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  1. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: Conflitti inconsci e consci

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    ....Io lavoro attraverso questa relazione, ma per far questo ho bisogno di pensarmi attivo al suo interno (non l’analista neutrale che: “Oddio, se il mio paziente mi vede mentre ballo il latino americano ....”) e ho bisogno di pensare attivo anche chi mi sta di fronte (non vittima della genetica, della biologia, degli ormoni, dei suoi genitori, della società, del mondo cinico, baro e crudele).
    Un saluto.
    Caro Magiston, anche se lo hai spiegato 2 volte, scusami ma non riesco a percepire questa distinzione delle due modalità di intendere il disagio e delle differenti modalità per affrontarlo. Secondo me i due aspetti coesistono sempre ; per me è necessario sia far emergere (portare alla coscienza) la polarità inconscia, sia sanare il deficit che esso ha provocato, sostituendo l'analista alla figura parentale inadeguata che ha causato il trauma: per recuperare il “soggetto” e farne un agente attivo nella terapia l'analista deve lavorare in ambedue le direzioni, tramite lo strumento prezioso del transfert. Il conflitto infatti si vive anche nel setting....riferendosi sempre al mio esempio, il paziente(che ha avuto un genitore autoritario) avverte l'analista come distaccato, rigoroso poco affettivo. In una psicoanalisi, il paziente si comporta esattamente come nella vita quotidiana, anche se i suoi comporamenti sono come compressi, sintetizzati: deve mettersi a nudo e questo gli provocherà angoscia perchè avrà paura di essere respinto, giudicato. Da qui il conflitto, la tensione tra mostrarsi com'è e non essere benvoluto.
    Come poi dici bene tu, c'è pure l'angoscia che deriva dal passaggio dallo stato infantile a quello adulto, l'uscire dalla prigione per andare verso una libertà sconosciuta abbandonando le difese, le stampelle, i gusci, i pregiudizi," i sintomi".
    E qui che risolve la cura. Il paziente si deve sentire aiutato, compreso, appoggiato altrimenti sprofonda in angosce e irritazioni ancora più gravi che scaturiscono dalla stessa relazione terapeutica, qualora si seguono rigidamente i tradizionali canoni di neutralità della psicoterapia ortodossa, e non si offre al paziente la certezza di un forte, autentico supporto affettivo e di una profonda umanità.
    Condivido pienamente la tua idea di pensare attivo.
    Un saluto attivo.
    Ultima modifica di francesca63 : 15-10-2009 alle ore 16.03.38
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

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