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Discussione: Morti sul lavoro

  1. #121
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Da: Sei operai morti nel catanese Pulivano una vasca di un depuratoreCorriere della Sera

    é successo a Mineo, a 35 km da Catania
    Sei operai morti nel catanese
    Pulivano una vasca di un depuratore
    Lo si apprende da carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto
    NOTIZIE CORRELATE
    Tragedia di Molfetta, cinque indagati
    Incidente sul lavoro a Molfetta
    Il rogo alla ThyssenKrupp

    CATANIA - Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca del depuratore consortile del paesino etneo. Secondo quanto si apprende dai carabinieri e dai vigili del fuoco che operano sul posto, i sei operai sarebbero stati uccisi dalle esalazioni sprigionate dalla vasca, probabilmente satura di sostanze tossiche. Quattro delle vittime erano dipendenti comunali, due di un'azienda privata. Sul posto si sta recando il magistrato.

    IMPIEGATI SCONVOLTI - Nel comune di Mineo gli impiegati sono sconvolti. Al telefono una donna tra le lacrime dice: «Tra i morti vi sono quattro nostri colleghi. Il sindaco appena appresa la notizia è andato al depuratore dov'è avvenuta la tragedia». Mineo, 5700 abitanti, si trova nell'entroterra catanese, a 59 km dal capoluogo, tra Caltagirone e Palagonia. È un paese di tradizioni agricole, vi sono molti produttori di olive, con un centro storico medievale. A Mineo nacque lo scrittore Luigi Capuana, uno dei padri del «verismo».

    IL PREMIER - Silvio Berlusconi ha affermato di aver cercato il ministro Welfare Sacconi «per chiedergli di recarsi sul posto e verificare la dinamica dell'incidente». «Alle famiglie - ha detto il presidente del Consiglio - va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo».

    SCHIFANI - Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha informato l'Assemblea di Palazzo Madama della morte dei sei operai. Dopo aver espresso il cordoglio del Senato, il Presidente ha invitato l'intera Assemblea ad un minuto di silenzio.


    11 giugno 2008
    Morti bianche, tragedia in Sicilia Sei operai morti in una vasca - cronaca - Repubblica.it

    CRONACA MobileInviaStampaMorti bianche, tragedia in Sicilia
    Sei operai morti in una vasca

    CATANIA - Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende da carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto. Secondo le prime informazioni, quattro erano dipendenti comunali e gli altri due di un azienda privata. Sarebbero morti per inalazione di sostanze tossiche.

    Solo tre mesi fa la tragedia di Molfetta, quando cinque operai morirono intossicati dentro una cisterna.

    Berlusconi, subito informato, ha detto di aver cercato il ministro del Lavoro "per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente". "Alle famiglie - continua il premier - va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo".

    (11 giugno 2008)
    l'Unità.it - Morti sul lavoro in discarica sei operai siciliani a Mineo - Interni

    Morti sul lavoro in discarica sei operai siciliani a Mineo
    Caduti in una vasca di liquami



    Maurizio SacconiLavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania. Un lavoro duro, sporco, pericoloso: stavano pulendo una vasca del depuratore. Sono non si sa come caduti nella vasca e per loro non c'è stato nulla da fare. Ai colleghi non è rimasto che dare l'allarme.
    Subito sul posto sono accorsi Vigili del Fuoco, polizia e carabinieri. L'impianto è stato posto sotto sequestro.

    Ancora non era stata accertata l'dentità dei morti e neanche una prima ricostruzione dell'accaduto quando il premier Silvio Berlusconi è intervenuto sull'incidente di Mineo, lanciando tramite le agenzie una sua dichiarazione. Questa: «Ho cercato il ministro del lavoro per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente». «Alle famiglie- continua Berlusconi- va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo».

    Intanto in Senato il Presidente dell'aula Renato Schifani, ha informato i senatori della morte di sei operai in segno di cordoglio ha invitato l'intera assemblea ad un minuto di silenzio.

    Cordoglio, aiuto alle famiglie, tutti interventi che appaiono dovuti in casi del genere. Ma se accompagnati ad atti concreti da parte dei governanti.


    Pubblicato il: 11.06.08
    Modificato il: 11.06.08 alle ore 17.22
    Sicilia, sei operai muoiono mentre puliscono una vasca - Il Sole 24 ORE
    Sicilia, sei operai muoiono mentre puliscono una vasca

    Sei operai sono morti a Mineo (Catania) mentre stavano pulendo una vasca in una discarica. La morte dei sei operai sembra sia stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche. Secondo quanto si apprende dai carabinieri e dai vigili del fuoco che operano sul posto, sarebbero state fatali le esalazioni sprigionate dalla vasca del depuratore consortile di Mineo, probabilmente satura di sostanze tossiche. I sei, infatti, erano in una vasca quasi vuota. Quattro erano dipendenti comunali e gli altri due di un'azienda privata.
    Immediata la reazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Ho cercato il ministro del lavoro per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente»
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #122
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    La Sicilia triste protagonista negli ultimi giorni....

    Termini Imerese, muore sul lavoro
    Lavorava nella centrale dell'Enel

    PALERMO - Un operaio di 44 anni è caduto da un'impalcatura morendo sul colpo. E' accaduto intorno alle 9 nella centrale teromoelettrica di Termini Imerese, nel palermitano. Domenico Cagnina, originario di Trabia, è precipitato da un'altezza di circa tre metri battendo violentemente il capo. La vittima era dipendente della ditta Marini che aveva in appalto dall'Enel alcuni lavori nella centrale. Quando è successo l'incidente l'operaio stava eseguendo dei manutenzione ai supporti meccanici insieme al figlio e ad altri colleghi. A terra è stato trovato un casco, ma non è certo che la vittima lo indossasse al momento della caduta.

    Oggi, in tutta la Sicilia è una giornata di lutto per ricordare le morti bianche e la tragedia nel depuratore comunale di Mineo. Le autopsie sulle sei persone morte nell'incidente di mercoledì sono appena iniziate; i primi risultati arriveranno forse domani. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un sit-in con veglia di preghiera a Catania

  3. #123
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    altre vittime, due stranieri...ecco cosa vengono a fare alcuni "puzzoni" in Italia....
    Messaggi e fiori davanti all'ingresso del depuratore a Mineo
    PALERMO - Ancora una giornata di lutto nel mondo del lavoro. Le vittime oggi sono state tre: due carpentieri precipitati insieme all'impalcatura alta venti metri a Settimo Milanese e un altro operaio vittima anche lui di una caduta a Termini Imerese.

    Un terzo operaio in coma. Il bilancio dell'incidente sul lavoro alle porte di Milano, potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. Un terzo operaio, 38 anni, straniero come le altre due vittime, è in coma. Ferito in maniera non grave un quarto operaio. L'incidente è avvenuto intorno alle 11 nella frazione di Vighignolo. L'impalcatura di uno stabile in costruzione è crollata trascinando a terra i tre operai. Due di loro sono morti sul colpo; il terzo, ferito gravemente, è stato ricoverato all'Humanitas di Rozzano

  4. #124
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Altra vittima, altro "straniero". Ma mi tocca leggere "L'Unità" per saperlo. Gli altri sono troppo occupati a decantare le lodi dell'Unto del Signore.

    l'Unità.it - Civitavecchia, operaio muore in un cantiere Enel - Cronaca

    Civitavecchia, operaio muore in un cantiere Enel


    A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un'altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo.
    Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l'ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all'Organismo di vigilanza per la sicurezza.

    I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell'incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero - proseguono i sindacati - prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un'assemblea sindacale».

    L'Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità.


    Pubblicato il: 24.06.08
    Modificato il: 24.06.08 alle ore 19.17

  5. #125
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    LAVORO
    Strage senza fine: ieri due vittime
    Nuova morte all'Enel. Sacconi: Testo unico da cambiare


    Sono stati due i caduti sul lavoro nella giornata di ieri, uno a Civitavecchia (Roma) e l'altro in provincia di Bolzano. Tre operai sono invece rimasti gravemente feriti in tre diversi episodi, nelle provincie di Roma, Viterbo e Bari.
    Nel cantiere della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, è rimasto ucciso un operaio, Ivan Ciffary, ventiquattrenne slovacco. L'uomo, sarebbe caduto da un'altezza superiore ai 15 metri, morendo sul colpo. Secondo quanto affermato dal presidente della commissione trasporti della Regione Lazio, Enrico Luciani, l'incidente sarebbe da imputare «alla velocizzazione dei lavori dell'impianto dove c'è una sovrapposizione di cantieri che rende meno sicuro il lavoro». L'Enel ha avviato immediatamente un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. A quanto pare, il ragazzo era imbragato. Otto ore di sciopero sono state indette per oggi, nel cantiere Enel. Un operatore della manutenzione stradale è invece morto in provincia di Bolzano, travolto da un albero che stava segando. A Roma Sud, un operaio Acea di 45 anni ha perso la gamba, dopo esser rimasto schiacciato da un rullo compressore, durante dei lavori sulle tubature. Un carpentiere è attualmente ricoverato in prognosi riservata, dopo esser rimasto ferito mentre scaricava materiale edile in provincia di Bari. A Viterbo, un edile romeno è grave, dopo la caduta da un ponteggio.
    Il ministro del Welfare Sacconi continua a parlare di «sottovalutazione del rischio» in merito alla tragedia di Mineo, dove morirono in sei in una vasca di depurazione, e annuncia cambi nelle norme. Approvata invece all'unanimità, al Senato, una commissione di inchiesta sugli «infortuni» sul lavoro.

  6. #126
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Incendio in una ditta di smaltimento di rifiuti speciali, a fuoco plastiche e pneumatici
    Dall'incidente si sprigiona una nube di fumo, non è ancora chiara la tossicità
    Grosseto, operaio muore sul lavoro
    Grave un altro lavoratore ustionato
    L'assessore: "Solidarietà alle vittime, ma vogliamo chiarezza sulle responsabilità"

    Grosseto, operaio muore sul lavoro Grave un altro lavoratore ustionato
    SCARLINO (GROSSETO) - Un operaio romeno di 47 anni, sposato e con un figlio, è morto investito dalle lamiere in fiamme in un incidente sul lavoro nei pressi di Grosseto. Il cadavere è stato trovato all'interno del capannone della Agrideco di Scarlino, una ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti speciali, che aveva preso fuoco poco prima delle 14. Il corpo senza vita è stato trovato dai pompieri. Un secondo lavoratore coinvolto nell'incidente, un livornese di 60 anni residente a Suvereto, è ricoverato in gravissime condizioni al centro ustionati dell'ospedale Santa Chiara di Pisa.

    Secondo le prime ricostruzioni, alcuni operai stavano lavorando dentro un capannone quando all'improvviso è divampato un incendio, alimentato da plastiche e pneumatici presenti tra i rifiuti, che ha innescato a sua volta l'esplosione delle bombolette spray vuote presenti nell'immondizia. Dalle fiamme, si è sprigionata una densa nube di fumo. I tecnici dell'Arpat, l'Agenzia regionale per l'ambiente, stanno cercando di valutare la tossicità delle emissioni.

    "Davanti ad una simile tragedia - ha commentato l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - il nostro primo pensiero va alle vittime, ai feriti, all'operaio defunto. A loro e alle loro famiglie va tutta la nostra solidarietà. Poi però sale l'indignazione per questo nuovo incidente sul lavoro. E vogliamo chiarezza, sulle dinamiche e sulle responsabilità che gli inquirenti accerteranno".

    (26 giugno 2008)

  7. #127
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Da "L'Unità", di oggi, 28 giugno 2008

    Incidenti sul lavoro: si ribalta il trattore, muore agricoltore a Terni

    crollo di una palazzina ad Amelia, foto lapresse
    ingresso della palazzina crollata ad Amelia
    Un agricoltore quarantenne è morto sabato travolto dal suo trattore a Lugnano in Teverina, in provincia di Terni. L'uomo era impegnato in alcuni lavori in un oliveto. Secondo le prime informazioni, sembra che l'agricoltore era andato a prendere il rimorchio in un appezzamento di terreno confinante, quando per cause in corso d'accertamento, il trattore si è ribaltato e il conducente è rimasto schiacciato.

    L'allarme è stato dato subito da alcune persone che avevano assistito alla scena e hanno avvertito i carabinieri di Amelia e i vigili del fuoco di Orvieto.

    E forse stavano facendo dei lavori, non si sa se autorizzati, o una ispezione preventiva, i due uomini travolti dal crollo del tetto e dei solai di una vecchia casa ad Amelia, sempre in Umbria. Uno dei due è morto e si tratta del proprietario di uno degli appartamenti che si trovano nella palazzina la vittima del crollo: Gastone Chieruzzi, 61 anni. L'altro uomo travolto dalle macerie è rimasto invece solo ferito in maniera non grave. Al momento del crollo gli altri appartamenti erano vuoti.Il cedimento non ha interessato il tetto dello stabile come si era appreso inizialmente. A precipitare - hanno accertato i vigili del fuoco - sono stati invece i solai di due piani con le macerie finite negli scantinati. Gli accertamenti puntano ora a chiarire da quale struttura sia partito il crollo e le cause. Il corpo di Chieruzzi è stato recuperato dai vigili del fuoco sotto a un metro di macerie al termine di due ore di scavo fatto a mani nude.

  8. #128
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Da "Il Corriere della Sera" di oggi 29 giugno 2008

    l'uomo, Misljimi Memetali , era di origine macedone e aveva 40 anni
    Cade mensola d'acciaio, muore operaio
    L'incidente è accaduto nei pressi del centro industriale de L'Aquila

    PIZZOLI (L'AQUILA) - Un operaio macedone quarantenne Misljimi Memetali è morto nell'Aquilano travolto da una mensola di acciaio di 250 chili sganciatasi da una gru. L'incidente è accaduto mentre stava stava lavorando al di sotto di un ponte stradale nei pressi del centro commerciale «Globo», nel nucleo industriale dell'Aquila.. Secondo le prime ricostruzioni, l'operaio stava lavorando su una piattaforma al di sotto del ponte stradale, quando la mensola si è sganciata precipitandogli addosso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia aquilana, i vigili del Fuoco e il personale del 118. Giunto all'Ospedale San Salvatore già in coma profondo per le lesioni cerebrali, toraciche e addominali riportate, l'uomo è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, dov'è deceduto nel primo pomeriggio. Sul caso stanno indagando l'ufficio Prevenzione degli infortuni sul lavoro della Asl e la Procura della Repubblica, che ha aperto un inchiesta per verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e le responsabilità dell'incidente.

  9. #129
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    Riferimento: Morti sul lavoro


  10. #130
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Da "L'Unità" di oggi 30 giugno 2008

    Lavoro, Cesena e Como, due morti nella notte


    Tragica domenica notte sul lavoro. Due operai sono morti, a Cesena e a Bellagio, in provincia di Como. Il primo incidente si è verificato attorno alle 22 di domenica, quando allo stabilimento avicolo della Amadori, a Cesena appunto, un elettricista è morto folgorato mentre riparava un macchinario. L’uomo si chiamava Stefano Barchi ed aveva 34 anni: lavorava per una ditta che ha in appalto alcuni lavori di manutenzione per la Amadori. Secondo i primi accertamenti, l'uomo aveva il capo bagnato, anche a causa dell'umidità, e avvicinandosi al trasformatore ha fatto da conduttore al campo magnetico che si era formato.

    Lo stabilimento lunedì non ha riaperto e mercoledì i colleghi di Barchi sciopereranno per due ore: «Ancora una volta si muore per un diritto come il lavoro – ha dichiarato il segretario nazionale della Flai-Cgil, Antonio Mattioli – In questo paese c'è ancora chi pensa ad introdurre norme meno vincolanti per le imprese e considera il testo unico sulla sicurezza un orpello oneroso per le imprese».

    L’altra vittima di domenica notte, invece, si chiamava Sestilio Di Pietro ed era socio di un’azienda pirotecnica di Ascoli Piceno. Ma lo spettacolo di luci che avrebbe dovuto illuminare il lago di Como, si è trasformato in tragedia. Di Pietro con due suoi dipendenti era andato a controllare una zattera da cui sarebbero dovuti partire i fuochi, ma il maltempo lo ha fatto finire in acqua e lo ha ucciso schiacciato tra la zattera ed un muro.
    Buona vita

    Guglielmo

  11. #131
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Morti bianche, non finisce mai
    Altra vittima all'Ilva di Taranto
    Un operaio schiacciato da un carico


    Ancora una vittima nella guerra infinita dei morti sul lavoro. E di nuovo all’Ilva di Taranto. Stavolta è accaduto a un operaio di una azienda appaltatrice che è morto nel primo pomeriggio nello stabilimento siderurgico di Taranto, presso il reparto di «acciaieria 1», schiacciato da un carico sospeso.

    L'operaio si chiamava Antonio Avagni, di 45 anni, di Casoria (Na), ed era dipendente di una ditta subappaltrice di Casoria, era alla guida di un automezzo per la movimentazione, su un piazzale dell'Acciaieria 1, quando è stato schiacciato dal «bozzello», improvvisamente sganciatosi da un braccio meccanico. L'operaio, immediatamente soccorso dai compagni di lavoro, è morto sul colpo. Sull'infortunio sono state avviate due inchieste.

    Già ad aprile scorso si era verificato un incidente costato la vita a Gjoni Arjan, di 47 anni, di nazionalità albanese, che lavorava per una ditta in appalto per l’Ilva. L’uomo aveva riportato gravissimi traumi al torace e alle gambe per la caduta da una passerella a 15 metri da terra, mentre stava lavorando all’assemblaggio di strutture metalliche. In quell’occasione, i lavoratori dell’appalto-Ilva del primo turno di lavoro del giorno successivo, avevano bloccato i cancelli delle portinerie-imprese dello stabilimento per richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza.

    Chiavari, cade dalle scale e muore una dipendente di una ditta di pulizie


    Martedì, sul lavoro, muore anche una donna. Si chiamava Mariarosa Garibaldi e aveva 52 anni: e' morta dopo essere precipitata nella tromba delle scale al quarto piano di un palazzo di via Orsi, a Chiavari.

    La donna era dipendente di una cooperativa di pulizie. Sulle cause dell'incidente, che sono ancora in fase di accertamento, stanno indagando i carabinieri.

    Precipita elicottero militare a Taranto
    Il velivolo è caduto nelle campagne tra Grottaglie e Martina Franca: un morto e due feriti

    TARANTO - E' morto uno dei tre componenti dell'equipaggio che si trovava a bordo dell'elicottero della Marina Militare costretto a effettuare un atterraggio di emergenza nelle campagne tra Grottaglie e Martina Franca, in provincia di Taranto, dopo un'avaria in volo. A bordo c'erano anche i due piloti. Il velivolo, un Ab212, era in volo d'addestramento. L'incidente è avvenuto in località Calzerosse nelle vicinanze di Taranto. I tre membri dell' equipaggio sono stati trasferiti in ospedale: i due piloti , feriti lievemente, sono stati trasportati all'ospedale di Martina Franca e poi dimessi, mentre lo "specialista" era stato trasferito in ospedale a Taranto, dove è poi deceduto. Oltre ai soccorritori sul luogo dell'incidente a circa dieci chilometri da Grottaglie, si sono recati anche i vigili urbani e il sindaco del paese.

    Buona vita

    Guglielmo

  12. #132
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Da "Il Manifesto" di ieri, 1 luglio 2008

    COMMENTO
    C'è padrone e padrone Anche nel crimine ci vuole professionalità
    Loris Campetti


    Di fronte alla morte sul lavoro dei propri dipendenti, gli imprenditori si sono sempre difesi con le stesse parole: tragica fatalità, errore umano. Dopo decenni di battaglie politiche, sindacali, giudiziarie, dopo il lavoro straordinario della medicina del lavoro per conquistare il «rischio zero», ancora non è diventato senso comune il fatto che l'errore è insito nella natura umana, ma non le sue conseguenze. L'operaio dev'essere messo in condizione di non compiere errori che possano compromettere la sicurezza sua e dei suoi compagni di lavoro. Ci sono leggi e sistemi di prevenzione atti allo scopo, ma siccome costano in tempo e in danaro vengono elusi, per non rallentare il flusso della produzione e dei profitti. Se un operaio lascia la mano sotto una pressa è possibile che ciò sia avvenuto per una distrazione, magari alla decima o dodicesima ora di lavoro. Quel che non è tollerabile è che la pressa non si sia automaticamente bloccata prima che quella mano venisse amputata. Così sono stati inventati i due pulsanti che prevedono l'impiego di entrambe le mani del lavoratore perché la macchina possa avviarsi.
    Ammesso e non concesso che all'Umbria olii, dove due anni fa sono stati uccisi quattro operai, a far esplodere l'impianto sia stata la scintilla prodotta da una fiamma ossidrica, come si fa a non prendere atto che l'impianto era saturo di gas, e non certo per colpa degli operai che hanno perso la vita? Ma in questo caso, raccontato ieri da Repubblica, l'amministratore delegato della società, Giorgio Del Papa, va oltre la denuncia dell'«errore umano»: pretende un risarcimento milionario dai parenti delle vittime e dall'unico lavoratore sopravvissuto alla strage, colpevoli di aver utilizzato un saldatore nel collegare con una passerella due silos saturi di gas esplosivo. Così, la Umbria olii chiede 35 milioni per il danno subito. Il danno riguarda l'impianto, se quattro operai sono morti carbonizzati e uno è rimasto ferito, peggio per loro e adesso chi può - il sopravvissuto - paghi, per chi non può se ne incarichino mogli, figli e genitori. C'è un salto di paradigma odioso in questa pretesa, e non basta certo a giustificarla l'eventuale, cinico tentativo della proprietà di mettere le mani avanti per evitare di risarcire almeno economicamente i congiunti degli operai uccisi sul lavoro dalla sua incuria e dalla sua cupidigia.
    I padroni tedeschi sono più razionali di quelli italiani. Così la ThyssenKrupp, che oggi dovrà difendersi in tribunale dall'accusa di aver provocato la morte di sette suoi operai, ha evitato di chiedere i danni alle famiglie delle vittime limitandosi a risarcirle, purché non si costituissero parte civile al processo. Anche nel crimine ci vuole professionalità.

  13. #133
    Maury1984
    Ospite non registrato

    Riferimento: Morti sul lavoro

    Quella delle morti bianche è una vera e propria piaga. Ho fatto l'operaio per 1 anno e quindi provo empatia per questi poveretti. Sono tante le cause di queste tragedie, dal lavoro nero alle delocalizzazioni. Forse se i sindacati facessero il loro lavoro invece di difendere sempre chi è gia difeso troppo bene, ce ne sarebbero di meno.

  14. #134
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Era salito sul terrazzo di un edificio per montare un condizionatore
    Operaio minorenne precipita
    da 15 metri e muore nel napoletano
    Gli investigatori stanno accertando la posizione lavorativa del 17enne

    NAPOLI - Avrebbe compiuto 18 anni il prossimo ottobre il giovane operaio morto al corso Umberto di Casalnuovo di Napoli. Raffaele C., residente nel quartiere di Secondigliano, a Napoli, è precipitato da un'altezza di circa quindici metri. Secondo quanto accertato dai carabinieri il giovane operaio è salito sul terrazzo di un edificio per montare un condizionatore per un appartamento attiguo.

    L'IPOTESI - Sembra che all'improvviso abbia perso l'equilibrio, precipitando al suolo. Per Raffaele C. non c'è stato nulla da fare. Sul posto c'era anche il titolare della ditta che ha fornito il condizionatore e un elettricista. Ora gli investigatori stanno accertando la posizione lavorativa del minorenne morto. Al momento è però emerso dagli accertamento condotti dai carabinieri della locale tenenza che non erano state adottate tutte le prescritte misure antinfortunistiche.

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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Lavoro, operaio di 70 anni muore nel bresciano


    Un muratore di 70 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto giovedì 17 luglio in un cantiere edile a Roncadelle, in provincia di Brescia. L'uomo, secondo una prima ricostruzione, è caduto da un'altezza di circa due metri ed è morto dopo aver battuto il capo. Della ricostruzione della vicenda si stanno occupando i carabinieri della stazione di Roncadelle e i funzionari della Asl. Sono inoltre intervenuti nel cantiere, che si trova in via Mandolossa, i sanitari del 118. La vittima, secondo i primi accertamenti, era residente in provincia di Brescia.

    Un altro operaio di 37 anni è rimasto gravemente ferito a San Benedetto del Tronto, a causa dell'improvvisa esplosione di una caldaia dell'ospedale civile 'Madonna del Soccorso'. L'uomo, F.B, originario di Roma, è stato investito in pieno da un tubo ed ha riportato ustioni di primo e secondo grado. Subito soccorso, l'operaio è in cura presso lo stesso Ospedale di San Benedetto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli ispettori dell'Azienda sanitaria regionale. Al momento sembra che nessun'altra persona sia rimasta coinvolta nell'esplosione della caldaia, che si trovava esattemente nel 'Blocco operatorio' del nosocomio.

    A Empoli invece un operaio di 56 anni, A.V. è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale a causa di un incidente sul lavoro avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì a Spicchio, nel comune di Vinci. L'uomo è stato colpito alla testa dalla tavola di un ponteggio, in fase di allestimento, caduta dal quinto piano di un'abitazione in ristrutturazione. L'uomo è stato ricoverato per fratture al cranio e per una sublussazione alla caviglia. Non sarebbe in pericolo di vita.

    Il direttore del dipartimento della prevenzione dell'azienda sanitaria empolese Mauro Valiani afferma che «quanto accaduto ci spinge a richiamare nuovamente l'attenzione sulla necessità di un maggiore impegno nell'organizzazione della sicurezza. Invitiamo le imprese, anche quelle piccole, a riflettere sulle scelte che si fanno quotidianamente, confidando in una bassa probabilità di accadimento di infortuni. Occorre che imprese e lavoratori intervengano per adeguare le condizioni di lavoro. Noi stiamo incrementando i controlli: da 180 cantieri controllati nel 2007 siamo passati a 260 nel 2008».
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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