Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
Ma per gestione del transfert nelle TCC si intende la stessa cosa che in analisi? Voglio dire, il transfert viene usato come strumento di indagine dell'inconscio o piuttosto come mezzo per agevolare una terapia di tipo direttivo? Mi piacerebbe scendere nei particolari di come nei casi di traumi che tu esponi, con tanto di minaccia di suicidio la TCC sia più efficace della psicoanalisi, perché mi è nuovo come concetto, ma non per motivi ovviamente di studi o professionali come nel tuo caso, ma per frequentazione attiva qualche anno fa di un centro antiviolenza (anche se il mio impegno era diverso dall'aiuto psicologico).
Assolutamente no. In TCC non si considera l'inconscio e in generale con questi pazienti va accuratamente evitato di scendere ad un livello così profondo per ovvia impossibilità da parte del paziente di tollerare un vissuto così sgradevole. Stiamo parlando di persone che hanno sintomi particolari, come un vissuto intrusivo dell'evento che si presenta ripetendo il ricordo dell'evento, alterazioni dello stato di coscienza, allucinazioni, incubi, aggressività incontenibile; soprattutto nella fase più acuta del disagio. Il transfert non viene dunque usato come strumento di indagine ma essendo presente in termini di reazioni emotivamente molto forti a prescindere dalla volontà del terapeuta, e in termini di uguale attaccamento al terapeuta, va canalizzato, e sicuramente reso innocuo cercando di rassicurare il paziente rispetto alle sue preoccupazioni più vive di quel momento. Il paziente va riabilitato, e in tempi brevi. Certamente bisogna che queste persone acquisiscano fiducia in noi e non è una cosa facile. Non vanno assolutamente Frustrati i loro bisogni, né tantomeno vanno fatte Interpretazioni di alcun tipo proprio perché il disagio è quanto di più chiaro possa esserci, e dunque non "interpretabile". In questo senso la psicoanalisi potrebbe avere la pecca di voler rimandare a vissuti infantili delle motivazioni del disagio che invece sono assolutamente attuali, poiché il trauma in questi casi è di recente apparizione e non arcaico, né riconducibile a vissuti edipici.

Dunque l'efficacia è proprio nei tempi di recupero, e cioé nel limitare un danno che in psicoanalisi può essere trattato con tempi che non consentono il recupero immediato; è necessario e indispensabile concentrarsi sul momento attuale piuttosto che sull'infanzia. Poi - come in tutte le cose - sta al terapeuta essere in grado di agganciare il paziente in modo efficace, e in questo non esiste una modalità standard. Dunque non vedo come possa esserti nuovo dato che i tempi lunghi aumentano sistematicamente il rischio di danni (ed è un concetto fondamentale quando si parla di emergenze).

Che poi lo si voglia trascurare per i motivi più vari, o per ignoranza è un'altra storia.
Molti lo ignorano e non se ne fanno un cruccio (tanto mica sono loro a rimetterci).

mf

P.s. La psicoanalisi può essere utilizzata in seguito, spesso dopo molti anni, quando il paziente ha ritrovato un equilibrio ed è dunque stata arginata l'Emergenza. E in questo senso ogni orientamento ha una sua Funzionalità - cosa che cerco di dire da parecchio - ma ahinoi nessuno di questi verrà mai a dirci che ha dei Limiti poiché la speculazione che gira intorno a certe cose è parecchio più forte dei Valori su cui sono fondate le rispettive scuole di pensiero. Ciò che conta è riuscire ad essere più forte della speculazione, perché sarà soltanto questo a far la differenza.