Bambini bilingue/trilingue
Salve, avete avuto esperienze con bambini bilingue/trilingue? Documentandomi per un caso, ho notato che gli psicologi considerano il bilinguismo dei bambini come un'opportunità, invece i logopedisti come un limite (non tutti, ma la maggioranza di quelli con cui mi sono confrontata e che ho letto sui vari siti). A che età il ritardo nello sviluppo linguistico di alcuni bilingue si può considerare "clinicamente significativo"? Ad esempio, se a 3 anni capisce e parlicchia la lingua della madre e quella del padre (ciascuno di nazionalità diversa, immigrati in Italia) ma ha un po' di difficoltà con l'italiano, che viene parlato al nido, è "giusto" fargli fare una visita dalla logopedista, come sostengono alcuni logopedisti? Oppure parlargli solo in italiano anche a casa, come suggeriscono alcune educatrici del nido?
:alea:
Riferimento: Bambini bilingue/trilingue
direi che è un opportunità che va sfruttata e che si ritroverà in futuro a parlare 2 lingue :)
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si,certo,è un'opportunità ma a mio avviso non generalizzabile.per motivi di studio ho seguito una bambina di 4 anni nata in italia da genitori italiani accudita da nonni che,seppur italiani,parlavano solamente in inglese:la piccola aveva notevoli difficoltà nel padroneggiamento dell'italiano.parimenti,molti altri bambini riescono a destreggiarsi con maggiore disinvoltura.personalmente,sebbene il mio compagno sia straniero,non vorrei mai e poi mai che nostro figlio sia esposto in epoche precoci ad una lingua straniera.ad ogni modo,il linguaggio è in fase di sviluppo nei primi 5-6 anni,perciò io eviterei il ricorso al logopedista;se è ragionevole supporre che la difficoltà sia riconducibile ad una scarsa esposizione all'italiano,probabilmente "l'esperienza" potrà aiutare