No,no e no.
Provo a fare una domanda un pò nuova: e se queste benedette 'competenze' le avesse?Ti elenco alcuni insegnamenti di un corso di pratica filosofica:
Teoria e tecnica del colloquio;Teorie e tecniche di counseling;Elementi di filosofia e psicologia esistenziale;Psicologia Generale;Psicologia clinica ed elementi di psicopatologia;Filosofia nelle aziende e organizzazioni;Supervisione casi;Training individuale...
Quindi non è che si cada proprio dalle nuvole intendiamoci. Cionondimeno a me non piace trattenermi su questioni di metodo. Ho cercato invece di dire prima che non può esistere un 'intervento' sui cosiddetti 'problemi della vita' che hanno a che fare con la struttura dell'esistenza:crisi di valori,crisi religiose,problemi etici e morali,esigenze di ricerca e conoscenza sono ambiti in cui più che altro è possibile entrarvi dialogicamente ma non con un 'intervento mirato' perchè qui non si parla di psicopatologia,non c'è niente da curare.
Per quanto mi riguarda preferirei un percorso duplice (strettamente filosofico e strettamente psicologico) magari includendo anche nel bagaglio personale la 'pratica filosofica' ma questa è una scelta che ognuno deve fare da sè:un anziano neuropsichiatra mi disse una volta,tirando un pò le somme, che senza filosofia, nella pratica terapeutica, non si va molto lontano...emblematica in questo senso è la vicenda di Karl Jaspers o dello stesso Jung...ma ripeto tutto questo è a discrezione di chi si impegna per un certo percorso.
ps.grazie per l'apprezzamento sergio.
Saluti,
Luigi








Rispondi citando
