Alla concezione di Freud che crede poco al cambiamento, si oppone E.Fromm che dice:" Il concetto freudiano che l'individuo ripeta in continuazione delle risposte comportamentali, prodotto delle reazioni emotive a eventi accaduti nei primi 5 anni di vita, è eccessivamente meccanicistico...Il successo della terapia dipende dai fattori costituzionali da un lato e dall'alltro dall'impegno del paziente. Affinchè dei cambiamenti si producano, il paziente deve avere la forza di volontà e la spinta interiore necessarie a produrle".
Anche Jung è dello stesso avviso, quando parla di cambiamento individuativo.
Interessante , a mio avviso, capire anche come, in che cosa e fino a che punto una terapia psicoanalitica abbia l'efficia di produrre tale cambiamento.
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate.