Leggo. E l'intervento di cinzia, che tanti hanno applaudito qui, mi sembra ovvio e scontato.
Mi chiedo se si reagisce ai contenuti, che per quanto apprezzabili mi paiono le fondamenta su cui si sono create tali dibattiti, o alla posizione di confermata professionalità comunicataci.
Quello che purtroppo ho constatato dalla mia minima esperienza formativa, e dalla mia nulla esperienza sul campo (se si esclude quella mia personale!) e che i professionisti tendono a liquidare gli spunti riflessivi dei giovani con interventi molto simili a quelli di cinzia.
Ci dichiariamo onnipotenti? Ci dichiariamo onniscenti?
O sosteniamo con veemenza ciò in cui crediamo? Non sono le età delle passioni le nostre? Ci è dato adito di esprimerci come meglio crediamo?
La teoria e i modelli sono madri degli interventi, e l'empatia e l'importanza data all'unicità, che qui è stata sempre ribadita sono la cornice entro la quale si colora la comunicazione terapeutica.
Ma il dibattito e il confronto in un gruppo virtuale, come in quello reale, è segno di vitalità e di creatività che gli interventi da parte di una veterana, che ha preteso di metterci nell'angolino con le solite accuse poco costruttive e per nulla edificanti, hanno smorzato.
Santiago







Rispondi citando