Ragazzi, se non la finite di parlare dell'area 51 chiamo mio cugino...che conosce una mossa segreta che se ve la da dopo 3 giorni morite...
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Ragazzi, se non la finite di parlare dell'area 51 chiamo mio cugino...che conosce una mossa segreta che se ve la da dopo 3 giorni morite...
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se volete saperne di + contattatemi su WinMX!!!
ieri mi son scaricato l'autopsia completa sull'alieno di Roswell![]()
Perchè - proprio come nei film - tutte le cose più incredibili accadono solo negli Stati Uniti?![]()
Non posso risponderti Laura...
E' un segreto militare![]()
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Non perdiamo la calma altrimenti avrebbe vinto la macchina!
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a dire la verità, beh ecco, non so se posso dirvelo.....
si pensa che negli Stati Uniti ci fosse una civiltà superiore forse alla nostra, forse gli alieni ci tornano ogni tanto per visitare le rovine di quella civiltà, così come noi andiamo a Pompei loro se ne vanno in America![]()
Per me è solo che gli americani sono più boccaloni![]()
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mmmmm... preferirei pensare che fossero gli egizi... il popolo che veniva dallo spazio... sinceramente...
O prima o poi dovrò sentire che quella era una piccola zona di villeggiatura aliena....?
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Speriamo che gli "alieni" non stiano quia leggere quello che scrivo....
Originariamente postato da Ember
Per me è solo che gli americani sono più boccaloni![]()
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ecco.. appunto...
Sarà così o ha ragione haru... e si son fatti più furbi?
Fanno di ogni cosa una grande pubblicità...
Beh triste pensare che gli Americani sarebbero la "civilta' superiore" qui dentrostiamo alla frutta anzi al conto
cmq tornando in tema..
ho trovato altre info sull'area 51...
Mary anche parlava gia' di Lazar...
Robert "Bob" Lazar è uno scienziato che ha lavorato alla base Nellis con un contratto di cinque mesi, a partire dal dicembre 1988. Nella sua prima esplosiva dichiarazione in TV, che risale al maggio 1989, Lazar ha affermato che il governo degli Stati Uniti era impegnato nello studio di nove dischi volanti con l'obiettivo di scoprire possibili applicazioni della tecnologia aliena. Nell'intervista erano stati adottati alcuni accorgimenti per tutelare la sicurezza del testimone, più volte minacciato di morte: aveva un nome di copertura (Dennis), il viso era in ombra e la voce veniva distorta elettronicamente. Le precauzioni non servirono a molto: Lazar ricevette altre minacce e la sua auto fu colpita da una pallottola. Nel mese di novembre, Lazar decise di uscire allo scoperto e parlò di "S4", una località supersegreta presso il lago Papoose, dove sarebbero custoditi velivoli extraterrestri. Rivelò poi di aver fatto parte dello staff di 22 tecnici incaricati di scoprire il sistema di propulsione dei dischi volanti.
DENTRO S4
Stando alle dichiarazioni di Lazar, S4 è un complesso sotterraneo che occupa in tutta la sua lunghezza un'intera catena montuosa. All'inizio egli pensava di dover lavorare su materiali e congegni molto avanzati ma di fabbricazione convenzionale. Tuttavia, dopo essere entrato in uno dei dischi volanti, si rese conto che si trattava di oggetti che per forma e dimensioni dovevano provenire da un mondo diverso dal nostro. "Mancava qualsiasi segno di giuntura o di fusione, non c'erano bulloni né chiodi - spiegò Lazar - oggetti e strutture erano arrotondati e senza spigoli… come se fossero stati modellati nella cera, dopo essere stati fusi e poi raffreddati". I dischi avevano aperture a forma di oblò e sedili ad appena 30 cm dal pavimento. Il propellente era costituito da un oggetto poco più grande di una palla da tennis, dal quale si irradiava un campo antigravitazionale che attraversava una cavità a forma di colonna lunga quanto il velivolo. A confermare i sospetti di Lazar fu la documentazione informativa distribuita ai tecnici, che conteneva una sorprendente quantità di dati sugli UFO e persino foto di autopsie di piccoli esseri grigi con grosse teste calve provenienti da Zeta Reticuli. Si citava anche un incidente con extraterrestri risalente al 1979, nel quale avrebbero perso la vita alcuni sorveglianti e scienziati della base. Tutto ciò convinse Lazar che quei velivoli erano stati "realizzati da un'intelligenza aliena, con materiali alieni".
Per la verità, egli non affermò in modo categorico di aver visto degli extraterrestri dentro S4, ma disse di aver notato qualcosa di strano: passando davanti a una stanza, avrebbe visto due uomini in grembiule bianco "i quali, rivolti verso il basso, parlavano a qualcosa o a qualcuno di dimensioni piuttosto piccole e con lunghe braccia". Precisò a questo proposito: "Ho dato solo un'occhiata e non ho proprio idea di che cosa si trattasse".
FATTI E FANTASIA A CONFRONTO
Sono affermazioni incredibili, che ripropongono un classico dilemma dell'ufologia: è Lazar che trae spunto dai luoghi comuni su dischi volanti e marziani, oppure ciò che dice dev'essere considerato come prova attendibile? Senza dubbio è molto difficile separare il fatto autentico dal prodotto della fantasia.
In ogni caso le affermazioni di Lazar hanno trovato diverse conferme. George Knapp, autore dell'intervista, dice di essere stato contattato da una dozzina di testimoni. In particolare, Knapp ha ricevuto una dichiarazione registrata su videocassetta, resa da un uomo che ha diretto vari programmi nella base di Nellis, secondo la quale fin dal 1950 le autorità custodirebbero effettivamente materiale extraterrestre oltre a esseri alieni. Tuttavia questa testimonianza potrà essere verificata soltanto dopo la morte di chi l'ha resa. Anche gli altri testimoni rifiutano di apparire in pubblico per paura delle conseguenze.
MINACCE DI MORTE
Un ingegnere elettronico, che aveva sostenuto di aver visto un disco volante e di essere disposto a raccontarlo in televisione, poi si è tirato indietro, intimorito dalla presenza poco rassicurante di persone che sostenevano giorno e notte davanti alla sua abitazione. Un altro testimone ha ricevuto minacce più esplicite: "Sappiamo che viaggi molto e ci dispiacerebbe che capitasse qualcosa a te o a qualcuno della tua famiglia". Davanti alla telecamera, Lazar appare pacato e disteso, non si dà arie e non vanta competenze in campi diversi dal suo. Va detto, però, che non è l'onestà fatta a persona ha sostenuto, senza riuscire a provarlo, di aver conseguito due lauree presso prestigiose università americane e ha alle spalle una condanna per sfruttamento della prostituzione. I motivi che lo hanno spinto a uscire allo scoperto non sono del tutto convincenti: dice che la segretezza su extraterrestri e UFO è un insulto alla scienza e ai cittadini americani. Motivi morali, dunque. Eppure non ha disdegnato di mettere in commercio modellini ispiranti alle sue riproduzioni grafiche dei veicoli extraterrestri né di vendere i diritti della sua storia a produttori cinematografici. [loltutta brava gente al mondo
!]
Del resto non c'è niente di male nel cercare di arricchirsi, e i trascorsi non proprio limpidi non fanno necessariamente di un uomo un bugiardo. In questa storia, poi, le uniche menzogne comprovate sono quelle del governo statunitense. Lazar afferma di aver lavorato, fra il 1982 e il 1984, all'iniziativa di difesa strategica denominata "Star Wars" (guerre stellari) [e Chewbecca dove l'hanno lasciato?
! certo che per i nomi dei progetti gli americani hanno un forte senso dello humor!] , presso il laboratorio nazionale di Los Alamos, nel New Mexico: le autorità lo smentiscono e negano l'esistenza di documenti comprovanti tale rapporto di collaborazione. Ma Knapp ha scoperto che il nome di Lazar figurava nell'elenco telefonico interno del laboratorio. Inoltre il governo non ha mai negato che Lazar abbia lavorato nell'Area 51, come testimoniano anche le sue dichiarazioni dei redditi. Il video Secret of the Black World (Segreti del Mondo Nero), realizzato nel 1995 da una società cinematografica tedesca, presenta altri fatti a sostegno della storia di Lazar.
PROVE IN VIDEO?
Dopo una notte di attesa, Norio Hayakawa della Nippon TV riprende un oggetto che decollava dall'Area 51 a velocità incredibile ed effettua manovre impossibili. Il filmato è stato analizzato con computer molto sofisticati, e il risultato ha convinto Hayakawa che l'oggetto "non può essere un velivolo convenzionale". Uno di questi oggetti si è perfino avvicinato a una troupe televisiva della NBC e alcuni tecnici hanno riportato ustioni da radiazioni. C'è chi sostiene di essere penetrato nella stanza dove sono conservati i cadaveri degli extraterrestri e di aver effettuato riprese. Ma purtroppo i filmati degli UFO non costituiscono la prova decisiva della loro esistenza. In Secret of the Black World, per esempio, vengono mostrate le immagini di due oggetti spacciati per UFO, che in realtà sono simulazioni piuttosto scadenti.
Tuttavia è indubbio che qualcosa di insolito accada nel deserto del Nevada. "Vi sono almeno otto programmi neri nell'Area 51" sostiene Jim Goodall, scrittore e giornalista specializzato in aeronautica. I programmi neri sono i progetti ultrasegreti del governo americano, come il bombardiere Stealth, che costa ai contribuenti ben 35 miliardi di dollari l'anno, o le sonde teleguidate, così veloci e manovrabili da poter essere facilmente scambiate per dischi volanti. Ma anche Goodall sospetta che ci sia dell'altro. I velivoli in questione sono incredibilmente silenziosi e veloci; uno di questi ha sorvolato l'Area 51 a una velocità superiore ai 16.000 km/h - circa 13 volte la velocità del suono. Secondo un ex dipendente della Lockheed, intervistato da Goodall, "alcuni degli oggetti che sfrecciano sul deserto del Nevada farebbero venire l'acquolina in bocca a George Lucas (il regista di Guerre Stellari)". L'ex presidente della divisione Sviluppo Avanzato della Lockheed, Ben Rich, ha confessato al giornalista di credere nell'esistenza degli UFO.
MAJESTIC CONNECTION
Molti sono convinti che affermazioni del genere facciano parte di una manovra di disinformazione per nascondere ciò che realmente accade nella zona. Lazar dice che gli operatori di S4 portavano distintivi con il codice MAJ. Questa sigla ha qualcosa a che fare con Majestic-12, il presunto gruppo di ricerca sui dischi volanti istituito dal presidente Truman nel 1947?
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AREA 51 - Articolo correlato
Rachel, un villaggio sperduto nel deserto del Nevada. In un minuscolo locale conosciuto come "Little A Le Inn" c'è un viavai insolito per un borgo che non compare nemmeno sulle carte geografiche. In mezzo ai pochi allevatori locali si aggirano stranieri e curiosi giunti da tutto il mondo, muniti di telecamere e macchine fotografiche. Molte di queste persone non sono semplici turisti, sono ufologi sul piede di guerra. Già, perché non lontano da Rachel, in una porzione di deserto chiamata S4, si trova Dreamland, la terra dei sogni, o Area 51, la più segreta e misteriosa delle basi della Marina americana, un avamposto sotterraneo la cui esistenza è così custodita dal Pentagono, al punto che Dreamland non compare in nessuna delle mappe della zona. L'Area 51 ufficialmente non esiste, sebbene l'estesissima porzione di terreno che la compone sia sorvegliata da telecamere militari e sensori che rilevano il passaggio delle macchine, e l'intero perimetro sia recintato e circondato da cartelli minacciosi che avvisano che i militari spareranno a vista sui curiosi. "Dreamland - racconta l'ufologo Egidio Coelati-Rama - è zona off limits. É vietato sostarvi, transitare e, soprattutto, curiosare. Chi è sorpreso nella zona viene arrestato se non si allontana immediatamente. E questo perché a Dreamland vengono testati i più avveniristici aerei spia, come l'U2, l'aereo invisibile Stealth, il Blackbird e l'ipersonico Aurora. Se il grande pubblico è venuto a conoscenza dell'esistenza di questa base supersegreta lo si deve al fatto che, nel 1995, le mogli di due degli scienziati che vi lavoravano, e che erano morti misteriosamente, hanno fatto causa al governo federale ed hanno chiesto un risarcimento. La risposta del governo, però, è stata quanto meno singolare: i due tecnici non potevano essere morti nell'Area 51, perché l'Area 51 non esiste...". Fra il 1995 ed il 1996 altri 39 tecnici sono rimasti contaminati dai gas tossici prodotti dal combustibile degli aerei top secret di Dreamland. E sebbene, dopo questo scandalo, i giornali di tutto il mondo hanno pubblicato diverse foto della zona, ripresa dai satelliti francesi e sovietici, il governo continua a negare l'esistenza dell'Area 51.
"L'ostinazione con cui il nostro governo cerca di nascondere l'esistenza della base, contro ogni evidenza, ha scatenato le più folli speculazioni", dichiara Glenn Campbell, direttore del Secrecy Oversight Council, l'organismo che spia "da fuori" le attività della base. "Ce n'è abbastanza per attirare l'attenzione di chi vede cospirazioni dietro ogni angolo", prosegue il nostro, che, dal 1992, si è accampato. Come nel caso del fisico Paul Bennewitz, che sostiene di avere intercettato via computer una comunicazione riservata tra la base ed i servizi segreti, in cui si sarebbe detto che a Dreamland, ed in altre tre basi sotterranee, vivono degli extraterrestri che conducono esperimenti sulla razza umana. "Mutilano animali e sequestrano persone - racconta Bennewitz - nel tentativo di creare un ibrido a metà strada fra l'umano e l'alieno, da impiantare sulla Terra. Hanno ricevuto il permesso di lavorare segretamente in queste basi direttamente dal nostro governo, in cambio di tecnologia aliena".
"C'è un accordo segreto fra i piccoli Grigi - fa eco John Lear, un ex agente CIA - ed il governo americano. In pratica, il nostro governo ha venduto la Terra agli alieni, in cambio del segreto del funzionamento dei dischi volanti" [!!! NdHaruka]. "Corbellerie. - risponde Coelati-Rama - Queste storie sono state fatte circolare apposta dai servizi di Intelligence USA per screditare l'ufologia, creando confusione fra i ricercatori, e per intimorire l'opinione pubblica, in modo da poterla dominare meglio. Guarda caso, grazie a queste storie il Pentagono ha avuto enormi fondi dal Congresso per la ricerca bellica e nucleare. Ciò non toglie che a Dreamland qualcosa di strano accada effettivamente".
Nel 1990 il fisico Bob Lazar ammetteva pubblicamente di avere lavorato all'interno della base, su ordigni di origine non terrestre. "Agli inizi del 1989 - ha raccontato Lazar alla stampa - ebbi un incontro del tutto casuale con il dottor Edward Teller, quando lavoravo al Laboratorio Nazionale di Los Alamos, nel Nuovo Messico. Dopo quel colloquio, Teller mi raccomandò. Da anni era uno dei massimi dirigenti di un progetto nell'Area 51 e una persona raccomandata da lui era ritenuta molto affidabile... Il primo giorno che sono arrivato alla base ho avuto dei colloqui orientativi e mi è parso evidente che la tecnologia con cui avrei lavorato era qualcosa che la scienza convenzionale aveva appena iniziato a sfiorare. All'inizio, durante i primi colloqui, non mi venne mai detto specificatamente che avrei lavorato su dei dischi volanti, su scafi alieni recuperati da incidenti. Ufficialmente dovevo lavorare sulle tecniche avanzate di propulsione. Naturalmente quando iniziai a operare mi resi conto in cosa consistesse il progetto. Dovevo studiare l'origine dei velivoli, la razza e la tipologia di alieni che pilotavano i dischi, quali erano il loro aspetto e la loro struttura fisica in base ai rapporti delle autopsie.
Vedendo il materiale, compresi che non si trattava di un comune progetto di ricerca. Stavamo facendo un'operazione di ingegneria inversa: avevamo uno scafo alieno e dovevamo capirne il funzionamento. Avevamo il prodotto finito e dovevamo scoprire la tecnica di manifattura, quali leggi fisiche lo governassero. Fu chiaro, allora, su che cosa stavo lavorando... Vidi il velivolo, un grande disco, un tipico disco volante. Anche in quel frangente mi costrinsi a pensare: "Beh, questa ovviamente è una nuova creazione del governo, una sorta di oggetto volante sperimentale, forse un aereo da combattimento del futuro, il che spiega tutte le pazze voci sui dischi volanti. E noi dobbiamo provare questo apparecchio"...
Il momento più emozionante fu quando entrai nel disco e vidi l'interno del veicolo. Notai che l'equipaggiamento ed i posti di guida erano estremamente piccoli, costruiti per creature nane o per bambini. Naturalmente, questi ultimi non avevano il permesso di entrare nella base. Feci questa sciocca considerazione prima di capire effettivamente di cosa si trattava. Stiamo parlando di cose strane, di una tecnologia... che non dovrebbe esistere!
Le ricerche da eseguire su velivolo erano state suddivise in modo minuzioso. C'era un gruppo che si occupava esclusivamente dell'equipaggiamento per la navigazione, un altro che si occupava della metallurgia ed un terzo che lavorava sulla propulsione e sul sistema di spinta del veicolo...
La prima esperienza fu con un reattore antimateria alieno, un piatto di 18 pollici di diametro con una sfera sopra, contenente una scaglia dell'elemento 115, un elemento molto pesante ed altamente energetico, sconosciuto sulla Terra. Grazie a questo elemento era possibile viaggiare nello spazio. Il 115 creava un campo gravitazionale ed espelleva delle onde amplificate dalla parte bassa dell'apparecchiatura, poi trasformava il calore in energia elettrica, creando un campo gravitazionale che distorceva il tempo e lo spazio. In questo modo il disco poteva viaggiare nello spazio e nel tempo... [NdHaruka] Ero veramente stupito nel vedere queste cose, perché quella era veramente tecnologia aliena...".
Lazar abbandonò Dreamland dopo pochi mesi. Il governo americano non ha mai fatto nulla per metterlo a tacere, sicuro che nessuno gli avrebbe mai creduto. E difatti le rivelazioni di Bob Lazar non sono state credute da molti ufologi, restii ad accettare che una razza aliena possa essere già tra noi, nascosta nelle viscere della Terra. Ciò nonostante, sebbene questo non provi nulla, sopra Dreamland gli avvistamenti di UFO - forse aerei militari del futuro - sono all'ordine del giorno ed attirano curiosi da tutto il pianeta. Cosa vi sia effettivamente nella base sotterranea è e resta un mistero. Anche per Tony Pelham, uno dei tanti giornalisti che, incuriositi dalle strane voci sull'Area 51, vi si è recato di nascosto, sperando di scoprire la verità. "Il deserto laggiù è pieno di militari in tuta mimetica. - racconta Pelham - Portano degli M16 e non hanno alcun cartellino di riconoscimento. Non sono dell'Aeronautica, non sono dell'Esercito, non hanno alcun genere di distintivo. E c'è mancato davvero poco che non mi arrestassero, una o due volte. Ho sentito le più strane teorie riguardo a questi uomini. Ma loro sfidavano me ed io sfidavo loro. Quando si avvicinavano e mi chiedevano: Cosa stai facendo qui? io rispondevo: Cosa state facendo voi qui, questo è territorio libero. [lo sborone NdHaruka]
Stavo ronzando intorno ad una zona proibita. La mia opinione è che il governo nasconda qualcosa che è molto più protetto dello Stealth o dell'U2, qualcosa di clandestino. Non so se ci sia una base sotterranea aliena, non so se ci siano UFO o extraterrestri, so solo che hanno un apparato di sicurezza maggiore di quello che si vede abitualmente attorno a qualsiasi tipo di installazione militare e non capisco perché le guardie in uniforme non abbiano alcun distintivo. Quando ho chiesto loro: Siete dell'Aeronautica o dell'Esercito? non ho avuto risposta. Vi dicono solo di lasciare la zona. Alla fine mi hanno fermato e hanno chiamato il distretto di polizia della contea di Lincoln, in tre differenti occasioni. E ogni volta hanno riempito dei fogli su di me e mi hanno intimato di non avvicinarmi più alla zona.
L'ultima volta, con il pretesto che non avevo nulla da fare vicino ad una installazione militare. Io ho spiegato che non ero nemmeno ad un miglio dalla base, che mi trovavo su un territorio libero. Sei mesi dopo mi avvicinai a riprendere un blazer, uno dei loro furgoni senza scritte di riconoscimento. Non mi ero mai arrischiato troppo a ridosso della zona protetta. Al mio ritorno ad Alamo lo sceriffo chiese di vedermi, riempì una pila di documenti e, in modo molto formale, mi disse: Mister Pelham, questa è l'ultima volta che l'avvisiamo.
La prossima volta, e parlo a nome dei miei superiori, che lei ritorna su questa strada e si avvicina nuovamente alla base, va dritto in prigione!.
In un'occasione - prosegue Pelham - ho avuto una strana esperienza con delle luci che sembravano inizialmente essere lontane, ma che in pochi secondi furono sopra di me. Poco tempo dopo, mentre stavo tornando indietro, un blazer mi si avvicinò da una strada laterale, ne uscirono i militari in uniforme mimetica con i loro M16 e mi chiesero come mai stessi ritornando da un'installazione militare. Risposi che me ne stavo lì da solo, seduto nel deserto. Mi replicarono: A fare cosa? Sto guardando le luci. E loro: Quali strane luci, quali luci? Noi non vediamo nessuna luce…".
Questo stesso atteggiamento è adottato dal governo, che a chi, foto alla mano, chiede di saperne di più, risponde che "non c'è nulla da sapere, perché Dreamland non esiste…".
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ho trovato altre info sul 115Originariamente postato da Haruka
La prima esperienza fu con un reattore antimateria alieno, un piatto di 18 pollici di diametro con una sfera sopra, contenente una scaglia dell'elemento 115, un elemento molto pesante ed altamente energetico, sconosciuto sulla Terra. Grazie a questo elemento era possibile viaggiare nello spazio. Il 115 creava un campo gravitazionale ed espelleva delle onde amplificate dalla parte bassa dell'apparecchiatura, poi trasformava il calore in energia elettrica, creando un campo gravitazionale che distorceva il tempo e lo spazio. In questo modo il disco poteva viaggiare nello spazio e nel tempo... [NdHaruka] Ero veramente stupito nel vedere queste cose, perché quella era veramente tecnologia aliena...".
Lazar avrebbe potuto lavorare ad un velivolo del diametro di 9-12 m, al cui interno c'era una colonna centrale che correva tra il pavimento e il soffitto del disco. Una consolle appariva rimossa, e le sedie sembravano esser state costruite per «bambini».
Secondo Lazar il velivolo era propulso da un reattore ad antimateria, un apparato emisferico posto sul pavimento del velivolo, delle dimensioni di un pallone da basket. Gli sarebbe stato mostrato anche il reattore in funzione. Come «carburante» il disco avrebbe utilizzato poco più di due etti di un elemento con numero atomico 115, un minerale superpesante e secondo Lazar non sintetizzabile sulla Terra.
Questo sistema propulsivo permetterebbe di manipolare lo spazio-tempo e di rendere invisibili i velivoli.
Il lavoro di Lazar sarebbe consistito in un tentativo di duplicare il reattore. Lazar avrebbe potato osservare da lontano anche i nove tipi diversi di dischi posteggiati negli hangar, ad ognuno dei quali assegnò un nomignolo, e un breve volo dell'astrJnave su cui aveva lavorato: divenne blu, luminosa nella parte inferiore e cominciò a sibilare come un apparato ad alto voltaggio elettrico.
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e inoltre
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Hamilton riuscì a parlare soltanto per telefono con «Yellow Fruit», e questi gli ripete che sotto l'Area 51 c'erano enormi tunnel sotterranei che celavano un'intensa attività governo-alieni.
Su richiesta di Knapp, Lazar si è sottoposto più volte al test del poligrafo - la cosiddetta «macchina della verità» - con almeno quattro diversi esaminatori e con risultati incoraggianti ma non univoci. Uno degli esaminatori, Terry Tavernetti, ricevette a sua volta minacce telefoniche. Un ipnotista clinico che lavora spesso con la Polizia, Layne Keck, nell'89 ha inoltre sottoposto Lazar a ipnosi regressiva, ed ha concluso che l'uomo è sincero ma che durante il suo periodo di lavoro per i servizi gli sarebbe stato somministrato un farmaco e gli sarebbero state date istruzioni ipnotiche per indurlo a non ricordare i dettagli di ciò che aveva visto.
uah mi sto appassionando![]()
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