro, non dovresti essere un ladro, non dovresti essere uno sfaticato... Ma al diavolo!

    Tutti mi ripetono quel che dovrei essere per soddisfare i loro bisogni, ma dei miei per caso qualcuno si è mai preoccupato? Allora io ribalto l'aggressione subita verbalmente e ripeto io agli altri cosa dovrebbero essere loro per raggiungere i miei scopi, in fondo siamo sullo stesso piano, se posso cambiare io in certi modi incastrandomi armoniosamente in qualsiasi contesto sociale venga a prodursi, come sostengono gli psicoanalisti e gli psicoterapeuti, possono allora cambiare anche le persone intorno a me ed adattarsi al contesto che produco io. Io perché dovrei sorbirmi tutto questo male che producono in me le altre persone? E le altre persone, perché dovrebbero sorbirselo il male che produco io a loro? Si arriverà allo scontro, spesso è inevitabile quando ci sono interessi ed intenzioni cotrapposte e non c'è lo spazio vitale per soddisfare tutti. Si vuol sanare la situazione davvero? Ecco bisogna pensare a come soddisfare tutti e togliersi dalla testa l'idea che qualcuno si debba sacrificare.

    Io non posso di certo affermare d'essere nel giusto, ma in fin dei conti non lo può fare nessun altro.

    Perché insomma dovrei essere tutto questo, se poi così bene non starò lo stesso?! Riuscissi a scambiare quel che produco spontaneamente e senza troppi sforzi con quel che mi piace, avrei risolto tutto sarei realmente in armonia con l'ambiente, questo per me rappresenterebbe un adattamento positivo. Ma se mi si chiede sopportazione alla frustrazione e al lavoro, allora non ci siamo proprio capiti rispetto alle difficoltà che espongo ed incontro e 'ste cose è inutile che me le si ripeta, non sono deficiente, l'ho capito che se faccio A ottengo B, come le scimmiette ammaestrate, li comprendo certi meccanismi, è inutile che mi si ripeta "devi fare A", E' A che io non voglio farlo perché è frustrante per me.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-09-2011 alle ore 22.06.31

  13. #133
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Ma il senso del "dovere" è relativo, soggettivo, no?

    Te puoi lavorare in miniera, in teoria, e provarci piacere se sei una talpa.

    Per cui, accoglierai, degli imput di un'analista, ciò che ti è congeniale e che ritieni ti possa essere utile per il tuo benessere!

    Non c'è proprio nulla che ti abbiano mai detto altre persone, del quale tu abbia pensato, beh, questo mi potrebbe far stare meglio?


    Nulla nulla? Mi sembra tanto strano!
    Ultima modifica di complicata : 01-10-2011 alle ore 13.28.40

  14. #134
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma il senso del "dovere" è relativo, soggettivo, no?

    Te puoi lavorare in miniera, in teoria, e provarci piacere se sei una talpa.

    Per cui, accoglierai, degli imput di un'analista, ciò che ti è congeniale e che ritieni ti possa essere utile per il tuo benessere!

    Non c'è proprio nulla che ti abbiano mai detto altre persone, del quale tu abbia pensato, beh, questo mi potrebbe far stare meglio?


    Nulla nulla? Mi sembra tanto strano!
    Delle cose sicuramente sì, ma erano davvero tutte cose che avevano a che fare con informazioni che mi mancavano e mi sono state utili una volta ricevute. Quando la psicoterapeuta ha cercato di farmi certi altri tipi di discorsi, per me questi sono risultati irritanti e basta.

    Poi sinceramente certe situazioni si sono sbloccate non perché sono cambiato io grazie alla terapia ma perché è passato molto tempo ed è cambiato l'ambiente in cui vivevo, ma questa cosa non è dipesa solo da me: quando gli psicoterapeuti iniziano a dire che dipende tutto da te, caspita, ma non è mica così vero! Lo sperimento ogni giorno che è falso, per questo mi innervosisco quando s'avviano 'ste litanie che vorrebbero responsabilizzarmi per mettermi finalmente alla guida della mia esistenza, per rendermi padrone della mia vita... Ma non sono questi i problemi per me. Mi si rende padrone là dove d'esser padrone non me ne importa nulla e mi si lascia in balia dei vincoli fastidiosi là dove mi interesserebbe farli saltare per aria.

    A me chi guidi 'sta vita non me ne frega nulla, basta che si arrivi alla destinazione che desidero io, se guido io e poi vado a sbattere contro un albero, a cosa mi serve esser padrone della mia vita? Se fosse così è meglio per me che guidi qualcun altro, ma che mi porti dove voglio andare io, a me interessa dove s'arriva, non chi guida, è qua che non son disposto a "contrattare" troppo, ed è rispetto a questi aspetti che mi interesserebbe aver potere ed essere padrone.

    Chiedi un pesce da mangiare e l'altro invece di dartelo senza far tante storie o dirti chiaramente che non te lo vuol dare o non te lo può dare ti suggerisce in continuazione di imparare a pescare per renderti più padrone e più libero, ma chi glielo ha mai chiesto questo suggerimento!? Il pesce magari uno voleva solo mangiarselo!
    Io mi sento più padrone se me lo va a pescare qualcun altro per me il pesce e meno padrone nel caso contrario . E' come se certi valori fossero davvero invertiti.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-10-2011 alle ore 01.20.30

  15. #135
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Ecco, vedi, siamo proprio completamente diversi come mentalità.

    Forse per le esperienze vissute.

    Io ora come ora, per esempio, così per dire, preferisco andare a sbattere contro un albero ma l'ho scelto io, che percorrere una strada bella comoda e diritta, ma me l'ha scelta qualcun altro.

    Guarda, per me, non c'è niente di peggio, anche perchè l'apparente comodità poi si scontra sempre con qualcosa.

    In realtà la comodità non esiste proprio,e anzi, se non hai scelto te, se qualcosa va storto, rimpiangerai che hai fatto pescare gli altri al posto tuo,e ti darai la colpa di questo.

    E' meglio imparare a pescare, molto meglio.

Pagina 9 di 10 PrimoPrimo ... 78910 UltimoUltimo

Privacy Policy