Vorrei capire come sia possibile distinguere una situazione di transfert, nella sua definizione più gergale, con una reale e, aggiungerei, "tradizionale" affezione sentimentale indipendente dalla terapia psicologica. Mi chiedo se uno psicanalista debba porsi questo dubbio non solo per fini strettamente professionali ma anche per le inevitabili ingerenze in campo emotivo assolutamente estranee all'ambito lavorativo.
ciao







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