venerdi sera
by , 31-03-2008 at 09.54.32 (1626 Visite)
Dopo una settimana di pioggia furiosa, serata quasi tiepida, ideale per stare fuori. Esco perchè ho preso l'impegno, non che ne abbia voglia. Arrivo al luogo in cui si terrà l'incontro con il candidato X e incontro dei vecchi amici con cui inizio a chiacchierare. Dopo circa 30 minuti arriva anche Yair, e pur rimanendo nello stesso gruppo di persone in cui mi trovo io mi accenna appena un saluto. Niente di nuovo, ho visto di peggio. Per la successiva ora e mezza mantiene questo comportamento anche mentre siamo in giro a piedi alla ricerca di un posticino dove cenare.
Dal canto mio sono piuttosto assorta nei miei pensieri, preoccupata del weekend del corso per animatori che mi aspetta. Parlo poco, e quando si arriva alla paninoteca sono talmente stanca che me ne sarei andata volentieri a casa, ma rimango lo stesso. Al tavolino ci troviamo di fronte, e lui sigla il posto di ognuno con le rispettive iniziali sulla tovaglia di carta.
Sono l'unica a non ordinare (ho già cenato e l'odore del cibo mi dà fastidio),e solo su insistenza degli altri mangio un paio di patatine (di solito non mi tiro indietro, ma non ne avevo davvero voglia).
Yair posa la sua birra davanti a me, e gli contesto che si è preso il mio spazio, mi sento "invasa"..anche se non prendo niente voglio avere un po' di posto dove appoggiarmi; assume un'espressione interdetta mentre gliela sposto in un altro punto del tavolo, e subito traccia un "confine" che naturalmente vede il mio spazio ridottissimo....
Mi sento proprio stanca e siccome non ho molta voglia di chiacchierare e Yair con me ha la stessa loquacità di un separè di carta di riso, inizio a disegnare la tovaglia di carta.
Una nuvola, una seconda, una terza, un'ombreggiatura minacciosa e poi dei fulmini...niente pioggia. Mentre sono impegnata in questa mia opera e concentrata nel rendere più tempestose possibile le mie nubi, Yair si sporge un pochino verso di me e mi dice: "Comunque...(non mi piacciono i discorsi che cominciano così)...ti devo dire che ho il pc rotto e che mi collego dall'ufficio..." So già di questa storia, risale a ottobre. "Ho letto la posta in ufficio, e c'era una tua mail, ho cercato di metterla in un floppy ma l'ho cancellata per errore...e volevo dirtelo" Era la mail del 16 marzo, in cui gli chiedevo scusa. La cosa mi lascia per un momento perplessa...
E continua dicendomi: "io te lo volevo dire...in realtà controllo solo la posta perchè aspetto che arrivi qualcosa da un altro indirizzo....quello personalissimo....perchè aspetto (mi chiedo da quanto tempo stia aspettando) che arrivi QUALCOSA (da parte di una certa persona, non lo dice ma lo capisco dal suo tono di voce)" "Ah, si, quello dal quale tu mi hai inviato una mail e che poi ho cancellato dietro tua insistenza" (era l'indirizzo che usava per le mail con la ragazza con cui ha avuto una relazione di un anno e mezzo. Una volta mi ha mandato una mail da li, ho risposto, ma lui, accorgendosi di aver usato la mail "top secret" mi ha chiesto di cancellarla e di usare il solito vecchio indirizzo).
Lui mi ringrazia per aver cancellato quel secondo indirizzo in quanto lo considera un segno di rispetto da parte mia, e continua dicendomi: "tu lo sai, ho un carattere scontroso, difficile, ma io lo sento come una cosa mia, me lo sto crescendo come un figlio
-STOP-
In questo momento avverto una stanchezza incredibile, e mentre lui infila parole una dietro l'altra in un concetto che riesce a far diventare complicatissimo, mentre MI SFORZO di mantenere un'aria concentrata ed interessata il mio pensiero è : MA DOVE VUOI ARRIVARE???
Mentre io penso lui intanto continua a parlare e colgo le parole"....perchè tu mi conosci, e infatti continua la nostra frequentazione (INFATTI!!!)e che se non possiamo vederci spesso è solo per mancanza di tempo e per colpa dei rispettivi impegni". "Hai ragione, io ho poco tempo libero e ho anche dato un taglio a certe situazioni che non mi andavano bene" e lui:" brava, è giusto che tu lo faccia e...insomma, ci tenevo a fartelo sapere" Mi sono persa le ultime frasi ma mi stava esprimendo, A SUO MODO, affetto e stima. Sull'ultima frase il chiacchiericcio del gruppetto con cui siamo al tavolo cessa di colpo. Mi rendo conto che la nostra conversazione era fatta in un tono molto basso, protetta dal volume dei nostri amici, e ora che gli altri si sono fermati sembriamo dei cospiratori.
Ritorno a disegnare il mio temporale.
Mi rendo conto che non ho capito. Troppe parole, un volo pindarico che non ho seguito.
Usciamo dalla paninoteca, ci salutiamo ad un angolo di strada. Mi saluta con due baci sulle guance, come si usa da noi, abbozzando qualcosa che dev'essere un sorriso. Faccio l'ultimo tratto di strada da sola, mentre gli altri vanno nella direzione opposta a prendere un caffè in un bar. Io mi sono svincolata a causa del fatto che l'indomani devo alzarmi presto. Un amico di quel gruppo mi ha chiesto: "ma allora parti?" E io: "Dire che parto è eccessivo...diciamo che mi allontano".
Cammino verso casa e mi rendo conto della mia assenza di stasera.
Le cose che mi ha detto mi hanno lasciata confusa, e penso con sollievo che questo weekend di lontananza mi permetterà di lasciare da parte quello che è successo stasera, farlo sedimentare in un angolino e poi riprenderlo in considerazione al mio ritorno...
oggi è lunedi, ieri sera tornando ho riconsiderato velocemente la serata di venerdi sera, e ho deciso di scrivere questo post. Ho deciso anche che sarebbe stato-almeno nei miei desideri-l'ultimo post di questa storia. Sono stanca di complicazioni, di confusione e confusività....sono contento che sia innamorato, questo lo rende più vivo e meno arrabbiato (rima involontaria).
Mi ha detto che mi faccio troppi film mentali. Sarà. Ma di molti è lui a darmi le bobine.
E' stato bello raccontare questa storia...avere dei post con un filo logico...mi è piaciuto, mi è servito per "vuotare il sacco". Non posso farlo con i miei amici perchè Yair non è una persona semplice, e raccontare questa storia diventa a volte complicato e imbarazzante.
L'ho fatto qui perchè ho trovato uno spazio che mi è servito non soltanto per la catarsi ma anche per una mia personale rielaborazione, ed un rispecchiamento di certe cose a cui non avevo fatto attenzione (....ah, le nostre difese!).
Grazie a chi mi ha accolto e mi ha rispecchiato leggendomi.
Grazie di cuore.








