Salve, avete avuto esperienze con bambini bilingue/trilingue? Documentandomi per un caso, ho notato che gli psicologi considerano il bilinguismo dei bambini come un'opportunità, invece i logopedisti come un limite (non tutti, ma la maggioranza di quelli con cui mi sono confrontata e che ho letto sui vari siti). A che età il ritardo nello sviluppo linguistico di alcuni bilingue si può considerare "clinicamente significativo"? Ad esempio, se a 3 anni capisce e parlicchia la lingua della madre e quella del padre (ciascuno di nazionalità diversa, immigrati in Italia) ma ha un po' di difficoltà con l'italiano, che viene parlato al nido, è "giusto" fargli fare una visita dalla logopedista, come sostengono alcuni logopedisti? Oppure parlargli solo in italiano anche a casa, come suggeriscono alcune educatrici del nido?
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