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  1. #1396
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Albero secco

    Un albero secco
    fuori dalla mia finestra
    solitario
    leva nel cielo freddo
    i suoi rami bruni:
    Il vento sabbioso la neve e il gelo
    non possono ferirlo.
    Ogni giorno quell'albero
    mi dà pensieri di gioia,
    da quei rami secchi
    indovino il verde a venire.

    (W. Ya-p'ing)

  2. #1397
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..


  3. #1398
    Nicole86
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..


  4. #1399
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..


  5. #1400
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..


  6. #1401
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Era lei, la neve

    E un mattino
    appena alzati, pieni di sonno,
    ignari ancora,
    d'improvviso aperta la porta,
    meravigliati la calpestammo:
    Posava, alta e pulita
    in tutta la sua tenera semplicità.
    Era
    timidamente festosa
    era
    fittissimamente di sé sicura.
    Giacque
    in terra
    sui tetti
    e stupì tutti
    con la sua bianchezza.

    Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

  7. #1402
    LucyVanPelt
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Voi che vivete sicuri
    nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    il cibo caldo e i visi amici:

    considerate se questo è un uomo,
    che lavora nel fango,
    che non conosce pace,
    che lotta per mezzo pane,
    che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna
    senza capelli e senza nome,
    senza più forza di ricordare,
    vuoti gli occhi e freddo il grembo
    come una rana d’inverno.

    Meditate che questo è stato:
    vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore,
    stando in casa andando per via,
    coricandovi alzandovi;
    ripetetele ai vostri figli.

    O vi si sfaccia la casa,
    la malattia vi impedisca
    i vostri nati torcano il viso da voi.

    Primo Levi

  8. #1403
    Partecipante L'avatar di Maitreyi
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

    Baby Yar

    Non c'è un momumento
    A Babi Yar
    Il burrone ripido
    E' come una lapide
    Ho paura
    Oggi mi sento vecchio come
    Il popolo ebreo
    Ora mi sento ebreo
    Qui vago nell'antico Egitto
    Eccomi, sono in croce e muoio
    E porto ancora il segno dei chiodi.
    Ora sono Dreyfus
    La canaglia borghese mi denuncia
    e mi giudica
    Sono dietro le sbarre
    Mi circondano, mi perseguitano,
    mi calunniano, mi schiaffeggiano
    E le donne eleganti
    Strillano e mi colpiscono
    con i loro ombrellini.
    Sono un ragazzo a Bielostok.
    Il sangue è ovunque sul pavimento
    I capobanda nella caverna
    Diventano sempre più brutali.
    Puzzano di vodka e di cipolle
    Con un calcio mi buttano a terra
    Non posso far nulla
    E invano imploro i persecutori
    Sghignazzano "Morte ai Giudei"
    "Viva la Russia"
    Un mercante di grano
    picchia mia madre.
    O mio popolo russo
    So che in fondo al cuore
    Tu sei internazionalista
    Ma ci sono stati uomini che con le loro
    mani sporche
    Hanno abusato del tuo buon nome.
    So che il mio paese è buono
    Che infamia sentire gli antisemiti che
    senza la minima vergogna
    Si proclamano.
    Sono Anna Frank
    Delicata come un germoglio ad Aprile
    Sono innamorato e
    Non ho bisogno di parole
    Ma soltanto che ci guardiamo negli occhi
    Abbiamo così poco da sentire
    e da vedere
    Ci hanno tolto le foglie e il cielo
    Ma possiamo fare ancora molto
    Possiamo abbracciarci teneramente
    Nella stanza buia.
    "Arriva qualcuno"
    "Non avere paura
    Questi sono i suoni della primavera
    La primavera sta arrivando
    Vieni
    Dammi le tue labbra, presto"
    "Buttano giù la porta"
    "No è il ghiaccio che si rompe"
    A Babi Yar il fruscio dell'erba selvaggia
    Gli alberi sembrano minacciosi
    Come a voler giudicare
    Qui tutto in silenzio urla
    e scoprendomi la testa
    Sento che i miei capelli ingrigiti
    sono lentamente
    E divento un lungo grido silenzioso qui
    Sopra migliaia e migliaia di sepolti
    Io sono ogni vecchio
    Ucciso qui
    Io sono ogni bambino
    Ucciso qui
    Nulla di me potrà mai dimenticarlo
    Che l' "Internazionale" tuoni
    Quando l'ultimo antisemita sulla terra
    Sarà alla fine sepolto.
    Non c'è sangue ebreo
    Nel mio sangue
    Ma sento l'odio disgustoso
    Di tutti gli antisemiti
    come se fossi stato un ebreo
    Ed ecco perché sono un vero russo.

    Dal "Ciclo delle poesie di Babi Yar" di Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

    “Babi Yar” prende il nome da un fossato nelle vicinanze di Kiev, dentro il quale furono gettati i corpi massacrati di più di centomila uomini, donne e bambini, durante una fase della “guerra di annientamento” denominata operazione Barbarossa, ordinata da Hitler nel 1941.

  9. #1404
    Partecipante Figo L'avatar di °¦[·Po!soN·]¦°
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    LA FARFALLA

    L'ultima, proprio l'ultima,
    di un giallo così intenso, così
    assolutamente giallo,
    come una lacrima di sole quando cade
    sopra una roccia bianca
    così gialla, così gialla!
    l'ultima
    volava in alto leggera,
    aleggiava sicura
    per baciare il suo ultimo mondo.
    Tra qualche giorno
    sarà già la mia settima settimana
    di ghetto: i miei mi hanno ritrovato qui
    e qui mi chiamano i fiori di ruta
    e il bianco candeliere del castagno
    nel cortile.
    Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
    Quella dell'altra volta fu l'ultima:
    le farfalle non vivono nel ghetto.

    Pavel Friedman (Praga 1921 – Auschwitz 1944)

  10. #1405
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Morirò domani
    con parole d'amore sulle labbra
    dopo una lunga notte di esilio
    solo
    sotto un cielo indifferente
    nessuno saprà mai
    la fatica che ho fatto
    per diventare
    un uomo

    Anonimo
    Auschwitz 1945

  11. #1406
    Nicole86
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre mai s’era potuta riconoscere così.

  12. #1407
    LucyVanPelt
    Ospite non registrato

    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Molte volte ho osservato
    il marmo che hanno scolpito per me,
    un vascello con una vela ammainata
    alla fonda di un porto.
    In verità ciò non rappresenta la mia destinazione
    ma la mia vita.
    Perché mi fu offerto l'amore e io
    fuggii i suoi disinganni;
    il dolore bussò alla mia porta, ma ebbi paura;
    mi chiamò l'ambizione,
    ma le opportunità mi hanno terrorizzato.
    Eppure continuavo a desiderare
    di dare un significato alla mia vita.
    E ora io so che bisogna alzare le vele
    e prendere i venti del destino
    dovunque conducano il vascello.
    Dare un significato alla propria vita
    può finire in follia,
    ma la vita senza significato è la tortura
    del senza requie e vago desiderio
    essa è un vascello che smania per il mare
    e ne ha paura.

    - George Gray -
    Edgar Lee Masters, dall'Antologia di Spoon River

  13. #1408
    Banned
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese?.

    G. García Marquez, L’amore ai tempi del colera

  14. #1409
    Partecipante Figo L'avatar di °¦[·Po!soN·]¦°
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Fai pure del tuo peggio per sottrarti a me,
    ma per tutta la vita mi apparterrai:
    vita che non durerà più a lungo del tuo amore,
    perché essa completamente da quell'amore dipende.
    Non devo perciò temere il massimo dei mali,
    dal momento che il minimo di essi mi può causare la fine;
    esiste per me un più felice stato
    di questo continuo dipendere dai tuoi umori!
    Tu non puoi torturarmi con la tua incostanza,
    ne va della mia vita col tuo disdegno.
    Oh, quale titolo alla felicità posseggo:
    pago di avere il tuo affetto, contento di dover morire!
    C'è cosa tanto bella che non tema macchia?
    Tu potresti ingannarmi e io non saperlo.

    William Shakespeare- sonetto 92

  15. #1410
    Partecipante L'avatar di Maitreyi
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    Riferimento: Poesie e versi del giorno..

    Non ho rimpianti

    Non ho rimpianti, non chiedo aiuto, non piango
    Tutto passerà come la bruma dai meli bianchi
    Appassito in una decadenza dorata
    Io non sarò più giovane.

    Anche il mio cuore toccato dal gelo
    non batte più come una volta
    ed il paese della tela di betulla
    non mi spingerà più a vagabondare a piedi nudi.

    Spirito randagio! Sempre meno
    attizzi il fuoco delle mie labbra,
    freschezza della giovinezza
    ardore degli occhi, fiume di sentimenti dove siete!

    Ora sono diventato avaro nel desiderio
    forse ti ho sognato vita mia?
    Davvero all'alba della mia primavera tuonante
    ho cavalcato un destriero rosa?

    Noi tutti a questo mondo siamo votati alla fine
    Il colore ramato delle foglie d'acero goccia silenziosamente
    Siamo dunque felici, siamo stati benedetti
    d'essere nati per fiorire e poi morire.


    Sergej Aleksandrovič Esenin

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