Bo...h!!
by , 04-04-2008 at 19.31.46 (1140 Visite)
Oggi mi hanno consegnato la cartella clinica
Oggi l'ho aperta
Oggi l'ho letta
Oggi ho saputo il nome del mio disturbo, la famosa "etichetta" che non mi volevano dire.
Vaffanculo.
Lo sapevo già.
L'autodiagnosi che mi ero fatta era giustissima.
Un po' di testa ce l'ho. Aggiunta alla passione per psicologia, ecco che arrivo a dare da sola un nome al mio disagio.
E adesso? Adesso che ho avuto la conferma da voi di quello che già immaginavo, cosa succede??
Come si fa a guarire?
Fra poco mi scadrete anche voi. Avete poco tempo.
Già oggi al colloquio, caro Dott. XXXX ti avrei tirato la sedia in faccia. Mi stai sul cazzo lo sai?!
Io voglio soltanto la dott.ssa. Lei è MIA.
Non tu.
Tu non c'entri un cazzo. E questo a lei glielo dirò. Mi fai solo venire il nervoso.
Se non mi volete più basta dirlo e me ne vado. Dite che involontariamente vi suscito delle sensazioni. Quindi??? Vi da fastidio sta cosa? Non siete forse all'altezza???
Lei:
...dirti che non tutti funzionano come funzioni tu, ma non perchè tu sia strana e gli altri sono normali, ognuno ha un suo funzionamento mentale che è assolutamente diverso da qualsiasi altra persona, quindi tu porti gli altri a farli funzionare come funzioni tu, quindi a suscitare questa aggressività, questo incazzamento che tu di solito hai negli altri.
Come tu ti butti nelle relazioni totalmente, pensi che anche gli altri soprattutto nei tuoi confronti abbiano questo pensiero costante a te. Ora non vorrei disilluderti nel senso che non puoi fare che ci sia sempre e costantemente un pensiero rivolto a Laura XXXX perchè sei tu, e quindi noi stiamo tutta una settimana a pensare alla tua cartella clinica ecc, però in realtà involontariamente ci spingi a farlo...tu hai una modalità di funzionamento e pensi che questa modalità ce l'abbiano tutti gli altri per cui le tue paranoie, pensi, che siano motivate ok e che ce le abbiano anche gli altri. In realtà non è così. E involontariamente spingi gli altri a farli funzionare come funzioni tu
Lui:
...il vantaggio di questa cosa è che sa che ci sono delle persone intorno a lei che sono preoccupate per lei quindi ce l'hanno in mente...questo diventa un modo per essere tenuta nella mente delle persone...l'aspetto di quello che diceva la dottoressa mi sembra questo: come lei ha sempre in mente una persona, può essere portata a far fatica a pensare che quella persona lì invece non funziona così, non ha sempre in mente Laura. Però poi allora lei ci da dentro, si da da fare per far rimanere quella persona ad avere sempre in mente Laura.
Nel rapporto nostro qui, nel momento in cui lei fa dei gesti forti è chiaro che uno si deve occupare di lei, quindi si preoccupa, come un genitore si preoccupa per un figlio








