perchè secondo te i ruoli non sono chiari?
Beh Zuccherina con tutta la buona volontà, a volte si fa fatica a seguirti.
La tua amica fa esami col suo analista o psicoterapeuta e quindi? Dove vuoi andare a parare?
Accetta il fatto che questo comporta dei problemi e delle difficoltà particolari perchè a dirtelo sono esperti del settore. Il fatto che la tua amica psicologa non abbia problemi in questo, non significa automaticamente che problemi non ce ne sono. E poi se la tua amica è psicologa perchè non è lei a scrivere e lo fai tu per interposta persona. Magari potremmo farle domande più specifiche alle quali tu sicuramente NON potresti rispondere. D'altra parte sei umana anche tu...![]()
Sinceramente ciò che stupisce è il fatto che tu non ti ponga nessun dubbio, anche quando ti è stato detto che è molto difficoltoso cogliere le dinamiche di collusione. In tutta onestà non è possibile neanche lontanamente esprimersi su ciò che è accaduto tra la tua amica e il suo terapeuta, potrebbe anche darsi che il percorso sia stato gestito egregiamente, così come è anche possibile che ciò non sia avvenuto. Peraltro se non si è trattato di una terapia ad orientamento dinamico, i legami collusivi possono essere stati completamente ignorati.
Fossi in te mi porrei più domande che esternare certezze, specie in questi ambiti.
gieko
Non credo di aver detto qualcosa di molto differente, considerato anche il fatto che il modello di Carli è derivato dalle riflessioni psicoanalitiche. Se il contesto affettivo-emotivo è dominato da bisogni narcisistici, di dipendenza, ossessivi, etc. sia dell'analista che dell'analizzando si crea uno "scotoma del campo" (Baranger; Ferro) che determina l'impasse.
Saluti
gieko
io ho riportato la mia esperienza.....sicuramente gestire un percorso così è difficile ma non impossibile a mio parere....a questo punto sono possibili entrambi i casi se gestiti correttamente: uno psicoterapeuta docente ed analista....ed uno psichiatra che somministra farmaci e fa psicoterapia!
[QUOTE=Zuccherina;2056966]io ho riportato la mia esperienza.....sicuramente gestire un percorso così è difficile ma non impossibile a mio parere....a questo punto sono possibili entrambi i casi se gestiti correttamente: uno psicoterapeuta docente ed analista....ed uno psichiatra che somministra farmaci e fa psicoterapia![/QUOTE]
Da ex depressa che ha fatto 3 anni psicoterapia psicanalitica di indirizzo junghiano + 3 anni di supporto psicologico nei servizi pubblici abbinata a una cura psichiatrica con uno psichiatra dello stesso servizio mi spiazza un pò l'idea della psicoterapia fatta dallo psichiatra.
Si d'accordo ma la questione era scegliere o meno un tipo di assetto collusivo. Tu sostenevi che non si può scegliere ma capita. A mio avviso viene molte volte co-costruito, ad esempio per uscire dall'impasse di cui sopra...
P.S.: il modello di Carli deriva dalla psicoanalisi, ma si fonda su possibilità di analizzare e modificare gli assetti collusivi...
Infine dirò una cosa che probabilmente non condividerai: sono dell'opinione che bene o meno esista sempre una quota di 'scotoma del campo' e non sempre determina impasse...
Questa opinione é basata sul modello di R. Carli di "Analisi della domanda" o su altro? Ad es., il concetto di "co - costruzione", utilizzato anche altrove.
Puoi spiegare perché secondo te una quota di "scotoma del campo" c'é sempre e non sempre determina empasse? Mi interesserebbe molto capire meglio, anche a cosa e a che tipo di situazioni terapeutiche ti riferisci, dato che l'empasse o/e la collusione sembra possano avere esiti diversi, in situazioni diverse.
Grazie
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
E' basata su entrambi i concetti.
Una quota di scotoma di campo esiste sempre anche nell'analisi classica perchè vi sono sempre delle collusioni inconsce non considerate: non per questo il processo non va avanti. Ti dirò di più: probabilmente molte volte non si è in grado di considerare forti elementi suggestivi nei confronti del pz.
Saluti.
Co-costruzione non significa scelta, ma creazione compartecipata ed inconscia del campo. Il fatto che si tratti di un fenomeno inconscio, che viene agito, mi rende assai difficile comprendere come possa essere scelto e in che modo il processo collusivo possa condurre fuori dall'impasse.
Perchè in psicoanalisi non si analizzano e modificano gli assetti collusivi?
Sono d'accordo invece, anzi, il "bastione" (Baranger) è parte del campo, sempre. Che non determini impasse o addirittura la sciolga, come dicevo sopra, non mi torna. Che nessuna analisi terminata sia perfetta e possa rimanere una quota di scotoma invece mi sembra una possibilità più che frequente.
Saluti
gieko
Per te la creazione compartecipata risulta essere sempre incnscia?
L'unico agente di cambiamento psichico è l'interpretazione di transfert?
Si esce dall'impasse solo interpretando in modo corretto ciò che non era stato compreso?
Dici che in psicoanalisi si analizzano e modificano gli assetti collusivi: come avviene questa modifica?
Forse troppe domande...
Ultima modifica di Alessandro09 : 16-06-2009 alle ore 10.46.36
E allora? Uno in analisi parla di quel che gli pare, ma pensa un po'!perché avevi appena detto che durante l'analisi parlava degli esami