È così difficile descrivere ciò che si sente
quando si sente che si esiste veramente,
e che l’anima è un’entità reale,
che non so quali sono le parole umane
con cui si possa definirlo.
Fernando Pessoa
È così difficile descrivere ciò che si sente
quando si sente che si esiste veramente,
e che l’anima è un’entità reale,
che non so quali sono le parole umane
con cui si possa definirlo.
Fernando Pessoa
Nessuno può guardarmi come i tuoi occhi
zaffiri che la luna rendono a sera buccia di luce,
nessuno può toccarmi come le tue mani
nude d'aridi metalli
ma leggere con la delicatezza di gigli caldi.
Sei tu la luna del tramonto
che vanifica gli sforzi delle stelle
tu sei la carezza d'un alito di vento
che non tradisce il desiderio d'una foglia stanca.
Sono proprio i tuoi occhi
che raggiungono l'orizzonte del mio essere
è proprio la bellezza delle tue mani nude
a disperdere dalle mie membra i cumuli di pene
o mia creatura
con te il piacere non è una goccia di rugiada
è amore
ch'entra in me con l'allegria d'una cascata
ad incendiare i miei terribili abissi.
Sì, i tuoi occhi sono il respiro della tua anima,
mi trattengono nell'ebbrezza
anche senza la tinta d'un ombretto nero
e le tue mani sono belle come sono,
fanno sussultare il mio spirito
pur se non donano alla vista bracciali e pietre preziose.
Io ti amo come sei,
mi basta incontrare i tuoi occhi, fiori dell'amore,
per avere per sempre l'illusione dell'aurora.
B.Baldo
E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi.
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente.
Non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari.
La felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose.
E impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi.
E impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno,
e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa i tuoi pensieri.
E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco,
di persone vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei cinque minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore.
E impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro,
o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato,
sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami.
E impari che c'è la felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
Richard Bach (Il gabbiano Jonathan Livingston)
La mia anima era un abito azzurro colore del cielo;
l’ho lasciato su uno scoglio, sul mare
e sono venuta da te, e somigliavo a una donna.
E come una donna mi sono seduta alla tua tavola
e ho bevuto una coppa di vino, e respirato il profumo delle rose.
Hai detto che ero bella, che somigliavo
a qualcosa che avevi visto in sogno.
Ho dimenticato tutto, la mia infanzia e la mia patria,
sapevo solo che le tue lusinghe mi tenevano prigioniera.
E tu, ridendo, hai preso uno specchio e mi hai detto di guardarmi.
Ho visto che le mie spalle erano fatte di stoffa
e si stavano sbriciolando,
ho visto che la mia bellezza era malata,
e che desiderava solo una cosa: sparire.
Oh, tienimi stretta tra le tue braccia,
che io non abbia più bisogno
di niente.
( Edith Irene Sodergran)
Nei calici del sake
petali di pruno galleggiano.
Dopo aver bevuto
con l'amico del cuore
cadano pure i fiori...
dal Man'yōshū - Otomo no Sakanoue no Iratsume
Ultima modifica di Maitreyi : 07-12-2011 alle ore 16.19.21
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti
E quello
che vorrei dirti di più bello
ancora non te l'ho detto.
Nazim Hikmet
Non sapendo quando l’alba possa venire
Non sapendo quando l’alba possa venire,
apro ogni porta,
che abbia piume, come un uccello,
o onde, come il mare.
Portare la nostra parte di notte,
la nostra parte di aurora,
riempire il nostro spazio di felicità,
il nostro spazio di dolore.
Qui una stella, e là una stella,
alcuni si perdono.
Qui una nebbia, e là una nebbia,
infine, il giorno.
(Emily Dickinson)
Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.
il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume;
è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre;
è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco.
Jorge Luis Borges
L'amico che dorme
Che diremo stanotte all'amico che dorme?
La parola più tenue ci sale alle labbra
dalla pena più atroce. Guarderemo l'amico,
le sue inutili labbra che non dicono nulla,
parleremo sommesso.
La notte avrà il volto
dell'antico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo. Il remoto silenzio
soffrirà come un'anima, muto, nel buio.
Parleremo alla notte che fiata sommessa.
Udiremo gli istanti strillare nel buio
al di là delle cose, nell'ansia dell'alba,
che verrà d'improvviso incidendo le cose
contro il morto silenzio. L'inutile luce
svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
taceranno. E le cose parleranno sommesso.
Cesare Pavese
EVIDENZA
La poesia più bella che scriverò mai
è nascosta da qualche parte
sotto le poesie che ho già scritto.
Lo so.
E forse
dico forse
se scavo bene e a lungo,
un giorno
me la troverò.
… Però qualcosa mi sussurra di continuo
che la poesia più bella che mai scriverò
non è altro che quei frammenti d'immondizia
premuti sotto le mie unghie:
Le mie unghie testarde
che non si stancano mai di scavare.
Joumana-Jo Haddad
(Poesia inviata stamattina, 9-12-2011)
Cigola la carrucola del pozzo
Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto ad evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all'atro fondo,
visione, una distanza ci divide.
Montale
Sera
Tocco ogni giorno con le mie mani la felicità,
la bacio con le mie labbra,
lascio che s'addormenti dolcemente sul mio petto,
che poi si desti commossa
come un bel sogno.
Di fronte il cielo, gli uccelli e la tua bocca socchiusa,
sulla strada con acacie e bambini,
delicata e tremula come una sonata.
E dalla mia terrazza, intima come una carezza,
avido sorbisco la sera e la sua bellezza,
contemplo l'aereo che lacera sereno l'aria pura,
e quasi tocco, accarezzo con le mie dita la luna immensa
posata con tenerezza su un pioppo vicino.
Poca cosa è quel che manca a volte per sentire la felicità:
una luce, un fiore, una brezza, una mano nella nostra mano,
o questa sera che sembra di carne, di soavissima madreperla,
sera consegnata per un remotissimo guardare,
per entrare adagio in essa, come un sogno, nell'anima,
per baciarla pura, immateriale, celeste.
José Luis Cano
NOTTE.
Tutto si è esteso, si è attenuato, si è confuso.
Fischi di treni partiti.
Ecco appare, non essendoci più testimoni,
anche il mio vero viso, stanco e deluso.
Ungaretti
temo l'uomo di poche parole
un uomo che tace
posso superare un'arringa
intrattenere un chiacchierone
ma colui che riflette
mentre gli altri spendono tutto ciò che hanno
di quest'uomo diffido
temo ch'egli sia grande
Emily Dickinson