http://www.unimib.it/go/123119795/Ho...tato/Psicologo
Date e commissione!
uhsignùr!
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Dubbio: ma...parlare di Maslow nella motivazione, va bene?
perchè in teoria lui fa una tassonomia di bisogni, ma tali bisogni per lui poi diventano motivazioni, no?
Non riesco a farmi un quadro mentale sull'argomento..cioè, ne avrei diversi, ma di nessuna teoria saprei fare un discorso approfondito.
Secondo me Maslow si colloca nella motivazione, poi nel caso spieghi anche quello che hai detto sopra!
Se ti posso aiutare a fare un quadro mentale, dimmi pure che ci provo! ;-)
Io pensavo di introdurre il concetto di motivazione, definizione, carrellata di teorie (Freud, pulsione x abitudine vs aspettativa x valore, teorie del contenuto vs teorie del processo) e poi approfondire la differenza tra motivazioni intrinseche ed estrinseche con la teoria dell'autodeterminazione di Deci e Ryan e con le 4 teorie ad essa correlate.
Come applicazione a parte citare tipo ambito lavoro e psico dello sport punterei sulle motivazioni ad intraprendere un percorso clinico, in particolare (cito esperienza di tirocinio) in una comunità terapeutica.
Però in questo caso tipo i metodi di indagine non ne conosco che differenziano intrinseca/estrinseca, a parte il colloquio.
Potrebbe andare come tema?
va beh, altrimenti ci metto la motivazione all'apprendimento e lì i metodi di indagine li ho.
si, è una teoria di contenuto della motivazione.
io ho fatto:
- definizione
- livelli della motivazione (istinti, riflessi, bisogno e pulsione)
- teorie della motivazione
1) di contenuto (Maslow, McClelland, modello ERG)
2) di processo (A x V, Freud, P x A, modello TOTE)
3) pragmatiche (DI Clemente e Prochaska, Teoria X e Teoria Y)
- strumenti: boh???
- applicazioni: psicologia delle organizzazioni
Io le teorie pragmatiche non so cosa siano, o meglio, ho deciso di non farle, ma di preferire Deci e Ryan, ma va beh..direi che di confronti ne avrei già abbastanza da fare..
strumenti io metto (se mi ricordo):
- colloquio
- TOM per l'ambito lavorativo
- TAT
e in particolare per ambito scolastico:
AMOS e la Scala "Le ragioni per studiare"
Colloquio forever!
a me pare una buona scaletta!
bella l'idea di mettere un'esperienza personale!!! :)
posso farti due domande: come la metti la motivazione al colloquio?
perchè non saprei come non banalizzarla..
e invece che metodi ci sono nell'ipotesi della motivazione estrinseca/intrinseca?
io nell'ambito di metodologie e appplicazioni faccio riferimento alla ricerca motivazionale nel comportamento di consumo: le interviste in profondità (con piccolo accenno alle ricerche di Martineau sulle casalinghe) e gli strumenti della psicologia sociale come scale di atteggiamenti, questionari e test (di questi faccio un semplice elenco, non saprei da dove cominciare).
altro ambito di applicazione è quello degli studi di shein (che si rifà a maslow) sulla motivazione al lavoro e sullo stile di leadership.
però mi sembra tutto così fumoso...
voi che ne dite?
la teoria di deci e ryan l'ho trovata sul kaneklin, nel capitolo in cui parla di emozione e percezione.
se ti serve fai un fischio che provo a scannerizzartela o faccio delle foto e te le mando via mail (insomma qualcosa ce la inventiamo! ;) )
visto che babiamo pensato allo stesso argomento: tu negli strumenti scendi nel dettaglio?
perchè non ho trovato grandi approfondimenti....
già che ci sono ho una domanda su un altro argomento: come sviluppereste la traccia
"perchè è difficile l'apprendimento di nuove conoscenze? il candidato indichi i fattori che possono facilitare od ostacolare l'apprendimento, facemdo possibile riferimento a uno dei settori psicologici, ossia quello generale o evolutivo o sociale o clinico"
Uh Kaneklin perfetto! L'avevo saltata mi sa!!! Grazie (e grazie per la disponibilitá!)
Sugli strumenti di indagine rimango molto larga..Non saprei bene come approfondirli in questo caso..Faccio comunque riferimento al metodo sperimentale!
Pe quanto riguarda la traccia che hai citato, su due piedi non saprei: ci rifletto e appena ho l'illuminazione scrivo! D'impulsi parlerei dei disturbi dell'apprendimento (area sviluppo quindi), ma costituiscomo un caso particolare e non spiegano perchè in generale l'apprendimento sia difficile, per cui non so se vada bene..
Dunque, sì, la teoria di Deci e Ryan l'ho presa dal Kaneklin più approfondimenti da internet per completare eventuali cose solo accennate sul libro.
A me piace come confronto perchè mi permette di scrivere un po'.
Per i metodi al riguardo sinceramente, miss barkley, ho solo la scala "le ragioni per studiare" che non so nemmeno dove l'ho trovata e che indaga motivazioni intrinseche, estrinseche e demotivazioni nello studio.
Il mio problema è che i test non me li ricordo per niente, quindi in tutti gli argomenti sarò molto generica quando li cit :(
comunque in tal caso o scelgo come ambito di applicazione la motivazione allo studio e cito lo strumento, oppure cito tutti gli strumenti per la motivazione in generale e parlo degli ambiti applicativi che più mi aggradano.
Io non ho studi precisi nei vari ambiti di applicazione :(
parlerei di:
- motivazione al lavoro: Maslow e i bisogni, ma anche intrinseche/estrinseche
- motivazione al consumo: accennata..mica li so quegli studi!ahahah
- motivazione nella psicologia dello sport: c'è una traccia sul kaneklin abbastanza completa che include anche motivazioni intrinseche/estrinseche
- motivazione in ambito scolastico: quindi l'interesse e nuove metodologie per attirare i bimbi
- motivazione alla clinica: alla tua domanda, miss barkley, risponderei con la teoria dell'integrazione organismica di Deci e Ryan..nel senso che parlerei di come nelle diverse possibilità con cui ci si può rivolgere ad uno psicologo ci può essere un passaggio da motivazioni estrinseche (se non ci vado i geitori mi sbatton fuori di casa) a motivazioni più integrate e magari il "piacere" di andare dallo psicologo....boh, me la sonp immaginata così..
è solo la teoria che mi devo ricordare ahahhaha
per la tua traccia, si potrebbe tipo parlare dell'interesse in ambito scolastico!no?
quindi parlare di fattori quali motivazione, relazioni, sviluppo cognitivo e inserirci anche i disturbi d'apprendimento che anche se sono clinici sono comunque evolutivi.
no?
boh..
sennò tipo approccio di psico generale: se al cane di pavlov invece che la bistecca mettiamo le crocchette puzzolenti, non è proprio sicuro che questo sbavi quando suoniamo il campanello (o si accende la luce? mi dite qual è la versione vera?)
[ovviamente scherzo]
Ho scoperto, riguardando il riassunto sulla motivazione (non l'ho ancora ripetuto, per cui non ricordavo bene tutto ciò che avevo inserito avendolo fatto mesi fa!) mi sono resa conto di aver inserito una parte, negli ambiti applicativi relativi all'ambito clinico e al setting terapeutico, delle considerazioni di Pinkus relative alle motivazioni intrinseche ed estrinseche nel paziente e alle motivazioni del terapeuta (bisogno di successo e di affermazione, bisogno di affiliazione e bisogno di potere)...Mi sembra utile, perché prende in considerazione sia la teoria di Deci e Ryan che quella di Maslow!
Nel frattempo ho cercato qualche info anche on-line sulla teoria dell'autodeterminazione e mi sembra moltonteressante! =)
uhm..
ma che cavolo intendono con settore psicologico "generale"? comunque forse parlerei dell'ambito sociale... con riferimento alla th socio.cognitiva di bandura... oppure, in riferimento alla teoria di vYgotskij, la storia della ZSP... mah!
se si potesse non riferirsi ad un ambito sarebbe più semplice, ripercorri tutte le th dell'apprendimento che hai studiato e per ognuna citi i fattori che concorrono a facilitare/ostacolare l'apprendimento.
Ma dove sono spiegate queste teorie pragmatiche?
poi... per le applicazioni... se mettete la psicologia delle organizzazioni, specificate quale teoria è la più appropriata o dite semplicemente "le teorie sulla motivazioni sono utili nell'ambito... bla bla"?
scusate il lessico un po' semplicistico, ma almeno si arriva al dunque :sbonk:
idem. le cito ma non le spiego.
Riguardo alle applicazioni, io spiego un minimo. Ad esempio Mc Clelland, Maslow e il modello ERG possono essere usati per scegliere i manager (sulla base del bisogno di potere, ad esempio) e per i benefit nelle organizzazioni.
aiuto!!!
qualcuno mi darebbe una mano sullo sviluppo affettivo?
Allora, va anzitutto diviso da quello emotivo, perché son due cose diverse
"Per quanto concerne, nello specifico, la sfera emotiva, l’attenzione si è concentrata sulle interazioni sociali che il bambino intreccia con il proprio ambiente esterno e alle relazioni interiorizzate, che egli espanderà nel proprio mondo interno; per quanto riguarda, invece, lo sviluppo affettivo, l’attenzione si sposta sul ruolo delle esperienze soggettive lungo la polarità piacere/dispiacere, analizzando così aspetti quali i sentimenti, le emozioni e l’umore."
Detto questo, ti copio il mio riassunto:
Studiare lo sviluppo affettivo significa analizzare tutti gli elementi che influenzano positivamente o negativamente lo sviluppo del bambino, in particolare analizzare le relazioni tra il bambino e l’ambiente in cui vive e cresce. Aspetti di ordine ambientale che condizionano la qualità delle relazioni affettive possono essere: il comportamento dei genitori, in modo specifico quello della madre nei primi anni di vita; l'atteggiamento di accettazione o di rifiuto dell'ambiente; la possibilità di sperimentare esperienze sociali positive.
Particolarmente importante è la relazione madre-figlio, infatti la madre offre la prima relazione oggettuale del bambino, sull'esperienza della quale egli costruirà le successive relazioni interpersonali. Se questo rapporto manca o viene significativamente alterato precocemente, nel bambino si genereranno, dal punto di vista emozionale, carenze che influenzeranno negativamente e spesso irreversibilmente, il suo sviluppo psicofisico. Per carenza affettiva si intendono diverse sindromi caratterizzate da una condizione prolungata di non soddisfazione dei bisogni primari del bambino nel rapporto diadico con la madre. I bambini che tipicamente sperimentano una condizione di carenza affettiva sono quelli istituzionalizzati, ospedalizzati, o quelli che sono allontanati per lungo tempo dalla famiglia senza la possibilità di godere di un valido sostituto materno.
4.1 TEORIE E RICERCHE
Autori quali Spitz, Bowlby e Brofenbrenner hanno studiato approfonditamente molti casi clinici di bambini cresciuti in condizioni affettivamente deprivanti, e hanno conseguentemente evidenziato come tali carenze producano effetti diversi, negativi, a seconda del tipo di separazione, dell'età del bambino, della presenza o assenza di un precedente rapporto con la madre. Fra questi effetti si trovano un progressivo rallentamento delle funzioni psicofisiche, difficoltà o impossibilità di stabilire adeguate relazioni interpersonali, fino ai casi più gravi di deterioramento irreversibile delle funzioni cognitive e alle gravi alterazioni della sfera affettiva.
Spitz distingue l’azione di fattori biogenetici indipendenti dall’ambiente e dei fattori propriamente ambientali. Su tali basi, ha osservato la presenza di tre organizzatori psichici nel bambino:
La risposta al sorriso (si stabilisce intorno ai 2-3 mesi, quando di fronte al volto umano si ha la prima percezione esterna dal Sé),
L’angoscia dell’ottavo mese (con l’emergere della distinzione tra Io e non-Io, il bambino reagisce col pianto alla presenza di un estraneo)
La risposta del no (compare al secondo anno di vita, quando il bambino sa distinguere perfettamente fra Sé ed oggetto materno e quindi ha relazioni sociali; qui compare anche la capacità di concettualizzare in modo astratto, simbolico).
Spitz è stato tra i primi ad individuare la presenza della depressione infantile osservando, in lattanti già al sesto mese di vita, la relazione tra le urla, la perdita di peso, l’arresto nello sviluppo di alcune funzioni principali e il ritiro-rifiuto del contatto.
Bowlby ha sviluppato una teoria in chiave etologica , secondo cui l’attaccamento tra la madre e il bambino inizia dall’ottavo mese e dura sino al secondo anno di vita, con un comportamento manifesto verso la madre (ad esempio, la tocca, si aggrappa, manifesta angoscia in presenza di estranei se non c’è la madre, la quale rappresenta una base sicura). Il primo anno di vita è, pertanto molto critico, perché il modo in cui viene vissuto determina la comparsa o meno di quel fondamentale senso di fiducia negli altri e la speranza verso il futuro. A partire dal terzo anno di vita, la relazione con la madre diviene connotata di reciprocità, poiché grazie al pensiero simbolico il bambino diviene in grado di immaginare la presenza della madre, anche quando quest’ultima è assente.
Come Spitz, Bowlby individua tre fasi caratteristiche del bambino deprivato: fase di protesta (pianto e agitazione), fase di disperazione (il bambino smette di mangiare, non si veste e pare depresso) e fase del distacco (il bambino accetta le cure ma potrebbe non riconoscere la madre).
Secondo Bowlby, l'individuo agisce spontaneamente per soddisfare le richieste dell'ambiente, e non, come perché spinto dagli impulsi biologici come sostengono Freud e la psicoanalisi. La critica di Bowlby alla teoria psicoanalitica si rivolge anche al principio secondo il quale lo stabilirsi della relazione con l'oggetto libidico avvenga per soddisfare il bisogno orale. Bowlby appare in contrasto anche con la teoria dell'apprendimento, la quale vede la madre come rinforzo secondario; al contrario, l'autore ritiene che l'attaccamento del bambino alla madre sia in funzione di comportamenti innati, tipici della specie; la prova di quanto affermato si ritrova nell'osservazione di bambini nati ciechi o sordi che acquisiscono ugualmente il sorriso sociale all'età di sei settimane. Questi comportamenti hanno la funzione di mantenere il piccolo vicino alla madre e viceversa.
Brofenbrenner sottolinea l’importanza di osservare il bambino nel proprio contesto, perché lo sviluppo è dato dall’interazione reciproca dell’individuo nel proprio ambiente e l’ambiente è importante per come viene percepito.
L’autore ha descritto la diade madre-bambino attraverso tre forme di funzionamento, fondamentali per la crescita psicologica successiva:
- Attenzione, quando il genitore presta attenzione al bambino e si accorge dell’attenzione che quest’ultimo gli dedica;
- Attività comune, quando si percepisce di fare qualcosa insieme. Tale forma di funzionamento è a propria volta caratterizzata da: reciprocità (influenzarsi a vicenda), equilibrio di potere (il potere del caregiver sul bambino è pari a quello del bambino sul caregiver) e relazione affettiva;
- Diade primaria, quando i membri della diade sono ciascuno nei pensieri dell’altro e si influenzano reciprocamente.
Freud ha messo a punto una concettualizzazione inerente alle diverse tappe dello sviluppo sessuale e affettivo del bambino (se si sceglie Freud, come eventuale approfondimento, proseguire citandole)
In realtà, io penso di dare proprio un accenno veloce agli altri spunti teorici qui sopra (Spitz, Freud e brofenbrenner), ma di concentrarmi poi su Bowlby, parlando dei diversi stili di attaccamento!
Ti capisco...Guardo e riguardo e mi sembra di sapere poco o niente!!!
okay, DUBBI.
Ho bisogno di una mano
Mi servono:
1) vantaggi e limiti della teoria di BANDURA
2) applicazioni della teoria di ATKINSON e SHIFFRIN
3) il COLLOQUIO... è la stessa cosa del COLLOQUIO CLINICO o quest'ultimo è una delle possibili declinazioni (in ambito clinico) della tecnica del colloquio in psicologia?
e se uscisse una prova sul ruolo dello psicologo?
in relazione al codice deontologico, magari..
oppure una tipo:
""il candidato, alla luce dlla sua esperienza teorico-pratica, indichi i limiti e le possibilità di evoluzione della professione dello psicologi nelle organizzazioni"
io sarei seriamente in difficoltà.
Beh??? Non ci dite niente :D????
Incrocini di dita per voi...
nel thread della bicocca tutto tace...
non siamo attivi come gli esaminandi della cattolica (che offrono grandi spunti)
il problema è che non so se in bicocca facciano temi generali o specifici..
sono un po' preoccupata
PER I POSTERI:
Prima prova (3 ore):
Traccia estratta: due teorie importanti sullo sviluppo con eventuale elementi di integrazione e di divergenza.
Altre tracce: una su due approcci psicologici a confronto e l'altra sull'integrazione tra diversi ambiti di psicologia (quest'ultima era un po' più complessa di così e spiegata meglio, ma non me la ricordo, l'hanno letta di corsa)
Seconda prova (3 ore):
Traccia estratta: Impostare una ricerca-intervento per la mediazione e la composizione (?) del conflitto in ambito familiare, aziendale o scolastico.
Altre tracce: Un progetto in ambito della psicologia dell'emergenza e un progetto destinato all'ambito sanitario.
Mbooooh!
tra poco l'orale..!
come vi preparate?
io ho preso un voto piuttosto basso alla terza prova e temo possano bocciare..
cosa chiedono all'orale?
su cosa vi preparate?
aiuto!!!! :argh:
Perchè non leggo più i post nuovi? :(
cavoli non avevo letto i messaggi nuovi!
come va la preparazione dell'orale????
no dai bocciare all'orale no.. a meno che non presenti la carta d'identità con su scritto "professione posicologo" o dici che a tirocinio hai "fatto" inceve di dire "ho visto fare"...
La sufficienza per tutte le 4 prove è 120, no? io mi presento all'orale con 120 e spero che non rompano le scatole :rolleyes:
Ripasso codice, indicazioni del Gabbard per dist. antisociale e... direi basta cavoli!!!
Voi?
ok, ora leggo :)
criccicri, io sto facendo ciò che stai facendo tu e mi sembra di non fare abbastanza, ma del resto si sa talmente poco di sto esame che cavoli....
a partire dal fatto che come ci hanno fatto attentamente notare..il codice non sarebbe nemmeno in bibliografia! Tra l'altro a me gli articoli non rimangono in mente e li commenterò al momento sperando in illuminazioni divine.
sì, pure io so di (leggende metropolitane di) bocciature per i motivi da te scritti..ti aggiungo anche: intestardirsi su ciò che si è scritto nella prova. Se ti chiedono di rivedere le prove, meglio dar per scontato che qualcosa si è sbagliato (anche, ahimè, se si ritiene di aver scritto giusto).
dai, quando arriva giovedì?
anche io sto guardando il codice e la terza prova.
poi cerco di fare una relazione decente dei miei tirocini
(anche perchè non so bene come mettere la parte sociale: per mia "deformazione" personale punto sempre sulla clinica, perchè è la cosa che mi è interessata di più.
a tal proposito: in un tirocinio in ambito sociale è possibile, lecito fare anche cose di clinica oppure no?)
ORALE:
In ordine alfabetico, circa 10 minuti ciascuno, si sono divisi in due gruppetti di esaminatori.
Domande: ci parli della sua esperienza di tirocinio + prospettive per il futuro.
Ulteriori domande solo per specifiche sul tirocinio (criticità? approccio? più curiosità dei singoli commissari relative a interventi o esiti o strumenti)
Non so in base a cosa dianoil voto, però credo che più si espone in modo personale e rielaborando un po' l'esperienza meglio è.
Venerdì mattina i risultati :Ops:
Bene :) in bocca al lupo allora!
Col senno di poisono veramente contenta di poter scrivere che... siamo passati tutti :approved:
Nel complesso hanno bocciato solo 3 persone (tutte alla terza prova).
In bocca al lupo a chi farà la sessione di novembre!