In tutta questa storia, a me dispiace soprattutto una cosa: lo sforzo fatto da tutti coloro che sono intervenuti (parlo di politici, magistrati, sacerdoti e commentatori vari, non delle persone che hanno detto la loro qui sul forum) di sottolineare come "manchi una legge adeguata per casi come questo".
Ora, di leggi, in questo benedetto paese, credo ne abbiamo fin sopra i capelli.
E credo anche che questioni come la vita e la morte non si prestino a facile generalizzazioni. L'etica, e le scelte etiche, è - per sua natura - il regno delle proposizioni indecidibili. Le leggi, invece - e giustamente - debbono essere generali, non si possono fare "ad personam", né contro Biagi, né a favore di Welby.
Possibile che tra tutti coloro che di questo uomo parlano e scrivono, nessuo, ma proprio nessuno, si chieda che bisogno abbiamo di una legge in materia? Nessuno si chieda perché un essere umano non possa decidere di se stesso (eppure l'habeas corpus, cioè il diritto a decidere del proprio corpo, è alla base del concetto di diritto proprio dell'occidente) e abbia bisogno di una legge per poterlo fare?
Continuiamo pure a delegare ad altri la responsabilità delle scelte. Magari ci sentiremo meglio, ma non mi pare un grande passo in avanti.
Buona vita
Guglielmo







solo che io arrivo in ritardo

comunque, secondo me però qui si parla di un'etica che va al di là del vangelo. ok il diritto alla vita. ma quando la tua vita è legata ad un mondo artificiale, non credo sia più vita. ecco. 