Ce l'ho fatta
by , 26-03-2008 at 14.01.01 (827 Visite)
[...] Però ancora non sai che mi stai prendendo sempre di più...
...che aspetto con ansia il giorno di ogni prossimo colloquio: quell'ora in cui ti vedrò; che in questo momento temo il tuo giudizio più di ogni altra cosa; che quella mattina in cui ci siamo incrociate sul marciapiede, ti ho salutata e mi batteva forte il cuore; che a volte ti osservo mentre tu non te ne accorgi, e quando magari ti giri verso di me, io sposto veloce lo sguardo; altre volte, invece, ti fisso negli occhi e mi sciolgo.
Il secondo motivo per il quale ho registrato il colloquio, è la tua voce.
Forse sbaglio a scriverti queste cose, anzi, sicuramente. Corro il rischio di farti allontanare. E allora perchè lo faccio? Tenere tutto dentro è un male; scrivere, senza che nessuno legga, è banale; fartelo sapere, per me, è importante. Metterti a conoscenza del fatto che adesso ci sei tu al centro della mia margherita, e che ho strappato quasi tutti i petali.
Nonostante tutto, questa lettera, sinceramente, non so se avrò il coraggio di dartela. Forse la farò leggere a qualcun altro, immaginando che siano i tuoi occhi a scorrere tra le mie parole. O forse, farò passare del tempo, prima di "sguinzagliare" questi sentimenti e porre tutto nelle tue mani.
E' incredibile, non so mai quale sia la cosa giusta da fare. Chiedo sempre sempre sempre conferma agli altri. Almeno un parere lo devo avere, per sentire cosa avrebbero fatto le persone al posto mio. Poi, però, non è detto che io lo segua...
Così facendo mi ritrovo sempre "punto e a capo". Con davanti a me 300 porte e l'indecisione di non sapere mai quale aprire. Vorrei spalancare quella porta che permetta poi di arrivare al cuore delle persone.
Molto spesso ci riesco, ma una volta raggiunto il castello e fatto "innamorare" la principessa, rimonto sul mio cavallo, tiro fuori una nuova mappa e tento di cavalcare verso un altro cuore.
Se tutto quello vissuto fino ad ora fosse una favola, sicuramente si intitolerebbe "Laura, eterna insoddisfatta della vita". Ma visto che questa è la realtà, non posso permettere che Laura si autodistrugga.
Dovrei cancellare la vergogna, i sensi di colpa, il timore del tuo giudizio e la paura, per riuscire a consegnarti questa lettera, che sicuramente mi permetterà di vincere sulle mie paranoie.
Un volta, mi hai detto: "...già per me questa cosa sarebbe un grande passo avanti con te." Ti riferivi alla scrittura: avrei dovuto scrivere, al posto di far cazzate.
Ed eccomi qui.
Con questa lettera, però, mi sento di aver fatto il "passo più lungo della gamba". Il rischio è quello di cadere, ma l'adrenalina che suscita l'azzardare è colei che mi permette di stare in piedi.








