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  1. #1

    Il lavoro dello psicologo

    Salute a tutti voi.

    Questa potrebbe sembrare una domanda stupida, forse strana o senza senso. Ma come descrivereste voi (psicologi), nel concreto, il lavoro dello psicologo?
    In cosa consiste il lavoro dello psicologo? Non intendo in termini teorici, ma in termini pratici. Il lavoro dello psicologo consiste solo nell'ascoltare? Se la risposta è no - come immagino - quali sono gli strumenti a disposizione dello psicologo e come vengono adoperati IN CONCRETO durante la seduta con il paziente?

    Mi pare legittimo spiegare le ragioni di questo mio interesse. Semplice: nessuno psicologo è in grado o vuole rispondere a questa mia domanda (ah io sarei un paziente, dimenticavo!). Ne consegue una totale sfiducia nei confronti dello psicologo stesso che ai miei occhi appare come una creatura dalla personalità indefinita, dalla testa vuota (perchè non esprime idee proprie) e incapace di interagire o che al massimo ripete quello che io stesso gli ho detto (tipo gli indovini, per intenderci).

    Nel concreto da otto mesi vedo una psicologa e non riesco a venirne a capo. Ne parlavamo negli ultimi due incontri ma non se ne cava un ragno dal buco: in cosa consiste il lavoro dello psicologo? Certo ci siamo trovati d'accordo nel sostenere che già ritrovarsi a dover rispettare l'impegno di andare dallo psicologo in qualche misura comporta una serie di cose. Certo. E poi?

    La mia sensazione e che nemmeno gli psicologi lo sappiano; la butto là in modo forse provocatorio ma francamente, considerata la totale mancanza di reazione alle mie richieste nel corso dei secoli, è l'unica cosa che mi viene in mente. L'unica cosa che posso dire è che durante questa esperienza, una delle esperienze più lunghe che ho avuto con una psicologa, l'unico segnale positivo che ho potuto notare è che c'è da parte sua un tentativo per "vie traverse" di "comunicare" con me, di affrontare i SUOI dubbi (anche se lei non ne è consapevole perchè è troppo concentrata a rimanere neutrale e distaccata) e questo la rende più comprensibile e identificabile come persona. Altrimenti la seduta funziona che io parlo e lei ascolta. Dice due parole e io parlo. Fà delle osservazioni che potrebbe fare chiunque e io parlo. Ma il punto è che posso farmele anche da solo quelle domande e darmi le risposte... Cioè se questa è la psicoterapia io sono andato ben oltre: faccio un salto dall'altra parte della scrivania e mi metto a scrivere libri a manetta e finalmente ho trovato un lavoro semplice e poco faticoso. E' questa la psicoterapia?

    E' chiaro che determinati atteggiamenti sono riconducibili al fatto che lo psicologo nel rapporto con il paziente non può metterci troppa farina del suo sacco (il sacco dell'anima, intendo... anche se non ho capito perchè viste le ragioni di cui sopra e visto che secondo me se una persona non si espone non c'è contatto, se non c'è contatto non c'è relazione, se non c'è relazione non c'è fiducia, sfiducia, simpatia, antipatia, stima o quantaltro) ma, mi chiedo, è normale che uno psicologo sia talmente distaccato da sembrare poco intelligente - diciamo -, assente o, meglio ancora superfluo?

    In sostanza, qual è la differenza tra parlare con uno psicologo, con un buon amico o ragionare da soli o magari con il proprio gatto? Se il decalogo dello psicologo ci dice che lo psicologo non può essere amico del paziente perchè con un amico non si fà psicoterapia allora ne deduco che nel rapporto psicologo-paziente dovrebbero essere evidenti determinati elementi che invece dovrebbero mancare nel rapporto che il soggetto ha in altri contesti con altre persone. E quali sono questi elementi (cioè la "manifestazione" concreta del lavoro di psicoterapia)? Perchè io, francamente, non li vedo! Vedo solo una persona seduta davanti a me e il non capire in cosa consiste il lavoro dello psicologo non mi fà capire chi sono io, come paziente, in una certa misura mi deprime a livello intellettuale.

    Spero di essere stato chiaro. Lo sono stato?


    Un saluto,
    Max

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    vuoi sapere in cosa consiste il lavoro dello psicologo o dello psicoterapeuta? lo chiedo perché anche se parli di "psicologo" mi sembra di aver capito che ti riferisci allo "psicoterapeuta"

  3. #3

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Ho trovato interessante il tuo intervento Comb osmosis, te lo dico da psicologa che non ha molta esperienza concreta nella professione e che soprattutto non ha ancora avuto modo di intraprendere il doveroso percorso da compiere su di sè. D'impulso mi viene da dirti che la terapia che stai facendo non è quella giusta per te, data l'evidente sfiducia che nutri nel tuo terapeuta, e la conseguente demotivazione che ne scaturisce. Cos' come non sarebbe realistico nutrire aspettative magiche sull'intervento del tuo terapeuta, credo che dopo 8 mesi sia altrettanto grave non scorgerne una minima utilità. Se parlandone con lui/lei non risolve minimaente il nodo della questione, io ti consiglio di riflettere sulla possibilità di cambiare, per verificare dove stia il problema. Leggiti il dizionario di psicologia di Galimberti, per me potrebbe esserti utile per fare chiarezza su questa disciplina e sulla professione dello psicologo, che non ti appare diversa da qualla dell'amico.
    ps curiosità.. perchè stai continuando a spendere tempo e soldi in qualcosa che non ti dà benefici di nessun genere (a tua detta)?

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da A Comb Osmosis Visualizza messaggio
    Quali sono le differenze sostanziali Johnny? Non conoscendo nè il lavoro dell'uno nè quello dell'altro per me sono la stessa cosa Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).

    Grazie Johnny. Nessun altro?


    Max
    molto in sintesi lo PSICOLOGO si occupa di "prevenzione e promozione del benessere" quidi tutto ciò che non riguarda direttamente la psicopatologia; lo PSICOTERAPEUTA (laurea + specializzazione post-laurea) cura la psicopatologia. Se un individuo va dallo "psicologo" perché ha problemi (tipo ansia, fobie, depressione, ecc.) lo psicologo è anche psicoterapeuta. Spesso nel linguaggio comune si dice in modo generico "psicologo" anche se il professionista in questione è uno "psicoterapeuta".


    Citazione Originalmente inviato da valentina2004 Visualizza messaggio
    Ho trovato interessante il tuo intervento Comb osmosis, te lo dico da psicologa che non ha molta esperienza concreta nella professione e che soprattutto non ha ancora avuto modo di intraprendere il doveroso percorso da compiere su di sè. D'impulso mi viene da dirti che la terapia che stai facendo non è quella giusta per te, data l'evidente sfiducia che nutri nel tuo terapeuta, e la conseguente demotivazione che ne scaturisce. Cos' come non sarebbe realistico nutrire aspettative magiche sull'intervento del tuo terapeuta, credo che dopo 8 mesi sia altrettanto grave non scorgerne una minima utilità. Se parlandone con lui/lei non risolve minimaente il nodo della questione, io ti consiglio di riflettere sulla possibilità di cambiare, per verificare dove stia il problema. Leggiti il dizionario di psicologia di Galimberti, per me potrebbe esserti utile per fare chiarezza su questa disciplina e sulla professione dello psicologo, che non ti appare diversa da qualla dell'amico.
    ps curiosità.. perchè stai continuando a spendere tempo e soldi in qualcosa che non ti dà benefici di nessun genere (a tua detta)?
    Valentina non credo sia compito nostro entrare nel merito della terapia di altri utenti, sia perché è vietato dal regolamento del forum, sia perchè non abbiamo conoscenze sufficienti per esprimere opinioni.

  5. #5

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Non voleva essere un giudizio sul lavoro del suo terapeuta, mi scuso se mi sono espressa male. ERa un invito per l'utente a riflettere sulle aspettative rispetto al suo percorso, mettendosi per primo in discussione, date le pesanti dichiarazioni di sfiducia.

  6. #6
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da valentina2004 Visualizza messaggio
    Non voleva essere un giudizio sul lavoro del suo terapeuta, mi scuso se mi sono espressa male. ERa un invito per l'utente a riflettere sulle aspettative rispetto al suo percorso, mettendosi per primo in discussione, date le pesanti dichiarazioni di sfiducia.
    non voleva essere assolutamente un rimprovero solo che non sempre la percezione del paziente corrisponde alla realtà dei fatti, così come d'altro canto la percezione del terapeuta.
    In particolare in merito all'affermazione in cui si dice che il terapeuta "ascolta e non dice niente ecc.." bisogna considerare che non sappiamo se è realmente così, che in seduta circolano messaggi non verbali che noi non conosciamo e che sono molto importanti, che il "non rispondere" alle domande del paziente spesso è proprio uno degli aspetti che differenzia l'aiuto di amici/conoscenti (i quali possono magari "consigliare" per placare l'ansia o per difesa, ma alla fine questi consigli non provengono dal paziente e quindi a poco servono) e questo "silenzio", magari, può innescare l'immediata delusione del paziente perché lo costringe a riflettere e trovare le risorse per affronatre i problemi. Spesso è importante poter avere un "luogo" protetto in cui riflettere, pensare, condividere, senza che l'interlocutore soffochi il pensiero del paziente stesso...cosa che i conoscenti non sanno e non possono fare
    Ultima modifica di Johnny : 24-06-2010 alle ore 20.08.30

  7. #7

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Quali sono le differenze sostanziali Johnny? Non conoscendo nè il lavoro dell'uno nè quello dell'altro per me sono la stessa cosa Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).

    Grazie Johnny. Nessun altro?


    Max

  8. #8
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    gli "esercizi" che hai descritto però (che si chiamano "tecniche di rilassamento") devono essere svolti in un contesto ben preciso, all'interno di un percorso di psicoterapia altrimenti non servono a niente. Perché come hai detto "sembrano semplici", ma in realtà portano a uno stato alterato della coscienza e perciò vanno condotti da personale qualificato, infatti ci sono perfino corsi post-laurea perpoter condurre queste "tecniche"
    e da quel che mi risulta le tecniche di rilassamento possono essere applicate in qualsiasi approccio terapeutico (cognitivo, rogersiano, ecc.) proprio perché sono generiche e non specifiche di un approccio in particolare.
    Per il resto non sono molto d'accordo sulla suddivisione delle psicoterapie ma sarebbe troppo lungo da spiegare e ora non ho molto tempo
    Ultima modifica di Johnny : 25-06-2010 alle ore 12.50.01

  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Il problema non è la presenza o meno del transfert ma la possibilità di trattarlo. Su questo confondi i livelli, ad esempio. Quindi amico, prete o analista non fa differenza. E Shakespeare diventa il più grande psicoterapeuta anzichè psicologo. Perchè descriveva ottimamente (ed è in bella compagnia con Dostoevskij, Kafka, Proust, Melville e tanti altri...), ma non era in grado di trattare nulla (lì c'è voluto Freud).

    Saluti
    gieko

  10. #10
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Il problema non è la presenza o meno del transfert ma la possibilità di trattarlo. Su questo confondi i livelli, ad esempio. Quindi amico, prete o analista non fa differenza. E Shakespeare diventa il più grande psicoterapeuta anzichè psicologo. Perchè descriveva ottimamente (ed è in bella compagnia con Dostoevskij, Kafka, Proust, Melville e tanti altri...), ma non era in grado di trattare nulla (lì c'è voluto Freud).

    Saluti
    Non credi che anche un prete nel momento in cui si instaura un transfert sia in grado di trattarlo?
    Certo lo farà sempre e solo in una stessa manierà, forse anche incosapevolmente e senza chiedersi se sia lo soluzione migliore per l'altro (perchè per il prete è senza dubbio la soluzione migliore), però lo tratta!!!

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Non credi che anche un prete nel momento in cui si instaura un transfert sia in grado di trattarlo?
    Certo lo farà sempre e solo in una stessa manierà, forse anche incosapevolmente e senza chiedersi se sia lo soluzione migliore per l'altro (perchè per il prete è senza dubbio la soluzione migliore), però lo tratta!!!

    davvero studi psicologia?

    come diceva Freud, "il transfert si instaura spontaneamente in tutte le relazioni". Solo che in analisi si costruisce un setting per cui oltre all'analista e al paziente non c'è nient'altro, dunque è più facile "vedere" il transfert da parte dell'analista e analizzarlo, trattarlo. Un po' come in laboratorio in cui tutte le variabili sono ridotte al minimo e controllate, senza interferenze esterne, quindi si può osservare con più precisione ciò che accade e studiarlo meticolosamente. Ora, se per fare l'analista e "trattare" il transfert bisogna studiare 5 anni (postlaurea), fare una lunga analisi personale e fare varie supervisioni...cosa ti fa pensare che un prete (o altre figure) possano "trattare" il transfert nel senso psicoanalitico del termine????
    come dice gieko, tuttaltpiù senza questa formazione l'unica cosa che si riesce a fare è colludere e peggiorare la situazione del paziente perché si asseconda in modo magari sottile (e quindi rischioso) le sue richieste patologiche. Senza contare che questa presunzione da parte di queste figure di riuscire a "trattare" il transfert è una sopravvalutazione narcisistica non indifferente delle propie capacità e dunque di per sé potrebbe essere un sintomo degno di essere analizzato esso stesso.

    Tutto questo ovviamente in riferimento alla psicoterapia orientata psicoanaliticamente, ma ci sono tanti altri approcci in cui il transfert non c'entra una cippa lippa
    Ultima modifica di Johnny : 26-06-2010 alle ore 07.50.36

  12. #12
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    davvero studi psicologia?
    non c'è assolutamente bisogno di fare questo tipo di ironia! E comunque ho anche detto che sono un laureato triennale di psicologia 2 e quindi ho fatto molta psicologia sociale e del lavoro a discapito della clinica e della dinamica che sto integrando con letture personali.
    E per di più ho letto da più parti che il transfert è un concetto difficilissimo da comprendere a pieno e veramente, pur leggendolo da millle libri fino a quando non lo si prova sulla propria pelle. Quindi che io possa avere un concetto non chiaro del transfert al cento per cento non mi sembra che ti possa autorizzare a fare dell'ironia. Ti ripeto quindi, si può discutere e dire ed esporre i motivi e le conoscenze per cui si pensa che l'altro si stia sbagliando ma sempre nel rispetto e nell'educazione.

  13. #13
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    No, non lo credo proprio. A volte le sfumature del transfert sono difficili da cogliere nella loro complessità da parte di analisti molto esperti.
    Al massimo il prete (l'amico, il papà o la mamma) collude, quello sì, nella migliore delle ipotesi, inconsapevolmente e senza chiedersi se sia la soluzione migliore per l'altro.
    E per rispondere alla domanda iniziale del nostro amico, questo può essere uno specifico del lavoro dello psicoterapeuta (o almeno di chi mette al centro del proprio intervento clinico l'analisi di queste dinamiche).

    Saluti
    gieko

  14. #14

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Grazie per le risposte... interrompo brevemente il vostro psico-litigio.

    Lascio da parte qualunque considerazione sulla mia dottoressa e su quello che è il nostro rapporto medico-paziente, non era questo il punto della questione. Rispondo alla questione della sfiducia precisando che la mia non è sfiducia nei confronti della mia dottoressa... la mia diventa sfiducia nei confronti di una disciplina che non capisco in base a quali criteri funziona e, soprattutto, come funziona nel concreto. Il problema più serio è che mi pare che nemmeno voi (psicologi) lo sappiate.

    Ringrazio l'amico "oggi sono io" per l'esempio dell'esercizio ma... ehi! Quelle sono cose che mi auguro non abbiano nulla a che fare con la psicologia: sono pratiche in uso da secoli in tutte le scuole esoteriche, le ho praticate e le pratico da sempre. Spero che non sia questa la psicologia e gli strumenti a disposizione dello psicologo Mi è capitato più volte di vedere come gli psicologi prendano in prestito cose che appartengono a varie discipline, ma penso che questo appartenga più alla scelta e all'esperienza personale dello psicologo e che vada al di là dei criteri della materia stessa (ammesso che ci siano, a questo punto).

    A parte i vostri litigi e il perdersi in discorsi collaterali non riesco a scorgere una risposta alla mia domanda. Laddove lo psicologo intravede e intuisce determinate situazioni che caratterizzano la dimensione psichica del paziente come interviene? Oppure si tratta di pura "osservazione" in qualche modo fine a se stessa (una sorta di "filosofeggiare allegramente"). Aggiungo che un'altra dottoressa che avevo visto anni fà (l'altra esperienza considerevole per quanto riguarda il tempo passato insieme), dopo essere stata pressata fino allo sfinimento mi ha "confessato" che la psicologia non è nientaltro che un "gioco" per intellettuali. Diciamo che per non cedere alla tentazione (per questioni "intellettuali", appunto) di prendere per buono quello che alcuni dicono, e cioè che "gli psicologi non servono a un...", per il momento prendo per buona questa "confessione".

    Ma non sono soddisfatto. Mi prendo il consiglio di leggere il libro sopracitato, mi toccherà studiare per i fatti miei come al solito, magari per niente, ma non sono soddisfatto.

    Mio zio fà il falegname e lo sà bene in cosa consiste il suo lavoro. Infatti gli manca un dito.

    Ok. Buon week-end a tutti.
    Un saluto,

    Max

  15. #15

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    [Post doppio, scusate]
    Ultima modifica di A Comb Osmosis : 26-06-2010 alle ore 18.47.43

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