Originariamente postato da io mordo
Gianluca Mattioli? ti dice niente?
Originariamente postato da io mordo
Gianluca Mattioli? ti dice niente?
Ancora?!Originariamente postato da io mordo![]()
Originariamente postato da Sigismonda
Bello... molto bello questo discorso, ma dove porta?
E' veramente questo il modo di discutere di psicoanalisi? Si discute di questo facendo riferimento alla moda, alla scienza, alla filosofia?
Non sarebbe più adeguato affrontare le questioni per quello che sono nella pratica clinica, visto che della dissertazione teorica, oggi, nessuno sembra più interessarsene, come fosse vecchiume per filosofi?
Sono disposta a ripensare ed a riconsiderare i miei pensieri su tutto... a patto che mi si dia una lettura altrettanto convincente di quella freudiana, una lettura che spieghi il sintomo, il sogno, l'atto mancato, il lapsus ed il motto di spirito. Una teoria che spieghi il motivo per il quale il sessuale umano è essenzialmente perverso e polimorfo, una teoria che spieghi in termini metapsicologici il conflitto, le ambivalenze, i meccanismi di difesa. Una teoria che mi sappia convincere culturalmente e che mi possa aiutare clinicamente nella comprensione del paziente.
Questo non c'è... forse un giorno l'avremo ma ad oggi è ancora una pura illusione e, se volete la mia opinione, non sarà con l'utilizzo di macchine per medici e neanche con lo spostamento su un costrutto scientifico stile hard sciences che potremo ottenere le risposte che attendiamo.
scusa ma, in base a queste tue considerazioni, visto che il Mattioli offre una lettura dei fenomeni che hai elencato certamente più chiara e attuale di quella di Freud e che io trovo di grande aiuto nella comprensione delle persone... mi sembrava doveroso insistere
poi sono soprattutto daccordo con le prime righe del tuo post... a questo proposito credo che la stanza dei sogni sia un'ottimo spazio per la riflessione...
Almeno proponimi una critica seria alle sue idee... altrimenti quello che hai detto qua sopra non ha più molto significato...
Ciao ikaro,
mi fa molto piacere leggere le tue risposte e capisco la difficile posizione di chi deve sostenere posizioni umanistiche in un 'mare' di scienziati ai quali spesso mi sono aggiunto volenterosamente anche io. Sono sicuro anche che non ti sia possibile ignorare il significato psicodinamico di questo 'ritiro' nella scienza che ha assunto la nostra conversazione (intendendo quella di tutti). Di questo se ti va parleremo anche via pm.
Cito la tua lettera e certo di risponderti puntualmente:
la psicoanalisi ha il grande pregio di essere ampia e comprensiva: nessun'altra teoria della personalità è paragonabile alla psicoanalisi per la gamma di comportamenti considerati e le interpretazioni offerte. Mi riesce difficile, piuttosto, capire cosa intendi per psicoanalisi come "modo di vivere".
hai ragione, la psicoanalisi è una tradizione culturale vastissima ed è per questo motivo che spesso ho considerato riduttivo e lo considero ancora adesso rifarsi sempre ai soliti due, tre autori quando personalità eccezionali come Winnicott che pure scrive tra gli anni Sessanta e Settanta solo ora cominciano a venire scoperti e insegnati anche all'università. Fino a non molto tempo fa la psicoanalisi iniziava e finiva con Freud e la Klein (sempre molto meno studiata del Maestro, beninteso...) e in accordo con quanto dici trovo che questa sia una mancanza imperdonabile. Per psicoanalisi come modo di vivere mi riferisco a tutti quegli psicologi psicodinamici che passano il tempo leggendo opere di autori dai nomi altisonanti, difendendo la psicoanalisi dai 'cattivi' di turno senza aver mai affrontato un paziente o avendo soltanto affrontato casi preconfezionati: ricordiamo che la psicoanalisi è una pratica ed è il successo sul campo che ne decreta la validità e l'efficacia. Molti di questo psicofan della psicoanalisi si spezzano come grissini al primo paziente che non gli racconta sogni interpretabili... Sto parlando dello stuolo di sostenitori (studenti ma anche semplici appassionati o ex-pazienti) della psicoanalisi che non hanno le capacità e il talento per fare ciò che dicono che la psicoanalisi sappia fare, come riportare l'individuo al suo desiderio interno, fargli riaccedere ai contenuti inconsci o addirittura sostenerlo in un periodo di regressione e cionondimeno snocciolano interpretazioni a destra e a manca (o sono un po' più furbi e le pensano soltanto), quelli che presto o tardi saranno tentati dal malcostume delle diagnosi online e non sapranno resistervi perchè devono far vedere quanto sono bravi, anzi no quanto era bravo Freud... Per diventare come Freud e compagni bisogna avere 2 palle veramente quadrate e ho l'impressione che si dica molto di più di quanto si faccia...
è l'oggetto di studio a definire il metodo che utilizziamo, e non viceversa "da cui il bisogno che è sorto in noi, di porre il problema in altri termini, contrapponendo l'inconscio stesso alla scienza propriamente detta, ciò che ci permette di discernere meglio i rapporti fra il soggetto stesso della scienza e il soggetto della psiche, di sbarazzarci del mito di un soggetto "puro" che sembra ossessionare il percorso scientifico" (André Green, "Misconoscimento dell'inconscio").
E' vero che l'oggetto di studio precede il metodo ma il ragionamento di Green non ha senso. Mi sembra evidente che l'applicazione del metodo scientifico, leggi obiettivo, ai fenomeni puramente soggettivi istituisce un paradosso. Questo però è tutto meno che il pretesto per rifiutare l'implementazione di tali metodi in psicoanalisi: il motivo che spinge me e altri clinici con una cultura psicodinamica ad abbracciare metodi scientifici è quello che siamo abbastanza intelligenti e onesti da riconoscere che non sempre siamo in grado di usare i metodi soggettivi (che in teoria sono i migliori - non pensare che non sostenga a spada tratta l'analisi vs altre forme di terapia) e che soprattutto ogni persona ha dei limiti, sia come paziente che come terapeuta, nella sua capacità di ascoltare, accettare e comprendere l'altro. Questo porta come risultato che molto spesso l'analisi non funziona a dovere: se da una parte compiamo miracoli dall'altra otteniamo dei risultati decenti e infine spesso, bisogna ammetterlo come già fece ... , falliamo anche quando secondo i crismi freudiani o chi per lui sta andando tutto per il meglio. E questo vale anche per la formazione degli analisti: l'analista che dovrebbe essere il prototipo della persona ben analizzata spesso ha ancora dei nodi irrisolti che la sua terapia o forse nessuna terapia sono stati in grado di eliminare, risolvere o 'guarire'.
A fronte della fallibilità dei metodi basati esclusivamente su elementi soggettivi penso che sia stimolante incoraggiare almeno quella parte di ricerca che impiega metodi obiettivi per cercare di capire cosa è andato storto e come, se possibile, migliorare la formazione dei nuovi terapeuti per rispondere alle esigenze dei pazienti. Non ci vedo in questo nè un tentativo di eliminare gli elementi soggettivi nè un modo per sminuire il sapere psicoanalitico. Discorso a parte, ma sulla stessa linea vale per lo studio obiettivo della veridicità degli assunti metapsicologici che guidano il nostro lavoro teorico.
Non ho mai detto che la psicoanalisi sia migliore o peggiore di altre psicoterapie, dico solo che la psicoanalisi è "altro", in controtendenza, rispetto al mercato delle varie psicoterapie che tendono a perseguire un obiettivo di adattamento, a meno che tu non voglia negare che larga parte della psicoterapia sia moralistica, perfettamente funzionale al conformismo del "discorso del padrone" di cui parlava Lacan. La psicoanalisi, al contrario, mira a far sì che il soggetto arrivi a decifrare il testo inconscio del suo lamento, accettando che il suo sintomo è determinato a sua insaputa da un desiderio al di là dell'Io.
Dubito sinceramente che le altre psicoterapie siano moralistiche. L'unico intervento davvero moralistico nel senso che questo termine ha in psicologia clinica è il lavoro degli operatori sociali e di quelli del servizio civile che cercano di far sì che l'utente sia 'socialmente adattato' o che stia 'contento'. Ho appena assistito ad una riunione del personale e devo dire che ho visto più psicologia nei fondi di bottiglia che in quelle quattro mura. Un terapeuta comportamentale sarebbe passato per Freud in persona a confronto della superficialità degli interventi messi in atto da questo tipo di personale. Riserva la tua giustificata e comprensibile critica allo stuolo di psichiatri e di operatori sanitari che con la scusa di fare del 'bene' al paziente fanno tutt'altro: l'espressione di Lacan mi sembra più appropriata a questa ignominiosa ma esistente dimensione del trattamento delle malattie mentali. Spero che tu abbia modo in futuro di ripensare alle tue posizioni a proposito delle altre psicoterapie.
Il discorso su come rendere l'individuo davvero libero è complesso e io credo che la conoscenza dell'inconscio non ci liberi, ma ci renda solo più consapevoli del nostro disagio e del disagio del gruppo umano del quale facciamo parte. Personalmente credo che l'unico approccio realmente mirato alla promozione dell'indipendenza e dell'espressione globale dell'individuo sia l'approccio fenomenologico-esistenzialista. Non so se tu hai mai letto rogers o i testi di altri terapeuti ma sarei curioso di raccogliere la tua opinione.
Che cosa è efficace e cosa non lo è e per chi?! Io, per fortuna, non ho questo furor sanandi. E spero di riuscire a far tesoro dell'insegnamento di Freud di accogliere ogni paziente come se fosse il primo. Non compete allo psicoanalista volere qualcosa per il suo paziente, né desiderare al suo posto. Se vi è una qualche guarigione, dice Freud, è un di più.
Capisco quello che affermi ma non sono d'accordo: occhio perchè le persone verranno da te per guarire non per fare due chiacchiere (a meno che loro siano semplicemente viziati e tu semplicemente disonesto... ma ci sono troppi semplicemente per noi psicologi in questo quadro) e ci saranno pazienti che vorranno che tu sappia che cosa hanno e che li accolga come hai accolto altri pazienti con lo stesso problema... x questi pazienti sapere di essere sempre i primi non piacerà loro tanto... e ci saranno pazienti che vorranno guarire e non saranno disposti ad aspettare i tuoi.. se c'è guarigione bene sennò amen: l'importante è mettere la persona a confronto con l'inconscio.
Il mio furor sanandi come lo chiami tu, misinterpretandolo, è cmq preferibile alla tua ignavia sanandi.
Trovo queste posizioni obsolete e sinceramente di una disumanità davvero unica per un aspirante psicoterapeuta (perchè questo è ciò che immagino tu voglia fare).
Sei proprio sicuro che la psicoanalisi ha abbandonato "i sofismi relativi all'inconscio del paziente"? Mai sentito parlare di Jacques Lacan, psicoanalista francese e freudiano dalla testa ai piedi? E' morto nel 1981, mica "ai tempi di Freud" o nella preistoria...
Sono proprio sicuro, ikaro. Non è un caso se Lacan ha dovuto levare le tende dalla società psicoanalitica nel 1956 per fondare un istituto a sè stante. Lacan non è uno psicoanalista mainstrem ma un indipendente al pari di Jung, Adler o Reich. Questi autori non vengono considerati nella manualistica di psicologia dinamica; nel Lis, Zavattini, Stella (manuale di psicologia dinamica, il mulino) ad esempio Lacan compare solo in una citazione sulle psicosi (riguardo i suoi primi scritti sulle psicosi associate a comportamenti omicidi, se non ricordo male). Lo stesso dicasi di Jung, Adler o Reich. Per cui si ikaro sono sicuro.
Sì, stai a vedere che tra qualche lustro osserveremo 1 lapsus al microscopio... ;-)
Beh, io intanto un'occhiata la dò ;-) ... chissà che un po' di fortuna... ;-)))
Fabrizio
Non ho tempo per rispondere a tutto, ma prometto che ti leggerò con calma. Voglio precisare 1 cosa: solo in Italia Lacan è così poco considerato. Prova a farti un giro in Francia o in Spagna o in Sud America, e poi ne riparliamo. Ah, dimenticavo: lo Stella che citi (Silvio) è stato il mio primo grande maestro di psicoanalisi. Considerava Lacan uno dei pochi "veri" continuatori del pensiero freudiano e ha dedicato 1 vita intera sui testi di Melania Klein. Ed era 1 freudiano puro, i suoi studenti lo ricorderanno.Originariamente postato da Daidaidaidai
Sono proprio sicuro, ikaro. Non è un caso se Lacan ha dovuto levare le tende dalla società psicoanalitica nel 1956 per fondare un istituto a sè stante. Lacan non è uno psicoanalista mainstrem ma un indipendente al pari di Jung, Adler o Reich. Questi autori non vengono considerati nella manualistica di psicologia dinamica; nel Lis, Zavattini, Stella (manuale di psicologia dinamica, il mulino) ad esempio Lacan compare solo in una citazione sulle psicosi (riguardo i suoi primi scritti sulle psicosi associate a comportamenti omicidi, se non ricordo male). Lo stesso dicasi di Jung, Adler o Reich. Per cui si ikaro sono sicuro.
Saluti,
ikaro
Ultima modifica di ikaro78 : 21-12-2005 alle ore 16.53.24
Ciao sigismonda,
Bello... molto bello questo discorso, ma dove porta?
E' veramente questo il modo di discutere di psicoanalisi? Si discute di questo facendo riferimento alla moda, alla scienza, alla filosofia?
Non sarebbe più adeguato affrontare le questioni per quello che sono nella pratica clinica, visto che della dissertazione teorica, oggi, nessuno sembra più interessarsene, come fosse vecchiume per filosofi?
Sono d'accordo è giunto il momento di portare una serie di esempi clinici. Se hai interesse a proseguire in questa direzione sarò ben lieto di seguirti, in fondo la psicoanalisi non è filosofia ma teoria applicata alla psicoterapia; non è mera teoria perchè è in grado di produrre un cambiamento terapeutico e infine una guarigione laddove possibile. Ti seguo a ruota.
Sono disposta a ripensare ed a riconsiderare i miei pensieri su tutto... a patto che mi si dia una lettura altrettanto convincente di quella freudiana, una lettura che spieghi il sintomo, il sogno, l'atto mancato, il lapsus ed il motto di spirito. Una teoria che spieghi il motivo per il quale il sessuale umano è essenzialmente perverso e polimorfo, una teoria che spieghi in termini metapsicologici il conflitto, le ambivalenze, i meccanismi di difesa. Una teoria che mi sappia convincere culturalmente e che mi possa aiutare clinicamente nella comprensione del paziente. Questo non c'è...
Quante e quali altre teorie della terapia conosci (nel senso che hai letto e studiato il loro funzionamento su almeno un testo manualistico o fondamentale di questi orientamenti)? Esistono molti modi di comprendere il paziente e la metapsicologia freudiana è una di queste: anche all'interno della stessa psicoanalisi ci sono però molti altri approcci e non trascuriamo (anzi) quelli extra-analitici come la terapia della Gestalt, la transazionale, la sistemico-relazionale ecc fino alla PNL... Se hai letto solo Freud da quando sei nata mi sembra un po' poco per elaborare un giudizio critico...
Questo non c'è... forse un giorno l'avremo ma ad oggi è ancora una pura illusione e, se volete la mia opinione, non sarà con l'utilizzo di macchine per medici e neanche con lo spostamento su un costrutto scientifico stile hard sciences che potremo ottenere le risposte che attendiamo.
Lungi da me l'introduzione di modellistica matematica per spiegare la nevrosi di un paziente! Se ho dato questa impressione me ne scuso perchè non è assolutamente ciò che penso... riguardo alle macchine per medici ti stupirà sapere che molti tuoi colleghi le usano ma non sono medici nè ambiscono ad esserlo. La mia idea, ma anche quella di Corno-Lang (La diagnosi testologica) e ad es. di Rogers era quello di affiancare strumenti obiettivi che aiutassero
il clinico nel difficile compito organizzare e condurre una psicoterapia. Io penso che se ho dei dubbi sull'efficacia del mio trattamento mi piacerebbe avere degli strumenti che mi consentano di capire se, come e quanto il paziente è migliorato, tu no? Non saresti almeno curiosa?
A presto,![]()
Fabrizio
Ciao Daix4, cosa s'intende per sogno non interpretabile?
Io trovo che la stanza dei sogni sia un'ottima palestra ad esempio e provo spesso ad interpretare i sogni, perchè uno furbo non dovrebbe frequentare quella stanza? scusa ma non ci arrivo...e cionondimeno snocciolano interpretazioni a destra e a manca (o sono un po' più furbi e le pensano soltanto), quelli che presto o tardi saranno tentati dal malcostume delle diagnosi online e non sapranno resistervi perchè devono far vedere quanto sono bravi, anzi no quanto era bravo Freud...
è difficile pensare di conoscere qualcosa e ritenere di poter argomentare su temi complessi che non si sa neanche scrivere, non credi?Originariamente postato da Sigismonda
Pensavo fosse un refuso ed invece pare essere piuttosto un "diffuso". Si scrive inconscio e non incoscio... è difficile pensare di conoscere qualcosa e ritenere di poter argomentare su temi complessi che non si sa neanche scrivere, non credi?
Per Pedrita:
Sono totalmente d'accordo con te, in bocca al lupo!![]()
.....
E' addirittura impossibile dialogare con chi, come te, scambia un errore di battitura per qualcosa di sostanziale...
Rubens
"il dubbio è il tarlo del delirio"
Rubens
Originariamente postato da ikaro78
Non ho tempo per rispondere a tutto, ma prometto che ti leggerò con calma. Voglio precisare 1 cosa: solo in Italia Lacan è così poco considerato. Prova a farti un giro in Francia o in Spagna o in Sud America, e poi ne riparliamo. Ah, dimenticavo: lo Stella che citi (Silvio) è stato il mio primo grande maestro di psicoanalisi. Considerava Lacan uno dei pochi "veri" continuatori del pensiero freudiano e ha dedicato 1 vita intera sui testi di Melania Klein. Ed era 1 freudiano puro, i suoi studenti lo ricorderanno.
Ciao ikaro,
Attendo una risposta come sempre puntuale e intelligente. Intanto rispondo al tuo breve post.
Non so se a causa della sua prematura scomparsa (credo che Silvio Stella sia deceduto durante la stesura del manuale) ma sta difatto che il tuo commento rafforza la mia posizione: com'è possibile che un lacaniano così convinto, un estimatore così affezionato del pensiero di freud guardacaso NON metta Lacan tra gli autori del manuale (che per inciso ho sotto gli occhi)?
Il problema non è che Lacan sia o non sia considerato (per inciso: la mia professoressa di Psicologia dinamica, Gabriella Pediconi, è una lacaniana convinta e l'Istituto dell'Ecole parigina da lui fondata ha sedi in tutta europa): per quello che mi riguarda può essere famoso come Britney Spears ma, ripeto, NON E' uno psicoanalista mainstream e lo colloco ancora una volta tra gli autori indipendenti quali Jung, Adler o Reich. Poco tempo fa abbiamo salutato un grande della psicologia analitica in Italia, Carotenuto, ma per l'appunto la teoria di Jung non è psicoanalisi ma psicologia analitica e lo stesso dicasi della psicologia personale di Adler o delle vegetoterapia di Reich. Questo senza che nulla sia tolto all'autorevolezza o alla dignità scientifica però nessuno di questi autori è psicoanalitico. Quando diciamo la psicoanalisi è questo o la psicoanalisi è quest'altro io mi riferisco alla psicoanalisi che include psicoanalisti classici come moderni (per intenderci Abraham come Kohut) ma cmq rimasti sempre in seno al mondo psicoanalitico, e non persone che per motivi vari ne sono usciti e hanno fondato scuole indipendenti, coerentemente con l'approccio di molti manuali e del tanto - da te - disprezzato manuale di Gabbard. A causa di questo fraintendimento tu e altri cultori di psicoanalisi fate una gran confusione in testa a chi non conosce la complessità della situazione teorica della psicoanalisi come accaduto con korianor. Per cui, per trasparenza, quando fate un'affermazione di Lacan o di Matte Blanco dite che sono cose che ha detto Lacan o Matte Blanco e non LA PSICOANALISI DICE CHE, L'INCONSCIO E' ecc... chiariamo sempre delle teoria di chi stiamo parlando e teniamo presente il significato e gli autori che sono inclusi dal termine psicoanalisi (psicoanalisiti classici (Freud), psicologi dell'Io, teorici delle relazioni oggettuali, psicologi del Sè ed esponenti degli approcci post-moderni e intersoggettivi (Gabbard); oppure secondo la ripartizione a seguito delle controversial discussions chiariamo se stiamo parlando del gruppo B (anna freud) di quello A (Melanie Klein) o degli indipendenti (Fairbarn, Balint, Winnicott ecc...) + teorici dell'attaccamento (Bowlby, Ainsworth).
Credo che citare dei nomi ben precisi precisandone le coordinate teoriche e soprattutto l'appartenenza o meno al pensiero psicoanalitico che potremmo definire mainstream renderà la conversazione più chiara e agevole non tanto per gli addetti ai lavori ma a coloro che hanno la pazienza di leggere i nostri intensi post.
A presto,![]()
Fabrizio
Originariamente postato da ikaro78
Non ho tempo per rispondere a tutto, ma prometto che ti leggerò con calma. Voglio precisare 1 cosa: solo in Italia Lacan è così poco considerato. Prova a farti un giro in Francia o in Spagna o in Sud America, e poi ne riparliamo. Ah, dimenticavo: lo Stella che citi (Silvio) è stato il mio primo grande maestro di psicoanalisi. Considerava Lacan uno dei pochi "veri" continuatori del pensiero freudiano e ha dedicato 1 vita intera sui testi di Melania Klein. Ed era 1 freudiano puro, i suoi studenti lo ricorderanno.
Saluti,
ikaro
x io mordo,
un sogno non interpretabile secondo la teoria freudiana probabilmente non esiste e questo è stato uno dei punti da cui si muove la critica di Popper alla scientificità della psicoanalisi. L'interpretazione dei sogni poi, che io trovo sinceramente di gusto un po' retrò, è cmq diversa dal fare consulenza/diagnosi online. La prima è una libera scelta la seconda è un autentico abuso professionale oltre che un malcostume molto diffuso nei forum di psicologia aperti anche a non psicologi...
Il mio commento era riferito a quello. Il riferimento alle interpretazioni voleva dire che finchè rimane riferito a sogni e si esplicita che sono interpretazioni nel senso di 'mere' esercitazioni non ci sono controindicazioni; quando però si gioca a fare Freud (ed è quasi inevitabile in questi circoli) si mette in mostra tutta la stupidità di queste persone.
Spero di aver chiarito i tuoi dubbi,
Fabrizio
Io non uso la teoria freudiana ma quella mattiolianaOriginariamente postato da Daidaidaidai
x io mordo,
un sogno non interpretabile secondo la teoria freudiana probabilmente non esiste e questo è stato uno dei punti da cui si muove la critica di Popper alla scientificità della psicoanalisi.
(psicologia analitica per intenderci) ...infatti non ritengo che il sogno sia l'appagamento di un desiderio rimosso ma un segnale di pericolo nei confronti di un desiderio trucido rimosso...
...poiché le sue teorie si basano sui suoi studi sul cervello e non sulle leggi della termodinamica siamo su un'altro livello...
...come dire... azzi tuoi... io la ritengo decisamente importante invece... perchè ritengo che il sogno sia il sintomo per eccellenza... rispetto alla parte istintiva\psicotica della personalità... rispetto alla quale svolge un'azione terapeutica "naturale" interfacciandola, tramite un lavoro analogico, ad emozioni spiacevoli appunto (segnale di pericolo) che ne facilitano il riconoscimento automatico durante la veglia... grazie al sogno quindi il soggetto riesce a ricatalogare le componenti psicotiche di se come tali... non mi sembra un lavoro da poco...Originariamente postato da Daidaidaidai
L'interpretazione dei sogni poi, che io trovo sinceramente di gusto un po' retrò,
...se uno è stupido... come fa a nasconderlo? a quale scopo poi?Originariamente postato da Daidaidaidai
è cmq diversa dal fare consulenza/diagnosi online. La prima è una libera scelta la seconda è un autentico abuso professionale oltre che un malcostume molto diffuso nei forum di psicologia aperti anche a non psicologi...
Il mio commento era riferito a quello. Il riferimento alle interpretazioni voleva dire che finchè rimane riferito a sogni e si esplicita che sono interpretazioni nel senso di 'mere' esercitazioni non ci sono controindicazioni; quando però si gioca a fare Freud (ed è quasi inevitabile in questi circoli) si mette in mostra tutta la stupidità di queste persone.
ciao
Caro Fabrizio,
apprezzo lo sforzo con cui affronti le discussioni, ma posso assicurarti, nella maniera più assoluta, che su Lacan sei decisamente fuori strada. A differenza di Jung e Adler, per i quali giustamente come affermi non si può parlare propriamente di psicoanalisi, Lacan è in assoluto il più freudiano psicoanalista del '900, e lo dico senza paura di essere smentito. Non a caso la scuola da lui fondata si chiamò Ecole freudienne de Paris, quindi credimi il fraintendimento in questo caso è proprio tuo, se affermi che non è 1 autore psicoanalitico. Non a caso una Scuola di formazione in psicoanalisi ad orientamento freudiano in Italia si chiama "Istituto Freudiano". Ritornerò comunque su queste pagine, perchè ci sono dei punti interessanti che mi preme riprendere, rispetto allo scenario della psicoanalisi contemporanea e alla questione psicoterapia/psicoanalisi.
Saluti,
ikaro
P.S. A onor del vero Stella non era 1 psicoanalista lacaniano, anche se so per certo che apprezzava Lacan, ma non saprei dire perchè non lo inserì nel manuale di psicologia dinamica e non mi sento di azzardare ipotesi, che in ogni caso non potrebbero essere smentite.
P.S. Noto solo ora il lapsus. Intendevo dire Scuola ad orientamento lacaniano e mi è uscito fuori "freudiano", ma vi assicuro che non era intenzionale! Del resto, prima di morire lo stesso Lacan disse ai suoi allievi "moi, je suis freudien!" e molti analisti lacaniani sono soliti definirsi "freudiani dopo Lacan".
Saluti,
ikaro
Ultima modifica di ikaro78 : 21-12-2005 alle ore 23.59.27
Non te la prendere così. Sottolineavo quello che definisci un errore di battitura (che generalmente si fa una sola volta) poichè potrebbe essere considerato un lapsus di scrittura... come quello di Ikaro che scrive freudiano al posto di lacaniano.Originariamente postato da wrubens
è difficile pensare di conoscere qualcosa e ritenere di poter argomentare su temi complessi che non si sa neanche scrivere, non credi?
.....
E' addirittura impossibile dialogare con chi, come te, scambia un errore di battitura per qualcosa di sostanziale...
Rubens
P.S. Per Ikaro, mi meraviglio di te... quella fondata da Lacan non è la Ecole Freudienne de Paris, ma l'Ecole Freudienne de Psychanalyse (EFP) il chè, ovviamente, rinforza il tuo discorso sull'importanza e sul freudismo della teoria lacaniana (fino al discorso sulla tecnica).
Pensavo di averne sentite di tutti i colori ma (per io mordo) definirsi mattioliano mi pare veramente un delirio![]()