
Originalmente inviato da
Pietro Abelardo
E' sicuramente interessante come criterio e apre un discorso altrettanto interessante.
La parafilia diventa sicuramente problematica quando non c'è consenso. Ma,mi chiedo, diventa problematica per lo psicologo o per il giudice?
In altre parole il consenso può essere un criterio psicologico?
Prendiamo il consenso e portiamolo in un altro scenario. Il furto, dove vi è appropriazione senza consenso. E' un problema dello psicologo? Il ladro ha un disturbo psicologico?
Potremmo indicare la patologia in una mancata acquisizione delle norme morali o del rispetto interpersonale.
Ma neanche qui abbiamo un punto di appoggio solido, ci sono casi in cui violare il consenso è giusto e quindi non patologico.
E' che niente separa la patologia dalla normalità se non il fatto che uno psi se ne occupi.
In altri termini chiamiamo patologico ciò di cui ci occupiamo, ciò che a nostro parere ha bisogno di cambiare.