Io sono te, amplificata
by , 07-12-2008 at 22.04.52 (803 Visite)
Vorrei provare a spiegare.
Come si parte nelle relazioni? In quinta...senza saper modulare gli aspetti reali delle emozioni.
Si ha bisogno di amare e di amore, ma essendo un sentimento costruito dal bisogno lo si calca di entusiasmo, di idealizzazione.
Allora a questo punto tu diventi una dea, la donna specialissima, grandissima, bellissima... ad ogni aggettivo aggiungi "issima"...
Si capisce che una marcia così elevata dovrà inevitabilmente calare....
Quando cala va a zero.
Immagina di rincorrere un qualcosa, ma non sai cosa.
Immagina di dover (e voler) trovare sempre una motivazione valida per vivere.
Immagina di essere per un minuto sopra il cielo, ed il minuto dopo con una stramaledetta voglia di morire.
Immagina quei momenti... in cui senti dentro una voglia irrestistibile di sballo, di prendere qualcosa per non pensare a niente.
Immagina di pensare al tuo futuro e non riuscire a vedere oltre domani.
Immagina un filo sottile, e tu che tenti di camminarci sopra.
Immagina un bisogno assoluto degli altri.
Immagina un grande silenzio che diventa assordante.
Immagina un rifiuto totale di crescere.
Immagina una testata tirata contro il muro soltanto per una forte rabbia.
Immagina di prendere in mano un coltellino e farti tanti piccoli tagli sul polso, sperando di riuscire prima o poi ad avere il coraggio di far scendere di più quella lama
Immagina un conflitto con il cibo che non ti lascia in pace.
Immagina di guardarti intorno e di pensare che gli altri siano così diversi da te. Tu non c'entri proprio niente con il resto del mondo.
Immagina di pensare di essere stato catapultato nell'epoca sbagliata.
Immagina di piangere anche se vedi cadere una foglia.
Immagina di pensare ad una persona: un minuto prima sei convinta di volerle un mondo di bene, due secondi dopo la trovi davvero squallida.
Immagina gli altri che ti fanno notare ogni tua contraddizione.
Immagina una qualsiasi tua emozione e moltiplicala per mille.
Ecco.... immagina te stesso, amplificato.








