
Originalmente inviato da
Dispodaspo
Ilaria, comprendo l'entusiasmo, però forse è meglio essere precisi... Amelie necessita di informazioni concrete per una scelta difficile. Dire che Psicologia offre campi di lavoro infiniti potrebbe essere interpretato scorrettamente...
E' come dire ad una persona che non conosce le realtà del mercato del lavoro che (per fare un esempio) con la laurea in Filosofia o in Scienze Politiche i campi di lavoro sono infiniti. In teoria sì, lo sono; in pratica decisamente no; tanto che la maggior parte dei laureati in Filosofia o Scienze Politiche (e non mi riferisco solo ai neolaureati da tre mesi, ma anche da laureati da 5-6 anni, con master, etc.) lavora come precario in qualche call-center, fa l'impiegata se ha la fortuna di avere anche un diploma da ragionera, fa docenze di supplenza, etc.
Quindi, se anche la psicologia - in teoria - si occupa potenzialmente di numerosi settori (e fornisce strumenti operativi molto più spendibili di una laurea in Filosofia, ad esempio), e questo è verissimo, è anche verissimo che una persona che si sta per iscrivere vuole capire che possibilità lavorative reali ci sono. E il dato di fatto, purtroppo, è che allo stato la maggior parte dei laureati in psicologia, con abilitazione e spesso master/perfezionamenti, arranca per molti anni in posizioni di assoluto precariato, con oltre la metà degli psicologi iscritti agli Albi che non riescono a generare regolarmente reddito da psicologo, anche per molti anni dopo la laurea. Questo ce lo dicono, da anni, i dati ed i numeri.
E la situazione non cambia tanto tra nord e sud del paese, per essere chiaro (e sono pochi gli psicologi che vanno all'estero, essendo spesso il nostro un lavoro in cui la competenza linguistica deve essere estremamente elevata per poter operare).
Quindi, se è vero che la flessibilità "teorica" del titolo di studio è elevatissima, a livello di informazioni occupazionali si deve anche sottolineare con estrema chiarezza che il mercato professionale per i giovani psicologi è enormemente più ridotto di quanto si possa pensare. Purtroppo, e molto a volte dipende dagli stessi psicologi; ma allo stato la situazione "oggettiva" è proprio questa. E va conosciuta, per poter fare una scelta realmente consapevole.