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Discussione: sesso

  1. #121
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di paradelta
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    21-04-2009
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    Riferimento: sesso

    Se posso domandarti: sei alla ricerca di te stessa ma cosa cerchi nel sesso?[/QUOTE]



    mi sono trovata moltissimi anni fa...
    e non cerco nulla "nel sesso..."

    mi interessano le menti, il loro funzionamento, le resistenze,
    mi interessa ciò che impedisce ad un individuo "normale" di vivere la propria sfera sessuale liberamente...e mi interessa molto altro ancora...

    la mia scelta è stata solo seguire una strada diversa...non partire dalla patologia per capire ma dalla normalità...

    solo una questione di scelte...


  2. #122
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    Milano
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    Riferimento: sesso

    Mi pare di capire, sostanzialmente, che tutte le nostre affermazioni sono vere - e sono anche d'accordo. Quindi il sesso potrebbe essere qualcosa di mutevole, al di là della sua propria origine, e che appare Indiscutibilmente Istintuale. Un'altra cosa che mi appare chiara è che, con molta probabilità, chi si trovasse a farlo per un motivo molto specifico in un dato periodo della propria vita, potrebbe trovarsi a farlo per altre motivazioni con il trascorrere del tempo (o a non farlo proprio): condivido l'idea che non giungeremo mai ad una conclusione unica, perché forse la risposta è che le nostre presunte verità siano tutte giuste in sé. Però, personalmente, lo trovo un argomento interessante e mi diverte poter comprendere più a fondo l'immaginario collettivo. Ecco, forse quello che realmente avrebbe senso, più che dare una definizione del sesso in sé e delle sue motivazioni, è il fatto che ci stiamo rapportando circa un argomento che non è facile perché non siamo cultori di questa materia (per quanto possiamo amarlo e/o praticarlo), e quindi quello che a me interessa - personalmente - è comprenderne l'immaginario collettivo e le soggettive rappresentazioni, se vogliamo.

    Dovremmo forse chiederci da quante cose sia dipeso, effettivamente, il sesso: di volta in volta?
    O se queste motivazioni che noi cerchiamo dentro, possano dipendere da qualcosa che piuttosto: è fuori (quindi di opposto all'istintualità)?
    Dovremmo capire forse, al di là della curiosità nel comprendere il fenomeno,
    cosa ci spinge a voler fermare concettualmente qualcosa che per sua natura appare inafferrabile e che,
    di volta in volta: cambia? (e questa è per te Paradelta)


    @ Saoshyant: non so perché questa notte mi sono attaccata a quella frase tralasciando tutto il resto, piuttosto di tener conto di questa invece: "Stiamo giocando a un gioco dove le regole sono (s)conosciute nel senso che scrivendo/leggendo ci intendiamo e sono (s)conosciute nel senso che dietro a queste parole c'è qualcosa di più."

    E sono d'accordo, ma quel qualcosa in più, dove vogliamo collocarlo?
    A cosa corrisponde, il senso che sta dietro le parole (che è comunque soggettivo)?
    Tu cosa intendi?


    @Doctor: Non sei l'unico... a cui non torna qualche cosa. Però, credo ci sia dell'altro, oltre l'istinto: qualcosa che lo dirige e che in qualche modo: Sceglie (altrimenti finiremmo con l'accoppiarci in modi e luoghi... molto improbabili). Non percepisco il tuo discorso come una disquisizione formale, né nominalistica: mi pare chiaro condividere quanto espresso ma non è la risposta alla tua motivazione (che comunque non è stata una - precedentemente - e non sarà mai una soltanto). Sicché, mi pare ancora più interessante porre l'accento sul fatto che Ognuno di Noi stia cercando una motivazione - aggrappandosi a cose improbabili - senza trovarla: perché, in verità, proprio non c'è.

    Vogliamo darne la colpa a Paradelta?

    @Paradelta: Mi piace approfondire e mi piace che la ricompensa sia nel percorso (come per ogni cosa), ma oggi ho una domanda: perché avresti escluso così brutalmente il piacere fisico, e addirittura, perché l'hai messo in dubbio? Credo, forse errando, che l'incapacità di alimentare una risposta differente o, anche, ulteriori contributi... sia insita nella specificità della domanda (Paradelta, senza offesa, ma quello che mi hai chiesto in precedenza è molto impegnativo: tecnicamente).

    Inoltre, se vuoi capire "ciò che impedisce ad un individuo "normale" di vivere la propria sfera sessuale liberamente" mi pare di intuire che noi - presenti e contribuenti - siamo le persone meno adatte... (non necessariamente mi riferisco alla carenza di normalità)
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  3. #123
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di paradelta
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    Riferimento: sesso

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Mi pare di capire, sostanzialmente, che tutte le nostre affermazioni sono vere - e sono anche d'accordo. Quindi il sesso potrebbe essere qualcosa di mutevole, al di là della sua propria origine, e che appare Indiscutibilmente Istintuale. Un'altra cosa che mi appare chiara è che, con molta probabilità, chi si trovasse a farlo per un motivo molto specifico in un dato periodo della propria vita, potrebbe trovarsi a farlo per altre motivazioni con il trascorrere del tempo (o a non farlo proprio): condivido l'idea che non giungeremo mai ad una conclusione unica, perché forse la risposta è che le nostre presunte verità siano tutte giuste in sé. Però, personalmente, lo trovo un argomento interessante e mi diverte poter comprendere più a fondo l'immaginario collettivo. Ecco, forse quello che realmente avrebbe senso, più che dare una definizione del sesso in sé e delle sue motivazioni, è il fatto che ci stiamo rapportando circa un argomento che non è facile perché non siamo cultori di questa materia (per quanto possiamo amarlo e/o praticarlo), e quindi quello che a me interessa - personalmente - è comprenderne l'immaginario collettivo e le soggettive rappresentazioni, se vogliamo.

    Dovremmo forse chiederci da quante cose sia dipeso, effettivamente, il sesso: di volta in volta?
    O se queste motivazioni che noi cerchiamo dentro, possano dipendere da qualcosa che piuttosto: è fuori (quindi di opposto all'istintualità)?
    Dovremmo capire forse, al di là della curiosità nel comprendere il fenomeno,
    cosa ci spinge a voler fermare concettualmente qualcosa che per sua natura appare inafferrabile e che,
    di volta in volta: cambia? (e questa è per te Paradelta)


    @ Saoshyant: non so perché questa notte mi sono attaccata a quella frase tralasciando tutto il resto, piuttosto di tener conto di questa invece: "Stiamo giocando a un gioco dove le regole sono (s)conosciute nel senso che scrivendo/leggendo ci intendiamo e sono (s)conosciute nel senso che dietro a queste parole c'è qualcosa di più."

    E sono d'accordo, ma quel qualcosa in più, dove vogliamo collocarlo?
    A cosa corrisponde, il senso che sta dietro le parole (che è comunque soggettivo)?
    Tu cosa intendi?


    @Doctor: Non sei l'unico... a cui non torna qualche cosa. Però, credo ci sia dell'altro, oltre l'istinto: qualcosa che lo dirige e che in qualche modo: Sceglie (altrimenti finiremmo con l'accoppiarci in modi e luoghi... molto improbabili). Non percepisco il tuo discorso come una disquisizione formale, né nominalistica: mi pare chiaro condividere quanto espresso ma non è la risposta alla tua motivazione (che comunque non è stata una - precedentemente - e non sarà mai una soltanto). Sicché, mi pare ancora più interessante porre l'accento sul fatto che Ognuno di Noi stia cercando una motivazione - aggrappandosi a cose improbabili - senza trovarla: perché, in verità, proprio non c'è.

    Vogliamo darne la colpa a Paradelta?

    @Paradelta: Mi piace approfondire e mi piace che la ricompensa sia nel percorso (come per ogni cosa), ma oggi ho una domanda: perché avresti escluso così brutalmente il piacere fisico, e addirittura, perché l'hai messo in dubbio? Credo, forse errando, che l'incapacità di alimentare una risposta differente o, anche, ulteriori contributi... sia insita nella specificità della domanda (Paradelta, senza offesa, ma quello che mi hai chiesto in precedenza è molto impegnativo: tecnicamente).

    Inoltre, se vuoi capire "ciò che impedisce ad un individuo "normale" di vivere la propria sfera sessuale liberamente" mi pare di intuire che noi - presenti e contribuenti - siamo le persone meno adatte... (non necessariamente mi riferisco alla carenza di normalità)


    ultimamente sto dubitando della mia capacità di comunicare il mio pensiero...

    sarà il mare, il sole e la stanchezza...

    resettiamo...
    la mia domanda è e resta sempre:perchè si fa sesso...
    tutto il resto è"storia"

    non ho mai escluso il "piacere"
    ho detto che :diamo per scontato ci sia il piacere...passiamo ad altro...

    altrimenti rispondetemi che fate sesso per il "piacere"
    io vi chiederò :"PER COS?ALTRO VOI FATE SESSO?"
    mi risponderete ancora per "piacere"
    la discussione è finita lì!.......

    detto questo...
    come io debba porre la mia domanda...credo spetti a me porla nei termini che a me interessano...
    al resto del mondo decidere se e come rispondere...
    se e come accettare il mio percorso...
    altri percorsi verranno indagati da altri..in altri forum..in altri posti...

    il mio interesse è ciò che ho più volte detto:
    motivazioni che spingono "colui che risponde" e non il "mondo intero" a fare sesso...
    tutto qui...

    che poi...una/o voglia scrivermi per dirmi che non vuole rispondermi o altro..libero di farlo...
    liberi di esprimere anche concetti generali...
    ma a me non interessano ...

    la mia domanda è:perchè si fa sesso...
    e avrei piacere che le motivazioni fossero personali...visto che il resto è pura ipotesi o altro ancora...

    tutto qui...

    ps.
    se si parla di se stessi diventa molto più difficile contestare qualcosa...
    le motivazioni personali sono soggettivamente vere ed oggettivamente degne di rispetto...

    ma capisco sia più impegnativo

  4. #124
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: sesso

    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio

    il piacere è solo la punta dell'iceberg.....
    sono convinta che esistono motivazioni forti e fondamentali...comuni a tutti...
    come la conferma dell'identità di genere...o il soddisfacimento della fusionalità...
    ma credo ci sia altro...
    se tutto fosse limitato alla ricerca di piacere...troppe cose non andrebbero ad incastrarsi tra loro...
    troppe "normalità "non spiegherebbero...
    si erotizza anche il "non piacere"
    quindi?!!!
    l'istinto a riprodursi?
    siamo molto più che istinto...
    molto!
    e molto più complessi degli animali...
    continuiamo...se vi và...
    Mi va assolutamente: fra tutti i topic trovo senza dubbio (ad oggi) questo quello più interessante. Perchè non ricerca la verità piuttosto la condivisione. Perchè non è nato per argomentare ma per sentenziare. Perchè è svincolato dalla logica ma è ragionevole.

    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    Saoshyant: Se posso domandarti: sei alla ricerca di te stessa ma cosa cerchi nel sesso?
    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    mi sono trovata moltissimi anni fa...
    e non cerco nulla "nel sesso..."
    mi interessano le menti, il loro funzionamento, le resistenze,
    mi interessa ciò che impedisce ad un individuo "normale" di vivere la propria sfera sessuale liberamente...e mi interessa molto altro ancora...
    la mia scelta è stata solo seguire una strada diversa...non partire dalla patologia per capire ma dalla normalità...
    solo una questione di scelte...
    E' solo una questione di scelte: mi trovi assolutamente allineato perchè la ragione può indicare una strada ma la scelta può essere irragionevole. La sfera della libertà è irriducibile seppur può esser ridotta.

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    Mi pare di capire, sostanzialmente, che tutte le nostre affermazioni sono vere - e sono anche d'accordo. Quindi il sesso potrebbe essere qualcosa di mutevole, al di là della sua propria origine, e che appare Indiscutibilmente Istintuale. Un'altra cosa che mi appare chiara è che, con molta probabilità, chi si trovasse a farlo per un motivo molto specifico in un dato periodo della propria vita, potrebbe trovarsi a farlo per altre motivazioni con il trascorrere del tempo (o a non farlo proprio): condivido l'idea che non giungeremo mai ad una conclusione unica, perché forse la risposta è che le nostre presunte verità siano tutte giuste in sé. Però, personalmente, lo trovo un argomento interessante e mi diverte poter comprendere più a fondo l'immaginario collettivo. Ecco, forse quello che realmente avrebbe senso, più che dare una definizione del sesso in sé e delle sue motivazioni, è il fatto che ci stiamo rapportando circa un argomento che non è facile perché non siamo cultori di questa materia (per quanto possiamo amarlo e/o praticarlo), e quindi quello che a me interessa - personalmente - è comprenderne l'immaginario collettivo e le soggettive rappresentazioni, se vogliamo.
    Dovremmo forse chiederci da quante cose sia dipeso, effettivamente, il sesso: di volta in volta?
    O se queste motivazioni che noi cerchiamo dentro, possano dipendere da qualcosa che piuttosto: è fuori (quindi di opposto all'istintualità)?
    Dovremmo capire forse, al di là della curiosità nel comprendere il fenomeno,
    cosa ci spinge a voler fermare concettualmente qualcosa che per sua natura appare inafferrabile e che,
    di volta in volta: cambia? (e questa è per te Paradelta)
    Il divertimento è una ragione valida per continuare a discutere pur sapendo/immaginando che non vi sia una soluzione unica: proprio questo intendo con la parola 'gioco'. Ogni gioco ha una finalità e tu affermi che per te è il divertimento (magari già mentre scrive il fine è cambiato e questo è stupendo). Questa è una cosa bella e per me solo la bellezza può salvare l'uomo.
    Ma la frase che più condivido è "Dovremmo capire forse, al di là della curiosità nel comprendere il fenomeno, cosa ci spinge a voler fermare concettualmente qualcosa che per sua natura appare inafferrabile e che, di volta in volta: cambia?". "Bisogna avere il caos dentro di sè può partorire una stella danzante". La vita è essenzialmente movimento!

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    @ Saoshyant: non so perché questa notte mi sono attaccata a quella frase tralasciando tutto il resto, piuttosto di tener conto di questa invece: "Stiamo giocando a un gioco dove le regole sono (s)conosciute nel senso che scrivendo/leggendo ci intendiamo e sono (s)conosciute nel senso che dietro a queste parole c'è qualcosa di più."
    E sono d'accordo, ma quel qualcosa in più, dove vogliamo collocarlo?
    A cosa corrisponde, il senso che sta dietro le parole (che è comunque soggettivo)?
    Tu cosa intendi?
    Io non voglio collocarlo da nessuna parte: cercare di definire l'indefinibile è come provare a prendere una anguilla. Per provare a parlare di quel che tentiamo di definire è necessario porsi come poeti piuttosto che psicologi sebbene la poesia possa esser intesa in ogni cosa in fin dei conti.
    La vita è scritta in un linguaggio non solo sconosciuto ma pure intraducibile e ognuno leggerà se stesso.

    Per esprimere quel che penso userò una immagine.
    L'attore è sul palco: egli crea qualcosa perchè è po(i)etico, è creatore, è in movimento; con la propria presenza trasmette qualcosa agli altri e a se stesso. Più che pensare, fa!
    Il critico è fra il pubblico: egli traduce e interpreta ciò che è altro da sè, è immobile e osserva, ascolta; cerca un senso e un significato perchè non può fare altrimenti. Più che fare, pensa!
    Anche il pensare e un fare: l'azione è qualcosa che non può esser cristallizzata. Non importa quindi il mezzo o il fine o la causa ma conta la creazione: anche il critico crea la critica ma spesso non se ne rende conto.
    Siamo tutti artisti ma alcuni pretendono che la propria arte sia una meta-arte, pretendono che la propria creazione sia superiore: costoro sono distanti dalla vita e vivono nella illusione di vivere. E illusione non significa male o bene, significa che più che fare, pensano, più che muoversi stanno immobili, più che sentirsi sentono gli altri.
    Ultima modifica di Saoshyant : 23-07-2009 alle ore 16.18.56
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  5. #125
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    Riferimento: sesso

    cosa ci spinge a voler fermare concettualmente qualcosa che per sua natura appare inafferrabile e che,
    di volta in volta: cambia? (e questa è per te Paradelta)


    "La teoria dell'attaccamento nasce e si sviluppa in un contesto psicoanalitico ad opera di John Bowlby.

    Egli integrò il modello psicoanalitico classico con osservazioni comportamentali del mondo animale di stampo etologico, in particolare riguardo le interazioni madre-cucciolo e madre-bambino.

    Il suo modello scardinò il primato delle pulsioni (libido o pulsione di vita e aggressività o pulsione di morte) ponendo al centro del comportamento e della psiche umana il sistema d'attaccamento, che diviene quindi il sistema motivazionale principale."




    "1989 alle donne incinte era stato detto che mangiare due o tre scatolette di tonno al giorno durante la gravidanza era possibile e sicuro. In questi giorni, centinaia di famiglie stanno scoprendo con successo i trattamenti biomedici per l'autismo e le scatolette di tonno invece portano ora un'etichetta che avverte le donne incinte di non mangiarlo per la possibile contaminazione col mercurio.

    Gli Augersons sono una delle centinaia di famiglie che hanno scoperto questi trattamenti di successo attraverso i loro sforzi pionieristici e attraverso il protocollo Defeat Autism Now! (DAN!) formulato dall' Autism Research Institute, un istituto no-profit di San Diego, centro mondiale per la ricerca e l'informazione, che si è occupato di seguire i trattamenti promettenti per l'autismo sin dal 1967. Il database dell'ARI è il più ampio del mondo con più di 37.000 casi dettagliati di storie di bambini autistici di più di 60 paesi.

    Nel 1964, quando il fondatore dell' ARI, Bernard Rimland, PhD, pubblicò il suo innovativo libro "Infantile Autism: The Syndrome and its Implications for a Neural Theory of Behavior", il credo medico corrente era che l'autismo fosse causato da una mamma non amorevole, chiamata "madre frigorifero" e il trattamento appropriato per l'autismo era "che la mamma riconoscesse la sua colpa e scoprisse perchè odiava il suo bambino e desiderava che non fosse mai nato""


    Siamo alla fine del 1800, e Edward Thorndike, figlio di un prete metodista, serio e diligente studente della Harvard University, si prepara a sostenere l'esame per conseguire il proprio dottorato: le gabbie che Thorndike disegna per valutare il progressivo livello di apprendimento a uscire da esse di quattro gatti, assieme al primo grafico che riporta i progressi di queste quattro evasioni feline, sono allo stesso tempo un documento storico di rilevanza più che notevole, e un enorme salto metodologico per la psicologia scientifica, - forse addirittura l'avanzamento storico di maggiore rilevanza.
    Boakes si addentra poi a compendiare uno dei periodi più difficili dello psicologismo scientifico, quello che per esempio vede una dotta commissione di scienziati europei beffata in pieno da un cavallo, a ragione chiamato Hans "l'intelligente". (La storia di Clever Hans racconta che il cavallo, apparentemente in grado di risolvere calcoli matematici semplici e complessi rispondendo ai quesiti a colpi di zoccolo, era in grado di percepire la tensione del suo addestratore o degli astanti che si sviluppava nel momento in cui la zampa raggiungeva, a forza di colpi, il risultato corretto. L'animale scalpitava a stancarsi di fronte ad un pubblico all'oscuro del risultato). È solo grazie ai dubbi di un altro oscuro studentello - Oscar Pfungst - e soprattutto grazie agli accorti esperimenti che Pfungst riesce ad architettare, che l'intelligenza umana riesce finalmente a trionfare su quella equina, dimostrando insindacabilmente che un cavallo non può compiere complessi calcoli matematici. Ma, soprattutto, dimostrando che appropriati esperimenti, condotti in condizioni controllate, possono dimostrare ciò che una darwiniana intuizione, per quanto sagace e competente essa sia, mai potrà fare completamente: e cioè, verificare un'ipotesi di partenza attraverso i risultati di un esperimento condotto con criteri di assoluto rigore metodologico. A dieci lustri quasi di distanza, resta tuttora questo il problema principale della psicologia scientifica, e tuttora attuale, anzi attualissimo, è il dibattito tra cultori di scienze naturali e psicologi (soprattutto psicologi comparati). E non può certo dire che si è vicini a un accordo metodologico; probabilmente cento anni di vite (scientifiche) trascorse a spiarsi vicendevolmente con un misto di derisione e di sospetto hanno definitivamente allontanato gli studiosi della mente umana da quelli che eminentemente si occupano di comportamento animale.


    chi lo dice che sia inafferrabile...e qualora qualcuno lo affermasse perchè dovrei fermarmi?
    perchè non seguire il mio istinto...
    io studio la psiche dell'uomo...in continua evoluzione...
    diversa in ogni Paese
    un uomo che subisce influenze sociali, politiche religiose...ed altro ancora..
    un uomo che interagisce col mondo fuori e dentro di lui...


    mi chiedi cosa mi spinga...
    cosa non dovrebbe spingermi?

    mi spinge la mia passione...

  6. #126
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    Riferimento: sesso

    E la vita stessa mi ha confidato questo segreto. Vedi, — disse — io sono il continuo, necessario superamento di me stessa», « mille sentieri vi sono non ancora percorsi; mille salvezze e isole della vita. Inesaurito e non scoperto è ancora sempre l'uomo e la terra dell'uomo... ».

    e se fosse vera la teoria dell'eterno ritorno dell'uguale?

  7. #127
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    l'istinto a riprodursi?
    siamo molto più che istinto...
    molto!
    e molto più complessi degli animali...
    Non tanto quanto a te sembra assodato essere.

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    @Doctor: Non sei l'unico... a cui non torna qualche cosa. Però, credo ci sia dell'altro, oltre l'istinto: qualcosa che lo dirige e che in qualche modo: Sceglie (altrimenti finiremmo con l'accoppiarci in modi e luoghi... molto improbabili). Non percepisco il tuo discorso come una disquisizione formale, né nominalistica: mi pare chiaro condividere quanto espresso ma non è la risposta alla tua motivazione (che comunque non è stata una - precedentemente - e non sarà mai una soltanto). Sicché, mi pare ancora più interessante porre l'accento sul fatto che Ognuno di Noi stia cercando una motivazione - aggrappandosi a cose improbabili - senza trovarla: perché, in verità, proprio non c'è.
    Mi pareva di aver scritto ampiamente nel mio precedente intervento che l'istinto è LA BASE, il reperto ancestrale del nostro vissuto sessuale: poi ci sono i condizionamenti, emozionali, culturali, religiosi, sociali e quanto altro vi pare...
    Lo so che non è facile, nè piacevole accettare l'idea che noi siamo soprattutto "carne, sangue ed ossa", ma di fatto quello siamo DI BASE: tutto il resto, tutto ciò che rende l'uomo diverso dagli altri animali, è una sovrastruttura , qualcosa che si sovrappone fino, magari ad oscurarla del tutto, alla semplice "materia" primigenia.. Ma questa rimane, persiste nonostante tutto e tutti e guida i nostri comportamenti molto più di quanto noi vogliamo riconoscere e ammettere.
    Da questo punto di vista, io sono molto più "feuerbachiano" che hegeliano ...


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    la mia domanda è e resta sempre:perchè si fa sesso...
    E la mia risposta è: perchè "istintivamente" sono portato a concepire la mia vita come "priva di qualche cosa" se non lo facessi; perchè "istintivamente" sono portato a sentire che il mio rapporto con la mia donna si completa e diventa una cosa "piena" facendolo; perchè "istintivamente" sento che è "naturale", bello, piacevole farlo mentre è innaturale, brutto, spiacevole NON farlo..
    Poi, su queste basi istintuali possiamo costruire motivazioni a bizzeffe, possiamo anche scriverci su una versione della Treccani dedicata apposta all'argomento: ma nella sostanza poco altro potremmo aggiungere....
    Io, almeno, la vedo così....
    -



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  8. #128
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    E la vita stessa mi ha confidato questo segreto. Vedi, — disse — io sono il continuo, necessario superamento di me stessa», « mille sentieri vi sono non ancora percorsi; mille salvezze e isole della vita. Inesaurito e non scoperto è ancora sempre l'uomo e la terra dell'uomo... ».
    e se fosse vera la teoria dell'eterno ritorno dell'uguale?
    Ti fai voler bene
    Il senso e il significato delle cose è già nel prologo: "Oh grande astro! Cosa sarebbe della tua felicità se non avessi coloro ai quali risplendi!": "vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza".
    "Se in me è quella voglia di cercare, che spinge le vele verso terre non ancora scoperte, se nel piacere è un piacere di navigante: se mai gridai giubilante 'La costa scomparve'; ecco anche la mia ultima catena è caduta, il senza-fine mugghia intorno a me, laggiù lontano splende per me lo spazio e il tempo, orsù! Coraggio! Vecchio cuore!".
    Che sia vero o falso, giusto o sbagliato, bene o male: noi possiamo andare oltre là dove il gioco ci consentirà di giocare come fanciulli.
    Ultima modifica di Saoshyant : 23-07-2009 alle ore 17.19.28
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  9. #129
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    Non tanto quanto a te sembra assodato essere.


    Mi pareva di aver scritto ampiamente nel mio precedente intervento che l'istinto è LA BASE, il reperto ancestrale del nostro vissuto sessuale: poi ci sono i condizionamenti, emozionali, culturali, religiosi, sociali e quanto altro vi pare...
    Lo so che non è facile, nè piacevole accettare l'idea che noi siamo soprattutto "carne, sangue ed ossa", ma di fatto quello siamo DI BASE: tutto il resto, tutto ciò che rende l'uomo diverso dagli altri animali, è una sovrastruttura , qualcosa che si sovrappone fino, magari ad oscurarla del tutto, alla semplice "materia" primigenia.. Ma questa rimane, persiste nonostante tutto e tutti e guida i nostri comportamenti molto più di quanto noi vogliamo riconoscere e ammettere.
    Da questo punto di vista, io sono molto più "feuerbachiano" che hegeliano ...




    E la mia risposta è: perchè "istintivamente" sono portato a concepire la mia vita come "priva di qualche cosa" se non lo facessi; perchè "istintivamente" sono portato a sentire che il mio rapporto con la mia donna si completa e diventa una cosa "piena" facendolo; perchè "istintivamente" sento che è "naturale", bello, piacevole farlo mentre è innaturale, brutto, spiacevole NON farlo..
    Poi, su queste basi istintuali possiamo costruire motivazioni a bizzeffe, possiamo anche scriverci su una versione della Treccani dedicata apposta all'argomento: ma nella sostanza poco altro potremmo aggiungere....
    Io, almeno, la vedo così....


    ciò che hai voluto comunicarmi credo mi sia chiaro...


  10. #130
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    E la vita stessa mi ha confidato questo segreto. Vedi, — disse — io sono il continuo, necessario superamento di me stessa», « mille sentieri vi sono non ancora percorsi; mille salvezze e isole della vita. Inesaurito e non scoperto è ancora sempre l'uomo e la terra dell'uomo... ».
    e se fosse vera la teoria dell'eterno ritorno dell'uguale?
    Ti fai voler bene
    Il senso e il significato delle cose è già nel prologo: "Oh grande astro! Cosa sarebbe della tua felicità se non avessi coloro ai quali risplendi!": "vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza".
    "Se in me è quella voglia di cercare, che spinge le vele verso terre non ancora scoperte, se nel piacere è un piacere di navigante: se mai gridai giubilante 'La costa scomparve'; ecco anche la mia ultima catena è caduta, il senza-fine mugghia intorno a me, laggiù lontano splende per me lo spazio e il tempo, orsù! Coraggio! Vecchio cuore!".
    Che sia vero o falso, giusto o sbagliato, bene o male: noi possiamo andare oltre là dove il gioco ci consentirà di giocare come fanciulli.
    You find great teacher when you find yourself
    Lapsus - thrash melodic death metal from Italy http://www.lapsushome.it

  11. #131
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    Riferimento: sesso

    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    cosa ci spinge a voler fermare concettualmente qualcosa che per sua natura appare inafferrabile e che,
    di volta in volta: cambia? (e questa è per te Paradelta)


    "La teoria dell'attaccamento nasce e si sviluppa in un contesto psicoanalitico ad opera di John Bowlby.

    Egli integrò il modello psicoanalitico classico con osservazioni comportamentali del mondo animale di stampo etologico, in particolare riguardo le interazioni madre-cucciolo e madre-bambino.

    Il suo modello scardinò il primato delle pulsioni (libido o pulsione di vita e aggressività o pulsione di morte) ponendo al centro del comportamento e della psiche umana il sistema d'attaccamento, che diviene quindi il sistema motivazionale principale."




    "1989 alle donne incinte era stato detto che mangiare due o tre scatolette di tonno al giorno durante la gravidanza era possibile e sicuro. In questi giorni, centinaia di famiglie stanno scoprendo con successo i trattamenti biomedici per l'autismo e le scatolette di tonno invece portano ora un'etichetta che avverte le donne incinte di non mangiarlo per la possibile contaminazione col mercurio.

    Gli Augersons sono una delle centinaia di famiglie che hanno scoperto questi trattamenti di successo attraverso i loro sforzi pionieristici e attraverso il protocollo Defeat Autism Now! (DAN!) formulato dall' Autism Research Institute, un istituto no-profit di San Diego, centro mondiale per la ricerca e l'informazione, che si è occupato di seguire i trattamenti promettenti per l'autismo sin dal 1967. Il database dell'ARI è il più ampio del mondo con più di 37.000 casi dettagliati di storie di bambini autistici di più di 60 paesi.

    Nel 1964, quando il fondatore dell' ARI, Bernard Rimland, PhD, pubblicò il suo innovativo libro "Infantile Autism: The Syndrome and its Implications for a Neural Theory of Behavior", il credo medico corrente era che l'autismo fosse causato da una mamma non amorevole, chiamata "madre frigorifero" e il trattamento appropriato per l'autismo era "che la mamma riconoscesse la sua colpa e scoprisse perchè odiava il suo bambino e desiderava che non fosse mai nato""


    Siamo alla fine del 1800, e Edward Thorndike, figlio di un prete metodista, serio e diligente studente della Harvard University, si prepara a sostenere l'esame per conseguire il proprio dottorato: le gabbie che Thorndike disegna per valutare il progressivo livello di apprendimento a uscire da esse di quattro gatti, assieme al primo grafico che riporta i progressi di queste quattro evasioni feline, sono allo stesso tempo un documento storico di rilevanza più che notevole, e un enorme salto metodologico per la psicologia scientifica, - forse addirittura l'avanzamento storico di maggiore rilevanza.
    Boakes si addentra poi a compendiare uno dei periodi più difficili dello psicologismo scientifico, quello che per esempio vede una dotta commissione di scienziati europei beffata in pieno da un cavallo, a ragione chiamato Hans "l'intelligente". (La storia di Clever Hans racconta che il cavallo, apparentemente in grado di risolvere calcoli matematici semplici e complessi rispondendo ai quesiti a colpi di zoccolo, era in grado di percepire la tensione del suo addestratore o degli astanti che si sviluppava nel momento in cui la zampa raggiungeva, a forza di colpi, il risultato corretto. L'animale scalpitava a stancarsi di fronte ad un pubblico all'oscuro del risultato). È solo grazie ai dubbi di un altro oscuro studentello - Oscar Pfungst - e soprattutto grazie agli accorti esperimenti che Pfungst riesce ad architettare, che l'intelligenza umana riesce finalmente a trionfare su quella equina, dimostrando insindacabilmente che un cavallo non può compiere complessi calcoli matematici. Ma, soprattutto, dimostrando che appropriati esperimenti, condotti in condizioni controllate, possono dimostrare ciò che una darwiniana intuizione, per quanto sagace e competente essa sia, mai potrà fare completamente: e cioè, verificare un'ipotesi di partenza attraverso i risultati di un esperimento condotto con criteri di assoluto rigore metodologico. A dieci lustri quasi di distanza, resta tuttora questo il problema principale della psicologia scientifica, e tuttora attuale, anzi attualissimo, è il dibattito tra cultori di scienze naturali e psicologi (soprattutto psicologi comparati). E non può certo dire che si è vicini a un accordo metodologico; probabilmente cento anni di vite (scientifiche) trascorse a spiarsi vicendevolmente con un misto di derisione e di sospetto hanno definitivamente allontanato gli studiosi della mente umana da quelli che eminentemente si occupano di comportamento animale.


    chi lo dice che sia inafferrabile...e qualora qualcuno lo affermasse perchè dovrei fermarmi?
    perchè non seguire il mio istinto...
    io studio la psiche dell'uomo...in continua evoluzione...
    diversa in ogni Paese
    un uomo che subisce influenze sociali, politiche religiose...ed altro ancora..
    un uomo che interagisce col mondo fuori e dentro di lui...


    mi chiedi cosa mi spinga...
    cosa non dovrebbe spingermi?

    mi spinge la mia passione...
    Con ordine e disciplina: non hai detto "diamo per scontato che ci sia piacere", perché metterlo in dubbio, affermando "ammesso che si provi" non significa... affermarlo, ma appunto dubitarne (e sono due cose esattamente opposte)! O quanto meno, non è così palese che tu l'abbia dato per scontato... quel piacere (ma sono troppo minuziosa, forse, mi rendo conto).


    Proseguiamo:

    Non preoccuparti anche io sono parecchio stanca, malgrado non abbia il mare (per poco ancora). Specifico: il termine inafferrabilità è esclusivamente riferibile al sesso e in questo contesto. Con questo voglio soltanto dire che "il sesso" in accezione soggettiva: non è riducibile ad una definizione unica ed assoluta, se non a rischio di falsarlo (e l'abbiamo abbondantemente ribadito). Considero, inoltre, che la percezione che ognuno ha del sesso - dal momento che è quello che domandi - non sia un dato "oggettivamente osservabile da più persone", e quindi valutabile (salvo non si parli di patologie, e di un certo tipo), sicché non sarebbe propriamente paragonabile, secondo il mio punto di vista, alle esperienze "storiche" che bene o male in molti conosciamo e di cui riporti brevi cenni. Sarebbe stato preferibile, forse, riportare "interpretazioni storiche" del sesso... [...].

    Quindi, puoi anche studiare la psiche dell'uomo e fare il tentativo di strizzarla in una definizione, se credi di conoscerla, ma non puoi assolutamente chiudere nella stessa definizione la mia personalissima idea di sesso (che non è valutabile da te, in quanto altro da me). Il tuo istinto, certamente, puoi anche seguirlo, ma è bene dargli una direzione se vuoi che giunga a qualche cosa di concreto (a meno che tu non voglia affidarti a improvvise e illuminanti intuizioni, che pure è lecito). E non è una polemica, però, ho delle perplessità che non sono critiche, ma perplessità:

    Sei partita dicendo che fai studi per delle ricerche, e mi piacerebbe capire cosa stai studiando, visto che è una ricerca - per sapere a cosa contribuisco (se stai studiando un aspetto particolare della sessualità, delle nostre interazioni, o altro). Mi aspettavo, quindi, qualcosa di più mirato, o delle idee più chiare, altrimenti non mi pare si possa parlare di ricerca.

    Poi, siamo passati a dire che stiamo giocando. Di conseguenza mi sono concessa il lusso di divagare, di sucitare nuove perplessità o di sfiorare altre possibilità: perché no? Il gioco è composto di tante parti (se è vero che stiamo giocando). E sarà anche vero che tu fai le domande e che decidi come debbano essere, queste domande, ma ricordati che noi non siamo un distributore automatico di risposte e che quindi possiamo anche avere risposte che non sempre collimano con le tue aspettative. Significa che non puoi essere intollerante nei confronti delle nostre divagazioni e perplessità. Proprio perché è vero che l'argomento resta specifico, interessante, e sconosciuto... però sostanzialmente neppure tu hai una risposta certa.

    Ora, non fraintendermi: per me va bene, qualunque cosa si stia facendo, e non sento neppure l'esigenza di definirla esattamente (come ricerca o come gioco). Quello che vorrei è: essere libera di esprimermi. Quindi, se per dire qualcosa che non so esattamente cosa sia (perché è così), ho bisogno di sfiorare altri argomenti, mi piacerebbe - visto che tutto è sperimentale - non sentirmi dire che poco hanno a che fare con la discussione soltanto perché mettono in dubbio la stabilità della tua domanda. Probabimente anche le cose più impensabili hanno a che fare con il sesso, ed io potrei aver bisogno di quelle cose, per rispondere alla tua domanda. Perché, come suggerisci tu, il resto sarà anche storia...


    ...ma ricorda che la storia siamo noi.
    Ultima modifica di missfreedom : 23-07-2009 alle ore 18.52.21
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  12. #132
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    Riferimento: sesso

    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio

    ciao sonomessomale....

    forse mi sono espressa male...chissà!
    il piacere è una delle motivazioni per cui le persone dicono di far sesso...
    per te ci sono altre motivazioni?
    forse così vado meglio...non credi?

    buona serata...
    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    falso...vero...
    forse sarebbe meglio dire...
    codivisibile, meno condivisibile...
    non credo che quando si parla di motivazioni si possa trovare il vero ed il falso oggettivo..
    le motivazioni nascono dalla nosrta storia personalissima...e vanno indagate in quel contesto...
    ma qui non si vuole indagare sulla motivazione delle motivazioni...
    sarebbe compito troppo arduo...
    concordi?
    è una semplice raccolta di motivazioni, già difficile di per se...
    le motivazioni per cui si fa sesso non sono più o meno riprovevoli...
    specie tra queste pagine virtuali vi dovrebbe essere un pensiero accogliente dell'individualità di ogniuno...
    differente è quando si esprimono motivazioni generalizzate ....
    ma se una motivazione è propria........silenzio...accoglienza...

    doctor...
    raccontami il perchè fai sesso...
    ti va di scavare un pò in te...con me...
    di accendere qualche luce soffusa?!
    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    riflessione:

    se il "piacere" è il motore/motivo (per alcuni principe) per cui si fa sesso....
    perchè allora "non si fa sesso?"
    perchè si rinuncia a darsi piacere?

    la mia riflessione non è una nuova domanda...
    ma un modo per pensare alla mia prima domanda...
    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    io chiedo motivazioni personali, proprie idee e quasi mai spiegazioni generalizzabili...
    nè mi piace quando qualcuno parla di altri invece che indagare se stesso/a

    ti va di riscrivere ciò che mi hai su postato con parole diverse...
    parole nuove?
    Citazione Originalmente inviato da paradelta Visualizza messaggio
    Se posso domandarti: sei alla ricerca di te stessa ma cosa cerchi nel sesso?


    mi sono trovata moltissimi anni fa...
    e non cerco nulla "nel sesso..."

    mi interessano le menti, il loro funzionamento, le resistenze,
    mi interessa ciò che impedisce ad un individuo "normale" di vivere la propria sfera sessuale liberamente...e mi interessa molto altro ancora...

    la mia scelta è stata solo seguire una strada diversa...non partire dalla patologia per capire ma dalla normalità...

    solo una questione di scelte...

    [/QUOTE]

  13. #133
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di paradelta
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    Riferimento: sesso

    questo è ciò che credo di aver detto in queste pagine...
    credo!

    non ho mai detto che tu non possa dire ciò che vuoi..al massimo ho detto che a me non tutto possa interessarmi...
    quindi..
    ad alcune cose risponderò ad altre meno ad altre per nulla..
    semplicemente perchè non mi interessano..

    caratterialmente non mi impelago più in lunghe discussioni...
    mi assorbono energie...
    ho le mie idee, i miei obiettivi...
    sto in un forum...
    non "costringo" nessuno...
    uno apre la discussione la legge, capisce cosa cerco..decide se rispondere o meno...
    è semplice...
    se si vuole disquisire del sesso in altri modi, da altri punti di vista...
    certo che lo si può fare..
    però non capisco perche non aprirsi...come si chiama? un trend?
    una discussione propria...

    ho più volte detto che non ho verità...
    non ho spiegato a nessuno le mie "ricerche o altro....
    entro qui ...faccio una domanda...mi danno risposte...tutto qui...

    che poi si possano o no ricavare regole generalizzabili o leggi o nuove teorie o si aspetti l'illuminazione...
    chissà!
    io sono una donna senza troppe certezze...
    le certezze mi fanno paura!!!!!!!!!!!!!1

  14. #134
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    Riferimento: sesso

    per me il sesso non è solo qualcosa di istintivo...è un connubio tra istinto e cervello....io faccio sesso per nutrirmi......

  15. #135
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di paradelta
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    Citazione Originalmente inviato da Antinomica Visualizza messaggio
    per me il sesso non è solo qualcosa di istintivo...è un connubio tra istinto e cervello....io faccio sesso per nutrirmi......

    di cosa ti nutri?
    mi spieghi come percepisci questo connubio?
    ciao

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