Recuerdo
by , 04-01-2009 at 15.25.56 (800 Visite)
“…mutilarsi vuol dire trovare un sollievo temporaneo dall’ansia, dal vuoto, dalla noia e dalla depressione.
Il sangue è di tutte le parti del corpo quella più carica di valore simbolico, liquido rosso e denso che guarisce e trasforma.
Anche la cicatrice è un simbolo, il segno del dolore e della ferita, ma anche della possibilità di guarire. Chi ha le cicatrici è uno che ha combattuto ed è sopravvissuto. Chi si taglia può far uscire la malattia che ha dentro e cominciare a guarire.
…l’automutilazione è soprattutto un modo primitivo e potente di comunicare a tutti la sofferenza che non riescono a raccontare con le parole e i sentimenti. Ferite e cicatrici buttate in faccia a tutti, in un linguaggio scritto nel corpo, con il sangue.”
(Massimo Picozzi, “Un oscuro bisogno di uccidere”, p. 19)








