Salute a tutti voi.
Questa potrebbe sembrare una domanda stupida, forse strana o senza senso. Ma come descrivereste voi (psicologi), nel concreto, il lavoro dello psicologo?
In cosa consiste il lavoro dello psicologo? Non intendo in termini teorici, ma in termini pratici. Il lavoro dello psicologo consiste solo nell'ascoltare? Se la risposta è no - come immagino - quali sono gli strumenti a disposizione dello psicologo e come vengono adoperati IN CONCRETO durante la seduta con il paziente?
Mi pare legittimo spiegare le ragioni di questo mio interesse. Semplice: nessuno psicologo è in grado o vuole rispondere a questa mia domanda (ah io sarei un paziente, dimenticavo!). Ne consegue una totale sfiducia nei confronti dello psicologo stesso che ai miei occhi appare come una creatura dalla personalità indefinita, dalla testa vuota (perchè non esprime idee proprie) e incapace di interagire o che al massimo ripete quello che io stesso gli ho detto (tipo gli indovini, per intenderci).
Nel concreto da otto mesi vedo una psicologa e non riesco a venirne a capo. Ne parlavamo negli ultimi due incontri ma non se ne cava un ragno dal buco: in cosa consiste il lavoro dello psicologo? Certo ci siamo trovati d'accordo nel sostenere che già ritrovarsi a dover rispettare l'impegno di andare dallo psicologo in qualche misura comporta una serie di cose. Certo. E poi?
La mia sensazione e che nemmeno gli psicologi lo sappiano; la butto là in modo forse provocatorio ma francamente, considerata la totale mancanza di reazione alle mie richieste nel corso dei secoli, è l'unica cosa che mi viene in mente. L'unica cosa che posso dire è che durante questa esperienza, una delle esperienze più lunghe che ho avuto con una psicologa, l'unico segnale positivo che ho potuto notare è che c'è da parte sua un tentativo per "vie traverse" di "comunicare" con me, di affrontare i SUOI dubbi (anche se lei non ne è consapevole perchè è troppo concentrata a rimanere neutrale e distaccata) e questo la rende più comprensibile e identificabile come persona. Altrimenti la seduta funziona che io parlo e lei ascolta. Dice due parole e io parlo. Fà delle osservazioni che potrebbe fare chiunque e io parlo. Ma il punto è che posso farmele anche da solo quelle domande e darmi le risposte... Cioè se questa è la psicoterapia io sono andato ben oltre: faccio un salto dall'altra parte della scrivania e mi metto a scrivere libri a manetta e finalmente ho trovato un lavoro semplice e poco faticoso. E' questa la psicoterapia?
E' chiaro che determinati atteggiamenti sono riconducibili al fatto che lo psicologo nel rapporto con il paziente non può metterci troppa farina del suo sacco (il sacco dell'anima, intendo... anche se non ho capito perchè viste le ragioni di cui sopra e visto che secondo me se una persona non si espone non c'è contatto, se non c'è contatto non c'è relazione, se non c'è relazione non c'è fiducia, sfiducia, simpatia, antipatia, stima o quantaltro) ma, mi chiedo, è normale che uno psicologo sia talmente distaccato da sembrare poco intelligente - diciamo -, assente o, meglio ancora superfluo?
In sostanza, qual è la differenza tra parlare con uno psicologo, con un buon amico o ragionare da soli o magari con il proprio gatto? Se il decalogo dello psicologo ci dice che lo psicologo non può essere amico del paziente perchè con un amico non si fà psicoterapia allora ne deduco che nel rapporto psicologo-paziente dovrebbero essere evidenti determinati elementi che invece dovrebbero mancare nel rapporto che il soggetto ha in altri contesti con altre persone. E quali sono questi elementi (cioè la "manifestazione" concreta del lavoro di psicoterapia)? Perchè io, francamente, non li vedo! Vedo solo una persona seduta davanti a me e il non capire in cosa consiste il lavoro dello psicologo non mi fà capire chi sono io, come paziente, in una certa misura mi deprime a livello intellettuale.
Spero di essere stato chiaro. Lo sono stato?
Un saluto,
Max








Rispondi citando
Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).
solo che non sempre la percezione del paziente corrisponde alla realtà dei fatti, così come d'altro canto la percezione del terapeuta. 
davvero studi psicologia?