E' valutabile oggettivamente solo se ci troviamo tutti d'accordo rispetto a cosa significhi "far star meglio la gente" ed io questo accordo non lo vedo da nessuna parte. Siccome io non vedo per quale motivo dobbiamo assumere che ci sia questa convergenza, questo asserto lo affermi in fin dei conti soltanto tu, ma non hai più ragione di chi afferma che è una verità analitica il fatto che sia vero che esistono gli ufo.Originalmente inviato da keblish
Assumendo che l'aumento del benessere consista nella modifica dei parametri individuali x, y e z, puoi verificarlo questo aumento relativamente a questa definizione qua specifica di aumento del benessere che però potrebbe non essere condivisa a monte da una miriade di altre persone.
E' una verifica relativa ad un certo concetto di aumento del benessere legato ad una serie di valori e preferenze individuali, e non è assoluta. Se si ragiona bene sulla questione, solo questo si può verificare.
Definisci in cosa dovrebbe consistere il benessere di un individuo secondo te, applichi la terapia al singolo e vedi se funziona in tal senso (se vuoi fare una verifica empirica anche probabilistica questo lo dovresti poter verificare). Ora però è illecito dire che si è verificato direttamente che la terapia apporta benessere usando questo sistema qua ("benessere" adesso ha assunto un significato specifico che gli hai appioppato tu e relativamente a questo è stata effettuata la verifica), il passaggio ingiustificato ed arbitrario è rappresentato dalla definizione iniziale, perché non è affatto certo che la definizione iniziale coincida con il concetto intuitivo di cosa sia il benessere che usa ogni singolo individuo in un certo momento della propria esistenza.
Pure io allora dico "è contenuta nel concetto di insieme la verità dell'ipotesi del continuo ed è una verità analitica", ma questa cosa non è evidente perché c'è disaccordo, non c'è convergenza rispetto a questo possibile assioma da aggiungere, e non vedo sinceramente perché debba esserci, magari qualcuno quando parla di insiemi si rappresenta un concetto, qualcun altro un altro leggermente diverso (e infatti su certi assiomi non c'era convergenza, quello della scelta ad esempio a qualcuno non risulta così evidente come ad altri), ora non capisco perché poi quando si parla di benessere dovremmo essere tutti d'accordo rispetto all'idea che ci siamo fatti rispetto a cosa debba essere questo benessere.
Se per me è evidente qualcosa ma non riesco a dimostrarla a partire da principi condivisi con un altro, l'evidenza me la tengo per me e non metto in mezzo alcuna razionalità che dovrebbe far riconoscere questa cosa così evidente (solo a me) a tutti.
Possiamo dire, prendendo in esame un certo sistema assiomatico, che si può dimostrare che esiste un insieme con cinque elementi e questo lo riconoscono e lo osservano tutti, ma non possiamo verificare o osservare né empiricamente, né in alti modi quale sistema assiomatico riesce a rappresentare meglio un concetto intuitivo come quello di "insieme". E lo stesso vale per altri concetti vaghi come "benessere". Se certi concetti sono vaghi non li si può usare nelle verifiche empiriche.
Quando si parla di insieme ci si riferisce a certe teorie standard, ma questa cosa non rappresenta un obbligo categorico, la si può pensare anche diversamente tanto è vero che di teorie assiomatiche degli insiemi ce ne sono diverse, basta capirsi, se per te gli insiemi sono fatti in un certo modo ci saranno certe conseguenze, ma se io la penso diversamente rispetto al concetto di insieme a monte 'ste conseguenze non è detto che debbano esserci. I vincoli ci sono dopo, non prima, quando si cerca di rappresentare e formalizzare meglio un concetto che viene usato in certi contesti, qualcuno s'è fatto un'idea qualcun altro tutt'altra.
La misura della superficie ad esempio non è un qualcosa che è venuta fuori in automatico ed è possibile dimostrare che le definizioni matematiche usate adesso per appioppare un numero a questo concetto intuitivo debba essere condivisa.
Si ha un'idea intuitiva poi si cerca di formalizzarla, secondo me le idee intuitive che usiamo pure per comunicare in certi contesti potrebbero contenere divergenze se analizzate meglio. Secondo certe definizioni attuali molto diffuse di "misura della superficie" la superficie di un quadrato senza il margine (senza i punti del perimetro) è equivalente a quella di un quadrato con le stesse dimensioni con il margine (insomma con il perimetro), ma qualcuno ritiene questa cosa errata perché se manca qualcosa al primo quadrato rispetto al secondo, quando li si va a sovrapporre, è controintuitivo che il secondo abbia la stessa quantità di superficie.
Bisogna essere onesti, non è che con certi sistemi si misura direttamente la superficie di una figura piana e per tutti deve risultare evidente che sono congruenti con le idee intuitive di misura della superficie (più grande, più piccola) che possiedono. Ognuna delle persone, s'è data una definizione di che significa misurare la superficie e si è arrivati ad alcune che soddisfano molte persone ma non tutte. Che la si riconosca come "corretta" o meno quella che si è diffusa ora è una questione extramatematica. Si può anche osservare empiricamente che si è diffusa e non riconoscerla comunque.
Misurando in un certo modo la superficie di una figura, capita poi ed è una conseguenza logica, che una figura ha "la stessa superficie" di un'altra, ma questa non è una verità assoluta (nel senso che tutti devono riconoscere questo sistema di misura della superficie), è relativa al metodo usato per definire cosa si intende soggettivamente quando si parla di misura della superficie.
Se a questi livelli si capisce che è abbastanza arbitraria la cosa, figuriamoci quando si passa a voler stabilire empiricamente che una terapia produce benessere e un'altra no.
Non è che il concetto di misura della superficie esiste in natura e dobbiamo andare a vedere se la definizione formale calza con questo concetto assoluto (il mondo delle idee non credo che esista). Si hanno certe idee soggettive rispetto a cosa dovrebbe soddisfare questo concetto, che usano talvolta gli esseri umani, e se la definizione formale le soddisfa (quelle personali non quelle di tutti) si può esser contenti, che ne debba esistere una sola di definizione che accontenti tutte le idee intuitive di tutte le persone a monte però non è detto.
O mi si spiega quale dovrebbe essere il motivo più forte che dovrebbe farci essere tutti d'accordo, o è inutile invocare argomenti pressappoco vuoti come pragmatismo e ragionevolezza, la ragionevolezza tua ti fa sembrare evidente qualcosa, la mia no perciò si torna al punto di partenza.
E' importante perché rappresenta un errore logico ed argomentativo abbastanza evidente.Originalmente inviato da complicata







. I vincoli ci sono dopo, non prima, quando si cerca di rappresentare e formalizzare meglio un concetto che viene usato in certi contesti, qualcuno s'è fatto un'idea qualcun altro tutt'altra.
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