Date un'occhiata a questo strano ma interessante documentario inglese che analizza (nelle prime due puntate) i rapporti tra psicoanalisi e manipolazione psicologica dei desideri, dei bisogni e delle intenzioni delle masse.
La prima puntata - MACCHINE DELLA FELICITA'
La seconda puntata - L'INGEGNERIA DEL CONSENSO
Il tema della libertà dell'uomo è problematico (è un problema anche all'interno di ogni psicoterapia). Da cosa bisogna liberare un uomo? Dalle sue passioni e dalle emozioni distruttive? Dai suoi desideri irrealizzabili? Dalle sue paure? Dal suo non sopportare la sofferenza? Ma perché tutto questo dovrebbe essere giusto farlo? Secondo il metro di giudizio di quale uomo? Poi prima che questo tipo di cambiamenti vengano messi in atto, io mi chiedo: la persona aveva davvero intenzione di cambiare in tal modo?
Un uomo andrebbe liberato dai vincoli che sente lui stesso come opprimenti (se lo si vuol liberare davvero e non prenderlo per i fondelli) e non dai vincoli che ha posto arbitrariamente qualcun altro per lui inquadrando in cosa dovrebbero consistere in ultima analisi i suoi problemi esistenziali.
Se qualcun altro si sostituisce a noi nello stabilire e giudicare cosa è bene per noi (sia anche l'affermare implicitamente che un'altra struttura di personalità è migliore) secondo me già siamo sfociati in un ambito manipolativo.
I bisogni e i desideri degli individui andrebbero compresi nella loro essenza dalla persona e l'individuo stesso. E' l'individuo che pone in fin dei conti quello di cui ha bisogno (non ci può essere realmente nient'altro che può fissare tutto questo) e non ha senso lasciare che un altro soggetto interpreti liberamente in cosa dovrebbero consistere questi bisogni e desideri. Sembra proprio che in molti casi questi bisogni si possano manipolare tramite svariate tecniche persuasive, l'interpretazione rappresenta già una di queste tecniche di persuasione.
Buona visione








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