scusate per il mio messaggio poco costruttivo, ma era legato ad una incomprensione del Cambacia del post precedente, da me interpretato come cambia e non come combacia.
Mi sembrava strano che l'utente prima di me scrivesse che un deterioramento frontale non porta a cambiamento dell'attenzione quando invece sappiamo che in primis, oltre agli aspetti comportamentali, un deterioramento frontale è anche responsabile dei deficit a carico delle funzioni esecutive e di controllo e quindi dei deficit a carico delle funzioni attentive. Capito che il cambacia era per un combacia e non per un cambia ho editato

. In quanto all'argomento del post mi permetto di aprire una piccola polemica che poi chiuderò immediatamente non rispondendo ad eventuali post successivi. Mi pare che si stia discutendo del sesso degli angeli in questo thread, dato che la richiesta iniziale è "quale diagnosi per", quando sappiamo bene, e qualcuno giustamente lo ha fatto notare, che per arrivare una diagnosi occorrono in primo luogo degli esami strumentali, ed io suggerisco anche ematici. Il resto è se non relativo, complemetare. Io in ambulatorio quando vedo pz neuropsicologici chiedo di arrivare con gli esami strumentali già fatti e refertati. Quindi procedo ad una raccolta dell'anamnesi col familiare e col paziente, cosa che credo facciano tutti. Quindi passo all'esame obiettivo col neurologo e poi, credetemi, se si hanno un minimo di competenze e di esperienza e non ci si improvvisa neuropsicologi post - tirocinanti basta un minimental per arrivare alla diagnosi, o massimo un moda, a meno di casi eccezionali. Sono profondamente contrario ad un approccio testistico come vedo spesso qui, per cui si danno suggerimenti del tipo "fai questo test", no " fai quest'altro". A che pro?cosa ci cambia ai fini della diagnosi?Nulla. E provenendo dalla scuola di Spinnler credo di non essere proprio l'ultimo arrivato. Eppure spesso mi arrivano relazioni neuropsicologiche con allegati tre mila test (!!!) per arrivare ad una conclusione di tre righe del tipo "si conclude per la presenza di un decadimento cognitivo in atto", del tutto tautologica, a cui probabilmente poteva arrivare anche il panettiere del paziente.