ras, ma tu come lo sai che incute meno timore, che l'hai provato?
nell'immaginario collettivo (ma anche nella realtà) il filosofo è uno con cui si parla e si filosofeggia, lo psicologo è uno da cui si va perché si ha dei problemi.



E poi, a parte la prima parte del tuo discorso, che è si valida, ma che a volte, purtroppo, non risparmia neppure psicoterapeuti di esperienza, pero' almeno a volte, se è consapevole, puo' rendersi effettivamente conto di cosa "sta" accadndo o per accadere; il consulente filosofico, non so, ed è anche vero che se non ha esperienza psicologica, non so come si renda conto se una persona è ad es., "potenzialmente" grave, il che è ancora piu' pericoloso del grave conclamato.
è vero, però uno psicoterapeuta fa delle supervisioni per discutere con i colleghi i propri casi, quindi ha modo di chiarire eventuali collusioni &simili, in più ha fatto un'analisi personale che gli permette di avere maggiore consapevolezza verso questi processi.


Pero', per me, c'è anche un'altra domanda interessante da porsi: "chi sono i potenziali clienti di qs consulenti, dal momento che non tutti ne conoscono l'esistenza? Ed allora che rischio c'è in qs "particolarita'" della clientela, a diversi livelli?"
questo non lo so, sarebbe interessante scoprire se ci sono dei dati da qualche parte