non è proprio vero perché l'unico approccio che ha fatto comparire uno studio sull'efficacia della terapia, è uno studio della dottoressa K. Young comparso sulla rivista Cyberpsychology and behaviour a febbraio di quest'anno e trattava dell'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nei casi di Internet addiction, che è diversa dalla cybersex addictionvi sono approcci terapeutici che se ne occupano con discreto successo..., questo è il nome che viene utilizzato nelle riviste specializzate americane.Hai un altro nome per definirla?
Purtroppo è un fenomeno ancor poco conosciuto e decisamente sottovalutato, molti terapeuti sono poco informati sull'argomento e adattano terapie, anche adatte ad altre patologie, a questa dipendenza; a volte anche in buona fede. Altri invece cercano proprio di sfruttare il fenomeno, e magari sull'argomento sanno poco o nulla ma si dichiarano esperti...
La dipendenza non è facile da studiare perché tocca un argomento per molti imbarazzante, e se in anni passati la dipendenza da pornografia era più difficile da sviluppare, ora grazie ad internet è un fenomeno che può colpire chiunque, e che infatti colpisce senza discriminazione fra età, genere, stato civile o altro







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