Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
Caro IlProfeta,
ma tu ci vedi davvero così ossessionati dal sesso teorico (e magari poco interessati a quello reale)? E come valuti una posizione come la tua di occuparti di chi a tuo dire si interessa solo di sesso teorico per sfuggire al suo essere nulla? Non ti pare questa un'altra ossessione e un'altra fuga?
Infine, una considerazione: i tuoi scritti mi sembrano apocalittici, si respira un'aria da fine del mondo, da "non sprecate gli ultimi 7 giorni!".
Un saluto e una buona domenica a te.
Tu hai ragione a dire questo. Il fatto è che la vita e le pulsioni di cui spesso parlate, sono come un fiume: procede incessantemente, sempre intento a cercare, esplorare, spingere, traboccare, penetrare ogni fessura con la propria acqua.
La vita è mobile, impermanente, e cerca incessantemente di infiltrare, di abbattere queste mura, dietro le quali c'è confusione e infelicità. Una mente che non abbia mura, che non sia gravata dal peso delle proprie acquisizioni, delle cose accumulate, una mente che viva senza tempo, senza sicurezza - per una mente simile la vita è una cosa straordinaria, e anche il sesso.
Una mente che ricerchi la permanenza è presto destinata a ristagnare, rapidamente si riempie di corruzione e di decadenza, proprio come lo stagno lungo il fiume.
Non so se nel corso delle vostre passeggiate avete notato uno stagno lungo e stretto accanto al fiume. Deve essere stato scavato dai pescatori e non è collegato al fiume. Mentre quest'ultimo scorre incessantemente, largo e profondo, lo stagno è torbido, perché non è collegato alla vita del fiume e non contiene pesci. Le sue acque sono ferme, mentre il fiume che scorre rapido lì accanto è pieno di vita e di movimento.
Non pensate che gli esseri umani siano anche essi così?

Si scavano una piccola pozza separata dalla corrente rapida della vita e in quella piccola pozza ristagnano e muoiono; ma è proprio quella stagnazione, quel declino, che chiamiamo esistenza. Scaviamo una piccola tana e ci barrichiamo dentro con le nostre ambizioni, paure, divinità, forme di culto, e lì moriamo, lasciando che la vita ci scorra accanto - quella vita che è impermanente, in perenne mutamento, che è così rapida, ha insondabili profondità, un'eccezionale vitalità e bellezza.
Avete notato che, se sedete in silenzio sulla riva del fiume, ne udite il canto - lo sciabordio dell'acqua, il rumore della corrente? C'è sempre un senso di movimento, uno straordinario movimento verso ciò che è più ampio e profondo; e così la pulsione.

Io sono un Profeta, e questo è il mio ruolo, in ogni tempo e in ogni luogo. Io vi vedo spaventati, non ossessionati. I miei scritti sono da fine del mondo, perché la fine del mondo è vicina: non sprecate gli ultimi giorni, sette o più che essi siano.
Un saluto.