Infatti la psicoanalisi non risolve i problemi (proprio 'lei' no

). Vai in analisi perchè devi iniziare a capire che i problemi li devi risolvere da solo: se non ci riesci ti do una mano a 'farti riuscire' ma l'analista non risolve i tuoi problemi. E' di risulta il fatto che la psicoanalisi è un trattamento lungo e quindi dispendioso. In genere il paziente che va in analisi dice spesso ''ma io però non voglio cambiare, voglio solo stare bene, 'tornare' a stare bene 'come prima'...'' ma è ovvio che, almeno in un'ottica psicodinamica, questa è semplicemente una aporia ed un atteggiamento difensivo (che va preso comunque con delicatezza per carità) nel senso che (per semplificare) se sto 'male' significa che la mia intera personalità ha bisogno di modificarsi, di criticarsi, di riconsiderarsi al di là di ogni vanità egoica e, a partire da ciò, a intraprendere un cammino di conoscenza che (a mio parere, salvo casi particolari che vanno presi con le pinze),non penso sia qualcosa di negativo in sè...
Certo, ci sono modi e modi di condurre una analisi e la letteratura insegna in questo senso: spesso (è una mia idea...non solo mia ovviamente) proprio destrutturando il piano teoria-pratica e andando al di la di precetti e convinzioni ossessive inutili e dannose si può evitare di arenarsi...tanto il profondo emerge sempre se si sa ''ascoltare'' pazientemente e con esso tutti i motivi, più o meno prevedibili, di una 'guarigione' (con tutta l'ambiguità che questo termine porta con sè).
Saluti,
Luigi